domenica 17 Ottobre 2021

Caro coniglio pasquale…

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di SAMBA ROSSI –  Sì, lo so che è un po’ prestino per scrivere a te… ma Gesù Bambino e Befana sono già occupati a leggere le letterine di un malinois che scrive sotto dettatura;  Babbo Natale ormai si è ritirato in mezzo ai pinguini (e poi ho il dubbio che non sia la persona più adatta a parlare di collari elettrici: quel naso rosso di Rudolph, che si illumina in quel modo, mi ha sempre dato un po’ da pensare)… e insomma, mi resti solo tu. Tra l’altro è meglio che ti scriva io adesso, perché se non lo faccio scommetto che a Pasqua ti scriverebbe il malinois.
Chi sono io, chiedi? Sono una rottweiler.
Femmina, e come tale rompicoglioni professionista.
Vedi di sopportarmi, anche in virtù del fatto che tutte le sere, quando esco a far pipì sul prato davanti a casa, incontro un sacco di tuoi simili (la mia umana continua a chiedersi da dove cavolo arrivino, ma il mistero per ora rimane irrisolto) e finora non ne ho mangiato neanche uno.
NO, non perché non arrivi a beccarli (sì, vabbe’, anche… ma solo all’inizio): perché la mia umana, che non capisce un accidenti delle gioie della caccia, mi ha severamente impedito di rincorrerli.
Dandomi scosse elettriche? Ma va la’.
Mi ha solo detto “NO!”… e vabbe’, lì sono partita lo stesso all’inseguimento. Poi però mi ha dato una pacca sul sedere (eeeeeh, lo so che è una bieca maltrattatrice…), e lì ho capito l’antifona.
Cioè, ho capito che non vuole che insegua i conigli: non so perché, ma se lo dice lei mi fido, perché noi siamo un team e lei, tra noi due, è la più vecchia (moooolto più vecchia) e la più esperta, quindi deve aver ragione per forza.
E’ su questi presupposti che si basa un po’ tutto il nostro rapporto: io non è che sia proprio il cane più docile di questo mondo, eh… sono stata una cucciola “senso Puppy” e quindi sono intelligentissimisssima (me la tiro? Sì, me la tiro. Potranno mica tirarsela solo gli umani).
Siccome sono intelligentissima, a volte (okay: spesso) vorrei fare di testa mia: e ogni tanto capita che con l’umana discutiamo. Però lei ha l’Arma Segreta: i wurstel. E quando usa quella… ha sempre ragione, punto.
Poi, vabbe’, non è che ci sia solo quello.
C’è anche il fatto che lavoriamo insieme da tanto tempo (ho quasi due anni e abbiamo cominciato quando avevo due mesi), che ci capiamo con uno sguardo, che facciamo un sacco di cose insieme e che ci divertiamo moltissimo a farle. Sono cose che contano, sai, coniglio.
Che costruiscono una cosa che gli umani chiamano “rapporto” e che per me significa che mi parte la coda a mille quando vedo l’umana. E sono sicura che partirebbe anche a lei quando vede me, solo che a lei devono averla amputata (poverina, è nata quando ancora non era vietato tagliare le code) e quindi non ce l’ha. Pazienza.
Caro coniglio, ora tu ti starai chiedendo perché ti scrivo: be’, lo faccio per via di quel malinois di cui ti dicevo sopra. Quello che scrive sotto dettatura.
Non ti ho ancora detto che a dettargli le letterine è un avvocato, quindi uno che con le parole ci sa fare. E ci sa fare anche con i cani, perché ha al suo attivo un sacco di gare e di bellissimi risultati: insomma, sarebbe anche uno da stimare, se non fosse per questa sua pessima abitudine di strumentalizzare i cani per togliersi certi rospetti dalla gola e per attaccare quelli che fanno Utilità e Difesa, facendo credere in giro che usino tutti (o quasi) collari elettrici e in generale modi violenti e crudeli.
La mia umana, ogni volta che legge una di queste letterine, ringhia.
Ringhia perché ‘ste cose lui le dice sempre senza fare nomi, però invitando gli altri a farli (si chiama “mordere il salamotto e nascondere i denti”, o qualcosa del genere); ringhia perché quell’avvocato lì è venuto anche a fare una docenza all’ultimo corso ENCI organizzato sul nostro campo, e poche settimane dopo ha scritto a Gesù Bambino dicendo su tutti in campi in cui si fa UD c’è pieno di maltrattatori ed elettrificatori, quindi qualcuno potrebbe pensare che li abbia visti pure da noi.
Ringhia perché detesta tutti quelli che fanno di tutta l’erba un fascio, ma anche perché di fasci, volendo, se ne potrebbero far ben altri (l’umana si chiede perché non se la prenda con i comportamentalisti spacciapillole, per esempio, o con quelli dall’eutanasia facile. Ah, no: non chiedermi cosa vuol dire eutanasia. Ho provato a farmelo spiegare, ma lei rifiuta di parlarne. Così ho provato a sentire un po’ in giro, ma nessun cane ha le idee molto chiare in merito: da quel poco che ho capito, penso che sia tipo quando i conigli, invece di metterli nel cestino con le uova pasquali tutte colorate, li mettono in forno).
Insomma, sta di fatto che a me dispiace sentir ringhiare l’umana: quindi vorrei che tu, a Pasqua, portassi un bell’ovetto all’avvocato. Un ovetto con dentro una bellissima sorpresa.
Quale sorpresa? Be’, per esempio quella di scoprire che di campi come il nostro, dove si gioca e ci si diverte un sacco e si mangiano tante Armi Segrete, ce ne sono sempre di più. Io non dico che siano tutti così, per carità… gli stronzi esistono ancora, sono sempre esistiti e probabilmente sempre esisteranno: però il sentimento comune verso i cani è già cambiato un bel po’ e sicuramente cambierà ancora. E non a forza di letterine, ma con l’esempio.
Con i cani che vincono (o vinceranno: diamo anche tempo di crescere ai cuccioloni come me…) senza aver mai neppure sentito parlare di tele o di collari a punte o di botte (la pacche sul sedere non contano: prima scherzavo. Quelle sono solo dimostrative, tant’è che la mia umana quando me ne dà una si fa più male di me).
Mi ha detto l’umana che si chiama “rivoluzione culturale”, e che si potrà fare solo dimostrando coi fatti che si può arrivare su un podio anche rispettando i cani.
Gli stranieri è già da un po’ che ce lo dimostrano, ma qui c’è bisogno che vinca anche qualche italiano: che batta clamorosamente i “cattivoni” e che faccia capire loro che è ora di svegliarsi e di cominciare ad aprire la mente a nuove tecniche e a nuovi metodi.
Purtroppo è verissimo che alcuni di questi cattivoni non cambieranno mai: sono vecchi, sono testardi e soprattutto hanno paura.
Lo so, questo, perché anche la mia umana è vecchia.
E’ così vecchia che ieri, quando ha preso la scopa per pulire il pavimento dopo che io ci avevo sbriciolato sopra un intero pacchetto di  fazzolettini di carta, ho pensato che potesse salirci sopra e volare. Invece mi ha fatto un cazziatone per i fazzoletti (era meglio se volava, uff).
Comunque, dicevo: è vecchia e anche lei ha avuto molta paura di imparare tecniche che non aveva mai usato. Ha avuto paura di ricominciare tutto da zero: e infatti si è trovata in difficoltà.
Anzi, ogni tanto ci si trova ancora, pur non avendo mai usato in vita sua né collari elettrici né punte né altro… però le cose nuove sono nuove, e come tali difficili da assimilare e da trasformare in automatismi.
Ogni tanto mi dice che io sono il suo esperimento, e che è per questo che ogni tanto sembro una testa di cazzo (tipo quando mi guardo in giro in condotta anziché guardare lei: ma noi ci guardiamo già taaaaanto… anche la sera, quando stiamo abbracciate sul divano. Al campo ci sono cose diverse e interessanti, e fammele guarda’, no?).
Ogni tanto invece dice che sono proprio una testa di cazzo tout court. Però lo dice ridendo, perché tra noi si ride molto e si scondinzola molto (vabbe’, io scodinzolo. Lei fa quello che può, poveretta).
Insomma, anche lei ha avuto paura, all’inizio: ma si vede che, pur essendo una befana, ha ancora la mente abbastanza elastica da essere disposta a provare tutto ciò che c’è di nuovo e di bello.
E lei dice che prima o poi ci arriveranno anche tanti altri. Qualcuno magari no, perché se la fa troppo sotto: ma tanti sì.
Solo che, per riuscire a fare questa rivoluzione, bisogna avere taaaaante persone e taaaaanti cani che fanno UD: che la fanno come noi, ovviamente, divertendosi alla grande.
Perché se rimaniamo in quattro gatti, allora sarà più difficile vincere: e se non vinciamo, non convinciamo nessuno.
E’ un percorso che richiederà tempo, dice l’umana.
Ma che avrebbe anche bisogno del pieno sostegno da parte di chi, come noi, crede nel rispetto reciproco e nel lavoro fatto per piacere e non per costrizione.
Se invece proprio chi la pensa come noi è il primo ad attaccare la nostra disciplina, allora la gente se ne allontanerà… e a praticarla rimarranno – per davvero – soltanto i cattivoni… più quattro gatti di poveri illusi che speravano di cambiare il mondo, come i quattro amici al bar di Gino Paoli.
Allora, coniglio, me lo fai questo favore?
Lo prepari un uovo di Pasqua per l’avvocato, con dentro la consapevolezza che dettando ‘ste cose al povero malinois sta facendo sempre più il gioco degli stronzi e non aiuta per niente chi stronzo non è?
Come vedi te lo chiedo con ampio anticipo. Molto ampio. Così hai tutto il tempo per pensarci e per preparargli un uovo davvero bello, davvero speciale, davvero cinofilo.
In cambio io prometto di non inseguirti, se ti incontro. Anzi, se per caso sei uno di quelli che di notte si aggirano per il prato sotto casa, fatti riconoscere: scommetto che diventeremo amici (e NO, non ho incrociato la coda. Giuro).

Samba

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10 Commenti

  1. Cara Rott, sono quel malinois cui facevi cenno nel tuo articolone, e poiché mi sono sentito tirato per la giacchetta, avevo deciso, di primo impulso, di risponderti. Poi, riflettendo, ho pensato che forse sarebbe il caso lo facesse l’umano che “dirigeva i lavori”. Intanto perché ne ha un po’ piene le tasche di essere additato come l’avvocato, nella sua accezione negativa, cioè di colui che, sapendoci fare, per professione, con le parole, le usa per turlupinare il prossimo; un po’ perché credo che questa sarà l’ultima replica sull’argomento, cui non seguirà neppure l’articolo che tu paventavi, quello Pasquale. Dunque, cara, ti sei affrettata per nulla. Credo infatti che l’umano in questione, vista la reazione dei cosiddetti “buoni”, alle sue note – quella dei cattivi le conosceva da un pezzo – ha deciso che se ne starà zitto. D’altro canto, diversamente dalla tua padrona, lui non ha da accontentare un pubblico di lettori. Dunque andrà così.

    Vi sono critici, spesso ipercritici, che amo definire relativisti comparativi. Ti occupi di animali? Ti criticano perché l’umanità è più meritevole. Pensi ai vecchi? Ma perché, con tutti i bimbi che muoiono di fame. Ti occupi di questi ultimi? E il pianeta? E della salvezza del genere umano non ti occupi?
    Il critico comparativo, in verità, non si occupa di nulla, però è assai solerte nel criticare.
    Fin dal primo articolo sul perché non comprare un malinois, seguito dalla lettera a Gesù, e poi a quella più esplicativa per bambini un po’ gnucchi, indirizzata alla Befana, non ho detto né inteso dire che nell’ud fossero tutti violenti, mi riferivo a una parte soltanto, la maggior parte. Una parte così grande da annullare o quasi l’altra assai sparuta. Comunque raccontavo in forma allegorica, non esprimevo principi ferrei e assoluti. Non volevo occuparmi della “caninitá” in senso cosmico, ma, terra terra, di un settore specifico, che, purtroppo, un po’ conosco.
    L’assunto ti fa ringhiare? Mi spiace un po’, ma me ne farò una ragione.
    Comunque la mia parentela con l’UD è un po’ questa che segue. Avevo vent’anni, la praticavo e l’ambiente mi schifava. Strozzi con il filo spinato, piste con pesi sul collo e ancora filo spinato per mantenere la testa bassa, randellate a iosa. Ma che buon esempio! ero additato come una specie di frocetto che viveva sulla luna. Le eccezioni c’erano già allora. Saronni urlava ma era gentile, Vittorino Meneghetti, quantomeno con i miei cani era bravo e mai violento. E gli altri? Persino le attuali gentiliste allora prendevano a calci in bocca i loro cani; ora si “limitano” a sostituirli come capi dismessi.
    Vorrai perdonarmi se sono fuggito disgustato invece di immolarmi sull’altare del buon esempio.
    Ritorno alla fine degli anni ’90, prima con l’agility, e con l’obedience poi.
    Quelli dell’UD si sono “ripuliti”. Spariti randelli, filo spinato e impiccagioni varie. Miracolo? Ma che dici? Ripuliti, ho detto, mutati d’abito, mica d’animo.
    Sono arrivati i tele, i collarini con le punte limate, elegantemente ricoperti di stoffa, tono su tono. Il conduttore mica si gioca la vigilanza intervenendo. Macché, delega la macchinetta con comando a distanza.
    Già ti sento, “ancora di ogni erba un fascio”.
    Lo so bene che esistono i Davide e i Luca di Torino. Solo per la gentilezza e l’eleganza di Davide ho accettato di tenere il corso. Per non parlare del mio amico Gigi “baffone”, col quale ho tanto discusso negli anni passati e ora chiacchiero amabilmente. Anche Stefano di Genova lavora pulito ed è persona intelligente. E Annamaria di Lucca? Le voglio un gran bene.
    Per non parlare di alcuni campetti in cui si lavora pulito e senza coercizione, ma quanti sono e, soprattutto, con quali risultati agonistici? I nomi citati sopra che risultati ottengono?
    La gente, purtroppo segue chi fa i podi e loro sui podi non ci salgono e, temo – incrocio per scaramanzia – non ci saliranno mai. E qui dovrei parlarti di regolamenti di ring e mondio, che prevedono che il cane desista dall’attaccare a pochi centimetri dal figurante, della difesa dell’oggetto e altro. Come li lavori per essere competitivo se non con il tele? Dei cani costruiti con tempra sempre più alta per tenere il lavoro, tanto poi c’è il tele. Ma che te lo dico a fare? Tu stessa hai elencato questi problemi in calce all’articolo-coniglio, dunque li conosci bene. Come dici, e io condivido in pieno, che non esiste il tele bene e il tele male. Non si usa e basta. C’è, deve pur esistere un limite etico agli interventi.
    E all’estero? Ma dove hai letto che l’uso sta diminuendo? Sul Corriere dei Piccoli? Magari ne fanno un uso più tecnico, questo è certo. Francia, Germania, Belgio lo utilizzano comunque a man bassa. Li ho visti con i miei occhi. Li vendono sulle bancarelle, bordo campo gara. Negli USA pare sia la stessa cosa. Amici di amici, professori universitari in una prestigiosa università americana, li hanno applicati ai loro barboncini per far sì che non abbaino. Giuro! E li mostrano agli ospiti con candore sconfortante.
    Ma concludo, pena la pedanteria, che detesto.
    La mia visione dell’uomo di ieri, di oggi e, certo, di domani, è senza ombra di dubbio, assai pessimistica. Basti leggere qualche libro di storia, storie di massacri, per restare sconcertati.
    Tu certo mi giudicherai un inguaribile cinico, mentre io vedo me stesso realista e tu inserita in un mondo inesistente, tipo “Mulino Bianco”. Il tuo articolo non farà mutare la mia visione del mondo, come questa risposta lascerà inalterata la tua.

    Ps. Francamente, con i miei scritti, non credo di aiutare gli “stronzi”, e, per contro, con i miei stage ritengo di aiutare chi stronzo non è, mostrandogli il giusto e armonico rapporto con il proprio cane. Qui non certo scrivendo, ma rotolandomi e facendo il cane per sentirmi cane fino in fondo.

    • Caro Maurizio, forse non aiuti gli stronzi ma sicuramente allontani i non-stronzi dal mondo dell’UD; impedendo quindi loro di essere abbastanza numerosi da salire, prima o poi, su un podio. Cosa che sono assolutamente certa essere possibile… anche perché non è che i cani lavorati in modo tutt’altro che etico siano sempre lì a vincer coppe, eh. Però, per fare cultura VERA, serve l’esempio e non basta urlare. A me non dispiace affatto che si urli contro i maltrattatori (perché questo sono, e non “addestratori”): però lo si deve fare con nomi, cognomi e indirizzi, se li si conoscono. E magari con una bella denuncia allegata. Altrimenti, purtroppo, quelli continueranno imperterriti a lavorare così, e gli altri – i “buoni” – se ne staranno alla larga. E l’UD, che ritengo una delle discipline più belle del mondo, finirà per morire ammazzata ANCHE da chi voleva solo difendere i cani.

  2. In relazione a fare UD, è divertentissimo, bellissimo…però i meticci possono solo esordire. Ed esordire e poi non poter più fare altro non incentiva certo a partecipare.
    Ok le prove dovrebbero servire a migliorare la linea di sangue (che per i meticci ovviamente non ha alcun senso); però altre discipline (Agility-Ob-Rally O) ci hanno dimostrato che alcuni meticcioni o meticcini sono assolutamente in grado di destreggiarsi ad altissimi livelli. Certo ripeto a livello riproduttivo non ci sarebbe alcun vantaggio affinché i non di razza vincessero (e quindi gareggiassero) ma se anche in una disciplina che già di suo non gode (e Dio mio non riesco a capire assolutamente perché, a tutti i cani che ho conosciuto mordere piace da impazzire) di una ottima nomea facciamo pure gli aristocratici…beh
    Altra considerazione, può, dico può, capitare che una persona come primo cane decida di prendere un meticcio (per questioni di costi [solo apparenti]; sensibilità [solo apparente]; inesperienza [vera]); perché escluderlo dal piacere di poter fare UD? Intanto comunque imparerebbe tecniche da riproporre eventualmente in futuro, eventualmente anche con altro cane…

  3. “Comunque, dicevo: è vecchia e anche lei ha avuto molta paura di imparare tecniche che non aveva mai usato. Ha avuto paura di ricominciare tutto da zero: e infatti si è trovata in difficoltà.”
    Trovo queste righe teneri ed umili, degne di una grande professionista. Complimenti, Valeria.

  4. Alcune brevi considerazioni….
    – felice di sapere che una persona come Valeria Rossi abbia percepito una certa strumentalizzazione tra le righe della ‘ letterina’..almeno non sono matta.. Se poi lei dice che è un vizietto …
    – credo che tacciare di strumenti di maltrattamento tele e punte in senso assoluto ( intendo punte normali, non ovviamente quelli limate ad hoc dopo l’acquisto) non rispecchi sempre la realtà dei fatti. Ad essere demonizzato dovrebbe essere l’uso che ne viene fatto . Ricordo che il tele va da 1 a 18 e che X certi cani basta addirittura la vibrazione X correggere comportamenti sbagliati su cui magari ci si dovrebbe altrimenti accanire con rinforzi negativi X settimane
    – credo che all’estero usino tele e punte almeno quanto noi italiani. In USA li trovi nelle patatine, e non sono manco bravi ad usarlo. In Germania, est Europa ecc ecc non mi risulta che schifino tali strumenti..hanno sicuramente più criterio nell’usarli, ma li usano…
    – il discorso sugli strumenti va inserito in un più ampio discorso di rapporto tra strumenti- abilità del preparatore e del conduttore- livello richiesto nelle performance di gara ( perché se un cane ci mette 1/4 di secondo ad andare in platz a momenti è già troppo) – e soprattutto tempra del cane…una volta la signora Rossi scrisse che i grigioni sono cani della madonna nel senso che solo la madonna può gestirli…ora, io purtroppo non ho un grigione ( spero un domani di rimediare) e so che non son mica tutti iperdotati al livello caratteriale, però nello stesso articolo mi pare spiegasse che esistono linee di soggetti davvero durissimi. Quindi ci sarebbe da discutere sul perché di queste linee, sui metodi che ne conseguono e ovviamente su tutta una cultura di gara che punta più alla spettacolarità e alla perfezione maniacale che all’utilità e difesa vera ( che poi sarebbe quella che servirebbe davvero in casa e nella vita quotidiana, perché il mondo non è sempre sicuro X nessuno…)

    Comunque, io amo l’ud, credo che sia il più sensato degli sport cinofili ( non uccidetemi , e’ un parere schifosamente di parte) e credo che il cane dopo che ha fatto il suo lavoro al campo o dove sia, se ne debba stare sul divano di casa sua, e la notte se ne debba dormire minimo di fianco al letto, se non proprio dentro che sarebbe anche meglio

    • Clari, sono pienamente d’accordo con quanto dici: certi strumenti esistono e vengono usati solo perché in gara ormai è richiesto un livello talmente elevato da rendere moooolto difficile il suo raggiungimento. Per questo si devono “costruire” cani esagerati, se non addirittura esasperati, che poi finiscono per essere difficilmente controllabili e quindi rendono – se non indispensabile, perché di indispensabile non c’è nulla – almeno molto “appetibile” l’uso di strumenti non propriamente “gentili”. Verissimo anche che c’è modo e modo di usarli… ma mentre ho visto diversi stranieri (americani compresi) fare un uso del tele che sicuramente non può essere paragonato a un maltrattamento… be’, in Italia a quanto mi dicono ci si va molto più pesanti. Ribadisco che nessuno dei (pochi) peraltro colleghi che frequento e che vedo lavorare ne ha mai fatto uso almeno in mia presenza, quindi vado proprio per sentito dire… altrimenti li avrei già denunciati.
      Sta di fatto che non tollero proprio il concetto che si debbano usare scosse elettriche per convincere un cane ad obbedirmi: forti o leggere che siano, non mi piacciono e quindi non ne farò mai uso. Diverso il caso (e lo ripeto da secoli) in cui si debbano usare strumenti del genere per salvare la pelle di un cane (quelli che scappano in mezzo alla strada e rischiano di farsi ammazzare, per me possono benissimo trovare una recinzione elettrica o prendersi una scossa dal collare: preferirei che il cane fosse stato educato bene e non scappasse… ma quando ormai il danno è fatto, rischiare che crepi per una questione di etica/principio non mi pare corretto). Però, in addestramento, NO: non lo uso e vorrei che ne fosse vietato l’uso.
      Ma vorrei anche che si tornasse a livelli di lavoro più abbordabili, accessibili anche a cani “normali”, che non ci costringessero ad allevare ‘sti “superdog che a due mesi già mordono come coccodrilli… e che a quattro, se non hai le palle più che quadrate, già cercano di dominare te e tutta la famiglia. Ma questa è utopia, purtroppo 🙁

      • Grazie per la sua risposta Valeria,mi trovo in pieno accordo con quello che scrive. Ho la sua stessa visione in merito all’uso del tele, lo accetto come salvavita, lo detesto se usato come scorciatoia. Credo che anche questo aspetto sia sintomatico della strana cultura che va diffondendosi nell’ud. Mi spiego: dal mio punto di vista un vero cane da ud è un cane che possiede una certa docilità ( nel senso di propensione ad apprendere ed eseguire richieste del conduttore), una tempra medio- alta, un predatorio buono, nervi molto saldi e una buona aggressività,che, se è unita ai nervi saldi, è un grande pregio. Ora, se avessi un cane con tali risorse, dedicherei alla sua educazione e al suo addestramento tutto il tempo necessario e con la massima attenzione, di certo non prenderei scorciatoie e non farei esperimenti ( perché sappiamo che il tele a volte risolve un problema ma ne crea altri, senza contare che alcuni cani capiscono quando lo indossano e quando no, quindi non è la panacea seppur brutale per tutti i mali). Certo,questo discorso vale se x me quel cane è una risorsa vera, se è il cane che vivrà dentro casa mia, con la mia famiglia, che mi accompagnerà per strada e che dovrà DAVVERO essere capace di intervenire in situazioni di pericolo, manica sì o manica no. Se però quel cane avrà come unico scopo quello di essere uno sportivo, se in giro non ce lo porterò mai perché le sue grandi qualità saranno finalizzare sempre e solo allo sport al campo, se in casa non sa nemmeno starci perché vive dentro al Kennel ed esce solo per lavorare, se al guinzaglio normalmente non ci sa andare perché conosce solo il fuss da gara o sennò nisba….allora pur di raggiungere la mia performance userò anche qualche scorciatoia…e creerò anche cani iper dotati solo dal punto di vista sportivo…ecco, secondo me si sta perdendo il senso vero del cane da UD, perché l’ud il cane dovrebbe farla prima di tutto dentro casa sua…

  5. che bella letterina, Samba, si sente che in casa tua si respira aria buona di rispetto ed affetto reciproco…Immagino che sai di essere molto fortunata ad essere l’esperimento di “quell’umana là”: dalle cose che senti dirle ogni giorno sai già che non tutti i tuoi simili sono fortunati come te. Proprio per questo, oggi che è il primo giorno dell’anno nuovo, ti auguro sinceramente di raggiungere risultati superlativi, basta con i gufi, basta con gli sputasentenze e con gli immobilisti deltantononcambieràmainiente. Con l’impegno e la competenza si vince, con altri mezzi si imbroglia.

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