di VALERIA ROSSI – Ricevo e pubblico di gran carriera, perché questa è una storia bellissima e soprattutto una storia che può insegnare molto (almeno a chi vuole capire).
I cani piccoli vengono spesso additati come antipatici, insopportabili, isterici, schizzati eccetera eccetera: e molti pensano che lo siano proprio “per razza”, mentre purtroppo sono le bambinizzazioni coatte a renderli così.
Chi bambinizza non fa mai uscire il piccoletto (potrebbe ammalarsi, poveriiinooo!), non gli permette di socializzare (i cani grossi? Brutti mostri, me lo mangiano, povero amore mio!), non gli permette, insomma, di vivere da cane: e lui si adegua, dimenticando di esserlo e sviluppando, nella stragrande maggioranza dei casi, un’avversione globale verso tutto ciò che non è la sua mamma umana.
Ha paura di tutto perché non conosce nulla, e spesso reagisce a questa paura con manifestazioni aggressive… almeno finché non incontra un umano diverso.
E’ stato il caso di Silvia, chihuahua che ha riscoperto la vita avendo avuto la fortuna di cambiare casa e famiglia.
Ecco il racconto di Denise, la nuova proprietaria:

Non avevo mai preso in considerazione l’idea del chihuahua… poi mi è capitata lei: 1500 gr di tenerezza e timidezza. Aveva quasi 8 mesi quando ci siamo incontrate ed aveva vissuto gran parte del tempo dentro casa con la ex proprietaria. All’inizio ovviamente aveva paura di qualunque rumore e ad ogni tre passi col guinzaglio toccava fermarsi, abbassarsi e con dolcezza invitarla a proseguire… altri tre passi, mille complimenti tra gli sguardi perplessi dei passanti ed altra pausa. Avanti così per qualche giorno e finalmente il guinzaglio è stato accettato. Dopo qualche mese di pazienza anche una buona parte dei rumori esterni sono stati accettati. Oggi Silvia ha due anni e mezzo, è una camminatrice instancabile e gli unici nemici imbattuti sono gli autobus e i bambini che (urlando o meno) le corrono accanto o incontro, facendola appiattire al suolo. Non abbaia praticamente mai, adora ricevere coccole dalle persone senza mai essere invadente, insomma è persino una socia perfetta: dividiamo l’ufficio full-time ogni giorno! E coi cani? A me piacciono tutti e, nutrendo anche un po’ di sana invidia per chi ne possiede uno dai venti kg in su, l’ho sempre fatta socializzare con tutti. Ci tenevo a documentare quest’ultima parte con un video, perché troppo spesso i micro-topo-cani vengono additati come isterici attaccabrighe.

E questo è il video (purtroppo wordpress ha grossi limiti di caricamento e quindi per inserirlo ho dovuto “alleggerirlo” molto, abbassandone tragicamente la qualità: ma direi che il concetto si capisce perfettamente!)

C’è bisogno di commenti? C’è altro da aggiungere?
No, direi proprio di no. Ci pensa già la coda di Silvia, a dire tutto!

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18 Commenti

  1. Non so,io però sono anche un po’ stufa di sentirmi in colpa. Ho un maltese di 3 anni e dopo il primo anno senza che ci siano stati episodi particolari ha iniziato a diventare un abbaione seriale verso gli altri cani! Finché non ci sono altri aninali in giro è un angelo, se intravede un cane a 100 metri si sgola di abbai. Esce tantissimo, corre , poco guinzaglio. Cerco di farlo socializzare di più ma difficile trovare un altro padrone che sopporti gli abbai e non cambi strada col suo cane. Ho persino pagato una Dog sitter (seria, non la studentessa part time) per farlo uscire ancora di più. Niente. Anche lei si è arresa dicendo semplicemente che era fatto così. Quando poi trova un altro cane “buono” e forse un po’ sordo, e un padrone che non si spaventa e non mi accusa subito di “cane piccolo rompi palle padrona che lo maltratta” come se la giocano. …

    • Ma percheè sentirsi in colpa? Il tuo maltesino abbaia solo quando è al guinzaglio o anche quando è libero e interagisce con altri cani?

      • Perché so che la gente pensa che dietro un cane che abbaia c’è un padrone che sbaglia… ma io non so dove sbaglio! Abbaia sempre forse di più quando è al guinzaglio. Se è libero e l’altro cane anche meno, o comunque più nella fase iniziale di conoscenza.

        • Non c’è mica da sentirsi in colpa, c’è un problema e cerchi di risolverlo. Pero’ andrei in un campo d’addestramento se fossi in te. La volta che si lancia contro un cagnone che ha la luna storta, potrebbe riportare seri danni

    • Cosa esprime con il linguaggio del corpo mentre abbaia? paura, eccitazione, allerta? dal tuo racconto il cane sembra ben socializzato quindi a naso direi eccitazione e voglia di giocare/interagire, se è così io insegnerei al cane a calmarsi quando mostra un eccessivo eccitamento e gli permetterei di avvicinarsi all’altro cane solo dopo che si è tranquillizzato un po’, anche perchè se un cane troppo eccitato si avvicina ad un cane che non ha voglia di interagire con lui rischia di prendersi una pinzata.

      • Spesso la situazione tipo infatti è questa: Masua che corre libero e contento. Intravede cane in lontananza. Non capisce più niente e gli corre incontro ignorando richiami e sopratutto reazione dell’altro cane. Il più delle volte (quando non riesco ad afferrarlo in tempo e trattenerlo) è il padrone dell’altro cane a stizzirsi e allontanarlo (una una volta mi ha detto “al mio cane non piacciono quelli troppo irruenti”) . Oppure trova un altro cane che si incazza e le rare volte che invece ne trova uno tranquillo giocano ma sempre con contorno di abbaio. Quindi si, credo sia eccitazione, richiamo… booo. Proverò a trattenerlo ma mica facile ?

        • Ciao Chiara! Bè, il rischio di prendersi una pinzata da qualche cane nervosetto c’è, ma secondo me invece è paura la sua. Il mio Border quando incontrò Margò, che è sputata alla tua, vedendola arrivare abbaiando come una forsennata, è stato lui a fare il giro largo (se può evitare di litigare, evita), ma poi lei si è avvicinata (coraggiosissima), sempre borbottando, piano, piano, lui è rimasto fermo, ha lasciato che fosse lei a fare il primo passo…da allora quando si incontrano è festa grande, se fosse stato un maschio ad avvicinarsi ringhiando e oltre al suo avvertimento e il mio verso il padrone, le cose non cambiavano…credo che una pinzatina se la sarebbe presa ;-)…credo comunque che Valeria, sappia consigliarti al meglio!

        • Con la mia cana che aveva un atteggiamento simile in prossimità dello sgambamento ho utilizzato il seguente sistema: quando cominciava a tirare troppo la riportavo indietro di una decina di metri, la facevo mettere seduta aspettando che si calmasse un po’, prima di ripartire le davo il comando “piaaano”. Le prime volte farà 5 metri piano poi ricomincerà a tirare, allora la riporti indietro e ripeti, l’importante è che il cane associ il fatto che quell’eccitamento non la fa avvicinare alla fonte di divertimento ma la fa allontanare, se invece non ti stacca il braccio come premio si arriva all’area giochi. Imparando questo comando lo puoi replicare anche quando incontra un altro cane per strada, le dici “piaaaano” e lei si tranquillizza almeno un po’ 🙂

          Nota1: se il cane si eccita a 500mt dallo sgambamento fallo arrivare a 40/50mt prima di mettere in atto questa tecnica senno’ allo sgambamento ci arrivate dopo 2 ore e il cane prova troppa frustrazione… eventualmente nelle successive ripetizioni dell’esercizio aumenti la distanza gradualmente.

          Nota2: è un metodo totalmente fatto in casa e in funzione delle mie esigenze, cani e situazioni diversi potrebbero richiedere metodi diversi e migliori.

        • P.S. non è detto che sia eccitazione/gioco, potrebbe essere anche un mix tra territorialità e allerta

          p.s.2: ho fatto un casino, volevo mettere questo sotto il “commento lungo” ma m’è uscito sopra, vabbè abbiate pazienza non ho ancora una buona manualità con i commenti 🙂

  2. Bellissimo post. Ho fatto lo stesso percorso educativo con il mio chiuaua a pelo lungo. Se lo tratti da cane il chiuaua è un amico socievole, divertente e amante delle belle passeggiate. Il cane equilibrato lo fa il padrone. Grazie per il bell’articolo.

  3. …vabbe’, scene di ordinaria follia (tentiamo la sottomissione del povero Tequila, otto mesi di incrocio Maremmano…noi siamo maschi e molto più cafoni della bella chihuahuita)

  4. Stupendo articolo! la nostra BiBi (in origine Brigitte Bardot -:) ) fa tuto il percorso di agility -:) ed è troppo divertente!

  5. Questa è una bella testimonianza e la piccola è un amore. Fortunatamente conosco tanti micro cani che sanno fare i cani e giocano con tutti indipendentemente dalla taglia.

  6. Sempre detto: se hai un padrone equilibrato con un pò di “roba” sotto i capelli, hai un cane equilibrato che sa la gode un sacco a fare il cane. Sanbernardo o chihuahua che sia.
    ( ps.: @ Chiara anche se a volte abbaia un pò non è detto che il cane sia schizzato, o che il padrone stia facendo quali sbagli. C’è un segnale da prendere in considerazione e tu lo stai facendo. Ma capisco cosa provi. Caos è stato fermo in casa una settimana per un problemino. Quando l’ho portato fuori la prima sera aveva l’eccitazione talmente alta che ha abbaiato contro ogni cosa che ha visto. La sera dopo contro la metà. La terza sera era tornato il solito cane, non cercarmi e non mi troverai, ma la prima sera ogni tanto mi sono sentita ‘na merdaccia, mentre la gente mi guardava strano….in fondo quello che abbaiava era il “cagnetto” della foto…. pazienza.)

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.