di VALERIA ROSSI – Mi segnalano questo articolo pubblicato su “Lazampa.it”: Cesare, un anziano Labrador che soffre di artrosi, e quindi sentirebbe dolore dovendo usare le scale, è segregato in casa perché il regolamento condominiale vieta l’uso dell’ascensore ai cani. In particolare: «l’ascensore è realizzato per la salute dei condomini contribuenti e risulta acclarata la patologia allergica di alcuni condomini. Per questo è fatto divieto di introdurre nella cabina qualsiasi animale».
Su Qzlife un avvocato risponde così ad un altro quesito che riguarda un altro regolamento condominiale che vieta l’uso dell’ascensore ai cani:

Le nuove norme in materia condominiale, in vigore dal 18 giugno 2013 (L. n. 220/2012), hanno introdotto nell’art. 1138 del codice civile la seguente disposizione: “le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”.
Con riferimento al suo caso non vi è dubbio che eventuali divieti condominiali in ordine all’utilizzo dell’ascensore in compagnia del proprio cane sono da considerarsi illegittimi, sia perché in violazione della predetta disposizione, sia, più in generale, della Legge n. 287/1991 e di quelle regionali che tutelano gli animali d’affezione quali esseri viventi e senzienti, peraltro riconosciuto anche a livello europeo con il Trattato di Lisbona.

La legge, dunque, è dalla parte di Cesare: e l'”acclarata patologia allergica” dei condomini non dovrebbe poter fungere da discriminante, visto che nei pochi secondi necessari a compiere un tragitto in ascensore è praticamente impossibile che si sviluppi una reazione allergica. Se proprio si vuole essere super-comprensivi verso questi presunti allergici (che dovrebbero quantomeno aver prodotto un certificato medico, e non soltanto dichiarato di esserlo… perché allora io potrei far segregare in casa chiunque affermando di essere allergica alle barbe, ai capelli rossi o ai piedi che puzzano…), si potrebbe chiedere ai proprietari di Cesare di comprarsi un bel flacone di Allerpet e di dare una spruzzatina al pelo del cane prima di uscire.
Un minimo di educazione e di buon senso potrebbero come sempre fare miracoli… a meno che, ovviamente, non si tratti di ripicche personali (come purtroppo avviene quasi sempre, quando qualcuno improvvisamente diventa “allergico” a un animale che vive in quella stessa casa da 12 anni…).
Il dubbio sorge, ma la legge resta immutata e quindi Cesare ha il pieno diritto di utilizzare l’ascensore.

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15 Commenti

  1. Fuori dal mio studio c’è l’annuncio funebre di un ragazzo di 21 anni.
    Ma benedetto il cielo! Hai la fortuna che la cattiva sorte non si sia accorta di te (perchè certo la famiglia di quel ragazzo non ha la testa per scrivere all’amministratore)…goditela finchè dura e piantala di trifolar marroni a te stesso e a chi ti sta vicino.
    L’essere umano è proprio stupido: ha bisogno di nemici con cui far guerre per sentirsi forte guerriero e i buoni motivi sono un optional.

  2. Io provo una forte allergia verso gli umani rompipalle invece, mi viene subito un incredibile prurito alle mani quando sento cose di questo genere…

  3. ho letto l’articolo originale ed i problemi sembrano essere due: il primo quello delle allergie che essendo messo sul regolamento condominiale è facile sia vecchissimo e superato dalle nuove norme quindi non sarebbe un problema, il secondo sta in quel “condomini contribuenti”… copincollo un commento messo all’articolo originale, che spiega bene il tutto “I signori, secondo quanto riportato dall’articolo, dichiarano di “non avere la chiave dell’ascensore” e parlano di proprietari del proprio appartamento, cosa che fa pensare siano affittuari; se l’ascensore ha la chiave probabilmente è perché, quando è stato deliberato di costruirlo, non c’era più l’obbligo di partecipazione alle spese da parte di tutti i proprietari (come ad esempio accade quando viene aggiustato un tetto o rifatta una facciata) e qualcuno dei proprietari non ha voluto partecipare alle spese di installazione, nel qual caso gli alloggi di proprietà dei “non partecipanti”, che siano al primo piano o al decimo, non hanno diritto all’uso del bene pagato dagli altri e non hanno la chiave di accesso all’ascensore. Quindi, anche se tutti i condomini fossero d’accordo nel defalcare la voce “vietato l’accesso agli animali nell’ascensore” dal regolamento di condominio, finché i proprietari dell’alloggio affittato dai protagonisti della vicenda non decideranno di pagare la quota loro spettante di installazione e manutenzione dell’ascensore, allora temo che il povero Cesare rimarrà relegato in casa.”

    • Se così stanno le cose e il padrone di casa non vuole pagare le alternative sono poche… ma certo Cesare non può stare sempre chiuso in casa… o il suo padrone si accolla le spese dell’ascensore (improbabile…), o spero sia un baldo giovane che possa trasportare in braccio 30/40kg di cane su e giù per le scale…

      • Alternativa n° 3 essendo in affitto e pensionati (quindi fra qualche annetto potrebbero avere loro bisogno dell’ascensore)…cercarsi un’altra casa con ascensore o a piano terra, anticipano solo i tempi e fanno felice Cesare

    • Brava Silvia. Sono contento che ogni tanto ci siano persone come te, capaci di approfondire un argomento, prima di lanciarsi in sperticati insulti e commenti di pancia.
      Siamo tutti bravi a gridare come pecoroni di fronte al benché minimo pretesto per una lecita indignazione, ma pochi possiedono il buonsenso di fermarsi a riflettere per cercare tutti i presupposti che stanno dietro un fatto di cronaca.
      Questo è un caso tipico: la cronaca ci riporta il caso di un povero cane “discriminato” in quanto tale e tutti lì a prendersela con condomini crudeli e bugiardi, quando invece il problema sta nel fatto che chi non paga per la realizzazione ed il mantenimento di un bene, non ha il diritto poi di usufruirne.
      Brava Silvia e grazie per avere impartito una lezione-come-si-deve agli oltranzisti-urlatori-di professione.

    • Ecco, esattamente… L’articolo originale scrive una cosa fuorviante, perché certamente la causa non è il cane (allergie o non allergie…), è una cosa che viene da ben prima dell’arrivo del cane.

  4. a me sorge il dubbio su la questione allergia.. se non riesco accedere ad un luogo dove stato precedentemente per pochi istanti un cane , perché sono allergico.. come fanno poi stare nello stesso giroscale .. magari pure una affianco al altro …? se contaminato il ascensore è contaminato anche il giroscale… questo fa comprendere che l’allergia un scusante poco attendibile!

  5. Anche a me è sembrato di leggere che non siano proprietari dell’appartamento. Purtroppo chi “decide” economicamente è sempre il proprietario e non l’affittuario. Se non ha mai avuto le chiavi, ci sarà sicuramente un motivo. Mi piacerebbe approfondire l’argomento, la questione del cane è solo un contorno, non la causa principale.

  6. Io ho vissuto in condominio, quindi conosco le beghe. Ci sono persone che gli animali non li tollerano, di conseguenza, tutte le storie possibili e inimmaginabili saltano fuori, ce n’è per tutti i gusti, ma è anche vero, che ci sono personcine che le spese condominiali non le pagano, però vogliono comunque tutti i servizi. ora, ci può essere la persona che ha dei problemi seri e nel limite, dove e come uno può, le si da una mano, le si va incontro, ma se la personcina che non paga tutte le spese, ha poi un macchinone che costa un casino solo per mantenerlo, va in ferie in ogni dove e ogni volta che gli pare…..bè, allora per me può anche andare a [email protected]@@@e! In questo caso, come mai i condomini sono così s@@@@@i? (non mi stupirebbe). Valeria, stando all’articolo riportato, ha parlato della nuova legge, e ha ragione, se poi l’inquilino non paga le spese, bisognerebbe anche verificare se è il proprietario dell’immobile o affittuario…..Dimenticavo di aggiungere: alla fine chi ci rimette sempre e comunque?

  7. Non mi stupisce.
    A mia nonna (donna di 80 e passa anni) facevano storie quando portava il gatto nel giardinetto del suo condominio, a far due passi con lei.
    Lei si muove esclusivamente con uno di quei carrellini con le ruote..Per cui le scale non può farle fisicamente. Ed il suo gatto era super-anziano, per cui anche lui non è che riuscisse a far gli scalini.
    I condomini -chi non è dato saperlo- si sono lamentati, che MAGARI il gatto poteva sporcare l’ascensore mentre scendevano, e che MAGARI poteva graffiare i bambini che giocavano nel prato di sotto.

    Morale, se ne è sempre fregata dei condomini ed il gatto, finchè è vissuto, si è fatto i suoi bravi viaggi in ascensore.
    Quando la gente ha voglia di spaccar le balle, lo fa.

  8. In questo caso specifico è probabile che il problema sia proprio il fatto che il proprietario dell’appartamento non ha partecipato alle spese per l’installazione dell’ascensore e quindi non ne può usufruire, nè lui nè l’affittuario. Vero è che molto spesso cane e suoi proprietari sono sottoposti a limitazioni nei condominii, e ricordarci una volta in più che il diritto è dalla nostra non fa mica male…

  9. Da cinofila ovviamente mi dispiace per il cane, ma ho anche un fratello taaaanto allergico quindi capisco la situazione da entrambe le parti, sempre se i fatti riportati sono veritieri, cosa di cui dubito. Aggiungendo l’aggravante giornalistico del “fare notizia” ci accorgiamo di essere completamente in alto mare.
    Come sottolineato in diverse occasioni il caro, vecchio (e ormai estinto) buon senso dovrebbe essere la soluzione migliore ma si sa come vano in realtà le cose……

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.