di MARIO GIOVANNINI – C’è una vecchia battuta, che gira da un sacco di tempo in rete, che mi piace un sacco: “Un chitarrista è un tizio che mette 5.000 Euro di strumenti su una macchina da 500 Euro per andare a fare un concerto per 50 Euro”. Tragicamente vera.
Ma essendo io chitarrista, mi permetto di aggiungere una cosa che manca: lo spettacolo di solito è a 500 Km di distanza e appena arrivi – sempre – ti accorgi di aver dimentica qualcosa di importantissimo. Per cui, negli anni, ho sviluppatto una ‘leggerissima’ forma maniacale sulla necessità di avere sempre appresso tutto quello che serve, oltre a quello che in gergo si definisce backup, ovvero un doppio di sicurezza in caso di malfunzionamenti. Vi risparmio i dettagli, ma garantisco che si tratta davvero di un bel po’ di roba da portarsi dietro. Ma che serve sempre tutta se non ce l’hai.
Per la verità, ormai in giro suono molto di rado, ma la mania del backup mi deve essere entrata nel DNA in maniera irreparabile, temo. Me ne sono reso conto l’altra sera al parco con Afra quando, non so come, siamo arrivati sull’argomento “borsino da cane”. Quello che a me sembra assolutamente il ‘minimo sindacale’ da avere sempre a portata di mano ha rallegrato parecchio la serata di tutti… Non capisco poi perché… in fondo nel mio borsino (non ce la faccio a chiamarlo borsello, sono traumi che solo i nati ante ’70 possono comprendere) ho solo:

1.    Un sacchetto di biscotti, che è assolutamente fondamentale, sia per Afra che per tutti gli altri. Non siamo mica egoisti.
2.    Merdolino, voce gergale per porta sacchettini igienici.
3.    Rotolo di sacchettini di riserva. Perché li finisci sempre quando non c’è nessuno a portata di mano.
4.    La ciotola, di quelle in plastica molle che diventano piatte. Utilizzo molto frequente.
5.    Mazzo di chiavi di casa di riserva. Perché ho perso il conto delle volte che sono uscito di corsa e mi sono chiuso fuori. Però capita sempre meno di frequente. Giuro.
6.    La museruola, morbida di stoffa. Lo so che sono le peggiori e d’estate non vanno usate perché non permettono di ventilare… ma non l’abbiamo mai usata. Dicono che dobbiamo avercela dietro e noi ce l’abbiamo.
7.    Pacchetto di fazzolettini di carta. Personalmente mai usati, ma ne offro in continuazione in giro e faccio anche bella figura.
8.    Guinzaglio di riserva. Lo tengo perché una delle prime sere che sono uscito con Afra quello che stavo usando si è rotto e ho ringraziato tutti i miei dei di averne uno nuovo, appena comprato, in macchina… e mi sono reso conto di che casino sarebbe stato se non ce l’avessi avuto. Mai usato.
9.    Collarino a strangolo, anche questo di riserva in caso di danni alla pettorina. Mai usato.

(Piccola, doverosa parentesi su 6 e 7: io non li ho mai usati, ma li ho prestati a più riprese a gente che, nell’ordine: era uscita di casa senza guinzaglio e non riusciva più a controllare il cane, a cui era proprio scappato e non sapevano che fare, a cui si era rotta l’attrezzatura, cani con pettorine troppo larghe che si sfilavano solo a guardarle, ecc.)

10.    Coltellino svizzero multiuso a norma, ovvero a lama corta. Mai usato. (Però l’ho prestato diverse volte: un cane con una zampa incastrata nei rovi, la serratura dello sgambo che non si apriva più con tizio e cane bloccati dentro, ecc.)
11.    Ombrello pieghevole. Questo è un piccolo giellino della scienza e della tecnica moderni. Alta tecnologia svedese (leggi Ikea). Chiuso diventa non più di 20 cm, pesa pochissimo, mi dimentico di averlo fino a quando non serve. Ma serve spesso.
12.    Pallina di gomma. Fino a un annetto fa l’unico gioco a cui Afra prestasse un minimo di interesse… poi definitivamente sparito nel corso del tempo. La tengo perché ci sono affezionato e poi non si sa mai.
13.    Posacenere da passeggio. Visto che ora si rischiano 300 Euro di multa per una cicca per terra, è diventato il pezzo più importante di tutto il set.
14.    Una collezione infinita di tubicini di plastica (quelli che rimangono alla fine del rotolo di merdolini) e un po’ di spazzatura varia che butto via a fine giornata. Beh, quasi tutti i giorni… ok, quando mi ricordo.

Il tutto è contenuto in un borsino 25 x 15 cm e pesa poco più di un Kg. Non capisco proprio perché continuassero a ridere e a chiamarmi Eta Beta! Mah…

eta 2

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16 Commenti

  1. condivido appieno il tutto e aggiungo piccolo contenitore con salviette disinfettanti e cerotti e pacchettino di salviettine umidificate. nel caso l’uso dei merdolini non risulti esattamente “da manuale”…..

  2. Evabbene…io sono paranoica di mio, nel senso che vivo benissimo e serena se so che ho fatto tutto ciò che va fatto per evitare disgrazie varie. Tutto ciò è peggiorato con gli 11 anni da caposervizio in ambulanza (non hai idea dei modi assurdi in cui ci si può far male), col brevetto di istruttore subacqueo (al backup facciamo qualcosina attenzione anche noi…), coll fatto che Trimix nel suo primo mese di vita con noi si è mangiato 2 volte il topicida, con la morte per avvelenamento del mio gatto (bocconi anti-volpi), dall’aver visto con i nostri occhi la labrador che un po’ di anni fa si è presa in bocca una medusa scambiandola per una pallina…così dovresti vedere la “borsina” del pronto intervento canino che ci portiamo dietro…garze, bende, fili sutura riassorbibili e non, bisturi, siringhe, antiveleni e schede antiveleni, emetici, cortisone iniettabile, antiemorragici ecc ecc…insomma, niente da fare….riconoscere la nostra patologia è il primo passo…

  3. ogni volta che preparo lo zainetto per andare a fare una passeggiata il marito mi ripete “ma non stiamo via una settimana” ed io rispondo “tu non ti preoccupare che tanto lo porto io…” comunque mi hai dato un sacco di spunti di cose da aggiungere al prossimo giro

  4. io vengo derisa da tutti quelli che mi conoscono bene perché ho sempre avuto di tutto con borse o zainetti davvero piccoli. il tuo borsino non ha nulla di anomalo!
    la tragedia è che qui da me esiste l’obbligo di sciacquare dove il cane fa pipì, avendo un cane maschio ogni dieci passi devo sciacquare… e così ora ho anche una mappa mentale di dove sono tutte le fontanelle esistenti: non posso mica portarmi dietro una cisterna! devo ricaricare la bottiglietta in continuazione!

  5. A me servirebbe un carrello appendice…
    Aggiungo sale, siringa senza ago, acqua, bicchierino pieghevole, piccolo cucchiaio di plastica per mescolare, spray al peperoncino (purtroppo qui è pieno di cani di grossa taglia poco socializzati liberi di scorrazzare senza pietà) per i casi disperati (tanto riuscire ad usarlo è difficile), lista dei veterinari reperibili 24 h su 24 di tutta la regione, cellulare sempre carico…e mi sto informando sullo Spray per l’orso (sia mai che faccia la fine di quei poveretti devastati da qualche zampata…)….
    In effetti mi sembra di andare in guerra….

  6. io, insieme a tutte le cose che hai elencato tu (a parte la palla che nello sgambatoio è proibita e in altre zone del parco, avendo sempre il cane rigorosamente al guinzaglio è inutile) ho pure, nei mesi invernali, la bottiglietta dell’acqua: in inverno chiudono l’acqua in tutte le fontanelle del parco e anche in quelle sparse in giro nelle varie piazzette del paese. Diverso il discorso se andiamo in centro a Bologna: lì la cucciola ha memorizzato alla perfezione dove sono le fontane sempre aperte, e quando ha sete comincia a tirare verso quella più vicina.

  7. XD XD XD, tranquillo, vedo che di Etabeta, ce ne sono parecchi!!! Anche noi non lo chiamiamo borsello, hi, hi…proprio per lo stesso identico motivo, ma l’ombrellino dell’Ikea, giuro, non lo conosco! Si deve montarlo? :-0 XD bè, l’ombrellino mi manca, ma io aggiungo fazzolettini umidificati+salviettine ….non posso dire che non sia mai successo 🙁 ma da quando ho la mia scorta, fortunatamente, non capita più, sigarette e due accendini (non si sa mai), io tengo un pacchetto di siga, vuoto, come porta-much, l’unico inconveniente è che se te lo dimentichi per qualche giorno, tra biscottini e quello….quando lo apri diventa un’arma…mostruosa!!!! Grazie per avermi fatto ridere

  8. Ahahah! Allora non sono l’unica XD
    Io ho sempre dietro:
    Museruola
    Palline (2)
    Corda per tira e molla
    Fazzoletti
    Sacchetti igienici (che sono multiuso perché fanno da ciotola per l’acqua, pattummiera di fazzoletti sporchi, contenitori per palline sporche e solo alla fine hanno lo scopo per cui sono stati creati)
    Guinzaglio flexi (dove magari non posso liberarla, ma voglio lasciarla più libera)
    Biscotti di vario tipo
    Poi utilizzo il guinzaglio da addestramento con il doppio gancio che è molto utile in caso devo acchiappare in velocità un cane libero in mezzo alla strada -.-

  9. Guarda che il tuo borsino è vuoto, eh…io sono arrivata ad avere due borse sempre in macchina con di tutto di più ( non sono ancora riuscita a trovare un congelatore portatile ma mi sto impegnando ) più lo zainetto nel quale entra la Micro borsa mia… nello zainetto oltre al tuo elenco, salviette, pila ( con buio la cacca non si vede, e se sei allo sgambatoio il malefico la fa sempre negli angoli più cupi..) mantellina per l’emergenza pioggia, salamoia e ciotolina di acciaio per giocare… ed altre amenità che si sono perse nei meandri di zainetto, microborsa e borsoni….

  10. Noi donne abbiamo un vantaggio, la borsetta e in questo caso una tracollina 20×25 in cui sta quasi tutto quello che hai elencato, tranne l’ ombrello e il guinzaglio di ricambio, con l’ aggiunta del guinzaglietto da show, non si sa mai si faccia un po’ d’ allenamento, del portafogli -portamonete e di una picccola torcia per individuare i bisognini in zone poco illuminate. Qualche volta si completa anche con le salviette umide. Però forse con sei cani, anche se di piccola taglia, è più giustificato.

  11. anch’io venivo chiamata eta beta alle medie, per via di quello che mi usciva dalle tasche posteriori dei pantaloni, eh eh.. Ora alla tua lista tolgo posacenere (ho smesso), museruola e mazzo di chiavi. In compenso aggiungo medicine (non si sa mai che stiamo via più ore), pomata per punture ( la vespa sulla coda se la ricorda ancora, credo) asciugamanino o scottex, salviette umidificate per la coppia (cioè pure per le mie mani) garzette fascette e cerottini…insomma un mini trolley, avevo visto dei simpatici zainetti per cane, mi sa che approfondirò l’argomento

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Mario Giovannini è nato a Vercelli nel 1968, dove vive tuttora con quattro gatti, un cane, tre chitarre e una moglie molto paziente. Giornalista, scrittore, fotografo e musicista, si occupa di editoria da più di vent’anni, conciliando la professione di editor responsabile dei contenuti di una piccola casa editrice con l’attività di giornalista free lance per alcune delle più prestigiose riviste del settore musicale italiano.