di VALERIA ROSSI – Vi siete mai strappati i muscoli intercostali? Io sì, perché io può (cit.).
Non so neppure come ci sono riuscita, anche se ho qualche serio sospetto (capocciate di Samba, cani al campo che tirano come trattori…): sta di fatto che mi sono strappata tutto il cucuzzaro, muscoli e tendini, e che secondo il dottore ne avrò per un mesetto.
Ora, come molti sapranno, io vivo sola con un cane di venti mesi (ergo, giovin fanciulla con taaaante energie da sfogare e taaaanta voglia di giocare), che pesa quaranta chili.
Quando mi son sentita dire “niente sforzi, neppure minimi, per un mese” mi è scappato da ridere e da piangere insieme. Niente sforzi, con un rottweiler in casa?
Facile come camminare sulle mani con un pallone in equilibrio sul naso.
I primi due-tre giorni, quelli in cui non riuscivo neppure a muovere un passo senza ululare dal dolore, ho dovuto per forza chiamare i rinforzi: è venuto a stare da me il mio compagno e Samba l’ha portata fuori lui.
Però il mio compagno abita a Savona, lavora e non è che potesse farmi da infermiere a vita: dopo tre giorni è dovuto tornare a casa sua. Ed io avevo ancora un male cane, oltre a ‘sto cavolo di obbligo di non fare il minimo sforzo.
Come potevo conciliare tutto ciò con un cane giovane, grosso e carico di energia?

addestrato2Ebbene, mi sono improvvisamente ricordata (giuro: può sembrare impossibile, ma è stata come una rivelazione) che Samba è giovane, grossa e carica di energia… ma è anche un cane addestrato.
Magari non bene come vorrei, perché non le dedico tutto il tempo che vorrei (avete presente il ciabattino con le scarpe rotte?)… però, santapupazza, conosce abbastanza comandi da permettermi di gestirla senza farmi massacrare!
Il fatto è che spesso non ci rendiamo conto di quanto sia prezioso l’addestramento nella vita di tutti i giorni. Perfino io, che addestro cani di mestiere, spesso me ne preoccupo solo al campo: lì chiedo a Samba di stare in condotta, di fare seduto o terra, di restare ferma eccetera… ma poi, a casa, la lascio praticamente libera di fare quello che le pare e piace.
Compreso tirare un po’ sul guinzaglio se sente un odore interessante in passeggiata, compreso saltarmi addosso per farmi le feste, compreso tirarmi in testa i giochini per dirmi che ha voglia di fare un po’ di tiramolla. Mi piace che lei faccia tutto questo, perché sono convinta che il cane non possa essere sempre “teleguidato”, ma che debba anche poter “fare il cane” quando non abbiamo bisogno di performance sportive o di tenerlo sotto controllo per altri motivi.

addestrato1Peccato che, in questi giorni, permetterle di “fare il cane” mi avrebbe causato inenarrabili sofferenze: quindi sono passata alla modalità “cane teleguidato”.
Fuss giù per le scale (di solito ci si scapicolla a trecento all’ora), sitz davanti all’apricancello (di solito si tiricchia verso l’uscita), ancora fuss fino al pratino dietro casa, resta quando incrociavamo gli altri cani (di solito si salta, si fanno inchini di invito al gioco o direttamente ci si fionda sul cane per giocare)… e così via.
Confesso che per la prima settimana, terrorizzata all’idea che Samba potesse fare un solo passo più lungo del mio (una tiratina con la forza di un chihuahua mi avrebbe causato la precisa sensazione di una coltellata nel costato), mi sono riempita le tasche di bocconcini e sono andata giù di luring alla grande: ma poi, quando la situazione-strappo si è fatta un filino meno drammatica, mi sono fidata e mi sono limitata a darle l’ordine fuss, senza bocconcini davanti al naso. E lei è stata bravissima, senza mai una sbavatura: perfino il suo classico vizietto (che ancora non sono riuscita a correggere) di dare ogni tanto qualche occhiata in giro anziché tenere lo sguardo fisso su di me… sembrava sparito.
Non vorrei sciuramarieggiare eccessivamente, ma ho davvero l’impressione che avesse capito che per me era di importanza vitale che tenesse un comportamento impeccabile: sta di fatto che l’ha tenuto.
Anche quando la liberavo nel prato mi sono bastati un paio di “no, vai” perché evitasse di saltarmi in testa come fa di solito, limitandosi a correre pancia a terra tutto intorno e (altro miracolo) non centrandomi neanche una volta.

addestrato3E dentro casa? “Platz e resta” quando mi stavo vestendo al rallentatore (tirando giù tutto il calendario, perché vestirsi è una delle cose più dolorose in assoluto), “No, vai al tuo posto” quando voleva salire sul divano (il mio è piccolo, ci si sta stretti e quindi di solito mi tengo mezzo rottweiler addosso: ma in questi giorni non me lo potevo permettere e quindi la spedivo sul suo Tatami)… insomma, taglio corto e mi limito a dire “meno male che c’hoilcaneaddestrato“.
Perché se non lo fosse stato sarei stata obbligata a metterla in pensione per un mese, e siccome a me viene l’ansia da separazione dopo due giorni che non la vedo, la soluzione non mi sarebbe piaciuta per niente.
La cosa più importante che tengo a dire, però, è che Samba non è sembrata minimamente “offesa” (leggi: stressata) da questo cambio di routine, né dall’essere costantemente soggetta a regole: anzi!
E’ tutta allegra, tutta pimpante, tutta felice di obbedire anche se in pratica le dò ordini in continuazione: perché alla fin fine è proprio vero quello che spieghiamo sempre ai soci del Debu, e cioè che se si lavora premiando molto, giocando molto e creando molto rapporto, al cane piace un sacco fare cose con noi.
L’impressione, in questi giorni, è che le stia piacendo perfino più che “fare il cane”, inteso come farsi gli affaracci suoi.
Sembra (altrasciuramariata, vabbeeeneeee…) orgogliosa di fare qualcosa di cui evidentemente, in qualche modo, capisce l’utilità “reale” e non solo ludica.
Per questo concludo con un: “Cari fautori del “non addestrate che è una brutta cosaccia cattiva”… fatevi uno strappetto muscolare e poi ne riparliamo!”

Articolo precedente“Full rottweiler” da Marco Barone
Articolo successivoIl mio cane si è perso

Potrebbero interessarti anche...

Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua!

18 Commenti

  1. certo che a te col cane addestrato ti viene meglio, nel mio piccolo però – problemi alle articolazioni ginocchia – ho dovuto usare le stampelle per far le scale e ginger, che di solito fa due rampe a volo radente, si è fatta pazientemente un gradino alla volta. Anch’io ho notato l’orgoglio che aveva nel fare la cosa che in quel momento risultava di maggiore utilità per entrambe. Che dire..hanno una marcia in più. Se il problema è di questi giorni buona guarigione e buon riposo!

  2. Una domanda: ma che tipo di bocconcini dai per il luring e per l’addestramento? Tanti mi dicono, compreso il veterinario, che se le do troppi premi non è buono, rischio di farla ingrassare, ecc. ecc. Ma tu come fai?
    Grazie per l’articolo e buona guarigione!!!

    • Molto semplice: quello che si mangia in addestramento non si mangia più a cena! 🙂 Insomma, sottraggo dal pasto più o meno il quantitativo calorico che ho usato per il lavoro. E comunque il ricordo al luring dura poco, perché prima possibile si passa al gioco come premio… e quello non fa ingrassare!
      P.S.: io uso fettine di wurstel di puro suino.

  3. Buona guarigione Valeria! Che passi presto! Vorrei condividere la mia piccola esperienza su “quanto ai cani piace fare le cose con noi!”. Da quando (veramente da pochissimo) mi sto trasformando da una qualunque “sciura-Marina-solo-amante-di-cani” a “sciura-Marina-cinofila” vedo la mia Lanona di quasi 11 anni trasformarsi da un cane ormai vecchietta dormigliona a un cane che tira fuori tutta la sua matura e magica intelligenza da giocherellona adolescente

  4. Per la mia personale esperienza i cani sono in grado di capire quando hai inabilità fisiche, il cane corso di mio nonno è un super giocherellone, sempre pronto a correre saltare ed investirti tipo trattore, con mio nonno però che ha difficoltà a camminare si approccia con una delicatezza commovente!
    Altra piccola esperienza, il mese scorso mi sono preso uno strappo alla schiena che il minimo strattone mi lasciava senza fiato dal dolore, beh alla mia cana non chiedo mai una condotta precisa quando passeggiamo, la lascio annusare e tiracchiare quando vede un altro cane, però durante quei giorni le ho chiesto di tenere una buona condotta e ho avuto circa la stessa sorpresa di Valeria nel vedere che il cane era addirittura contento di passeggiare in maniera composta accanto a me.
    Che belli i cani 🙂 e ancora più belli i cani addestrati che ti capiscono e collaborano 🙂

  5. Eh già, nel tentativo tutto sciuresco di far sentire i nostri cani liberi e felici con taantoooo ammmmoreeee. ..ci dimentichiamo che loro adorano “fare qualsiasi cosa CON noi” piuttosto che farsi i cavoli proprio che dopo 10 minuti li annoiano a morte… tant’è che poi vengono da te, ti danno nasate, testate nel costato e giochini in testa… pur di richiamare la tua attenzione.
    Eh sì, viva l’addestramento. .. che non è creare un cane robotizzato, è creare un rapporto col tuo cane.

    Ps:ho tre costole rotte saldate male, non hai idea di quanto ti capisca….guarisci presto, e ….resisti!

  6. Ahia, che male ti sei fatta! Io nel mio piccolo tento di spiegare al mondo che a Infinity sto insegnando quattro comandi non perché voglio fare la figa che “eh ho il cane addestrato” ma per la mia e la sua sicurezza e serenità.

    Camilla aveva un carattere difficile, abbiamo avuto dei momenti di conflitto piuttosto importanti. E non mi sembrava felice, ad un certo punto era addirittura apatica. Ho iniziato a lavorare con lei. Le ho insegnato dei comandi nuovi, abbiamo iniziato una specie di coreografia… Bene, quando eravamo in modalità lavoro le brillavano gli occhi. E il nostro rapporto ha avuto una spinta incredibile.

    Poi sciuramarieggio di brutto, eh… 🙂 ma ho provato sulla mia pelle la differenza tra un cane che fa qualcosa e uno che fa il peluche.

  7. Ho un’amica con una recente e dolorosissima ernia, e Paco, il suo cucciolo di “sembroquasiunoshitsu – o come cavolo si scrive”, che in genere è tipo diavolo della Tasmania, in questi giorni è più tranquillo. Quando è libero sul prato e lei si siede – e lo fa spesso! – lui corre a fare il palo ai suoi piedi! Auguri di pronta guarigione a Valeria e come dice il mio medico “Signora, ma si riposi!” (seehh)

  8. il figlio porta il cane in un centro di addestramento ed è strano che nel centro (dopo la prima ora di santichescendonodalcalendario) inizi a lavorare bene e come dici tu invece a casa è tutt’altra cosa ma è sempre carino e un no gli basta per capire che certe cose non le deve fare, purtroppo nelle mie passeggiate mattutine per boschi, se vede una persona o animale parte e va e richiamarlo in quei casi è impossibile, ma è un boxer è già stato messo in conto
    tanti auguri, pure io ho passato uno strappo nei primi mesi che stavo con il mio cucciolone ed è stato un lungo periodo con 2 ricadute, quindi RIPOSO

  9. Il derivato-alano di una mia amica, non addestrato, prima le ha lussato una spalla nello sci d’asfalto, poi per tutta la convalescenza ha stupefatto la malcapitata passeggiando pacato, come capisse che era in difficoltà… sarà stata un’impressione, fatto sta che quando lei s’era quasi convinta che fosse diventato un composto compagno di passeggiata, tempo della guarigione, avanti tutta di nuovo… più furbo che bello eh 😉

  10. Solamente Dio?? Io ringrazio ogni giorno Dio, Buddha, Tao, Confucio, Giove, Odino e tutti gli dei dell’Olimpo di aver fatto sì che il mio cane imparasse il “resta”…..anche perché non sta MAI un attimo ferma e sente il bisogno impellente di entrare proprio nella stanza dove guardacaso ho appena finito di lavare il pavimento….un “resta” al volo e si immobilizza col fumetto “ma io volevo entrare proprio liiii!! Maltrattatice!!!”

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.