di VALERIA ROSSI – E’ un periodo in cui tutti mi dicono “mi sono perso il cane”.
Vabbe’, “tutti” magari no… ma tanti. Troppi.
Per me sarebbe troppo anche uno, a dire il vero, perché ho il trauma infantile: il mio primo cane si è appunto perso (o più probabilmente è stato rubato) e anche se avevo dodici anni non ho mai dimenticato l’angoscia, il senso di impotenza, le ricerche disperate… insomma, un incubo. E sull’onda di quell’incubo non ho mai più liberato un cane in zone men che sicure.
Certo, è vero che “mi piace vincere facile”, visto il lavoro che faccio: ho a disposizione il mio campo per far giocare e correre i cani… e mi  rendo anche conto che non per tutti è così.
Purtroppo, però, vedo che in parecchi casi i cani si perdono perché i loro umani non stanno abbastanza attenti, o si fidano troppo, o danno per scontato ciò che scontato non è mai.
Anche un cane con un richiamo perfetto, infatti, può “cedere alla tentazione” del leprotto che gli parte proprio sotto al naso, o della traccia del capriolo, o peggio ancora – se è maschio – di quella lasciata dalla cagnetta in calore. E di solito la fuga avviene soprattutto per un motivo: non interveniamo in tempo.

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caneperso3Sempre che il cane abbia davvero un ottimo richiamo (e non finirò MAI di ripetere che il richiamo è una cosa fondamentale, importantissima, vitale, a cui si dovrebbe dedicare tutto il tempo e l’impegno necessario!)… se questo richiamo lo utilizzeremo non appena ci accorgiamo che siamo alle prese con un competitore forte (come sono appunto selvatici e “profumi di donna”), nove volte su dieci un cane ben educato si fermerà e tornerà da noi.
Se invece aspettiamo che sia già tutto concentrato nell’inseguimento, c’è il concretissimo rischio che entri in quella che viene chiamata “one track mind”, termine intraducibile perché “mente su una sola traccia” non rende molto l’idea.
Quello che succede in realtà è che il cane convoglia tutti i suoi sensi in uno solo (quasi sempre l’olfatto, più raramente la vista) ed esclude letteralmente gli altri. Non gli funzionano praticamente più.
Il segugio che ha piantato il naso per terra… non è che “non voglia” tornare da noi quando lo chiamiamo: è proprio che non ci vede e non ci sente più, quindi non si accorge neppure che lo stiamo chiamando!
A questo punto possiamo sgolarci da qui all’eternità: sarà totalmente inutile. E non – ripeto – per cattiva volontà del cane, ma per la pura e semplice “impossibilità” di distrarsi da ciò su cui è concentrato.

caneperso4Ed ecco perché, a volte, i cani si perdono: perché, durante la ricerca o l’inseguimento che li hanno mandati in “one track mind”, non soltanto non badano a noi, ma non badano neppure a dove stanno andando. Quindi può accadere che si “risveglino” dalla sorta di “trance” in cui erano caduti… e che non sappiano letteralmente più dove si trovano.
A questo punto alcuni soggetti (di solito i più maturi e più smaliziati, magari avvezzi ad allontanarsi spesso dagli umani) si fermano, ragionano, fanno mente locale e riutilizzano il naso con criterio, per ritrovare le proprie tracce e tornare indietro; altri (quasi sempre i più giovani e/o quelli che non si erano mai allontanati così tanto dal proprietario) si fanno invece prendere dal panico, vanno “nel pallone”, si mettono a correre a vuoto e finiscono per perdersi sul serio.
Condizioni atmosferiche avverse, come pioggia o neve, possono peggiorare ulteriormente la situazione: se poi scoppia un temporale e il cane ha paura dei tuoni, è quasi certo che non si preoccuperà tanto di tornare da noi quanto di trovare un nascondiglio… nel quale sarà capace di restare per giorni.
Per prevenire questa evenienza, dunque, le cose da fare sono due: a) insegnare al cane, fin da cucciolissimo, il miglior richiamo possibile (e tenerlo sempre “allenato”); b) richiamare il cane non appena ci accorgiamo che si interessa un po’ troppo intensamente a qualcosa, ovvero quando è nella cosiddetta fase appetitiva (ricerca dello stimolo motivante).
Se il cane invece è già entrato in fase consumatoria (ovvero mette in atto il comportamento che consuma la motivazione) c’è il serio rischio che vada in one track mind.
Se il danno è già stato fatto, ovvero se il cane è già sparito da più di mezz’ora, quel che dovremmo fare è fermarci ad aspettarlo.
Se ci troviamo in campagna, o in un bosco, è molto probabile che il cane torni dove abbiamo lasciato la macchina, quindi converrebbe attenderlo lì. Se in preda al panico ci siamo finiti noi, e vogliamo a tutti i costi provare ad inseguirlo… oltre a dirvi che nove volte su dieci questo non porta a nessun risultato, vi consiglio anche di lasciare vicino alla macchina, o nel posto da cui siete partiti a piedi, un vostro indumento. Molto spesso i cani si sentono rassicurati nel trovare qualcosa che abbia il nostro odore e si fermano lì, fiduciosi che lì torneremo.
E se invece il cane si è davvero perduto, perché si è spaventato e ha perso la testa?
In questo caso, ahimé, bisogna affidarsi esclusivamente alla fortuna, sperando che qualcuno lo trovi e ci avvisi (se ha la medaglietta, che tutti i cani dovrebbero sempre avere!), oppure lo porti in canile, dove leggeranno il suo microchip e ci avviseranno del ritrovamento: però potrebbero passare anche diversi giorni, e a me come minimo verrebbero due o tre infarti.
Quindi, se siete soliti liberare il cane in zone “a rischio” (ovvero, non recintate) e se già sapete che in quelle zone ci sono dei competitori irresistibili… l’unico consiglio sensato che posso darvi è quello di munire il cane di un collare GPS. Costano cari, è vero (un centinaio di euro), però possono evitarci gli infarti di cui sopra, o peggio ancora la tragedia di non ritrovare mai più il nostro amico.

caneperso2Come al solito, bisogna aggiungere che i cani non sono tutti uguali e che ci sono vistose differenze di razza: perdersi un molossoide è ben difficile, visto che arrivati a dieci metri da noi si sentono già “troppo lontani”; perdersi un cane da caccia o un cane nordico è fin troppo facile.
Anche il sesso è importante: i maschi si perdono molto più facilmente delle femmine, perché l’istinto sessuale li spinge anche a scappare di casa (e a questo proposito, se abbiamo il giardino, facciamo attenzione alle recinzioni: devono essere a prova di Houdini!)

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24 Commenti

  1. Il collare gps é davvero un toccasana per chi porta i cani in campagna, vi farà risparmiare un sacco di ansie soprattutto se avete razze da caccia.
    Non voglio fare pubblicità, ma se fate una breve ricerca su internet vedrete che c’é un modello da 50 euro che funziona piuttosto bene.

  2. Io mi ritengo fortunata, possiedo due “molossi cozza” siamo spesso in dogtrekking e dopo che in un occasione la femmina ( intraprendente ed esploratrice ) andata avanti insieme alla guida non ci ha più trovati ( avendo noi sbagliato percorso ) andando in panico, adesso fa il doppio della distanza del percorso perché fa avanti ed indietro per assicurarsi che io sia ancora presente. Il maschio manco a dirlo “francobollato” e i 10 metri per lui sono anche troppi……:D

  3. Io ho lavorato tanto sul richiamo quando era ancora piccolissima, insieme ad un’educatrice, bravissima, ma su questo abbiamo ottenuto scarsi risultati e io allora … non mi fido, la libero solo in area cani, del resto nel parco è vietato lasciare liberi i cani se non appunto nell’area a loro dedicata. Guardo con invidia quelli che, infischiandosi del divieto lasciano liberi i loro cani, ma.. io non mi fido. so perfettamente che lei i miei richiami se li metterebbe in saccoccia e qualsiasi stimolo la farebbe partire…. no troppo pericoloso. Le uniche volte in cui è libera è quando va in montagna col figlio e la quasinuora, ma lì il contesto è diverso. E quindi sempre al guinzaglio, cancelli sempre chiusi e vigilanza stretta. Se si perdesse credo che non me lo perdonerei mai.

  4. E’ successo anche a me con la mia meticciona di 2 anni (sempre brava con il richiamo fin da piccola anche se vede caprioli, gatti, farfalle…insomma qualsiasi cosa si muova e sembri interessante!) ed è verissimo: sono intervenuta tardi.
    Probabilmente troppo fiduciosa l’ho richiamata che ormai era in pieno bosco, ho aspettato sul posto una buona mezz’ora sgolandomi inutilmente…e poi…tornata col cuore in gola a casa l’ho trovata che mi aspettava scodinzolante davanti al cancello!!!
    …da quella volta sto attenta al minimo segnale: sbagliando s’impara!

  5. Il mio cane ha un richiamo pessimo. Nel senso che o non si allontana affatto e gioca (o dorme) nelle immediatissime vicinanze, o parte a razzo dietro a qualcosa.
    Di più: quando parte, parte di botto, senza preavviso, si allontana con una accelerazione da formula 1 e non mi sente proprio. In 3 secondi è già fuori portata di voce, e anche se mi sentisse non credo esista forza umana capace di farlo inchiodare e tornare altrettanto a razzo.
    Come esempio: una volta stava tirando come un pazzo per raggiungere degli amici a cavallo che ci avevano superato e non ha neppure considerato una intera famigliola di cinghiali che gli ha tagliato il sentiero a 20 mt dal naso (per fortuna!!)
    I borzoi (e credo gli altri levrieri) sono cani meravigliosi, pieni di qualità sovrannaturali, ma sono cani fatti a modo loro più di altri. Personalmente li sconsiglierei a chiunque non abbia la possibilità di farli correre parecchio in posti parecchio grandi, e parecchio recintati. Io non amo affatto i cani cozza, lui non lo è per niente, è abbastanza gattoso ed indipendente. Di certo non ha nessunissima intenzione di perdersi, ma è inevitabile che si allontani anche di parecchio, e DEVE poterlo fare in sicurezza.
    Con tutto che vive in un giardino molto grande, -e recintato- circondato da una corte agricola ancor più grande (e recintata) e da campi coltivati parzialmente cintati o comunque limitati da fossi, siepi folte ecc ecc. una volta è riuscito per coincidenza sfortunata ad imbroccare un’uscita a 300 all’ora e stava per succedere un disastro.

  6. A me è a scomparso.il.zwerpinscher maschio….o.meglio, nonostante avessi disposto persino filo elettrico per cavalli sui due mt di recinzione per evitare che ,come.già accaduto si impicasse tra le punte dei cancellati, ha ben pensato di saltare sul tetto del.pickup e darsi lo slancio oltre gli ulteriori 60cm.
    Il.Tutto per chissà quale femmina in calore….
    Da lì…..il.buio.
    Ricompense, volantini, annunci ovunque ecc ecc
    Periodo.durissimo per me….
    Lo cerco ancora e spesso lo sogno….
    Mai più un maschio di piccola taglia

  7. Il mio setter è un po’ atipico .. È piuttosto appiccicoso, nel senso che si muove in un raggio di 70-100 m quando siamo nel bosco e mi viene a cercare ogni minuto. Certo non mi fiderei a lasciarlo vicino a strade trafficate .. Al momento ha sempre ripagato la mia fiducia tornando immediatamente al mio richiamo. Prima seguiva i caprioli ma non è mai stati via più di mezz’ora.. proprio qualche giorno fa 2 esemplari gli sono sfilati davanti al naso.. L’ho richiamato con la voce da topo gigio che solo io so fare e lui è venuto da me scodinzolando senza ripensamenti… Non ci potevo credere! Ci ho dovuto lavorare parecchio considerando che l’ho che aveva oltre un anno .. Però ora sono veramente soddisfatta.

  8. Buongiorno a tutti,
    sono felice che si parli di questo argomento perché ci sto riflettendo da tempo e vorrei porre una domanda , mi rendo conto un po’ complessa, alla redazione o a chiunque possa avere conoscenze a riguardo .
    Una breve premessa . Sono proprietaria di un maschio meticcio di segugio di 4 anni e mezzo, ahimè mai fatto addestrare e nemmeno educare che ha una spiccata tendenza alla fuga e di quelle lunghe pure! Quando io sono al lavoro sta fuori in giardino (ovviamente con accesso a zona riparata + cuccia coibentata, ecc.) e quando rientro sta in casa con me e mio figlio. Ha un carattere piuttosto indipendente e non è mai stato particolarmente semplice da educare , perlomeno per me che ho diverse esperienze di vita con cani ma non competenze specifiche più professionali.
    Il fatto che scappasse era già molto grave prima, ma dalla scorsa estate è diventata una questione di vita o di morte…abbiamo infatti scoperto che è epilettico ed è in terapia , al momento ben funzionante, con Gardenale+Luminale+Bromuro di potassio. Ovviamente lui non può interrompere in modo brusco la terapia , pena conseguenze gravi , quindi da allora la mia priorità assoluta è quella di non lasciargli la minima possibilità di fuga : sto facendo sostituire la rete metallica (tagliabile da eventuali ladri) con recinzione in ferro, ho piazzato cancelletti ovunque , catechizzato mio figlio sul protocollo da seguire quando si entra/esce dal cancello, ecc. ecc., ma non posso sottovalutare l’errore umano. Potrà esserci il giorno in cui per fretta, stanchezza o leggerezza, lui ce la farà sotto il naso . O potrà capitare l’infelice occasione in cui qualche personaggio deciderà di intrufolarsi a casa mia , forzando il cancello o la porta di ingresso e facendolo scappare.

    Quindi, alla fine di questa premessa che tanto breve non è stata, stavo pensando di dotarlo appunto di collare con Gps e qui mi sorge il dubbio da un milione di euro : l’attività del Gps o, ancora peggio, della scheda sim che deve contenere per dialogare con il mio cellulare, possono arrecare disturbo o danno ad un cane che ha già un’attività elettrica anomala del cervello? Considerato che se lo deve tenere vicino alla testa per svariate ore al giorno.. Capisco che è una domanda un po’ tecnica, bisogna combinare competenze sui tipi di segnali emessi da questi aggeggi e competenze neurologiche; sicuramente interpellerò il veterinario che gli ha fatto la visita neurologica, ma mi piacerebbe anche sentire l’opinione della redazione e di chiunque avesse idee a riguardo. Grazie e scusate il poema!

  9. Con le doby precedenti avevo fatto lo scherzetto dello “sparire “dietro la curva del sentiero,… e dopo il loro ritorno a velocità luce sui loro passi, oddio dove è finita la boss, le liberavo in zone sicure senza patemi. Ma col maschio che tiene il naso a terra che manco un segugio, no grazie. Troppi selvatici giringiro….

    • Anche io faccio questi scherzetti, ogni tanto (mi nascondo dietro gli alberi), quando la mia va in one track mind da cacca…solo che la mia è tonta e rischia di cercarmi nella direzione sbagliata…con il 50% di probabilità di errore (avanti o indietro sul sentiero) mi tocca dare cenni di vita (coff coff, bau bau), vedendo dove cerca di proseguire….

    • direi che la tua è un’OTTIMA decisione. Il mio caro Dobino maschio è partito dietro a lepri e caprioli perdendosi per tre, dico TRE volte (la volta più brutta è stata quando per colpa della nebbia è stato a girare nella boscaglia a 500 metri da casa per tutta la notte…che incubo). Adesso è un sorvegliato speciale. Troppo tontolone per meritare la mia fiducia ;-D

  10. Articolo utilissimo e veritiero. Io ho un beagle maschio e un segugio femmina (identica a quello nero nella foto XD ) e purtroppo l’ho provato sulla mia pelle. Il mio compagno ha dato troppa fiducia alla femmina, che pur essendo appiccicosa come una cozza era da poco tempo con noi, e un giorno in campagna è andata dietro a una lepre sparendo nel nulla per ore. E’ tornata dove avevamo parcheggiato la macchina. Io non l’avrei mai sciolta in piena campagna, mi sono munita di lunghina da addestramento per evitare succedesse ancora. Purtroppo quando si hanno cani da caccia come giustamente dici, non c’è richiamo che tenga e io quando li vedo che cominciano a ossessionarsi dietro a una traccia li lego subito e a costo di farmi trascinare li accompagno. Mi fido di loro, ma non troppo..non si sa mai. Lui dice che sono troppo apprensiva, io penso di conoscere a fondo i miei cani e di saper interpretare il loro atteggiamento.

  11. Ho vissuto 13 anni con una fuggitiva (incrocio boxer) e non sto a raccontare quante me ne ha combinate. Lei però scappava “solo” di casa per poi tornare quando aveva fatto i suoi comodi e fatto prendere a me l’ennesimo infarto, mai in passeggiata e in posti dove arrivavamo in macchina.
    Dico solo che dalla toscana, dopo giorni che la cercavo e dieci anni di vita persi, l’ho ritrovata a Roma.

  12. Per la mia il richiamo consiste nelcontatto visivo: tornare già torna, ma se incrociamo gli sguardi anche a 100m di distanza: “bon, adesso che hai visto dove sono torno a farmi gli affaracci miei, ciao!”

  13. Molto utile e veritiero… Riconosco la parte dove dice che perdere un molossoide è ben difficile. Ho una femmina molossoide, e LEI ha paura di PERDERSI. Se prende il via a correre con gli altri cani, mentre gli altri tendono ad allontanarsi lei a un certo punto si inchioda e torna indietro attaccata a me.

  14. Ho un Breton femmina sterilizzata presa in canile. Aveva 4 anni ora ne ha 6. In questi due anni ho lavorato molto sul richiamo anche perché venendo dalla esperienza pastore tedesco non mi capacitavo della poca reattività di Tea al richiamo. Adesso so che quando si fissa su una traccia o sulla esplorazione del territorio non ce n’è x nessuno. Ho imparato ad aspettare fiduciosa. E cmq x l estate a boschi credo proprio acqusterò collare GPS. Grazie x i suggerimenti

  15. Ottimo! Purtroppo a un nostro amico era capitato che alla veterinaria scappasse il suo cane un amstaff l’abbiamo cercata tutti questa povera bestiolona di nemmeno un anno!!! Lui girava addirittura con l’auto con su la foto e il nome del suo cane….:-(

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.