di DAVIDE BELTRAME – Nulla di nuovo sotto il sole, ma è sempre desolante rendersi conto di come passino gli anni, si facciano tanti discorsi…e le cose non cambino mai. Un paio di settimane fa scrivevo un articolo sui cani dell’Est, lamentando proprio come nonostante la grande quantità di informazioni ormai reperibili su questo traffico ci sia ancora un sacco di gente che acquista il cucciolo da negozi, cagnari e trafficanti vari, con conseguenze che non hanno praticamente mai il lieto fine.

Proprio nei commenti in quell’articolo, la nostra lettrice Daniela ha segnalato un articolo uscito il giorno dopo il nostro su “Il Piccolo”.
Titolo: “Oltre cento in fila per adottare 25 cuccioli
Riassunto, per chi non volesse leggerlo tutto: c’è stato un sequestro di cuccioli, provenienti dall’Est (Ungheria, per la precisione). Sequestro anche un po’ “casuale” a quanto pare, dato che l’auto che li trasportava aveva avuto un incidente e nel bagaglio dell’auto sono stati rinvenuti 25 cuccioli, descritti come “chihuahua, bulldog francesi e inglesi e barboncini”.
Dico “descritti come” perchè i cuccioli in realtà erano completamente privi di documenti (come al solito: quando i cuccoli provenienti da traffici di questo genere hanno anche i documenti, è perchè si tratta di documentazione falsa, soprattutto quella sanitaria).
twingoNotare che l’auto in questione era una Twingo, non esattamente una station wagon…quindi potete anche immaginare le condizioni del viaggio.

Il motivo per cui la nostra lettrice ci ha segnalato l’articolo risiede sia per i toni un po’ melensi e strappalacrime, sia soprattutto per la mancanza di informazioni più approfondite sui cuccioli dell’Est e sui relativi rischi, infatti viene solo detto che provenivano dall’Ungheria e che non avevano alcuna documentazione.
Il fatto della probabile mancata socializzazione (uno dei problemi più difficili da recuperare, anzi impossibile da recuperare totalmente), i mancati controlli sanitari che ne mettevano a repentaglio la salute e tutto quello di cui vi abbiamo già parlato un sacco di volte, è stato tralasciato.
L’unica menzione allo stato dei cuccioli è questa:

Alcuni di questi animaletti, in particolare i chihuahua, appena posti sotto sequestro, apparivano sofferenti, per il lungo viaggio e perché ammalati. «Quasi tutti – avevano evidenziato i soccorritori – avevano la pancia gonfia, segno della presenza di vermi o parassiti a livello gastrointestinale».
Immediatamente, i volontari si erano attivati per curarli e rifocillarli. E l’impegno è andato a buon fine se è vero che i cani affidati ai nuovi proprietari apparivano in buona salute.

cuccioloInsomma, lo fanno passare per un problema di poco conto e risolvibile in breve tempo: in questo caso potrebbe anche essere vero e magari si è intervenuti per tempo, ma ricordiamo che come purtroppo confermano le numerose testimonianze sui cani acquistati in negozio, alle “fiere del cucciolo” o da cagnari, spesso i problemi molto più gravi: cimurro, parvovirosi e altre malattie che hanno spesso esito fatale, complice un sistema imminutario già compromesso a causa proprio dei lunghi viaggi fatti con soggetti molto piccoli e tenuti in pessime condizioni.

Ma queste sono tutte cose di cui vi abbiamo già parlato più volte, anche se è sempre bene ribadirle…e purtroppo siamo tristemente abituati al fatto che il tema cani spesso sia trattato più con “ammmore e cuoricini” che con informazioni utili. Quello che invece mi ha spinto a scrivere questo articolo, è il fatto che per questi 25 cuccioli, si siano presentate 120 persone per l’adozione. Tra queste richieste i volontari dell’associazione a cui erano stati affidati i cani hanno poi eseguito la scrematura e deciso quali fossero gli adottanti più adatti, ma praticamente ogni cucciolo aveva 5 potenziali adottanti (4,8 se vogliamo essere proprio precisi).

Ed ecco perchè ho intitolato questo articoli “Cani di serie A e cani di serie B”: perchè questo numero di persone è accorso, attirato dal cane di razza gratis, per quanto magari ben pochi lo ammetterebbero; non temo smentite a riguardo principalmente per due motivi:
– se a spingere l’adozione dei cani sequestrati fosse solo “il musetto tenero” o “la voglia di salvarli”,  sono entrambi parametri validissimi anche per la grande maggioranza dei cani di canile
– lo stesso è successo in altre occasioni: a inizio 2013 ad esempio avevamo pubblicato un articolo su un episodio simile, dopo un servizio di Striscia la Notizia su un sequestro di cuccioli dell’Est erano arrivate richieste di adozione a pioggia (e sorvoliamo sul fatto che molte di queste richieste fossero fatte tramite commenti sul web negli articoli dove si era parlato del servizio…almeno le boule120 persone di questa volta sono andate sul posto).
Un altro episodio emblematico è quello dei cani di Green Hill: chiuso nel 2012, come tutti saprete era un allevamento di cani destinati alla sperimentazione animale. Erano stati sequestrati più di 2500 soggetti e pare che più o meno tutti abbiano trovato adozione.

Ma rimaniamo al caso citato nell’articolo de “Il Piccolo”, che non ha avuto – mi sembra – una rilevanza mediatica pari a quella di Green Hill o del servizio di “Striscia” (dove probabilmente i possibili “adottanti per cucciolo” erano ben di più): ci rendiamo conto che se ogni cane di canile avesse anche solo 5 potenziali adottanti, probabilmente svuoteremmo tutti i canili d’Italia in poco tempo?
Invece ci sono cani che 5 possibili adozioni non le vedono in una vita intera! E non parliamo solo di cani adulti, anziani o malati, per cui magari è più difficile trovare una sistemazione adatta, ma anche di cuccioli e cuccioloni che semplicemente non hanno la stessa esposizione mediatica o “non somigliano a quella razza li”, o non sono della taglia giusta, eccetera eccetera…

Poi in giro leggiamo sempre i vari “amo tutti i cani”, “per me non c’è alcuna differenza”, “io adotterei anche il più scrauso dei rottami” e quant’altro, ma com’è che i fatti quotidiani dimostrano poi esattamente il contrario?
cuccioliSe ti azzardi a dire che il “cane di razza gratis” fa più gola del “meticcio gratis” rischi di prenderti insulti a pacchi da 12 da molti, però 120 persone in fila, in un qualsiasi canile non penso si siano mai viste.

Personalmente ho sempre trovato piuttosto scorretti gli appelli che spacciano palesi meticcioni per la “razza X” a cui magari somigliano solo vagamente, non certo perchè sia fissato col “cane di razza” ma semplicemente per un discorso di correttezza, e perchè sincermaente una persona che di fronte allo stesso cane se gli dico che è un rarissimo Bovaro del PincoPallo lo vuole adottare al volo, mentre se gli dico che è un meticcio ci pensa su, non mi ispirerebbe la massima fiducia…ma di fronte a certi episodi continui mi viene quasi da ricredermi.

Insomma, quando leggete o sentite dire che “i cani sono tutti uguali”, non credeteci: ci sono i cani di Serie A e i cani di Serie B, e a stabilire la classifica siamo noi.

 

Articolo precedenteLa Squadra Morbidini e i ladri di crocchette
Articolo successivoLa Squadra Morbidini e i ladri di crocchette – seconda parte

Potrebbero interessarti anche...

Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua!

25 Commenti

  1. Quante verità! Aiuto l’associazione da cui arriva il mio cane inserendo per loro alcuni annunci, i più letti son sempre nettamente quelli dei cani di razza (o similrazza). Addirittura quando c’era un doby puro adulto (conciato malissimo) riceveva un sacco di risposte (poi sparivano tutti per le condizioni di salute, ma il contatto c’era!) mentre per altri palesemente meticci seppur bellissimi zero risposte nel corso dei mesi.
    Fra i commenti su fb di quand’era in adozione il mio cane a 3 mesi di età c’è “che bello, di che razza è?” interessamento svanito di fronte a “meticcio” tanto che ha dovuto aspettare altri 2 mesi prima che lo prendessi io. E quando siamo in giro la stessa domanda si ripropone spessissimo tanto che se sono in vena lui diventa un “bracco della sila” … possibile che solo il cane di razza possa essere un bel cane?

  2. mi sembrano quelle situazioni in cui la gente si va a comprare i capi di abbigliamento “firmati” dai venditori ambulanti. cercano veramente la qualità del prodotto? meglio un capo anonimo comprato nel mercato regolare. con questi cani succede la stessa cosa, quindi, a mio avviso, quelle persone non meritano di avere un amico peloso.

  3. Sai, Davide, credo che purtroppo l’informazione (tra l’altro ottima che date sia voi, che qualche altro sito internet), non sia sufficiente! Bisognerebbe scrivere qualche cosa anche sul…cartaceo…non voglio e NON devo parlare di politica qui, ma vedi anche “l’informazione” a riguardo di quest’ultima e l’informazione su internet, può sembrare che centri poco, ma purtroppo di ignoranti ce ne sono ancora tanti!!! FA PURE RIMAAAA XD XD Xd

  4. Secondo me sarebbe utile porre dei vincoli all’adozione di cuccioli potenzialmente problematici (se prima della cessione non viene fatto un percorso per tamponare i probabili danni per essere strappati troppo presto dalla madre da esperti del settore), specificando agli adottanti che si rischia di andare incontro a spiacevoli sorprese (sempre se il cane non muore nel contempo). Nessuno con un minimo di conoscenze cinofile si fionderebbe a proporsi per portarsi a casa uno di questi cagnolini alla leggera (io non ne avrei mai il coraggio).

    Io non so fino a che punto la razza (o non razza) sia il fattore determinante per l’ondata dei candidati adottanti. Forse i cuccioli in questione sono più appetibili, perchè di taglia piccola, piccoli di età (quindi per molti più facilmente educabili et cetera et cetera), comunque da salvare (quindi non pagandoli si è a posto con la coscienza), più gestibili, in apparenza. Non giustifico nessuno, però forse alle spalle non c’è solo un “faccio l’affare” ma sempre la solita ignoranza.
    Ogni tanto cucco nelle pagine dei canili di zona e devo dire che se ci fosse un bassotto/similbassotto in adozione (io ho una bassotta di “razza”) e fossi intenzionata ad adottare chiederei informazioni per il bassotto in adozione, ma non perchè snobberei gli altri ma perchè (se il carattere assomiglia a quello di un bassotto ben selezionato) mi sentirei in grado di gestirlo meglio, avendone già uno a casa (e soddisferei contemporaneamente le esigenze dei miei due cani, almeno per ciò che riguarda movimento, energie e via così).

    • sono d’accordo su tutto quello che scrivi. Il problema però è che nessuno dice che si tratta di ” cuccioli potenzialmente problematici”. L’hai mai letto in qualche articolo dove si parla di un sequestro di cuccioli dell’est? Io mai, piuttosto è scritto dove vengono custoditi così tutti si fiondano come degli assatanati; ma che si tratta di cani che necessitano di un surplus di attenzioni e competenza questo non l’ho letto da nessuna parte

    • Guarda, sulla prima parte “ni”, perchè ad esempio per i cani di Green Hill anche la LAV e mi sembra altre associazioni che si occupavano dell’adozione avevano comunque messo in guardia sul fatto che si trattasse di cani particolari, ma le richieste sono state comunque uno sproposito, insomma credo che comunque tutti o quasi in realtà pensassero “sì va beh ma tanto IO posso fargli superare tutto”.

      Sul discorso razza o non razza invece…no, direi che è proprio questione di “cane di razza aggratis” perchè comunque tutti gli altri aspetti (cucciolo, piccola taglia, cane da salvare) li trovi anche in un sacco di cani di canile.
      Ok, magari è “meno cucciolo” nel senso che in canile trovi più cuccioloni, però ci sono anche un sacco di cagne abbandonate incinte e che hanno partorito in canile. Insomma, l’abbinata “cucciolo (o comunque cane giovane)+piccola taglia+salvo un cane in difficoltà” si può trovare lo stesso, eppure non penso che il centinaio di persone “rimasto fuori” dall’affido dei 25 cuccioli questa volta si sia informato su altri soggetti.
      L’intervista linkata in un altro commento da daniela conferma abbastanza la mia idea. Poi certo, è comunque figlio dell’ignoranza anche il concetto “cane di razza gratis sì ma se non mi danno quello non mi sforzo di adottarne un altro”, ma una bella parte di “eeeh io sono furbo e mi prendo il cane di razza aggratis mica son scemo che vado a pagarlo” purtroppo c’è…

      • Dite che siamo messi così male? Quindi chi rimane escluso dall’adozione (per forza di cose, visto che la “domanda” supera l’ “offerta”) aspetta il nuovo “carico sequestrato” oppure niente cane?
        Infatti, secondo me, una grande responsabilità ce l’ha anche chi si occupa di trovare casa ai cuccioli che sopravvivono (tra cederli a caso e trovare il proprietario perfetto c’è la via di mezzo, in ogni caso), anche se forse spesso non c’è mala fede (almeno spero…)

        • Stando anche a quanto dichiara lo stesso responsabile del centro, sì, chi viene “rifiutato” e non prende uno di quei 25 non sembra poi “dirottare” verso un altro ospite della struttura…quindi sì, siamo messi così male 😀
          Anche perchè appunto, un conto è vedersi rifiutata un’adozione per altri motivi (non ti reputano adatto, etc), ma in questo caso per forza di cose è possibile che anche qualcuno a cui darebbero comunque senza problemi uno dei loro ospiti non possa averne uno di quei 25…

          Chiaramente il problema spesso è anche “lato struttura”, ovviamente come sempre c’è chi lavora bene e meno bene, ci sono canili che danno il cane a cani e porci e chi invece ha magari criteri fin troppo restrittivi, così come c’è chi ci mangia sopra e tiene più cani possibile per avere più contributi…insomma, il fatto stesso che siamo sempre in emergenza dal punto di vista di randagismo, abbandoni & c fa capire che comunque ci siano tanti, troppi interessi dietro, perchè il problema non viene mai trattato granchè tranne ogni tanto in periodo elettorale, e ci troviamo sempre le lotte “cane di razza vs meticcio” e similari, insomma le classiche guerre tra poveri che non portano a nulla…

  5. tre anni fa ho adottato il mio cane al canile e mi sono sentita in colpa per aver scelto un cucciolo!
    Sapevo che il cucciolo avrebbe avuto maggiori possibilità di trovare famiglia rispetto ad un cane più grandicello, a me andava bene un cagnolino maschio di qualche anno, ma in quel momento o prendevo il cucciolo o un maschietto che aveva già sette anni. dovevo fare i conti con i nipoti: non volevo che soffrissero di nuovo la perdita del cane in pochi anni, volevo dar loro la possibilità di crescere prima di un nuovo lutto, ma ammetto di essermi sentita in colpa per questa forma di egoismo.
    quando leggo queste cose: mi prudono proprio le mani!

    • vero che un cucciolo ha mediamente più possibilità di un adulto, ma è anche vero che un cucciolo se non tolto presto dal canile rischia di crescere deprivato di mille stimoli e diventare un adulto decisamente pauroso se non addirittura problematico, quindi inadottabile. Noi ci facciamo questi problemi quando in giro c’è chi vuole il cane solo di razza e gratis…

    • Ma no dai, non sentirti in colpa, non ce ne è motivo! l’importante è essere la persona giusta per il cane scelto. Io, per esempio, se dovessi adottare un cane al canile non prenderei mai un cucciolo meticcio, ma solo perchè cercherei determinate caratteristiche (che in un adulto sono “verificabili”) e penso che avrei più certezze rispetto alle mie esigenze. Quindi, se ci fossimo trovate nello stesso canile nello stesso momento, tu avrestj portato a casa un cane che io non avrei “considerato” (mi si passi il termine) e che quindi sarebbe rimasto lì (sulla base della mia scelta – e magari sulla base della scelta di altri adottanti). In più i cuccioli crescono in fretta!

    • D’accordissimo con Mia2: anch’io ho solo cani di canile e anche per me i cuccioli sono off limits. Io che giro spesso coi miei cani nelle situazioni più disparate con tanti altri cani vado in canile soprattutto perché ho la certezza che i soggetti, già adulti, siano in grado di convivere serenamente con con specifici di entrambi i sessi. Dato che il branco che frequento solitamente è piuttosto eterogeneo nell’introdurre un nuovo soggetto si deve tener conto di quanto lavoro serve per introdurre un cucciolo e quanto invece dal mio punto di vista le cose siano più stabili nel tempo con un cane già grande e con buone doti comunicative che non sia dominante.

  6. Qualcuno gli vada a spiegare che senza documenti al massimo possono avere un cane simil-qualcosa, poiché l’unica cosa che attesta la razza è il pedigree. Già immagino la risposta: “Ah ma a me non importa nulla del pedigree…” (il resto della canzone lo conosciamo).

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.