venerdì 3 Luglio 2020

Traffico illegale di cuccioli, i carabinieri non intervengono

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Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.

di FABIANA BUONCUORE – Questa è la strana storia della scoperta di una trafficante di cuccioli, che continua felicemente la propria attività indisturbata.
Tutto è cominciato con un messaggio inviatomi da una mia carissima amica, mia compagna di banco alle superiori e amante degli animali. Mi chiede se vendere cuccioli incrociati sia legale e le rispondo di no: lo dice la legge, e ne abbiamo parlato qui, anche se purtroppo a quanto pare si tratta di una legge di cui, ancora dopo più di vent’anni, nessuno è a conoscenza.
Ci sentiamo poi per telefono, e mi racconta una storia che mi fa accapponare la pelle.

trafficocuccioli2

Come ben sai io ho sempre collaborato con canili ed associazioni animaliste, tanto che due anni fa, totalmente a carico mio, ho provveduto personalmente a catturare, curare dove necessario e poi piazzare più di ottanta gatti e gattini randagi della mia zona, in sostegno all’ENPA. Erano tanti, ma io ricordo perfettamente ogni singola adozione, ed in particolare ricordo di una cucciolata di misti persiani, che naturalmente piazzai subito, di cui diedi un micino a una signora che aveva risposto all’annuncio. Poco tempo dopo la stessa signora mi contattò per chiedermi se avessi altri gattini a pelo lungo in adozione, le dissi che ne avevo un paio neri, ma che erano grandicelli, di circa sei-sette mesi, e lei mi rispose “fa lo stesso, basta che siano gratis”. Insospettita da questo atteggiamento, non volli più darglieli, non mi feci più sentire e questa signora sparì dalla circolazione. Ebbene, qualche giorno fa una mia amica mi chiama e mi chiede di accompagnarla nella città qui vicino ad acquistare un cucciolo di cane, un incrocio chihuahua/pinscher a duecento euro, ed io non sapevo che fosse illegale, per cui non mi stupisco molto, con tutti gli annunci che si vedono online dopotutto non posso immaginare che siano tutti fuorilegge. Siccome, proprio per via delle adozioni, conosco tantissima gente di quella città, chiedo alla mia amica di inoltrarmi l’immagine del profilo di questa venditrice, che si è comportata in modo un po’ sospetto: scrivendo via WhatsApp alla mia amica, ha cambiato più volte versione sul prezzo dei cuccioli, ha spedito “foto dei genitori” che hanno tutta l’aria di essere state trovate con google, e per dare il cucciolo alla mia amica le ha dato appuntamento alle dieci di sera nel parcheggio di un supermercato. Quando mi arriva la foto, la riconosco subito: è la signora dei gatti a pelo lungo! A questo punto decido di accompagnare la mia amica, perché la faccenda sembra sempre più losca. Una volta sul posto, scopriamo che si è presentata anche una seconda famiglia, per acquistare un fratellino. Dopo un po’ di domande veniamo a conoscenza del fatto che i due cuccioli che abbiamo davanti non sono vaccinati e non hanno microchip, “però sono sverminati” (scopriremo solo più avanti, dal veterinario, che non è vero). Notando che la signora non mi riconosce, le chiedo se i cani vivano coi gatti, e lei mi risponde di no. A questo punto comincio ad irritarmi, mi faccio riconoscere come la ragazza che le ha affidato il mix persiano due anni prima, e le chiedo che fine abbia fatto dunque il gattino. Lei farfuglia frasi assurde quali “non mi ricordo”, “non lo so” e “forse l’ho venduto”, al che perdo il lume della ragione e le chiedo allora quale sia la reale provenienza dei cuccioli che vende, perché è ormai chiaro che li adotta gratuitamente per poi rivenderli. Mi garantisce che i cagnolini sono nati da lei e figli di cani suoi, ma quando le chiedo allora di mostrarmi sul cellulare delle foto dei suoi cani, lei dice di non averne. È assurdo, perché se ti nasce una cucciolata in casa, come è possibile che non scatti nemmeno una fotografia? Intanto gli altri adottanti si spazientiscono e ci mettono fretta, dicendo che a loro non interessa tutto questo, che vogliono solo prendere il cucciolo e portarselo a casa. Mentre prendono il loro in braccio, noto che ha un mozzicone di coda, al che chiedo spiegazioni, e mi viene risposto un vago “boh, è nato così”. Mentre osserviamo la coda mozza scopro che è una femmina, lo dico a voce alta e i suoi acquirenti si lamentano, dicendo di aver chiesto un maschio. Il compagno della venditrice, che fino a quel momento ha parlato pochissimo, a quel punto dice di averne pescati due nella cucciolata, e probabilmente per errore ha preso una femmina al posto di un maschio. La mia amica fa notar loro che la venditrice le aveva detto poco prima che quei due cuccioli erano gli ultimi rimasti, e che quindi le versioni dei due coniugi (ammesso che lo siano) non corrispondono. Gli altri adottanti allora dicono “bene, noi vogliamo un maschio: se ne avete altri, andate a casa a prenderlo; vi aspettiamo qui, portateci il cucciolo giusto.” I due individui ricominciano a blaterare frasi senza senso quali “siamo senza macchina”, “abitiamo lontano”, “non si può fare”, eccetera. Stufa della situazione ai limiti dell’assurdo decido di chiamare i carabinieri, e mi sento urlare contro dalla venditrice che devo farmi i fatti miei, che lei non ha un lavoro e quindi si guadagna da vivere con quello, e che se voglio il cucciolo devo pagarlo altrimenti se lo porta via. Non mi faccio intimidire e chiamo ugualmente i carabinieri, che arrivano in coppia, dopo un po’. Quando penso che finalmente i nodi verranno al pettine, ecco che mi dicono i carabinieri: “signora, noi non sappiamo cosa fare in questi casi.” Quando insisto sbuffano e si limitano a tirar giù i nomi di tutti, dopodiché non fanno assolutamente nulla e se ne vanno. I cuccioli vengono comunque pagati (non c’è bisogno di specificare che non viene emessa fattura alcuna) e ce li portiamo via, perché non ce la sentiamo di lasciare in mano a una persona del genere dei cuccioli innocenti; partiamo però con addosso un senso di impotenza ed il fortissimo sospetto di aver conosciuto una trafficante di cani.

trafficocuccioli3Non ci sono parole per descrivere una simile situazione: una vera e propria truffa davanti alla quale le forze dell’ordine non fanno assolutamente nulla, dichiarando candidamente di non sapere come dovrebbero comportarsi. Ci rimane l’amaro in bocca, e poco tempo dopo eccola qui, di nuovo alla carica: la ritroviamo su Kijiji con ben tre annunci diversi, con lo stesso numero di telefono, di tre cuccioli meticci tutti diversi, tutti in vendita a prezzi che vanno dai 170 ai 200 euro (in uno degli annunci, addirittura, nel titolo è indicato un prezzo diverso da quello del testo dell’annuncio).

La signora che un paio di settimane fa aveva la sua cucciolata fatta in casa pinscher x chihuahua, adesso ha ben tre altre cucciolate, tutte diverse, delle quali, guarda caso, non pubblica la foto della mamma coi cuccioli o del papà, ma di un solo cagnolino.
Mi pare evidente che questa commerciante, forte del fatto che nessuno le dirà mai nulla, perché nemmeno i carabinieri hanno saputo agire, continua ad adottare cuccioli di piccola taglia tramite annunci o associazioni animaliste, per poi rivenderli, senza nemmeno spendere un centesimo per vaccini e microchip (e secondo la legge è reato anche cedere cuccioli sprovvisti di questi requisiti), e guadagnarci sopra centinaia e centinaia di euro.

Il nostro consiglio è sempre lo stesso: NON alimentate questo genere di commercio, NON cercate il cucciolo “che costa meno”, a maggior ragione se è un cucciolo che non andrebbe nemmeno pagato! Di meticci in cerca di casa è pieno il mondo, senza che sia necessario cercare “l’affare” a prezzo stracciato.
Se proprio desiderate un cane di razza, acquistatelo di razza per davvero, ossia in un allevamento serio, che effettua tutte le procedure sanitarie e rilascia il pedigree; c’è da spendere, ma avrete un cucciolo sano, equilibrato e che rispecchia le caratteristiche di razza.
Il cane senza pedigree, per quanto grazioso, è sempre da considerare meticcio per la legge italiana, pertanto la sua vendita è reato. Inoltre, come abbiamo già spiegato in diversi articoli, il prezzo stracciato iniziale rischiate di pagarlo in seguito dal veterinario.

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37 Commenti

  1. La legge è fallace, ok… ma quanto s’ha da esser bischeri per acquistare ancora cani da gente così? Possibile che nel 2016 chi vuole un cane non sia in grado di informarsi? E non parlo di hackerare la rete per scoprire il passato più losco di chi mette gli annunci su kijiji, ma santo cielo, di informarsi PRIMA su cosa vuol dire adottare un cane, sapere come si fa e le modalità per farlo. Chi decide di prendere un cucciolo (di cui non si sono mai visti i genitori) nel parcheggio di un supermercato, alle 6 di sera… non dovrebbe prendere un cane. Punto. O meglio, diciamo che non è ancora pronto. Ed è anche un po’ tardo.

    Piuttosto, che mi dite riguardo alla vendita di cani in negozio? È illegale vendere cuccioli di cui non si conosce la provenienza, e senza pedigree? (Che poi, anche qui, ma quanto bisogna essere scemi per pagare TANTO un cucciolo senza pedigree nè vaccini, probabilmente importato e sicuramente strappato dalla madre prima dei 60 giorni, con gastroenterite assicurata e morte probabile nel giro di qualche giorno? Guardate che in allevamento costano poco di più, e in canile sono GRATIS.)

    • Purtroppo l’ignoranza di base (cinofila e non solo) è una grande arma in mano di cagnari, commercianti e anche di personaggi come la signora in questione. Basti vedere quanti annunci spopolano sui vari subito, kijiji e compagnia, quanti pensino di “dover far fare” la cucciolata a Fufi e Bubi, quanti vogliano il cane “pronto subito” (e quindi l’allevamento “no, mi fanno aspettare”). Abbiamo pubblicato non molto tempo fa l’articolo “L’ignoranza non è una scusa”, relativo soprattutto al traffico dei cani dell’Est che spesso sono anche quelli che arrivano “messi peggio” e quindi ancor più raramente sopravvivono, ma purtroppo chi davvero dovrebbe imparare qualcosa…magari nemmeno ha internet, o è convinto che Facebook sia “internet”.
      Basti pensare che non sono bastati nemmeno i servizi di Striscia o Iene (certo, ben pochi e a volte lacunosi, ma è per fare un esempio degli stessi mezzi che in altre occasioni hanno “bollato” persone o categorie con poco) perchè alla fine il pensiero è “va beh ma QUELLO è stato scemo e ha sbagliato canali, IO sono furbo e non mi faccio mica fregare”. Basti pensare che anni fa un ragazzo che collaborava con noi e a cui mia madre ha ribadito PIU’ e PIU’ volte come NON dovesse acquistare il cucciolo in negozio, non le ha dato comunque retta (e sì che lei gli ricordava a ogni occasione che stava facendo un errore spiegandogli i vari motivi chiaramente). Non penso serva sottolineare come sia finita.

  2. A parte l’ovvio sconcerto, per quanto mi par di capire non solo mio ( arrivando buon ultima e leggendo i commenti ho capito che la cosa, come spesso in ‘taglia è piuttosto mal regolamentata di suo, carabinieri o non carabinieri… a parte la solo certezza che il cane DEVE avere i certificati di buona salute… ) a me viene un solo pensiero: “poveri cani, gatti, uccelli e pesci che capitano in certe mani”. Mi riferisco chiaramente ai venditori, ma a meno che l’acquisto non sia motivato da ” lo prendo e lo curo che altrimenti crepa “ed il rischio è ” crepa ieri” anche gli aquirenti ci mettono del loro.
    Risparmiare è ‘na bella cosa in tempo di crisi, ma come diceva mi nonno, a volte, “chi più spende, meno spende”.

    Perchè alla lunga….

    • Del resto basti pensare che l’altra coppia invece che fare due più due e chiedere anch’essa chiarimenti, a quanto pare si è solo lamentata perchè “aveva fretta”…e manco si erano accorti da soli che gli stessero dando una femmina e non un maschio…

  3. mi par di capire che la fattispecie in questione va sicuramente contro le (nostre) regole etico/morali, ma si fa fatica a trovare una norma che possa inchiodare questa donna alle sue responsabilità, ergo…non ha responsabilità! che roba, gente..

  4. I carabinieri non sono indicati per questo, bisogna chiamare la guardia di finanza! Qui nessuno emette fattura a quanto pare…il fisco ti vola addosso per uno scontrino non battuto, in un caso del genere penso che possa far del male!

  5. di tutto quello che ho letto direi che l’aspetto più incredibile e desolante è rappresentato dai carabinieri che “non saprebbero come comportarsi”. Son senza parole..

    • A noi il fatto che i carabinieri che sono usciti non abbiano saputo come comportarsi suona come una bestemmia in chiesa perche’ va contro le nostre aspettative, ma se ci si pensa bene, anche se ci sembra paradossale, non e’ poi cosi’ incomprensibile. La nostra visione e’ molto parziale: siamo in qualche modo cinofili, ci interessiamo generalmente degli argomenti connessi alla cinofilia e ci aspettiamo una competenza adeguata da parte delle forze dell’ordine che escono. Ma quante -filie esistono? E quante hanno risvolti specialistici di tipo legale? Se ogni persona filo-qualcosa si aspettasse una adeguata competenza legale dal singolo rappresentante delle forze dell’ordine per la sua particolare filia il nostro povero carabiniere dovrebbe essere un tuttologo, cosa assai improbabile non perche’ e’ un carabiniere ma perche’ i tuttologi esistono solo su Facebook e dintorni, nella vita reale e’ materialmente impossibile esserlo.

      Cosa ci si puo’ aspettare da interventi di questo tipo? Ragionevolmente, se non c’e’ una competenza specifica e se non ricorre altro, che nel dubbio il carabiniere identifichi le persone, raccolga le dichiarazioni e si riservi di procedere ad eventuali azioni dopo essersi informato sul da farsi piuttosto che prendere decisioni al momento ma senza cognizione di causa.

      • la ragionevole aspettativa allora è che, come riferito, abbiano preso giù i dati di tutti e procedano con gli accertamenti; magari emergeranno nuovi elementi per individuare precise responsabilità…magari..

      • Nerofumo, il tuo appunto è giusto, non possiamo pretendere l’onniscenza PERO’ limitare l’intervento al “prendere i dati”, non avere possibilità di informarsi sul momento (che so, anche solo richiedere a un collega che invece sia preparato in quella -filia) e finire per lasciar correre è proprio una delle cose che permette sia a personaggi tipo la signora (che non smuoverà miliardi ma intanto solo nell’ultimo paio di mesi ha 25 annunci su kijiji) sia a chi smuove davvero i miliardi di farla franca un sacco di volte.

        Insomma, va benissimo non essere tuttologo, ma sinceramente dubito assai che la faccenda stia venendo approfondita e vada oltre all’aver raccolto i dati, anche perchè comunque sappiamo bene che in diversi casi le forze dell’ordine si sono dimostrate ben poco sensibili al problema cani (aree con bocconi avvelenati che non vengono bonificate, cani abbandonati non recuperati, se trovi tu un cane abbandonato ti dicono che sono affari tuoi, etc). Poi va beh si potrebbe anche pensare che almeno un’infarinatura su problemi “comuni” dovrebbero farla e quindi anche se il carabiniere potrebbe non conoscere tutta la legislatura in tema animali dovrebbe almeno saperne le basi, però ok questo magari è utopistico e pretendere troppo 😀

        Però che mi mandi 2 carabinieri a intervenire su un possibile traffico di cuccioli ed entrambi non sappiano come muoversi, ‘nzomma, non è il massimo.

        • tutto ruota intorno al cardine sbagliato purtroppo..finchè il cane ed il gatto verranno considerati dalla legislazione italiana un “bene materiale”, ovvero “res/cosa” , la normativa sarà sempre lacunosa ed inadeguata. Gli animali d’affezione devono venir riconosciuti “esseri senzienti”, è in quella direzione che dobbiamo tirare

        • Quello che non va bene e’ che dopo aver preso i dati non ci sia seguito. Invece che i due carabinieri non sappiano come muoversi in quel particolare caso non e’ il massimo ma bisogna in qualche modo conviverci perche’ chi gestisce le turnazioni non e’ che abbia da scegliere secondo i casi e non puo’ ragionare a risorse infite ma, al contrario, avra’ a disposizione un certo numero di persone con le quali dovra’ coprire i turni e probabilmente per coprire quel turno con quella macchina avra’ a disposizione due persone – qualunque esse siano – e non altre.

          • Sono d’accordo, però visto che sono anni anni e anni che c’è il problema del traffico di cuccioli, dare almeno UN MINIMO di infarinatura generale durante la formazione poteva essere un’idea non così peregrina, visto comunque quanto spesso le forze dell’ordine vengono interpellate per “questioni di cani”.

  6. Copincollo quanto trovato dal moderatore di un sito” tutto rientra di vendita di beni mobili in trattativa tra privati. Non è una interpretazione, è norma. Con una trattativa privata, i privati, appunto, possono vendere quello che vogliono, anche cani senza pedigree, purché ovviamente non si nascondano difetti, malattie ecc. e non si faccia passare per puro un cane che invece non lo è, ma tutto deve essere chiarito in buona fede, al momento della compra vendita, altrimenti, come già detto. si passa al reato di truffa”

  7. La signora non ha spacciato il cane per un cane di razza. Ha detto esplicitamente che si trattava di un incrocio. Quindi è perfettamente legale.

    • Ehm, proprio no, perfettamente legale un paio di ciufoli :D, come ben riportato in uno dei commenti a questo articolo su Facebook:

      All’art.5
      del D.lgs 529/92 é specificato che é consentita la vendita di soli
      animali di razza, provvisti di documentazione relativa alla genealogia.
      Diversamente vi é una Ehm,sanzione da 10.000.000 L a 60.000.000 L.

      Riporto invece dall’ultimo link di questo articolo

      Inoltre è vietata la vendita
      di cuccioli che non siano stati identificati mediante apposizione di microchip e registrati (Ordinanza Ministero della Salute del 6 agosto
      2008. Gazzetta Ufficiale 20 agosto 2008).

        • Che ci sia un “vuoto” legislativo (o comunque delle pieghe in cui marciare), purtroppo è indubbio.

          Diciamo poi che c’è modo e modo anche nell’approfittare di queste pieghe: per quanto non siamo probabilmente di fronte a una commerciante a livello cagnari/fiere del cucciolo, il “metodo” di consegna, il “prendere cuccioli a caso”, gli annunci a palla su kijijj e simili, cuccioli nemmeno sverminati, più il sospetto abbastanza fondato che rivenda cuccioli che adotta gratuitamente, sono veramente comportamenti pessimi.

          Purtroppo, come dimostra anche la scarsa conoscenza sulle leggi in merito delle forze dell’ordine (e possiamo aggiungerci tutte le volte che non intervengono, anche in caso di segnalazioni di animali vaganti per le strade), la volontà di combattere il fenomeno a livello istituzionale è veramente scarsa, “beccano” ogni tanto il trasportatore, qualche volta cuccano il negozio non in regola, ma sono il plancton, manco i pesci piccoli…

          • Daccordo in pieno. Io dico a tutti di segnalare anche a Subito e kijiji questo tipo di annunci. Non è molto, ma sempre meglio di niente. Per quanto riguarda i carabinieri penso che non dovremmo avere paura di andare a parlare con i superiori. A me è capitato, avevo solo 17 anni quando due carabinieri semplici investirono il gattino di un’amica in un’area cortiliva, fecero finta di niente e sgommarono via lasciando lì il piccolo corpo. Io ero furibonda,per cui mi rivolsi al maresciallo che, mortificato, si occupò seriamente della questione. Non approvo invece il comportamento di chi (in questo caso e in molti altri), seppur consapevole del fatto che chi vende animali in queste condizioni è un truffatore, gli mette comunque dei soldi in mano e si porta via il cane. NON è la strada giusta. Il cucciolo verrà rimpiazzato da un altro e il giochino ricomincerà, così non si risolve nulla.

      • secondo me fra “commercializzazione” , il termine usato nella legge, e “vendita” la differenza c’è eccome. Soprattutto se poi si parla di vendita fra privati

    • Hum… la questione non e’ chiarissima. Il famoso DL del ’92 specifica cosa e’ consentito commercializzare relativamente agli animali definiti di razza, ma non vieta espressamente la commercializzazione di animali non definiti di razza che se non esiste altro rimarrebbe non regolamentata.

      Secondo me rimane l’illecito nel momento in cui la signora in questione o chiunque altro fornisca informazioni non veritiere sul “bene” che sta vendendo. Per esempio, se dice che i cuccioli sono nati da una sua cucciolata e invece li ha presi da un’altra parte qualunque essa sia non va bene cosi’ come – e a maggior ragione – se il cucciolo viene presentato come maschio e invece e’ femmina, se viene dato per sverminato, vaccinato, chippato od altro e una o piu’ di queste circostanze risulta essere falsa.

      Rimane comunque, lo squallore di un personaggio che campa commercialmente di espedienti e anche delle persone che si rivolgono a questo genere di personaggi pensando di essere furbi di tre cotte. D’altra parte qui siamo al limite della truffa e non c’e’ miglior vittima predestinata di inganno di chi pensa di essere cosi’ furbo da poter trarre piu’ vantaggio di quanto sia lecito aspettarsi ingannando gli altri.

  8. Forse l’ente più competente (per settore, intendo) da contattare è la Forestale, che tecnicamente per reati contro animali e ambiente devono essere contattati loro.

  9. Tecnicamente, essendo il cane/gatto/pesce rosso per legge assimilato ad un oggetto (d’altra parte, umano non è, minerale neanche, vegetale neppure… dura trovargli una connotazione giuridica..), ha ragione Giulia.
    Nulla mi vieta di comprare/ricevere in regalo/prendere dall’immondizia uno sgabello e poi rivenderlo quale copia di un autentico Luigi XXI… se poi trovo quello che me lo paga profumatamente (e ha perso il conto dei “Luigi”), al massimo è circonvenzione di incapace..

    • “Nulla mi vieta di comprare/ricevere in regalo/prendere dall’immondizia
      uno sgabello” fin qui ok, ma “e poi rivenderlo quale copia di un autentico Luigi XXI…” no: qui si passa a truffa, puoi limitarti a prenderlo dall’immondizia e venderlo come “sgabello”, ma non spacciarlo per quel che non è

      • Sì, hai ragione.. il Luigi XXI è stato un paragone sbagliato.
        Ma, vi ricordate gli articoli di Valeria su quei siti americani dove ti vendono un meticcio neanche troppo bellino a 10mila USD?
        Beh, questa “signora” ha appreso la lezione evidentemente, ed è anche onesta..
        Il problema resta sempre che se non ci fosse domanda non ci sarebbe offerta. Elementare.
        Se sei disposto a pagare per un cucciolo che potresti avere gratis in qualsiasi canile (e magari te lo danno anche già vaccinato e sverminato sul serio..)… te lo meriti. Dispiace per il cane.

  10. Ciao, una precisazione: vendere cani “come” di razza, ma senza pedigree e iscrizione LOI è illegale.
    (Quindi, ad esempio, l’annuncio “cuccioli di pastore tedesco senza pedigree a 500€” non è a norma di legge, così come non sono a norma di legge i cani e i gatti venduti con pedigree diversi da quelli emessi da associazioni autorizzate dallo stato a tenere il libro delle origini) Non lo è, invece, vendere meticci per tal quali. Gli annunci della signora, a meno che non si provi che i cani hanno subito una qualche forma di maltrattamento, che hanno un’età inferiore ai 60 gg etc…., sono perfettamente validi. Non esiste, nemmeno, una legge che vieta di rivendere un cane adottato precedentemente da un’associazione. Semmai, si potrebbe ravvisare una truffa (chi, con artifici e raggiri induce taluno in errore per ricavarne un ingiusto profitto….) nel fatto che la signora inganni i volontari dei canili per poi rivendere i cani a terzi, ma anche li….A) la truffa è punibile a querela, quindi dovrebbero essere i volontari a muoversi B) ci sarebbe da provare quale sia il depauperamento economico dei volontari del canile (necessario, a fronte dell’arricchimento del truffante) nel perdere un cucciolo. Non è che la signora i cani, per quello che abbiamo visto, li mangia….li rivende, e rivendere un bene di proprietà, anche se ne sia entrati in possesso tramite donazione (come nel caso del canile, che ti regala il cane) non è proibito. Triste mondo, me ne rendo conto, ma purtroppo contro questa gente che si infila tra le pieghe del sistema si può fare ben poco

    • No, la questione è un po’ diversa. Riporto ancora una volta da https://poliziadistato.it/articolo/258 due dei punti che la signora ha infranto (per sua stessa ammissione):

      – Il cane deve avere il libretto sanitario con annotate le vaccinazioni
      effettuate, vidimate dal veterinario, e un certificato di buona salute
      rilasciato dal servizio veterinario ASL oppure dal veterinario
      autorizzato ASL. Specifiche leggi regionali tutelano la salute e la
      movimentazione
      degli animali d’affezione.
      – Inoltre è vietata la vendita
      di cuccioli che non siano stati identificati mediante apposizione di microchip e registrati (Ordinanza Ministero della Salute del 6 agosto
      2008. Gazzetta Ufficiale 20 agosto 2008).

      Secondo molte interpretazioni del DL 529 “È vietata a livello europeo la commercializzazione di cuccioli senza
      pedigree, pertanto, i negozi di animali e gli allevatori professionali
      sono tenuti a vendere soltanto animali con pedigree secondo il decreto
      legislativo n. 529, del 30 dicembre 1992.”

      Inoltre, i carabinieri intervenuti non hanno dichiarato “non ci possiamo fare niente perchè la legge consente questa operazione”, ma hanno proprio dichiarato di non conoscere le leggi in merito.

      Si può discutere sull’interpretare il DL come “vietante proprio in assoluto il non vendere cani di razza” o il “regolare la vendita dei cani di razza lasciando però più libertà nel caso dei meticci”, PERO’ direi che il fatto stesso che la signora la vendita la vada a effettuare in un parcheggio alle 10 di sera è abbastanza indicativa di come lei per prima sappia benissimo di non esser proprio in regola e poter fare le cose alla luce del sole.

      • Scusa, no, ma non è così.
        La legge 529/92 parla di animali di razza. E’ proprio rubricata “condizioni zootecniche e genealogiche che disciplinano la vendita degli animali di razza”, non si scappa, parla solo (purtroppo) degli animali di razza. I meticci sono liberamente vendibili. Per quanto riguarda le norme che regolano la vendita degli animali d’affezione, i vaccini NON sono obbligatori. Lo è la rabbia, se il cane viene dall’estero (e infatti deve avere, in tal caso, il passaporto europeo vidimato dalla asl di competenza, se italiano, o da altro ente autorizzato secondo le specifiche norme nazionali, se viene da un altro paese), ma non i vaccini ordinari. E’, invece, obbligatorio il chip. Ma, se il cane veniva dal canile, era il canile che avrebbe dovuto metterlo, visto che va messo prima dei 60 giorni. Nei gatti, a meno che non si tratti della Toscana, il chip non è obbligatorio. La signora è equivoca, siamo d’accordo, ma purtroppo non fuorilegge.

        • per quanto riguarda il link che hai postato, della polizia di stato, credo che sia un po’ confuso. Il cane che viene dall’estero DEVE essere vaccinato, e ok. Il cane o gatto con Pedigree DEVE essere vaccinato, perchè, anche se la legge non lo dice, lo dicono le norme tecniche del libro origini (per lo meno, per i gatti. Io allevo mici, conosco meglio il settore felino, ma presumo che per i cani sia uguale) che parlano di vendita con vaccinazioni. Le norme tecniche del libro origini sono approvate con Decreto, ergo hanno forza di legge….ma solo per gli utenti che accedono al libro origini, ergo, gli animali di razza, non gli altri. Quindi, se si va in allevamento, è corretto richiedere le vaccinazioni. Lo stesso, se si va in un negozio, perchè A) se l’animale ha il pedigree, deve essere iscritto al LOI e quindi vaccinato B) non ricordo quale norma in materia di salute pubblica, impone la vendita nei NEGOZI di animali sani (ergo, vaccinati, e, se provenienti dall’estero, dotati di passaporto). Ma non è vietato da nessuna legge di vendere, tra privati, un animale malato e nemmeno di vendere un animale non vaccinato, perchè le vaccinazioni contro cimurro, parvo etc… non sono obbligatorie. Il chièp è obbligatorio perchè risponde ad esigenze di ordine pubblico (un cane può causare danni seri, che ovviamente da solo non può pagare, quindi serve un civilmente responsabile) ma le vaccinazioni contro malattie che non sono zoonosi non rispondono ad alcuna esigenza di salute pubblica (il cimurro e la parvo non si attaccano ai cristiani) e quindi non vi è nessun obbligo di eseguirle.

        • Beh, la “signora” è fuorilegge in ogni caso, visto che i cani mancavano comunque del microchip (come dichiarato dalla stessa signora), e ii dichiarava come una sua cucciolata (quindi non c’entra l’eventuale discorso “canile” o altri che avrebbero dovuto mettere il chip).
          E questo ANCHE se vogliamo dare per buono tutto il resto, la possibile confusione su estero/non esero del sito della polizia di stato e la possibilità di interpretare in maniera meno restrittiva il decreto legislativo (e poi va beh su quello hai voglia a fare un discorso più ampio, dato che di annunci che il cane lo spacciano di razza ce ne sono a pacchi….la stessa signora ha messo un annuncio dove vende come “con pedigree” un CHIHUAHUA TOY, che non esiste..)
          Quindi definirla solo “equivoca” mi pare un po’ un eufemismo.
          Anche perchè, ripeto, i carabinieri non è che siano arrivati li dicendo “eh no, non possiamo fare nulla perchè secondo la legge è tutto regolare”, ma hanno sempliemente ammesso di non conoscere le leggi in merito.

          Poi va beh, sorvoliamo sul fatto di lasciare regolare che uno possa vendere meticci a caso quando i canili strabordano, ma questo purtroppo è un ulteriore altro discorso…

  11. Qui si configurano diversi reati: Truffa,
    frode commerciale, traffico illecito di animali, falso ideologico, omissione di certificazioni, svariate altre violazioni penali
    delle leggi speciali in materia di animali e, per i carabinieri, c’è il rischio di un’imputazione per omissione di atti d’ufficio.

    • Ma scusa, ma il traffico illecito di animali si riferisce, per come conosco io la legge , a cani nati trasportati dentro e fuori dai confini nazionali.
      Per la vendita di cani nati in Italia il vaccino non è obbligatorio. Eì’ obbligatorio il chip, che presumo i cani adottati dai canili abbiano tutti, altrimenti i primi trafficanti sarebbero loro. L’ho dato per scontato, almeno.

      • Non è neanche detto, non credo che tutti i cani che “girano” per le associazioni siano chippati, tanti / troppi volontari che raccattano cani qua e là, magari da cascine, magari da cucciolate nate in casa, non credo che tutti i cani raccolti e spostati in giro per l’Italia abbiano il chip.
        In questo caso per la legge suppongo non esistano nemmeno…
        In fondo a volte è sufficiente che il cane se lo prenda qualcuno che garantisce che gli donerà tanto ammmooooreee… e l’interesse dell’associazione e/o del volontario finisce lì…
        Triste ma vero. Ne abbiamo letto in abbondanza anche su queste pagine.

        • Se il cane è seguito da un’associazione seria allora è chippato, vero è che è piena l’Italia di volontari improvvisati

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