di FABIANA BUONCUORE – Shed Defender: un nome altisonante che in italiano suona un po’ meno bene, “difensore dalla muta del pelo”, ma che personalmente reinterpreterei con un semplice “calzamaglia per cani”.
superpippoSi tratta proprio di questo, infatti: una sorta di mutandone alla Superpippo che ricopre il corpo e gli arti del cane, lasciando fuori soltanto testa, piedi e coda. A cosa servirebbe, tecnicamente? Come dice il suo nome originale, è stato pensato per difendere l’ambiente umano dall’accumulo di pelo di cane perso durante la fase della muta. Questo capo alla moda e coloratissimo, infatti, permette, tramite un’agevole operazione di mummificazione del vostro migliore amico, di preservare le vostre preziosissime suppellettili senza rinunciare al piacere di farvi salire sopra il cane.

L’articolo è consigliato anche da far indossare occasionalmente al cane, quando deve viaggiare in automobile o quando si vanno a trovare gli amici. Come funziona? In modo strettamente meccanico: aderendo al corpo del cane, lo Shed Defender impedisce al pelo di cadere in luoghi e momenti indesiderati.
Molti utenti si sono giustamente posti un fondamentale dubbio: il megamutandone io lo metto al cane per tenere pulita casa, ma non vorrei si trasformasse in un megapannolone! Niente paura: lo Shed Defender ha una pratica chiusura lampo sul ventre, che permette al cane di espletare i propri bisogni senza doverlo rimuovere del tutto.

Io, invece, ho altri tipi di perplessità riguardanti questo coloratissimo prodotto della scienza e del pet design:

  1. Il cane fa la muta al cambio di stagione, si libera del mantello invernale; oppure perde il pelo quasi di continuo se vive in appartamento, perché le poche ore di luce gli stanno dicendo che è inverno e che bisogna metter su il sottopelo, ma la temperatura, allo stesso tempo, gli sta dicendo che quel pelo è di troppo. In sintesi, il cane perde il pelo quando ha caldo; e noi, giustamente, cosa ci inventiamo? qualcosa che, oltre ad impedirgli di liberarsi della causa del disagio, lo scalda ancora di più. E lo so che non si dovrebbe umanizzare, ma tutto questo mi ricorda la nonna, che quando mi portava a giocare ai giardinetti ed io, sudata marcia, tentavo di togliermi la felpa, sbraitava: “nooo, che sei tutta sudataaa! Vieni annonna, mettiti il giubbino, che poi ti ammali.” Era frustrante.
  1. sheddefender_2Il sottopelo del cane, tra le sue funzioni (a meno che non sia raso, ossia privo di sottopelo: ma in tal caso è difficile che un proprietario senta l’esigenza di ricorrere allo Shed Defender) ha quella di mantenere uno strato d’aria che faccia da “cuscinetto isolante”, a protezione dal freddo; quando il cane perde il sottopelo, è invece favorita la dispersione termica, grazie a una maggiore ventilazione della cute. Ma anche qualora decidessi di utilizzare questo accessorio dopo aver accuratamente spazzolato il cane ogni giorno, comunque schiacciando il pelo contro il suo corpo impedisco questo processo, favorendo l’accumulo di umidità, la proliferazione dei batteri ed una maggiore predisposizione a dermatiti e micosi.
  1. I produttori garantiscono il massimo comfort e una normalissima mobilità del cane; io, però, ho visto nel filmato dimostrativo che lo Shed Defender è estremamente aderente. Come sappiamo, ogni cane è diverso, ogni razza ha la sua particolarissima conformazione fisica: come è possibile che lo stesso modello, variando solo in dimensioni e non in proporzioni delle varie sezioni, possa calzare comodamente su qualsiasi cane? Il fatto che online si trovino esclusivamente foto e filmati che mostrano cani indossare la calzamaglia in posizione statica e mai in movimento libero è quantomeno sospetta…

View More: http://heathersmithphoto.pass.us/shed-defenderIl mio parere finale? Da che mondo è mondo, i cani perdono il pelo. Lo sappiamo tutti, è una gran scocciatura, è fonte di danno (ma già solo il cane in sé è fonte di danno, a dirla tutta: mentre sto scrivendo, Destiny ha appena distrutto le scarpe da calcetto del mio compagno, provocando l’emissione di ruggiti cavernicoli e minacce varie). Ma se teniamo a preservare letti, divani e quant’altro, dobbiamo darci da fare: con l’educazione, per non far salire il cane in luoghi che vogliamo tener puliti; con la pulizia, spazzolando il cane e raccogliendo i peli da terra e dai tappeti; con qualche accorgimento, predisponendo teli protettivi laddove invece ci fa piacere che il cane salga. Queste soluzioni tradizionali e tecnologicamente ben poco avanzate (che non è del tutto vero, poi, vista la potenza e velocità di certi strumenti per la pulizia dei tempi moderni) non avranno il fascino e la comodità della tutina multicolor, ma per lo meno non andranno a rovinare l’esistenza al nostro cane.

Nota: esistono moltissime razze che NON perdono il pelo, ad esempio il lagotto romagnolo od il barbone (quest’ultimo, oltre ad un carattere splendido, ha addirittura quattro varietà di taglia: grande mole, media, nana e toy, quindi può accontentare un pubblico molto ampio); se il pelo sparso per la casa ci fa totalmente inorridire, scegliere la razza giusta sarà il passo fondamentale per cominciare da subito una convivenza serena e reciprocamente soddisfacente.

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8 Commenti

  1. poveri cani, costretti a vivere con certa gente…
    comunque fra le soluzioni tecnologicamente avanzate ROOOMBA!!!! raccolgo mezzo cane ogni giorno!

  2. Hahahahhahahaha!!!!!!!! la vorrei davvero vedere la mia samoiedo con un affare del genere addosso, che quando si parla di muta….. solo gli umani dei samo sanno che cosa vuol dire. Gli altri sono solo dei dilettanti. comunque lei non sale sui divani o sui letti, al massimo ci si struscia un po’ per avere le coccole quando noi siamo seduti sul divano, o al mattino presto, quando ritiene che la notte sia finita e quindi si sente autorizzata a svegliarci piantando il naso nel collo a quello dei due che è più vicino al bordo del letto. L’aspirapolvere che avevo quando lei è arrivata, alla prima muta ha aperto una vertenza sindacale e ha mollato il colpo. Ora un ciclonico assolve alla grande le sue funzioni, spazzole adesive per gli abiti e spazzolate quotidiane per rimuovere il pelo direttamente dalla portatrice. Comunque sono due mesi, due volte all’anno da incubo (che lei la muta la fa due volte), poi solitamente finita la muta va in calore, poi inizia la stagione delle piogge….. insomma i miei pavimenti non saranno mai più puliti…….

  3. Quando leggo certe cose mi sorge solo una domanda: ma quando scegliete di prendere un animale ( cane gatto pesce volatile topo serpente o quel che sia) sapete quel che state facendo o vivete sulla Luna, sulla faccia buia della Luna? Perché un animale impegna e sporca a prescindere da che animale sia (provate a pulire a fondo un acquario…poi ditemi…), a meno che non sia un trudino. E poi neppure questo è vero, perché qualche trudino lo ho anch’io e mi tocca spolverarli tutti i giorni e sbatterli per benino ogni 15 giorni dato che come si impolverano loro, neppure gli swarowsky. Quindi? Non volete impegni? Niente animali manco finti. Prendere un cane e poi infilargli quell’aggeggio… perché se avete paura del pelo e co ( mi ritrovo peli di cane e gatto pure dove sia l’uno che le altre non sono mai stati) allora un animale non fa per voi: visto che pure per accarezzarlo ( uno dei piaceri della vita secondo me e secondo loro…) ci si impela con goduriosa regolarità.

  4. mmm….a me attizza molto…non per il cane, s’intende…esiste mica la versione umana?
    la potrei far indossare al mio compagno…sai poi che numeri?!!ah…ah…ma per carità, da che mondo è mondo chi decide di avere un cane per amico sa anche (si spera…)che andrà incontro al problema peli…in caso contrario molto meglio un peluche!

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Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.