di DAVIDE BELTRAME – Alzi la mano chi avendo al proprio fianco un cane anche solo un minimo educato non ha mai sentito dire questa frase da qualche amico o anche qualche semplice passante.
Attenzione, non parlo di avere al guinzaglio il campione mondiale di obedience, ma solo di non trovarci a fare sci d’asfalto durante una passeggiata, mangiare un panino seduti su una panchina senza che il cane ci salti in braccio, o poterlo lasciare ad aspettarci fuori da un negozio senza che lui tenti di portarsi dietro come suovenir il palo/transenna/altro a cui lo abbiamo temporaneamente legato (ok, adesso ci sono più negozi che lasciano entrare gli animali, ma fino a qualche anno fa era difficile non dover lasciare Fido ad aspettare fuori mentre sbrigavamo qualche commissione).

educatoreDi fronte a episodi di semplice educazione alla “vita cittadina”, vi sentirete dire 1, forse 2 volte su 10 (se va bene) “da chi l’hai portato?”, “lo hai educato da solo?” o domande simili, ma tutte le altre volte invece avrete semplicemente avuto fortuna. Quanta fortuna, dipende ovviamente dal cane: se è uno dei noti “cani killer” è un sacco di fortuna, se invece è uno dei cani notoriamente “buoni e pucciosi”, una fortuna moderata, perché “con quei cani li tanto son capaci tutti”.

Quando senti parlare di pura fortuna e ripensi ai giorni, settimane, magari anche mesi di impegno per crescere un soggetto equilibrato, che sapesse affrontare la comune vita cittadina, ti cascano un attimino le braccia.

Per quanto riguarda me, posso anche accettare il fatto di non avere nessun merito o quasi: ho avuto una mamma che addestrava cani, ora ho una compagna che addestra cani…diciamo che posso anche “raccogliere i frutti” senza magari aver messo grande impegno nel coltivarli.
Ma quando qualcuno invece si è impegnato in prima persona per ottenere un cane obbediente, definire la sua solo fortuna lo trovo quasi offensivo.

E con “impegnato in prima persona” non intendo solo chi ha educato in proprio il suo cane, ma anche chi si è affidato a un professionista: perché anche l’impegno a informarsi, trovare il campo adatto alle proprie esigenze, portare il proprio cane al centro cinofilo con costanza, seguire i consigli dell’educatore/addestratore e fare i “compiti a casa”, sono tutte attività che richiedono tempo e costanza (e denaro), tutte cose che non vengono portate dalla fatina dei denti.

Senza contare poi che l’impegno in realtà ancora prima di avere il cane a casa: parte dalla scelta del soggetto giusto, parte dallo scegliere come compagno un cane che sappiamo di poter gestire, e questo sia che lo acquistiamo, sia che lo adottiamo.
Ma questo non viene recepito, per molti il cane è “programmato così”: se Tizio ha il cane che lo traina come un trattore e voi invece no, a Tizio non punge vaghezza ci voi possiate aver fatto qualcosa di diverso, ma l’unica differenza è che stato sventurato mentre voi siete baciati dalla dea bendata. A conferma di ciò, quante volte ci sentiamo dire frasi come “Guarda che bravo il tuo cane…il mio invece tira come un dannato, non mi da mai retta…ma non posso mica farci niente

educaddestra1Ecco, cari “Tizio” di tutto il mondo, vorrei dirvi che non è vero, potete fare qualcosa eccome: potete darvi da fare, esattamente come hanno fatto tutti quelli che secondo voi sono i “fortunati” di questo mondo, che il cane educato non lo hanno vinto alla lotteria, ma lo hanno cresciuto con impegno, sale in zucca e cultura cinofila.

Provate anche voi a usare questi ingredienti, invece di rassegnarvi all’ineluttabile sfortuna che vi ha appioppato un cane così difficile, e vedrete che la “fortuna” inizierà a sorridere anche a voi.

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15 Commenti

  1. Presente!
    A me la ripetono in continuazione, soprattutto quando andiamo per negozi/bar o in vacanza in estate…. Spesso capita che altri ospiti dell’albergo vicini di camera, quando mi vedono con il cane, rimangano sorpresi perchè non sentono alcun rumore arrivare dalla mia….
    E la cosa più eclatante è successa in questi ultimi due anni: operata per 3 volte ad un ginocchio ho camminato a lungo con stampella/bastone, e il cane dovevo comunque portarlo fuori io. Ebbene non ha mai tirato, ha sempre seguito il mio passo, è stato sempre assolutamente rispettoso del mio handicap…
    Ma non è un santo, è un maschiaccio che fa casino, che spesso sul “suo” territorio, e se è al guinzaglio,non è che proprio proprio non dice quello che pensa ad un altro maschio, che qualche sorcio verde me lo ha fatto vedere, ma nel complesso mi ritengo davvero fortunata…
    E dico fortunata perchè si, in parte posso anche averci messo del mio, ma lui ci ha messo moooolto di più…. e glielo riconosco ogni giorno….!

  2. Secondo me un po’ di fortuna c’entra. Io ho 2 cani e soprattutto con il secondo, arrivato dopo che qualcosa in più di cultura cinofila avevo acquisito, ci sto lavorando parecchio visto che sta tirando fuori un caratterino che non mi aspettavo proprio. Se è vero che ci sono delle caratteristiche di base è anche vero che ogni cane ha la sua personalità e soprattutto se scegli un cucciolo meticcio non sai cosa può uscir fuori. Il mio sembrava un patatone coccoloso, chissà forse perchè era solo intimidito dalla nuova casa e la sua “sorrellina” timida. Ora è un bulletto di quartiere! 🙁 Cerco di farlo socializzare il più possibile, cerco di essere equilibrata io per prima tra la dolcezza e l’autorità ma non c’è niente da fare, quando vede qualche cane che gli sta antipatico diventa un indemoniato. Mettiamola così, dove non c’è la fortuna ci deve essere un maggiore lavoro dietro. In entrambi i casi ritengo sempre inaccettabile un cane maleducato 😉

  3. Padroni di cani educati, ammettiamolo tutti insieme quando ci interrompono la cena al ristorante per dirci che i cani ai piedi del tavolo sono bravi i nostri sentimenti variano dal pavoneggiarsi, al ma cosa vuoi ci lasci stare?, con le ore di esercizi che facciamo sarebbe il colmo si comportassero male.
    Il problema e’ che secondo me pochi hanno voglia di investire soldi e tempo (tanto tempo), anche se la situazione sta lievemente migliorando.

    • Pavoneggiarsi? Perchè limitarsi al solo pavoneggiarsi? Quella volta ho tirato fuori da sotto il tavolo più di un quintale di cane (erano 2, non ho un elefantino mascherato) e ai vicini di tavolo è caduta la mandibola perchè per tutta cena non si erano accorti che ci fossero, altro che pavoneggiarmi, son proprio uscita camminando a 1 metro da terra sentendomi la regina d’Inghilterra (e nel mio intimo pregando S. Bernardo di non far comparire nessun altro cane perchè su quel fronte non è che siam proprio una meraviglia, ne abbiamo ancora di lavoro da fare…)

  4. E quelli che vedono il tuo cane educato (e magari anche socializzato…) e ti chiedono a) fa sempre così? b) dove l’hai preso? …(e si fanno dare il nominativo dell’allevatrice….)….

  5. Il problema, almeno dove abitiamo noi, è trovare un campo che non sia il solito campo di agility. Un campo dove recuperare un cane tipo il mio Lampo, che non ha la benché minima idea di come comunichi un cane, nonostante lui lo sia, che nel primo anno della sua vita è stato un cane obeso in giardino, da solo anche per alcuni giorni, un acquisto sbagliato per i capricci di una bambina viziata. Il primo nelle vicinanze è a 60km da casa, ma avendo trovato finalmente una persona onesta, seria, affidabile e dalla mente aperta ne farei anche 100. Con la Panna invece… Abbiamo avuto fortuna 😁 (forse perché nata in un allevamento, socializzata fin da subito e inserita nella vita quotidiana di una famiglia che si è impegnata ad educarla?… Chissà)

    • più che la sfortuna, c’entrano gli errori di valutazione fatti prima (generalmente per inesperienza e legati al passato del cane, alla scelta della razza, al voler donare tanto amore al trovatello…). A questi errori si aggiunge un lavoro fatto senza valutare le attitudini del singolo soggetto (anche nella stessa razza dello stesso allevamento ci sono delle variabili) o si pongono degli obiettivi sbagliati. Poi nella stragrande maggioranza dei campi c’è un unico metodo di lavoro, come se quello fosse giusto per tutti i cani.
      La mia conclusione è che se hai un cane educato non è fortuna, se non ce l’hai educato qualche colpetto di sfiga nelle scelte può esserci stato, ma se vogliamo essere oggettivi si chiama errore, anche se in buonissima fede

  6. mi dispiace ma devo dissentire perché io mi sono trovata nella situazione MOLTO spiacevole di scegliere una razza tipicamente mansueta (whippet) e di trovarmi un pitbull-inside… mi sono rivolta ad un grande professionista che mi ha aiutata a smussare ma resta il fatto che il cane selezionato APPOSTA per la bellezza e non per il carattere, si porta dietro una serie di difficoltà di approccio ai simili e/o a determinate tipologie di persone talmente insite nel DNA che, ad un certo punto, ti arrendi e i giri in centro li fai lasciandolo a casa.

    • Guarda non capisco bene ( bisognerebbe andare nel dettaglio ) che tipo di “problema” possa avere il tuo whippet.
      Ma cmq rimangono cani.. non tigri del Bengala. E te lo dico da possessore di un Akita Americano, certo non tra le razze più docili.
      Certo.. alcune impronte genetiche restano e non sono “eliminabili”, ma resta il fatto che con il lavoro ( magari tanto e continuo ) si riuscirà ad avere un cane controllabile ed educato nel 90% delle situazioni.

    • Direi che è però un’eccezione e non una regola la tua, poi certo che ci sia chi lavora selezionando troppo il “solo lato estetico” è vero, ma è sbagliato…e in ogni caso, anche in un caso limite come il tuo, non si può parlare poi di “fortuna” sul lavoro fatto per smussarne il carattere.

      Comunque se la situazione è così grave, c’è evidentemente stato qualche errore da parte dell’allevatore, ma anche probabilmente in fase di socializzazione, e qui la responsabilità non è solo dell’allevatore (se il cane lo hai preso ai “canonici” 60gg, altrimenti sì)…e la mancata socializzazione non la recuperi più, si sa.

      Ci sono anche allevatori, specie su determinate razze, che proprio CONSIGLIANO di non far vedere nessuno al cane per farlo diventare un buon cane da guardia…ma anche qui, non è fortuna o sfortuna, è pirlaggine 😀

  7. Davide, hai dato voce ai miei pensieri.Forse sarò stata davvero aiutata dalla buona indole del mio Labrador, ma davvero ce l’ho messa tutta a insegnargli a non tirare, a essere sufficientemente autonomo per non distruggere casa se lo lascio solo, a aspettarmi fuori da un negozio( non legato) per brevi acquisti, a non saltare addosso a quelli che vengono a trovarci a casa, a non fregare cibo dalle mani della gente etc.Ho faticato per renderlo un cane educato ( un grazie ENORME a Valeria e ai suoi preziosi consigli). Eppure vedo tanti proprietari di cani che non hanno fatto niente di tutto cio’ e poi si lamentano del loro cane maleducato!

  8. Chiariamo una cosa: di cani ne ho avuti parecchi. e spesso ( sempre, se ci ripenso) mi ha baciato la fortuna. Cani con un carattere ( tutte/i ) che andava dal buono al discreto. Tutti abbondantemente sopra la sufficienza.
    A parte i meticci ( e lì è solo e davvero botta di culo; ero giovane e/o i cani erano in franchising, cultura cinofila mia pari allo zero ) ed il PT rescue ( quasi idem… un poco di letture base le avevo fatte, poi Dio ci ha messo del suo ; una volta tornato un cane normale Tim ha dimostrato d’aver un’indole dolcissima regalandoci 13 anni di amore e zero casini . Botta di culissimo .) però , coi dobermann ( gli ultimi tre ) ci ho sempre lavorato. Addestramento base, magari, ma lavorato. Le prime due femmine prese senza nessuna particolare richiesta agli allevatori ( Yuma poi me l’hanno regalata: pacco sorpresa. Carattere dolcissimo, a parte che non vedeva perchè inseguire un salamotto con tutti i gatti torno torno…) con Caos, ho cercato l’allevatore che ancora avesse cani double face ( nel senso selezionati per la bellezza sì, ma anche e soprattutto per il lavoro )ed ho chiesto un cane dato che sarebbe stato a lungo con mi mà ottantenne, equilibrato e tranquillo. Magari non il più bello del mondo, ma con quelle caratteristiche che me ne avrebbero consentito la gestione. Ho ottenuto un cane come lo volevo, e neppure brutto.
    Ma. lui è anche quello fra i miei cani che chiede l’attenzione ed il lavoro maggiore. Portavo in giro le dobies con lo scorrimento modello collana. Lui, nonostante il lavoro, è un fetente che contestualizza benissimo fra lavoro e divertimento; al campo o se stiamo lavorando anche allo sgambamento o campo giochi è un orologino, in passeggiata ha sempre paura che quell’odore lì scappi prima che lo possa annusare meglio, gli si chiude la vena e parte di tiraggio. Poi realizza la cosa, mi guarda come a chiedere scusa .oopppsss mi son distratto…si ferma… e appena io tolgo trazione al guinzaglio.. go! e riparte tirando. Ora lo fa un pò meno, però lo fa. Quindi sì, spesso è fortuna, specie coi meticci. Ma spesso è lavoro. Indefesso lavoro!

  9. Succede anche a me… e tutte le volte rimango spiazzato. Ho scelto Afra ben sapendo a cosa andavo incontro e che avrei dovuto lavorarci parecchio. 30 Kg di cane fobico, non socializzato, terrorizzato dalle persone e dal mondo. Però, sentirmi dire che sono fortunato…
    La situazione più surreale è con due mie vicine di casa che hanno una chiwi di circa 3 Kg e non fanno che ripetermi quanto sono fortunato ad avere un cane così mansueto e obbediente, mentre il loro sì che è un cane problematico. Ho proposto una settimana di scambio ma non hanno accettato, non so come mai…

  10. A me invece capitato che andando all’Ikea ho lasciato in resta sul carrello apposito i miei due cani mentre mi allontanavo per prendere le mie cose e una signora voleva prenderli dandomi in cambio suo figlio di sette anni!! 😀

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Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.