venerdì 3 Luglio 2020

Tartaro: tra verità, leggenda, metafisica e cugginate

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Francesca Brunello
Nata a Latisana il 16 ottobre 1992 e cresciuta a San Donà di piave (VE), Francesca Brunello studia all'Università di Firenze. Pessima studentessa di medicina, convive dal 2014 con Twiggy, pastorina tedesca allergica alle coccole, decisamente poco socievole con sconosciuti, bambini e gatti. Sfegatata per l'UD, il mondioring e grande fan del fai-da-te, insegna ai suoi cani comandi utilissimi come salutare con la ssssampetta, sfilare i calzini, e disfare la lavatrice. Seguace della cinofilia di Valeria Rossi, è ferrea sostenitrice del fare cose cum grano salis e fiutare bufale e cugginate da lontano. Astemia e celiaca, stressa la redazione di Ti Presento il Cane dal marzo 2015 con la sua chiacchiera compulsiva e il suo scadente senso dell'umorismo.

di FRANCESCA BRUNELLO – “Il mio cane mangia crocchette così lo sfregamento meccanico di queste durante la masticazione impedisce la formazione di placca… eppure non ho mai visto denti più bianchi dei cani che fanno BARF. Sono scema io o c’è qualquadra che non cosa?”

Partiamo dall’ABC: il tartaro si forma dalla placca.
tartaro
La placca è una patina pressoché invisibile composta da un bel mix di batteri, residui di cibo, cellule epiteliali gengivali e da saliva. Sebbene ci faccia schifo al pensiero, non è una cosa che riguarda solo certi poveri disgraziati: ce l’abbiamo tutti, bipedi nobili e cani con fior fior di pedigree inclusi.
Dopo un po’ che sta patina è li, sulla parete dentale, parte alla conquista del territorio circostante, colonizzando l’area subgengivale, infiltrandosi nei meandri più profondi, dagli spazi interdentali fino ai legamenti paradontali. Non teme nulla, buio e assenza di ossigeno sono infatti condizioni ideali per la proliferazione dei batteri anaerobi, suoi fedelissimi sudditi.
Le gengive irritate, gonfie, ritirate e sanguinolente in seguito a sollecitazione meccanica, sono gengive in cui si è insediata la placca e in cui proliferano batteri.

Quando la placca si mineralizza, da trasparente diventa giallo-marroncino, e da semplice patina liscia diventa un terreno rugoso e ruvido, rendendo il deposito di ulteriore placca ancora più immediato. Quando il dente ne è completamente ricoperto di solito la sciuramaria si accorge che “il mio Fuffi poverino ha il tartaro”.

Leggenda vuole che il cane che mangia crocchette sia maggiormente protetto dalla formazione di queste patine, in quanto –sempre secondo la leggenda- la crocchetta sfreghi sulla parete dentale durante la masticazione, ripulendone la superficie.
In parte questo è vero, se non fosse che le crocche lasciano residui negli spazi interdentali. È come se noi pensassimo di tenere i nostri denti puliti mangiando solo biscotti.
barfI cani che barfano (ma anche quelli che mangiano casalingo cotto o scatolette di umido di qualità) hanno denti più puliti dei coetanei crocchivori, poiché gli alimenti contenenti più acqua rimangono meno incastrati tra i denti rispetto al pastone che si forma in bocca con il mangime secco.
Purtroppo comunque, nemmeno i più accaniti divoratori di ossa polpose si salvano, e a lungo andare diventa un problema che interessa anche loro.

Dunque cosa si fa quando il cane ha il tartaro?
Distinguiamo subito l’enorme differenza tra cura e prevenzione: se il cane ha già i denti colore giallo o marrone, l’unica soluzione possibile è la rimozione fisica del tartaro da parte del veterinario. Il cane può essere sedato o totalmente anestetizzato, dipende dal macchinario che usa la clinica, dalla tecnica che usa il vet, e anche dal tipo di cane.

Il tartaro si può ignorare? Si certo che si può ignorare, ne consegue inevitabilmente però che il cane perde i denti. Chiaro che se c’ho il cane di 38 anni di mia nonna, cieco, sordo, epilettico, obeso e che cammina a stento, di certo non gli vado a rompergli le scatole con la rimozione del tartaro.

Una volta che abbiamo il cane tartaro-free possiamo fare prevenzione:
Per prevenire il tartaro bisognerebbe ridurre al minimo la placca, e l’unica maniera per farlo è – attention s’il vous plaît-  spazzolare i denti del cane con una pasta apposita, il resto è fuffa.
Assolutamente no ai dentifrici per bipedi, contengono xilitolo e altri eccipienti che rischiano di intossicarlo gravemente.

detartrasiC’è chi ritiene che spazzolare i denti al cane quotidianamente o settimanalmente o mensilmente sia una di quelle attività che passano il limite, come metterlo in carrozzina per portarlo a fare un giro. Io personalmente non sono così caustica, dipende più che altro dal cane. La mia ad esempio davanti ad una proposta del genere è capacissima di farmi il gesto dell’ombrello e mostrarmi il posteriore che si allontana verso orizzonti più felici.

Oltre a spazzolare i denti, ci sono degli snack che – se anche non fanno prevenzione vera e propria – possono essere dati al cane:

  • Corna di cervo: assolutamente tra le mie preferite, hanno un’ottima resistenza anche davanti ai cani più voraci. È necessario sovraintendere ai lavori di sgronk sgronk del cane di tanto in tanto, ma rimangono sicuramente tra le alternative più valide.
    Sono pure cruelty free: i cervi infatti le perdono stagionalmente e in alcune zone è anche permesso raccoglierle.
    Twiggy addirittura – che penso sia tra i cani più schizzinosi del triveneto- si era talmente entusiasmata per il suo primo corno di cervo che ha preteso di portarselo in giro durante tutta una passeggiata, senza mollarlo nemmeno un momento, nemmeno per fare pipì.
  • Carne essiccata: orecchie di manzo, maiale, coniglio; trippa verde essiccata (attenzione a questa che ha un odore micidiale, un misto di scuderia e rimpianto per non aver aperto la confezione sul balcone); zampe di pollo (se date fresche da macelleria bisogna necessariamente togliere le unghie); tendini; trachee; zoccoli (quelli di vitello sono più morbidi di quelli di manzo); nasi di maiale (anche questi, un profumino…)
  • Verdure crude: sedano e carote. Di solito vengono usati da sgranocchiare da quei proprietari che temono di rincarare troppo la dose proteica con la carne secca… pur rispettando il parere di tutti, qui si sfocia un po’ nella metafisica a parere mio.
    Inoltre le carote sono sconsigliatissime per i cani che fanno GLOP, le ritrovate nelle feci a pezzettoni non digeriti. Per dare le carote dovete avere un cane che tende al roditore, non nel senso che sia piccolo di taglia, ma che tenda a rosicchiare prima di buttare giù.
  • Ossa polpose: è vero che le OP vengono sconsigliate ai cani crocchivori, perché se non abituati gradualmente fanno la cosiddetta “popò gessata”. Tuttavia nessun cane sta male per un collo di pollo dato una tantum. Le OP sono necessariamente ossa date CRUDE ricoperte di carne (non come quelle schifezze di ossa di prosciutto da supermercato, quelle sono solo porcherie).
    Attenzione che il cane deve essere abituato a mangiare OP: si comincia con OP morbide come colli di gallina, colli di tacchino, quaglie intere, coniglio e così via.
    No anche alle ginocchia di bovino, che sono durissime e rischiano di scheggiare i denti.
    Nota bene, anzi benissimo: NESSUN OSSO va dato cotto (bollito) per nessuna ragione.
    E la carne cruda non fa diventare il cane assassino, come spiegato in questo articolo.
  • Nylabone: trattasi di giocattoli (di solito fatti di plastica dura) che hanno un forte odore di carne o pesce. E necessario dare sempre la versione sovradimensionata per essere sicuri che il cane non faccia GLOP.

sbattidenti3Dentastix e affini non solo non funzionano, sono anche pieni delle peggiori schifezze, spesso e volentieri fanno andare il cane in diarrea. Senza contare che i cani ne diventano assolutamente
dipendenti. Conosco personalmente un beagle-comodino che si rifiuta categoricamente di mangiare qualsiasi altra cosa (oltre a pollo e pizza) e si alimenta con 10-12 barrette al giorno.
Ciò detto, una tantum ne concedo anche io uno alla mia bestiaccia, è il suo McDonald mensile.

Trattasi di cugginata (una delle più diffuse e dure a morire del mondo cinofilo) anche il consiglio di dare al cane pane secco: sebbene in parte possa “grattare via” la placca, lascia sulla parete dentale altrettanti detriti, senza contare che dare una mantovanina intera a Fuffi, vuol dire riempirgli il sistema gastroenterico con una badilata di carboidrati assolutamente non necessari.

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19 Commenti

  1. al mio cane ho lavato i denti con dentifricio per cani consigliato dalla clinica veterinaria in cui vado, ma gli fa venire la diarrea. Quindi ho dovuto smettere. Ora farlo anestetizzare ogni anno per toglierli la placca sinceramente mi sembra esagerato. non so che fare.

  2. come sempre Francesca, articolo utile, interessante e scritto con spirito il che non guasta. La foto iniziale ricorda moltissimo le condizioni dentali della mia vecchietta che non c’è più. Negli ultimi tempi -con lei vecchia e rinco- ho iniziato a spazzolare ed usare pasta dentifricia ma ovviamente solo per farle avere la bocca pulita, non sicuro con la speranza di rimuovere il tartaro. In anni precedenti avrei rischiato le dita sicuro. Certamente il cucciolo, quando arriverà (aggiornamento: aspetterò la prossima cucciolata quindi primavera), troverà ad aspettarlo trattamento di pulizia denti&unghie comprese nella sua permanenza in mia compagnia…e non si scappa!

  3. il nylabone è stata la scoperta migliore del secolo per me. Ci passa le ore, e non devo preoccuparmi possa ingoiare dei pezzetti perché non si spezzetta. Grandioso.

    • Sarò onesta, io devo ancora provarlo, ma tutti quelli che l’hanno preso mi hanno detto meraviglie riguardo a quell’adorabile aggeggio. 😁

  4. Il mio è sempre stato abituato a sgranocchiarsi le ginocchia. Se le pulisce piano piano e ha dei denti così bianchi da far invidia, ma bisogna anche dire, che un po’ è costituzione XD XD bè, si, un po’ come noi umani: se prendi due persone che mangiano più o meno le stesse cose, ligi nell’igiene dentale, puoi trovare tartaro dopo 6 mesi a uno e nell’altro dopo un anno, solo un inizio…penso che possa essere la stessa cosa per i nostri pelosi 😉

    • Assolutamente!
      Non ho mai condannato chi da le ginocchia (e ossa strutturali di grandi animali) finché il proprietario di un rott nostro amico non ha ritrovato pezzi di ginocchio e un grosso pezzo di dente nelle feci 😱😱
      se hai un cane che sgranocchia sicuramente se la passa, ma quel rott evidentemente si è entusiasmato e ci ha dato dentro 😆

      • Ciao Francesca, scusa se ti rispondo solo ora, credo proprio che tu abbia ragione….ma a volte anche i bassotti…XD XD… un tipo, sentendo parlare di ginocchia, ha dato al suo bassotto un ginocchio intero di vitellone!!! No, dico, hai idea? A momenti crepa! Salvato in extremis, povero cagnetto, ma dico, non era un rott XD XD XD

    • Io prendo un bicchiere d’acqua e ci metto un cucchiano di bicarbonato.
      In realtà è più lo spazzolamento che serve, il bicarbonato serve per rendere leggermente abrasivo il liquido.

    • Ciao Antonio! Normalmente viene consigliato uno spazzolino per bambini a setole morbide, avendo testina piccola arriva fino in fondo 😊

      Per quanto riguarda le paste, in commercio ce ne sono di tutti i tipi, ma la maggior parte di quelli che spazzolano i denti al cane (che conosco io) usano solo acqua tiepida 😁

  5. Sul fatto di lavargli i denti…no grazie le dita mi servono tutte e 10 e non vorrei iniziare la dieta ad ossa polpose con le mie falangi…
    Confermo la dipendenza da dentastix, purtroppo abbiamo preso l’abitudine di dargliene 1 dopo cena, va di matto. Se per caso noi siamo fuori a cena, quando rincasiamo vuole salire, si piazza davanti all’antina, si mangia il dentastix voracemente e poi giù di nuovo di corsa a dormire…ma al dentastix non rinuncia, devo dire che i denti però mi sembrano meno brutti, qualcosinainaina forse fa.

    • Io da 15 anni faccio la dieta Barf un pò personalizzata secondo il mio modo di vedere le cose. Comunque sicuramente questo tipo di dieta migliora i denti, però devo dire che il mio meticcio nero dopo 15 anni ha dei denti bianchissimi, mentre la mia amstaff di 13 anni è un disastro. Ma questo è dovuto perchè essendo un cane che rosicchia molto, negli anni si è rovinata lo smalto e quindi la placca aderisce meglio sulla dentina. In ogni caso fin da piccoli li ho abituati allo spazzolamento e ci vuole veramente poco.
      Per quanto riguarda il rischio falangi, consiglio ad ogni padrone di imparare a toccare la bocca del proprio cane, è un fatto sia di igiene che di sicurezza tua e sua nel futuro. Capisco che con un cane adulto sia difficoltoso, ma se si parte con il cucciolo si ha tutto il tempo di adattarsi. Per fare un esempio il mio cucciolo di australian cattle dog, non voleva assolutamente che gli toccassi il posteriore, mi ringhiava e dava qualche morsetto, e figurarsi se gli ispezionavo le ghiandole anali cosa faceva. Io sapevo però che era una cosa importante per la sua salute e con il gioco, il rinforzo positivo e qualche bocconcino, oggi posso manipolarlo in tutto il corpo.

      • Quella sulle falangi era una battuta, posso fargli un po di tutto, ma so che è una cosa che vivrebbe come “tortura” per cui non ci penso proprio a farglielo. L’ho preso grandicello (5 mesi) quindi alcune cose che non ha vissuto da piccolissimo le sopporta ma non gli piacciono

        • Ciao Silvia,
          prova pian pianino. Io con i miei ci ho messo dei mesi. All’inizio mettevo lo spazzolino di lato della bocca e subito lo tiravo via e gli davo un bocconcino e via via ho aumentato il tempo per tenere lo spazzolino in bocca.
          Sono stato stimolato a pulire i denti ai mie cani perchè mi piace che mi diano i bacini e quindi per evitare un alito che ti ammazzi…
          Inoltre non mi piace nemmeno l’idea dell’anestesia, sia per la sicurezza che per i costi.

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