domenica 5 Luglio 2020

Qualcosa è andato storto: Nonna Smilla

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Oggi vi presentiamo Nonna Smilla. No, non è un soprannome: se la chiamate solo “Smilla” lei si offende, perché per lei “Nonna” è una sorta di titolo, quindi attenti a come vi rivolgete a lei. Nonna Smilla ha circa 10 anni ed ha trascorso molti di questi in un canile lager della Campania, in cui i cani non escono MAI ed i box vengono lavati dall’esterno con le pompe. E va bene la vecchiaia, ma Nonna Smilla non è ancora rimbambita, per cui vedendo a che razza di trattamento antiigienico era sottoposta ha deciso di mandare tutti a quel paese e cercarsi una famiglia tutta sua. Perché Nonna Smilla è così, se decide di fare una cosa, la fa: dopotutto è una pit bull.

E ha fatto bene: se fosse rimasta in gabbia, nessuno avrebbe scoperto che era malata di filariosi, e che delle filarie adulte avevano già invaso la sua arteria polmonare. E a lei i vermiciattoli nelle arterie fanno proprio schifo, quindi ha preteso di essere curata da chi la sta seguendo, per cui ora è sanissima e ovviamente risulta negativa alla filariosi; dovrà fare regolare prevenzione, ma esattamente come si fa per tutti gli altri cani, per cui non si tratta di niente di fuori dall’ordinario.

Probabilmente, prima di finire in canile, Nonna Smilla era una cagna di casa: lo si evince dal suo amore francobollesco per le persone e dalla sua naturale propensione a fare i bisogni all’aperto, come una vera Signora di classe. Quando vi si scolla di dosso, generalmente, è solo perché deve mangiare, bere, espletare o perché è “l’ora della panciosità”: ovvero si ribalta tette al vento e si aspetta che passiate il seguente quarto d’ora (da prolungare a piacere) a pacioccarle la pancia e farle i grattini. MAI ignorare “l’ora della panciosità”, altrimenti ci rimarrebbe malissimo, perché si sarebbe scollata da voi inutilmente.

Nonna Smilla è una cagna perbene: non abbaia (è fatica, lo facciano i giovani), non ha fobie né timori. È una pit bull, diamine. Non avrebbe paura neanche della morte in persona. L’unica cosa che teme è di perdere il contatto tattile con gli umani, ma non soffre di ansia da separazione: lei è una Nonna forte, temprata dagli anni di canile. Se dovete lasciarla sola, resisterà stoicamente. Basta che non ci prendiate troppo la mano, che poi, se no, come fa se arriva “l’ora della panciosità” e voi non ci siete?

Nonna Smilla è troppo burbera per vivere con altre femmine: può tollerare maschi che non le rompano le ovaie e che sappiano stare al proprio posto (se non ci sanno stare, li rimette in riga lei, comunque). Data l’età non ha più la mobilità di una volta. Non può abitare al quinto piano senza ascensore, e nemmeno andare a fare le scalate in montagna. Però è adatta ad attività come “trova il mio punto G” (cosa avete capito?? È il punto “Grattini”) e “indovina quanti wurstel riesco a mangiare in un sol boccone”.

Può vivere dunque in contesto cittadino senza alcun problema, l’importante è non avere grandi pretese. Nonna Smilla cammina con calma e ama gustarsi passeggiate tranquille e non troppo prolungate. Le sue zampe anteriori sono cagnole, ovvero storte verso l’interno e coi gomiti tendenti in fuori (saranno effettuate delle lastre per scrupolo, ma probabilmente non è nulla di patologico, è solo fatta così).
Nelle foto, del resto, potete notare quanto apprezzi passare il tempo francobollandosi alle persone, piuttosto che fare chissà quali scarpinate: un po’ si passeggia, perché lei è una Nonna che tiene alla propria salute, ma poi basta, che si rischia di stare troppo lontani dagli umani.

Sterilizzata, vaccinata, chippata e SANA, Nonna Smilla si trova in provincia di Torino, vicino Pinerolo. Si affida esclusivamente a persone con la preparazione atletica necessaria a camminare o stazionare su un divano con un pit bull incollato addosso.

Se anche voi volete riempire di grattini Nonna Smilla, scrivete e presentatevi all’indirizzo email [email protected]

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