di SIMONA DELL’AQUILA PUIATTI – Erano ben 5 anni che non andavamo in vacanza, per motivi di salute e/o lavoro, e quest’anno abbiamo quindi deciso di prenderci i nostri meritati 20 giorni per rilassarci, fermandoci a visitare e mangiare dove eravamo ispirati.
Siamo una famiglia di 4 persone adulte che sino al 2016 avevano anche due alani e una labrador. Nel corso dell’anno scorso abbiamo purtroppo dovuto salutare due di loro e a differenza degli anni in cui si andava in vacanza lasciando i pelosi ai nonni, quest’anno abbiamo deciso di portare con noi il “cucciolo”.
Il “cucciolo”, di nome Gaara, è un alano nero di quasi 70 kg di due anni e mezzo, nel pieno dell’adolescemenza: ogni femmina è da conquistare e ogni maschio sopra i 30 kg è da tenere quantomeno d’occhio (pensavo che al di sotto li ignorasse, credo invece che non li percepisca proprio, nemmeno quando li ha sotto il naso).

Con queste premesse, siamo partiti nel pieno della notte (come ogni “partenza intelligente” impone): dal Nord siamo scesi lungo l’Adriatico per poi tornare dalla parte tirrenica.
Abbiamo visitato città e borghi, sostato in bungalow, B&B, da parenti e amici. Abbiamo mangiato (benissimo!) in trattorie e ristoranti. Visitato chiese, monumenti e castelli. Parchi e spiagge. Sempre col cane al seguito!

Viaggiare con un cane non è sempre facile, ma non è affatto complicato; significa essere attenti alle proprie e sue esigenze, non deve essere uno stress per nessuno; si mette in conto che le visite saranno un po’ piú lunghe, non si puó entrare ovunque col cane, quindi bisognerà fare i turni.
Si deve avere con sé tutto il necessario, come quando si va in giro coi bambini piccoli. Bisogna essere rispettosi di chi mostra timore e educatamente fermi con chi è troppo entusiasta nei suoi confronti.
Bisogna avere pazienza, soprattutto se si è in viaggio con un cane di grosse dimensioni che attira inevitabilmente l’attenzione, e lui ne attira tanta, quindi in molti si avvicineranno, faranno domande e chiederanno di fare foto; se si ha tempo e voglia e soprattutto il cane mostra interesse, si socializza, se non se ne ha e il cane è stanco, si saluta educatamente e ci si allontana; Gaara “purtroppo” è fin troppo socievole e cosí tutti quelli che incontri e con cui parli hanno avuto loro stessi o un loro cuggggino, almeno un paio di cani come il tuo.
Poi c’è chi se ne “intende” e ti dà consigli, quindi è il turno di chi ne avrebbe tanto voluto uno uguale, ma non ha posto, quindi ha scelto un cane un po’ piú piccolo: il chihuahua… che si sa, è giusto “appena” piú piccolo di un alano. Ultimo, ma non ultimo, coloro che invece di chiederti di che razza è, perchè ricordiamoci che non tutti devono conoscere le razze dei cani a menadito e ben venga che si informino, si lanciano in improbabili e convinte affermazioni, per cui l’alano è partito come tale ed è tornato come pastore (!!!), passando da Corso, Mastino, Levriero e … attenzione… Maremmano!!!

Torniamo al viaggio: prima di entrare in un bar, ristorante, negozio, monumento, museo… abbiamo chiesto il permesso di poter entrare col cane, ANCHE SE la legge lo prevede se non è indicato il contrario! La buona educazione ci ha aperto ogni singola porta a cui ci siamo presentati. Non abbiamo dato per scontato che dovessero accoglierci e abbiamo ringraziato dell’ospitalità. Si chiama quieto vivere, cosa mi importa impormi col cane se poi non mi trovo a mio agio?
Siamo addirittura entrati in un bar dove abbiamo fatto colazione e abbiamo sostato per un’oretta, accorgendoci solo all’uscita del cartello di divieto!
Eppure ci hanno fatto accomodare e servito senza alcun problema!
A parte le visite ai grandi e turistici monumenti piú affollati, dove è scritto a chiare lettere che i cani non possono entrare e dove non avrebbe alcun senso portarcelo, Gaara è venuto con noi anche dentro le Chiese, in un castello, in spiaggia e in ogni negozio e locale di ristorazione.

Tutti pro? Nessun contro? Passeggiare col cane quando fa caldo significa fare il doppio dei km, lui cerca l’ombra e mentre tu cammineresti un po’ piú veloce per terminare il percorso sotto il sole, lui cammina a zig zag; se il cane è particolarmente socievole con le persone, si farà accarezzare da chiunque scodinzolando e impiegherai intere mezz’ore ad attraversa una piazza.
Se pensavi di visitare 4 monumenti in una giornata (stile giapponese), ne visiterai solo 2 perchè si fa a turni per gli ingressi. Se vuoi fermarti a mangiare, non puoi semplicemente farti ispirare dal menu, e dalla disponibilità del ristoratore, ma anche e soprattutto saper valutare se i tavoli hanno abbastanza spazio intorno per il cane in modo che non venga disturbato e non disturbi.

Aneddoti? A Roma, dopo la visita al Colosseo e dopo aver posato con un gruppo di asiatici per la foto di rito, arrivati sotto i portici di Piazza Vittorio ha deliberatamente deciso che era arrivato il momento di fare pausa e si è sdraiato pancia all’aria, non curante dei passanti, proprio in mezzo al porticato. Ci son voluti 5 minuti perchè decidesse di riprendere la marcia… Spostali 70 kg di resistenza passiva che non ha problemi di sete, caldo, stanchezza eccessiva, ma solo voglia di coccole.
A Firenze, in una trattoria del centro, è riuscito (cosa rara e pericolosa) ad infilarsi sotto al tavolo e lí è rimasto sino all’arrivo del conto. Eravamo arrivati tra i primi, quindi all’uscita la sala si era nel frattempo riempita, ma nessuno lo aveva visto sino a quel momento. Sgomento nel vedere il tavolo muoversi, stupore per le dimensioni e risate per l’accaduto, ma anche complimenti per l’educazione dimostrata dal cane per tutta la serata… e no, non ha rovesciato il tavolo!

Sempre a Roma:
“Che bellO, è bravO? come si chiama?”
“Gaara!”
“Clara! Bel nome!”
(amico) “Ma non lo vedi che è maschio, ha le pa…!”
“Ma no, si chiama Clara, è che ha appena allattato!”
li ho lasciati discutere sull’anatomia dei cani allontanandomi con… Clara!

Insomma, ci vuole un po’ piú di attenzione, ma alla fine basta solo buon senso e ci si diverte anche tanto! É stata una bella esperienza, che rifaremo perchè fattibilissima e perché Gaara è stato bene, non ha sofferto, non ha dato segnali di stress ed è anche andato d’accordo con tutti i cani incontrati, indipendentemente dalla taglia 🙂

Il nostro giro è stato:
Monte Tauro (RN); Riccione; Loreto; Recanati; Gargano: Foresta Umbra, Mattinata, Vieste, Pugnochiuso, Peschici, Monte Sant’Angelo, San Severo, San Marco in Lamis (Parco Paleontologico); Sulmona; Roma; Orvieto; Firenze; puntatina finale a Torino e infine rientro a casa 🙂

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8 Commenti

  1. invidiaaaaaaa. Se propongo a mia moglie di fare una vacanza così col cane a seguito mi fulmina a metà frase solo con lo sguardo.
    Ma devo dire anche complimenti.

  2. Che bel giro avete fatto! Anch’io viaggio cane munita un pastore tedesco femmina di 14 mesi ed un meticcio medio piccolo di 5 anni, unico inconveniente dell’anno sono stati gli urli dei padroni dei topocani alla vista di Mafalda…. Flex che invece che ritirarsi si allungavano a dismisura facendo arrivare i microbi iper rissosi praticamente sotto il tartufo della cucciola che li guardava stupita e si chinava proponedo il gioco…. a quel punto solitamente il cane veniva fatto svolazzare invitando di fatto la presa al volo…. non so quale santo ci abbia assistito ma ha sempre tenuto il comando terra.
    Per il prossimo viaggio, la prossima passeggiata in centro mi procurerò una forbice e farò giustizia tagliando tutti i flex impazziti….

  3. Noi l’anno scorso siamo andati fino in Germania, con una coppia di amici e cagnolona (oddio, non certo della stazza della tua, ma comunque non piccola), a parte le soste (inutili) per farle fare le sue cose, che non ha fatto, ha trattenuto tutto fino al giorno dopo e l’unico stress che ha dato è stato quello di trovare i posti giusti per fare pipì e ho così scoperto che la signorina vuole siti erbosi, possibilmente recintati e dove non siano passati altri cani (è abituata al giardino di casa sua, e infatti le passeggiate che facciamo sono solo passeggiate e non uscite per i bisogno). Questo per la pipì. per la pupù non ci sono stati problemi: la mollava dove le veniva, e devo dire che checchè se ne dica, in Germania non è che ci sia un’educazione così perfetta in merito alla raccolta delle deiezioni canine, tant’è che una signora, vedendomi raccogliere e pulire, si è fermata a farmi i complimenti. Comunque anche dove siamo stati noi l’accoglienza è sempre stata cordiale, nei ristoranti quando ci vedevano entrare col cane, ci portavano la ciotola dell’acqua per lei, prima ancora di servire noi. E’ stata un’esperienza positiva e la rifarei davvero volentieri.

  4. Noi ancora non siamo in grado con il lupetto, ahimè. A 10 mesi continua a non esser socievole e non ci fidiamo molto a portarlo a casa altrui/alberghi. Confidiamo nel futuro 🙂
    Quanto alla razza… eh… a noi han detto sciacallo, husky va alla grande, pastore tedesco con la schiena dritta, pastore tedesco con il colore sbagliato e ultimo in ordine cronologico (e migliore di tutti) volpino!
    Con il nome neanche ci proviamo più o.o

  5. complimenti per il viaggio e per il racconto. Avevamo un articolo in cui si elencavano località e strutture dog friendly, sarebbe carino poterlo aggiornare no?

  6. Che bella vacanza..complimenti!! Scusami la domanda ma che macchina avete? Non sono mai riuscita a trovare una macchina che contenesse il “trasportino” degno di un alano senza abbassare i sedili di dietro…

  7. Ciao Simona 😊 Bellissimo articolo!! Gaara è un cane a dir poco coccolone è fantastico in tutte le occasioni!!! Ci vediamo prossimamente in negozio!! Bravissimi tutti e direi che le vacanze fatte a 6 zampe sono le migliori 😍 A presto 👋🏻
    Giada 🐾

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