di CLAUDIO CAZZANIGA – La macchina del tempo esiste… Lo giuro!
Per tornare indietro nel tempo, dovete andare a Calci, nei pressi di Pisa.
C’è un piccolo laghetto, un’oasi dove lavora il gruppo SIT (Scuola Italiana Terranova) e dove il “padrone di casa” è Marco Zaccagni.
Arrivando lì sabato mattina, mi è sembrato di fare un salto all’indietro di 20 anni.

Si badi bene che il mio vuole essere ed è un complimento.
Atmosfera conviviale, posto molto bello, tanta ombra per i cani, panchine a disposizione per il pubblico… Ma un posto fuori dal mondo.
Cani, come una volta, stazionati da una parte. Campo di lavoro a terra molto vicino all’acqua.
Gommoni protetti con le coperte… Vintage.
Il massimo che mi ha colpito però è stato il manichino. Vi mostro la foto, perchè a parole non renderebbe… una roba così non me la ricordavo, ma aveva un suo perché!

Perfetta l’organizzazione della gara. Una segreteria molto efficiente e veloce ha regolarizzato le iscrizioni. Tre i gommoni a disposizione. Ben visibili le boe di segnalazione distanze, molto funzionale il campo di lavoro a terra. BRAVI.
Più che una gara, devo dire che è una bella rimpatriata tra amici.

Giudice di gara, Francesca Vitelli per secondo/terzo/quarto grado e, all’esordio assoluto, Sara Di Giovanni per il primo grado.
Figurante Alberto Pasquetti, e qui apro una parentesi e faccio tanti applausi. Veramente la correttezza in persona. Ha la capacità più unica che rara di creare lo stesso scenario per tutti i cani. Se un cane sbaglia, lo prende male o qualcosa del genere, Lui rimane impassibile, si rimette in posizione e fa conclude l’esercizio. Bravo Alberto.
Ad onor del vero anche il sempre disponibile Giorgio Pettini si è messo la muta e, per un esercizio ha fatto il secondo figurante.

Giornata bella: a parte un po’ di nubi il mattino, il sole ha fatto capolino per tutto il giorno.

Il motivo per cui siamo stati a Calci, è per disputare il secondo grado del brevetto SAT.
Come detto tanti amici: Giorgio Seppia, nome storico del lavoro in acqua giudice CIT e responsabile del gruppo Glap di Pisa, Giancarlo Fontanelli, giudice SAT del gruppo Orsi del Tirreno, Gianluca Spina del soccorso nautico Trasimeno, Lucio Scarabino che sta costituendo un gruppo a Modena… Se siete della zona e siete interessati vi metto in contatto.

Abbiamo visto del buon lavoro in acqua ma – e qui riprendo le parole della giudice Vitelli –  il lavoro a terra è da rivedere.
E non dovrei nemmeno parlare visto che, la perla dell’inguardabile lo abbiamo offerto proprio io e la Mave!

Andiamo per ordine. Davvero tanti i binomi presenti, soprattutto per essere l’ultima sessione dell anno.
Undici primi gradi. Sei secondi. Un terzo e due quarti. Oltre al nostro Chesapeake abbiamo visto Terranova, Golden, Labrador, un pastore tedesco… e credo di non aver dimenticato nessuno.

Il menù di giornata prevedeva per noi, lavoro a terra con e senza guinzaglio; dieci minuti di nuoto dietro al gommone; recupero del manichino (non faccio altri commenti!); recupero di un figurante partendo da riva e di uno partendo dal gommone.

A bocce ferme, in uno dei tanti discorsi fatti in spiaggia, ci si è resi conto che forse forse il secondo grado è uno dei più completi e impegnativi che la SAT abbia messo insieme.

Il nostro lavoro a terra è stato tra l’inguardabile ed il vergognoso.
Quadrato 10×10. Due lati al guinzaglio. Poi alt/seduto/terra. Togliere il guinzaglio e ripartire fino al punto di partenza senza lo stesso. Mah, arrivati all alt/seduto/terra… la Mave è partita a tutta verso l’acqua, esibendosi in un tuffo che nemmeno la Cagnotto dei tempi migliori…. e ritorno da me. Mai successo in 23 anni di lavoro che un cane mi scappasse!

Sono andato verso la giudice Vitelli, l’ho salutata e mi sono diretto verso la mia auto.
Ero più deluso che arrabbiato… Ma forse neanche, ero proprio senza parole. A quel punto la giudice Vitelli e’ stata brava… mi ha parlato e mi ha (da regolamento) dato la possibilità di rifarlo. È andata meglio, ma insomma…

Siamo poi andati in acqua e la storia, fortunatamente è cambiata.
Bella la nuotata. Ottimo il tuffo è una seguita perfetta.
Siamo poi passati al manichino. Partenza fuori acqua, Arrivo nelle vicinanze del manichino e un’occhiata che sembrava dire… “Sei diverso dal solito, ma so cosa devo fare!”
Bene l’esercizio anche se c’è stata un po’ di sistemazione.

Ottimo i due recuperi di figurante.

Alla fine il tabellino riportava:
13/20 a terra
20/20 il nuoto
19/20 il manichino
20/20 figurante da riva
20/20 figurante dal gommone.
Totale 92/100, eccellente.
Terzo posto. Che per come si era messa…. È tantissima cosa.
Vittoria (super meritata!) per Gianluca Spina con 97/100, secondo posto per Marina Pitanti con 94/100.

Non posso, da cronista molto sui generis, non segnalare due bellissimi siparietti.

Il primo dell’amico Spina: sul richiamo del cane Lui lavora con il fischietto. Mentre il suo Nanuk andava come un treno (non ricordo se sul figurante o sull uomo), a Gianluca è “scappato” un fischio. Il cane ha preso il fischio come meglio non poteva, pareva telecomandato… e si è girato verso la riva. Gianluca ha dovuto rimandarlo e si è bruciato un punto… Spina zero – Nanuk 1!!!

Il secondo ha visto protagonista il boss, Marco Zaccagni.
Durante un esercizio del quarto grado, Marco era sul gommone e avrebbe dovuto prendere una cima portata dal cane. Nello svolgimento dell esercizio Marco si è sporto un po troppo dal gommone… Facendo un tuffo fragoroso. Risate da parte di tutti i presenti, ma Marco senza batter ciglio (ma ridendo pure lui di gusto!), si è rimesso subito al suo posto e ha ripreso il lavoro: Attendiamo sui social foto e video del accaduto!

Concludo con due veloci pensieri personali.
Inutile dire, ridire, stradire che che con il lavoro a terra non ci siamo. Nonostante tanti accorgimenti non riusciamo ad ingranare come si deve e si buttano via punti su punti…
Bene in acqua, sopratutto per il fatto che la cagna giovane non soffre il cambio di figuranti, i gommoni nuovi e tutto il resto. In particolare mi ha colpito per come ha risolto con il manichino “anomalo”. Lo ha studiato, capito e portato a casa.

È stata davvero una bella trasferta, mi sono divertito e trovato veramente bene. Grazie a tutti i ragazzi della SIT!

Un ringraziamento a Lucio Scarabino per le foto.

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4 Commenti

  1. grazie Claudio, come sempre avvincente il tuo resoconto. Ora che ci racconti “gli inizi” si capisce veramente quanto lavoro e quanta passione, quanto tempo dedicato ci sono dietro i grandi risultati che negli anni hai ottenuto con la indimenticabile Bati

  2. Ciao Daniela…. Tanta fatica soprattutto il ri-tornare indietro quando eri abituato bene…. Ma alla fine “costruire” e’ proprio la cosa più bella ed affascinante della disciplina.

  3. grande Claudio, se vuoi per il lavoro a terra ti presto Era, la mia rott. Non dico che faccia una condotta esemplare, ma ameno non ti scappa in acqua visto che ne ha paura.
    Ovviamente sto scherzando.
    Ciò che mi è piaciuto di più dell’articolo è stato il lima disteso e amichevole che hai descritto, cosa che ogni tanto nei campi manca, e si sente che manca

  4. Ciao Marco…. Accetto tutti i consigli, anche perché domenica sono ancora in gara e sono un po’ preoccupato….ahahah….
    Mi fa piacere che hai percepito esattamente ciò che volevo evidenziare.
    Ciao.

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