di PAMELA GIUTTARI – Chi non ha mai ricevuto questo consiglio?
Quante volte abbiamo sentito dire che, se due cani si incontrano all’improvviso, la cosa migliore è lasciare il guinzaglio?
Ma siamo proprio sicuri che sia la scelta giusta?

Premetto che io tendenzialmente non sostengo forme di estremismi e di assolutismi, non credo molto nel “sempre”, nel “sicuramente” né tantomeno nel “mai” soprattutto quando una di queste parole viene applicata al cane. Ogni cane è diverso, ha piccolissime sfumature che lo rendono unico, e onestamente fatico a pensare che un determinato metodo funzioni SEMPRE su tutti i cani, in qualsiasi contesto, a prescindere da taglia, sesso, razza, etá e doti e che SICURAMENTE grazie a quel metodo il cane non reagirà MAI in modo diverso da quello che noi ci aspettiamo.
Sono cani, non macchine, questo implica che ciò che funziona per il mio cane, potrebbe non funzionare con un altro.

Questo vale anche per l’incontro tra cani: c’è chi sostiene che i cani liberi vadano d’accordo, che i cani liberi sappiano comunicare ed evitare risse e che se passeggiando con il nostro cane al guinzaglio vedessimo un cane libero correrci incontro minaccioso, dovremmo lasciare immediatamente il nostro guinzaglio per dar modo al nostro cane di comunicare e di difendersi… Ma se il mio cane fosse un volpino mentre quello che mi corre incontro un alano?
E se il mio cane fosse anziano o malato mentre quello che mi corre incontro un baldo giovane testosteronico, rissoso e molto più in forma di lui?
E se questo incontro casuale accadesse in città o al mercato?

Proviamo ad analizzare la situazione.
È vero che il guinzaglio a livello comunicativo può inibire il cane, e non permettergli di muoversi e comunicare esattamente come farebbe da libero (è vero anche che se sgancio il guinzaglio ma non tolgo il collare o la pettorina, magari di quelle ingombranti con il maniglione che schiacciano ben bene il pelo, a livello comunicativo, cambia poco), ma è sempre necessario che il cane comunichi?
E soprattutto deve davvero sbrigarsela da solo?
Trattiamo i nostri cani come dei prìncipi, hanno cuscini ortopedici e traspiranti in memory foam, copertine riscaldate per l’inverno e teli refrigeranti per l’estate, fanno diete naturali, hanno guinzagli e collari per ogni occasione, hanno i migliori veterinari della regione, li portiamo a fare ozono terapia, li toelettiamo, ci prendiamo cura di loro in ogni momento e poi… “arriva un cane, è minaccioso, arrangiati, vammorìammazzato!!!”

Perché???
Perché ce ne occupiamo su tutti i fronti ma in questa situazione lo lasciamo solo?
Il discorso della migliore comunicazione posso condividerlo, e se comunicare lo portasse ad evitare la rissa ne sarei assolutamente felice… ma non posso essere certa che questo accada, ci sono troppe variabili e devo prendere in considerazione anche altre ipotesi.
I cani infatti, lasciati soli ad affrontare la situazione, potrebbero rincorrersi per un po’ finendo ad azzuffarsi lontani dal proprietario che in tal caso non potrebbe intervenire in modo tempestivo per dividerli, oppure il cane lasciato solo potrebbe spaventarsi e cercare di scappare ferendosi o peggio ancora, finendo sotto un’auto.
Se teniamo conto del fatto che la legge ci obbliga all’utilizzo del guinzaglio (massimo 1.50mt di lunghezza e non 3mt come suggeriscono alcuni…), dobbiamo anche pensare che nel momento in cui scegliamo di liberare il nostro cane stiamo violando la legge e di conseguenza ci stiamo automaticamente mettendo in (buona) parte di torto.
Forse non tutti sanno infatti che in caso di incidente, prendiamo ad esempio l’ipotetica auto che lo investe mentre lui scappa, se il cane non è al guinzaglio (o il guinzaglio supera la misura massima consentita), il padrone non solo si ritroverebbe a pagare una multa e i danni all’investitore, ma l’assicurazione potrebbe (e dubito che non sfrutterà l’occasione) rifiutarsi di risarcire.
Prima di liberare il vostro cane, fermatevi a pensare se ne vale davvero la pena.

A questo punto la domanda sorge spontanea: “se non devo liberarlo quindi, che faccio?
Vorrei potervi rispondere con un “prendete il guinzaglio non utilizzato dalle mani dell’altro proprietario e dateglielo ripetutamente in testa dalla parte del moschettone”, ma non si può. La risposta che invece posso darvi è che non esiste una soluzione valida per tutte le occasioni, bisogna usare il buon senso, cominciando dal cercare di cambiare strada o chiedere all’altro proprietario di richiamare il suo cane.
Provare ad allontanare il cane con la voce, con dei gesti o con ciò che si ha a portata di mano, una bottiglietta d’acqua per esempio, o un oggetto rumoroso può essere efficace se l’altro cane non è particolarmente “tosto” (ma in caso contrario potrebbe essere controproducente e farlo innervosire ancora di più).

Ogni situazione andrebbe valutata singolarmente a seconda del contesto e del carattere dei due cani, quello che deve essere chiaro è che i suggerimenti sulle possibili soluzioni non vanno presi come dogma, come verità assolute o come metodi infallibili, nemmeno se elargiti da educatori, istruttori o addestratori.
Il compito del bravo professionista non è quello di inventare soluzioni valide per ogni occasione, ma quello di accrescere la cultura cinofila dei propri allievi, spiegando loro le leggi, i possibili rischi, e l’importanza di addestrare il proprio cane.
Perché basterebbe tenere i cani al guinzaglio, esattamente come impone la legge, o averli sotto controllo e non ci sarebbe bisogno di alcun consiglio.
L’ignoranza è la prima causa di tragedie in ogni campo, anche in quello Cinofilo.

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5 Commenti

  1. Santa subito!
    Questa cosa degli incontri con i cani è particolarmente sentita da me, stanchissima proprietaria di (bel ) cecoslovacco di 16 mesi che ha i suoi problemi a gestirsi.
    Al di fuori delle zone molto conosciute passo la vita a dire “no signora non si avvicini che morde” oppure “no bambino corrergli contro strillando non è furbo” oppure “ma razza di idiota ti sembra in caso di piazzargli le mani in testa al semaforo. Venendo dalle spalle. Mentre non ti vedevamo né io né lui”.
    A tutto questo si aggiungono i cani liberi perché “eh ma tanto è buono” ed i “ma lascia che si annusino”. Il fatto che il mio lupo sia particolarmente fisico e che reagisca spesso senza attivare prima il cervello è senza dubbio un mio problema, ma porca miseria tu con l’altro cane vienimi incontro e fidati alla prima se ti dico che non è il caso invece di volermi insegnare come si fa.
    Non è razionale insistere: se il mio cane fa male al tuo od a te è vero che le conseguenze me le puppo io ma il danno lo hai pure tu diamine. – E di mio ci aggiungo che in caso ti do il resto eh –

    Per la cronaca, ci stiamo lavorando seriamente alla risoluzione del problema e tanti risultati li abbiamo già ottenuti, non è che mi porto a spasso una belva assassina 😛

  2. In linea generale hai ragione, soprattutto quando dici che ogni cane è diverso. E che in città va tenuto rigorosamente al guinzaglio. Anche in campagna, se è aggressivo verso gli altri (e io gestirò il mio di conseguenza). Però, per esperienza di vita vissuta (dunque personalissima e non generalizzabile), ho visto che i miei cani (di cui un San Bernardo, quindi grande) liberi in campagna, se incontrano altri cani, di solito randagi e in gruppo ma liberi, si relazionano senza problemi, e alla fine ritorno a casa con il codazzo schiamazzante, se invece incrocio il cane-viziato-non socializzato piccolo o grande che sia devo tenere i miei (che vogliono solo giocare) legatissimi, a volte allontanarmi di gran carriera perché l’altro non è abituato a relazionarsi, non capisce i segnali e si rischia davvero una rissa. Ora, il mio obbligo è che tutto ciò non avvenga, ci mancherebbe, ma a volte l’uso del guinzaglio è solo un alibi per non fare la fatica di educare e far socializzare il cane. Una passeggiatina legato al giorno et voilà, che ci vuole…

  3. A me è successo la scorsa settimana al parco
    Ero con la mia cagnolina al guinzaglio (meticcia di 12 kg) quando vedo arrivare di corsa un molosso (era un incrocio di pit) libero con la padrona dietro a richiamarlo invano.
    Sinceramente non potrei giurare avesse intenti bellicosi, anzi probabilmente no, ma d’istinto mi sono messo davanti a Paprika nascondendola completamente con il mio corpo, in posizione leggermete inclinata in avanti.
    Il mix Pit ha visto la mia mossa e si è arrestato a 20 metri da noi. Ha un po guardato e poi è tornato dalla sua padrona.
    Non dico che sia una cosa che valga sempre (ripeto che probabilmente questo non era un cane assassino..) ma secondo me se ci si pone con fare deciso tra il proprio cane e l’altro , si puo scongiurare lo scoppio di un’eventuale rissa
    Perchè se l’altro cane percepisce che non dovrebbe vedersela solo con il cane ma anche con il proprietario credo che con buona probabilità possa rinunciare ai suoi propositi.
    Non sono molti i cani che hanno voglia di sfidare l’essere umano (soprattutto poi i molossi..)

  4. RIporto la mia esperienza personale, avvenuta purtroppo in data 01/05/2018. Io sono sempre stato di quelli che sostenevano che la miglior forma di libertà da donare al proprio cane fosse la libertà assoluta in un contesto di estrema disciplina e addestramento che permettessero di avere un cane che andasse al passo senza essere al guinzaglio. Ha funzionato tutto a meraviglia per tutti e 3 gli anni di vita della mia piccola fino a quel dannatissimo giorno, giornio in cui, in un parco, due pitbull anch’essi slegati hanno incominciato a rincorrere la mia cangolina, una pinscher, predandola, per giunta senza che manco intervenisse il padrone di quegli altri due cagnacci che non aveva capito niente (per lui stavano solo giocando). Il suo terrore è stato tale da scappare dal parco (comportamento mai manifestato prima) che l’ha portata a essere investita da un auto e a lasciarmi tragicamente. La morale della favola a mio avviso è che l’intento di dare questo tipo di libertà al cane (che deve prescindere da un addestramento pressochè perfetto) è un intento nobile, ma il problema è che non tutti i cani (e i loro padroni soprattutto) hanno l’educazione e la disciplina necessarie a garantire un contesto sicuro. Se addestrare ed educare i cani fosse la norma, e se i padroni fossero tutti realmente competenti (e quando dico competenti intedo dire avere le capacità vere di controllare i propri cani e arrestarli opportunamente), allora non ci sarebbero problemi. Ma il problema è che non viviamo in un mondo ideale, ma anzi, viviamo in un contesto pieno di pericoli e insidie, che siano altri cani che inneschino situazioni come queste, o bocconcini avvelenati o altro. Il succo del discorso è che, per quanto a me è capitato, bisogna sempre cercare di non confondere il grande gesto altruistico di voler dare la massima libertà con la mancanza di attenzione necessaria che ci permetta di poter proteggere i nostri cani nel modo migliore, perchè alla fine è solo questo che conta, saper proteggere i nostri amati che in questo mondo sono come bambini inconsapevoli del fatto che dietro ogni cespuglio, ogni albero, ogni via si può semrpe nascondere qualcosa che può metterli in pericolo di vita. A loro è concesso ovviamente di non capirlo, a noi che siamo i loro protettori no.

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Pamela Giuttari nata a Milano il 9.12.81, vive in provincia di Bologna dal 2014. Sposata con Manuel Codo, al quale è legata nella vita e nel lavoro, entrambi infatti sono addestratori professionisti. Si occupa di cani di difficile gestione quali fobici e aggressivi. Docente in vari stage e corsi educatori, tiene particolarmente a mettere l’accento sull’importanza della valutazione del cucciolo per la prevenzione dei problemi comportamentali.