di DAVIDE BELTRAME – Abbiamo già parlato qualche mese fa di come in cinofilia molti termini abbiano visto una sorta di cambianento di facciata, dal banale “proprietario” alle diatribe sulle definizioni degli addetti ai lavori (educatore, addestratore, istruttore e via dicendo), anche sul nostro gruppo Facebook riguardo all’uso del termine “cagna”.
Nella maggior parte dei casi però c’è stata appunto una modificazione, a volte dettata dal marketing, a volte dal politically correct, ma comunque per quanto siano cambiate le terminologie i concetti alla base sono molto spesso i medesimi.

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C’è però un argomento che sembra un po’ sparito dai radar, diventato un tabù da tenere nelle profondità dell’oceano: la selezione.
Parlo in questo caso specifico di selezione caratteriale, più che morfologica.

Fateci caso, raramente viene nominata, ogni tanto capita di vederla menzionata in qualche discussione sui social, dove però spesso basta nominare allevamento e razze per veder fiorire commenti che mettono in mezzo Hitler, nazismo e quant’altro e quindi capisco che possa pure passare la voglia di discuterne, ma non è certo sugli estremismi da web che ci si dovrebbe basare quando si deve trattare un argomento!

In particolare ciò che mi ha portato a scrivere questo articolo è il fatto che anche in seguito ai gravi episodi di cronaca che hanno visto protagonisti i cani, questo argomento sia stato toccato molto raramente, nonostante solitamente fatti come le aggressioni che vedono vittime bambini ottengano un grosso risalto a livello mediatico vedano quindi poi un ampio numero di interventi, opinioni, interviste e via dicendo, tanto sui giornali quanto in TV.
Se da un lato non stupisce, purtroppo, vedere i giornalisti lanciarsi sulla “razza pericolosa” e sul canekiller, mi sembra che spesso anche gli addetti ai lavori facciano lo stesso errore, attaccando o difendendo tutta una razza in sè, senza porre l’accento sull’enorme importanza della selezione caratteriale del cane e su come ogni soggetto sia una storia a sè stante.

Perchè anche se è un mantra molto in voga, non conta solo “come lo cresci“.
Bastasse solo quello, nessuno macinerebbe chilometri per le monte, prenderebbero il cane più vicino a casa, e poi olè tanto il carattere si plasma con la famiglia.
Invece NO, l’accoppiamento oltre che per questioni di salute e di morfologia si fa anche per avere cuccioli dal carattere equilibrato, e l’aspetto caratteriale è ovviamente uno dei più importanti, insieme alla salute. Un cane con qualche difetto morfologico non è un danno enorme, un cane con un carattere poco equilibrato invece lo è eccome.

Invece, complice l’altro mantra moderno per cui “i cani sono tutti uguali”, spesso non si sottolinea minimamente come un cucciolo frutto di un accoppiamento fatto a casaccio abbia altissime probabilità di manifestare qualche problema. Magari piccolo, magari risolvibile, ma che se non “preso per tempo” potrebbe invece diventare qualcosa di molto più serio.
In tutto questo ovviamente un’enorme rilevanza lo ha il traffico di cani dell’Est, di cui abbiamo già parlato migliaia di volte: penso sia superfluo sottolineare che non c’è la minima selezione nelle puppy mills, a questo si aggiunge il fatto che i cuccioli vengano tolti troppo presto alle madri e di conseguenza aumentino ancor di più i rischi di problemi comportamentali.

Lo stesso discorso vale per molte cucciolate “private”, “contadine”, “rustiche” e via dicendo. Ripeto, molte, non TUTTE, non voglio dire che anche tra i privati non ci sia chi presta attenzione almeno al carattere… ma quante volte leggiamo dei veri e propri annunci matrimoniali di Fufi che cerca Fufilda per fare una cucciolata? Quanta selezione pensate ci sia dietro a un accoppiamento del genere?

Ovviamente non possiamo sapere con certezza tutti i pregressi degli episodi di cronaca di cui abbiamo avuto notizia degli ultimi anni, però sappiamo che nella stragrande maggioranza dei casi si trattava di cani che avevano contatti minimi con la famiglia, spesso con un solo componente e solo all’ora dei pasti, insomma non esattamente la soluzione ideale di vita per un cane.
Anche conun soggetto ben selezionato se poi viene tenuto in questo modo si rischia di vanificare il lavoro di selezione e socializzazione fatto magari dall’allevatore… immaginate dunque quanti siano i rischi nel caso in cui non ci sia nemmeno stata una selezione sensata alle spalle.

Invece si tende troppo spesso a ragionare a categorie, facendone solo un discorso di razza X o razza Y, senza pensare che invece è il singolo soggetto a fare la differenza, e soprattutto importa tantissimo “come” ha vissuto e come è stato selezionato quel soggetto: un figlio di genitori poco equilibrati caratterialmente difficilmente sarà un cane adatto a un neofita o alla famiglia con bambini.

Pensiamoci, quando crediamo che prendere il cucciolo figlio di genitori ignoti visto in un annuncio su Internet sia la stessa cosa che affidarsi a un allevatore serio, o che basti una foto per sapere tutto di un cane e sia uguale ad affidarsi a un canile, un rescue o un’associazione che si impegnano a testare in più situazioni possibili i cani in cerca di adozione così da valutarne il carattere e quindi capire a chi possano essere adatti.

Comunque, non mi dilungo oltre anche perchè sulla selezione abbiamo già un paio di articoli in merito e di cui vi lascio i link, chiudo proprio chiedendovi secondo voi cosa spinga a parlare così raramente della selezione caratteriale, se magari semplicemente non ci si pensa perchè si tende a fare un discorso più di “razze più o meno pericolose” (influenzati anche da come i media impostano spesso queste notizie), se la si dà troppo per scontata, o se è diventato un argomento “scomodo” (e perchè).
Cosa ne pensate?

La selezione del carattere (ovvero: non basta accoppiare due cani “buoni”)

 

La selezione delle razze canine è “eugenetica”?

 

 

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7 Commenti

  1. Ciao ragazzi. Io volevo solo riportare la mia esperienza in merito. In famiglia siamo al terzo cane.
    Cane n.1: Claretta, femmina di pastore belga. Presa da mio papà (io avevo dieci anni) da una famiglia che aveva sia la mamma che il papà della mia cagnona e che ce l’ ha consegnata a TRE mesi con cotanto pedigree. E non confido sul fatto che mio papà fosse molto informato su tanti argomenti.
    Cane n.2: Tre giorni dopo la morte di Claretta, è arrivata Minù, femmina di collie, presa in un allevamento multirazza. Si nascondeva terrorizzata nella cuccia. Io e mia mamma abbiamo puntato il dito e abbiamo detto vogliamo lei! Il giorno dopo abbiamo chiesto di poter vedere la mamma per darci un’ idea di come sarebbe diventata. La mamma era morta…..
    Cane n. 3: dopo qualche anno dalla morte di Minù, è arrivata Holly, che oggi ha quattro anni. Incrocio di border collie e pastore australiano. Presa in una cascina in un momento di follia.

    Conclusioni:
    Claretta era un cane nato “imparato”. Giuro. Era dotata di una intelligenza e saggezza non comuni. La vita con lei è sempre stata molto semplice.
    Minù è sempre stata terrorizzata da tutto. La vita con lei era molto meno semplice, amava stare solo a casa sua e uscire nel parco a mezzanotte, quando non c’ era nessun “pericolo”. Purtroppo avevo vent’ anni in meno e non mi sono occupata di informarmi per occuparmi dei suoi problemi con qualche professionista. Comunque ha felicemente vissuto con noi per quattordici anni abbondanti.
    Holly…che dire….è arrivata una bomba in casa nostra. Pazza. Completamente. intelligenza MOSTRUOSA, ma che carattere…a quattro mesi già voleva mangiarsi il mondo. Però io avevo ormai quarant’ anni e più saggezza, quindi ho trovato una buona addestratrice che mi ha aiutato molto. Rimaniamo comunque in quattro a occuparci di lei, tra palline, giochi e svariate altre cose. Non è un “incrocio” per tutti. Ma la amiamo alla follia, soprattutto quando ti salta in braccio e ti ricopre di baci.

    Tutto questo per dire che l’ attenta selezione aiuta molto, noi l’ abbiamo sperimentato sulla nostra pelle.

  2. Grazie Davide, ottima riflessione, ottima domanda.
    Io la mia idea ce l’ho e come al solito è un’idea che lascia poco spazio alle speranze nel genere umano (specialmente quello italiota).
    Fortunatamente non devo leggere le minchiate del popolo di Facebook e non perchè sono snob, ma perchè non ho i soldi per pagare la psicoterapia che dovrei fare dopo.

    La mia personalissima opinione è che le persone danno importanza all’involucro, la copertina, il design. Il cane dev’essere BELLO. Punto, Stop, Fine.
    Per qualcuno bello significa grossoenormegigante, per qualcuno piccolomicrominitoy, per qualcun altro a pelo lungo e morbido o quel modello che si è visto in tv. Dipende dai gusti, tutto qui.
    Per il carattere invece si va per sentito dire perchè VUOI METTERE QUANTA FATICA RISPARMIATA?
    Il Maremmano (leggasi: qualunque cane bianco trovato su annunci online) fa la guardia al cortile, il Pastore Tedesco ti salva la vita e sfonda vetrate di naso a rotazione per inseguire i ladri, il Chihuahua trema e deve stare sempre in borsa o in braccio così è felice, il Labrador è bravo a badare ai bambini e alle vecchiette e deve essere grasso, il Rottweiler è cattivo di default, il Malinois è creato in laboratorio dalle forze di armate eccetera.
    Potrei continuare in eterno.
    E se alle persone capita un cane che caratterialmente non rientra nello stereotipo, vuol dire che sono state sfortunate loro e che quello è un caso unico. Col prossimo andrà meglio.
    L’ho già trovato dalla parrucchiera di mia cugina che ha fatto la Fuffolata (Francesca ti rubo il neologismo) di Jeckrasse originali.
    Del resto le conoscenze di genetica dell’italiano medio sono quelle delle mamme pancine di cui si legge nei post del Signor Distruggere (come quella che chiede che esame deve fare per capire se la madre del proprio figlio è veramente lei, perchè il bambino assomiglia solo a suo marito e forse lui l’ha concepito con la sua ex 😮 ), di che ci meravigliamo?
    Ancora sono decine le persone che sono convinte che se un meticcio assomiglia a una certa razza, allora E’ di quella razza, anche se arriva dalla discarica di Celico in Calabria (“Denise, vero che questo cucciolo che mi è arrivato dal Lazio con la staffetta è un Pastore Svizzero?” “Certo, portalo al prossimo raduno nazionale, che magari tra i primi tre ci rientri”).

    Nessuna speranza poi che l’aiuto possa giungergli dalla rete. Ho sentito persone dire “Non so proprio come fare a trovare un allevatore di Golden”…
    Mannaggia. Se solo esistesse un motore di ricerca in cui scrivere qualcosa che ti serve in una barra e quello te la trova tra miliardi di siti nel web… NO???!
    Per gli italiani (giovani e meno giovani) Internet = Social.
    Le informazioni si trovano lì. O al centro commerciale, rigorosamente di sabato pomeriggio.

    • Ma infatti per la gente che descrivi, bello è anche un cane che bello non è. Sono gli allevatori che insistono troppo e quasi solo su una (dubbia) bellezza. All’utonto medio va benissimo un lupo alto cosi.
      Non girate la frittata

  3. Ho sempre avuto cani fin da bambina perché nella mia famiglia non sono mai mancati. .. adesso sono sposata ed ho quasi 40 anni e in questi anni ne abbiamo sempre avuti, anche parecchi, Perciò per quanto io di cinofilia non capisca molto un po’ di esperienza con i cani ce l’ho.
    Anche se ci sono cinofili che mi vorrebbero fulminare, per quanto il proprietario si impegni ci sono cani, che proprio come le persone sono così è basta , alcuni mi hanno fatto davvero tribolare … sicuramente è possibile che io qualcosa l’abbia sbagliato ma ci sono certe teste dure,per non dire peggio.
    Adesso ne ho quattro tutti arrivati prima dei miei figli, due adulti, un vecchietto e uno molto vecchio, quando era incinta avevo già cominciato a fare tutti i cambiamenti che erano necessari ( per quanto si amino i cani e ci si abbia sempre vissuto quando arriva un neonato determinate accortezze si devono prendere) come non farli dormire più sul letto, nulla di tanto sconvolgente, semplicemente perché all’arrivo della bambina loro non si sentissero sfrattati.
    Quando poi è arrivata, l’unica esaurita ero io, a loro non importava più di tanto, idem per i due successivi. Sono gentili coi bambini ( anche se gentili non sarà la parola adatta per quanto riguarda un cane, sono i miei figli che per quanto educati a volte esagerano, ma non c’è bambino sotto i 3 anni che non tira qualcosa in testa al cane che ha in casa mentre la mamma è girata, queste cose accadono tutti i giorni, la cosa a cui nessuno da’ rilevanza e che la maggior parte dei cani non se li sbrana) non sono mai stati aggressivi ( Anche se io di regola i cani soli con i bambini non li lascio mai), un pochino ci giocano ma ho sempre la sensazione che non gli interessi. Mi sono dilungata un po’ ma è qui che volevo arrivare alla selezione caratteriale, Adesso almeno entro l’anno vorremmo prendere un altro cane e ci stiamo scervellando per capire quale sia il cane giusto, un cane che si sente più legato ai bambini,credo che nemmeno tutti gli allevatori diano il peso che merita al carattere, il carattere è importante, è fondamentale ed è soprattutto fondamentale trovare quello che ci si aspetta da una razza, cercando di soddisfare i bisogni del cane ed anche quelli famigliari. Ed un’altra cosa che si potrebbe valutare è smorzare caratteristiche che anche seppur tipiche della razza fanno poi tribolare i proprietari( un esempio potrebbe essere l’istinto predatorio dell’husky, da ex proprietaria di due Husky avute separatamente oramai volate in cielo che hanno fatto Volare in cielo un sacco di animaletti). Adesso aspettiamo di capire qual è il cane migliore per noi, che siamo in sette, con quattro cani e muniti di nonna e bambini… mio marito Insiste con il labrador, io anche no… meglio un golden Ma negli anni della moda anche no, c’è quello che mi manca e che ho sempre voluto, il collie… Ma il pelo adesso non lo posso gestire, il dalmata…mi vien da ridere,un altro desiderio mai esaudito! il Rottweiler resta per me la scelta più sensata anche se all’uscita dell’asilo mi dovrò prendere qualche incazzatura e mio marito mi guarda come se fossi pazza, adesso vediamo come finisce labrador vs rottweiler!!!
    In un caso come il mio potrei anche avere fortuna con un cucciolo qualunque ma anche no e poi? perciò so benissimo che dovrà educare il cucciolo come ho fatto con tutti gli altri Ma alla base devo avere un buon cane, che per quanto educato, di base sappia quello che deve fare quando lo deve fare già nei suoi geni. Gli allevatori ci si soffermano davvero quanto dovrebbero??? Vista la mia situazione la maggior parte delle persone che conosco mi darebbe della pazza a spendere così tanto per un cane, per me non è così ma che ne valga la pena di fare tanti sacrifici. Per ora ci siamo mossi solo per il labrador e sento parlare solo di lastre e esami, per la razza ci può anche stare!?….ma se fanno così tutti?
    Si accettano suggerimenti!

  4. questi sono i tempi dell’informazione “mordi e fuggi”,siamo tutti iperconnessi ma nel frattempo che leggiamo e commentiamo il post stiamo facendo altro, con buona pace dell’utilizzo delle nostre celluline grigie e della profondità dei nostri pensieri. L’importante è diventato dire qualcosa, non cosa si dice. E come se non bastasse bisogna avere l’ultima parola, sempre, e quindi giù di sputtanamenti e malignità. Con questa premessa, la vedo dura trattare argomenti un po’ complicati come selezione, genetica, ereditarietà dei caratteri comportamentali….Il desiderio di approfondire e di comprendere diventa individuale, legato all’iniziativa del singolo. Aggiungiamo pure che non è facile trovare questo genere di informazioni sul singolo allevamento: il cane ben fatto lo vedi, il cane dal carattere equilibrato lo devi osservare,devi andare a cercare le prove che i genitori hanno sostenuto, devi andare a vedere gli allevamenti..bisognerebbe far riferimento esclusivamente al Registro dei Riproduttori Selezionati, ma sappiamo tutti che non si fa così, l’acquirente medio manco sa che esiste questo registro, e l’allevatore medio? Su quanti Riproduttori Selezionati Registrati può contare l’allevamento oggi, rispetto alle cucciolate che vengono registrate?

  5. Io questa selezione caratteriale non la vedo. Frequentavo la pagina fino a due anni fa, forse qualcosa è cambiato. Ma se si tratta di “carattere docile” è pochino. E poi dov’è ad esempio la selezione sui pt, che sono esauriti duri, agitatissimi, che inseguono gli altri cani come fossero prede, e che tirano a sottomettere col muso sulla schiena di default, escono tutti così?
    Mi pare che gli allevatori non abbiano tempo per il carattere (tranne docile), tutti presi al particolare dell’occhio o da altre puttanate

    • Secondo me non ha letto abbastanza attentamente l’articolo, perché non si parla di docilità, ma del fatto che di selezione caratteriale si parla sempre meno (e gli allevatori se ne preoccupano sempre meno).

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Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.