di CHIARA MECCOLI e LUSY IMBERGEROVA – Riprendiamo questo nostro viaggio alla scoperta della dogdance.
Se nel primo articolo abbiamo visto com’è nata e che cosa sia la dog dance, oggi vediamo di capire invece a chi è rivolta questa disciplina.

La dogdance è uno sport per tutti, in quanto qualsiasi binomio (cane – conduttore) può trovare il suo spazio per esprimersi e divertirsi nel ring.
La filosofia di base che rende speciale e unica questa disciplina consiste nel mettere in risalto in modo positivo il team uomo-cane, rispettando al massimo le caratteristiche e lo stile del cane, con particolare riguardo all’intesa e al divertimento che la coppia esprime nell’eseguire la “routine”.
Non esistono figure, elementi, tricks obbligatori.
Il regolamento Dogdance International (DDI), adottato in Italia da CSEN Cinofilia, ma anche i regolamenti che vengono seguiti per competizioni internazionali (Campionato Mondiale, Campionato Europeo; Crufts) , sono molto chiari su questo punto.

“Qualunque cane, sia di razza che meticcio può conseguire titoli DDI, sia in ambito nazionale che internazionale.
Qualunque persona può partecipare alle competizioni, senza limiti di età o (dis)abilità. Esiste una categoria (la cui partecipazione è facoltativa) chiamata Senior – Handicap dove anche cani e/o conduttori che hanno età avanzata o problemi fisici può gareggiare.” (regolamento Dogdance International).

La dogdance per queste sue caratteristiche è una disciplina unica, che offre a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco con il proprio cane l’occasione di divertirsi.
Le fun class (classi di divertimento) offrono la possibilità di allenarsi, provando la routine, facendo un test nel ring prima della classe ufficiale, gareggiando in una categoria non competitiva, e quindi senza classifica, con la possibilità di utilizzare premi (cibo, gioco) e attrezzature utili per allenarsi, come coni o target.

La possibilità di scegliere tra infinite musiche, temi, storie da rappresentare con il proprio cane dà l’occasione di portare nel ring l’unicità del team, senza dovere essere obbligati a fare movimenti o esercizi che non possiamo (o non vogliamo) far fare al nostro cane.
Ecco allora il Terranova che con la sua fisicità, senza la necessità di eseguire figure acrobatiche, riesce ad emozionare il pubblico eseguendo esercizi, certo difficili, ma scelti e costruiti proprio per mettere meglio in risalto le sue caratteristiche morfologiche e mentali.
Ogni binomio è unico: non solo il Border Collie, ma il Bassotto, il Carlino, il Malamute o il meticcio vissuto in canile per cinque anni, tutti possono ambire allo stesso obiettivo.

Per chi invece, ha ambizioni agonistiche e quindi vuole gareggiare, il lavoro è lungo.
La dogdance è una disciplina davvero impegnativa che richiede tempo e passione nella costruzione della “routine”, infatti entrano in gioco tantissimi fattori: il training con il cane, l’insegnamento dei singoli tricks, la concatenazione degli esercizi stessi, la scelta della musica, del tema, come e quanto allenarsi e tanto altro.
Per chi vorrà seguirci, ne parleremo nei prossimi articoli!

Nella foto di apertura: Giulia con Viky
Nell’articolo, dall’alto in basso: Daniela con Lussy, Tanja Blasyk con DC, Stefano con Tazio

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Chiara Meccoli Referente Nazionale Dogdance Csen, giudice internazionale DDI e Pro-DD, Presidente Italia Dogdance, partecipa agli Europei 2014, dal 2016 è membro della nazionale Italiana dogdance CSEN, finali-sta al Campionato del mondo di Mosca, 9° posto; finalista al Campionato del mondo di Leipzig, 5° posto FS. Lusy Imbergerova Responsabile Nazionale Dogdance Csen, giudice internazionale DDI e Pro-DD, partecipa ai Campionati Europei 2014, al Crufts 2015, dal 2016 è membro della Nazionale Italiana Dogdance CSEN, finalista al Campionato del Mondo a Mosca (RU) 2016 2° posto; finalista al Campionato Europeo Krieglach (A) 3° posto; al Crufts 2017 ottiene 2° posto. E’ Campionessa Italiana CSEN FS 2016, e Campionessa Italiana HTM CSEN 2017.