di KATYA CERVIO – La seconda tappa del nostro viaggio, alla scoperta dei vantaggi della cucina casalinga per cani, ci porta sul sentiero del benessere.
La cucina casalinga per cani CREA E MANTIENE BENESSERE FISICO, PSICHICO e non solo, genera anche benessere EMOTIVO.
Detto e scritto così potrebbe voler dire tutto, ma anche niente, quindi vorrei farvi toccare con le vostre emozioni cosa intendo.

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Chiudete gli occhi e pensate a quando avete avuto un disturbo gastro intestinale… cosa state provando? Sicuramente non emozioni di tranquillità, calma e benessere.
Venendo meno il benessere fisico, vengono a mancare conseguentemente quello psichico e quello emozionale. Molti cani sopportano in modo gravoso un’alimentazione industriale, molti altri invece digeriscono benissimo anche le crocchette, anche se impiegano più tempo a digerirle, rispetto ad un cibo fresco, in entrambe i casi il loro malessere fisico e il loro disagio si ripercuote sul comportamento e sul carattere. L’essere appagati dal cibo, oltre che dal punto di vista fisico, anche da quello emozionale, conduce alla tranquilla serenità di una salute del corpo, della mente e del cuore.

Da qualche anno, sto sperimentando, raccogliendo dati e storie di vita, con un corso itinerante molto alternativo, come attraverso il cibo si possa conoscere realmente un cane spogliandolo di maschere che nel tempo ha imparato, da noi uomini, ad indossare. Mentre mangia il cane si espone e si mostra “nudo” con sue emozioni più profonde, i suoi atteggiamenti più primitivi, i suoi comportamenti atavici e meno educati.
Il cane che mangia “liberamente” è un cane reale e non controllato da apprendimenti umani.
Alimentazione e emozione sono effettivamente collegati nel significato ed hanno una stessa radice etimologica: MOVERE.
Tirare fuori, muovere ecco cosa fanno le emozioni, e muove anche l’alimento perché è ciò che fa crescere.

Un altro grande vantaggio della cucina casalinga è che PERMETTE AL CANE DI UTILIZZARE, IN MODO LECITO, BOCCA DENTI E MASCELLE.
Non permettiamo MAI al cane di usare in modo funzionale queste parti del corpo, vero?!?
Appena arriva il cucciolo in casa, la prima cosa che cerchiamo di insegnargli è che non si deve mordere: il cane attraverso la bocca impara a conoscere il mondo, proprio come un bambino tocca tutto con le mani per imparare a percepire l’altro da sé.
Legheremmo mai le mani dei nostri bambini? Attraverso il fare un bambino impara e così il cucciolo. Eppure al cane diciamo sempre di NO quando usa la bocca: lo si stacca da un mondo sociale che conosce, che è rappresentato dalla madre e dai fratelli per portarlo in un ambiente estraneo, con degli umani mai visti e gli si impedisce pure di sperimentare tutto ciò. Il cane attraverso la bocca conosce sé stesso e l’altro, insieme a tutto ciò che lo circonda.
Quest’estate in un articolo del mio blog ho scritto lo slogan: “Congelate una carota e salverete un telecomando!”, intendendo che permettendo al cane di masticare alimenti naturali, lo possiamo appagare a tal punto, da evitare il suo interesse verso ciò che ci è più caro: telecomandi, pantofole, libri ecc.

Con la cucina casalinga il cucciolo può utilizzare in modo sano e funzionale i denti: tantissimi cani devono ricorrere al veterinario per togliere denti da latte che non cadono spontaneamente, perché non vengono utilizzati, che se lasciati in bocca creano dislocazioni ai definitivi. Non si tratta solo di un inestetismo, ma di futuri problemi funzionali: respirazione, dislocazione della lingua, anomalie di occlusione, masticazione scorretta con problemi conseguenti alla postura.
I denti, masticando pezzi di carne o rosicchiando un osso rigorosamente crudo, si mantengono puliti e sani, grazie allo “spazzolamento” meccanico naturale, restando bianchi e privi di tartaro anche in tarda età. Prima dell’avvento del cibo industriale, chi aveva mai sentito parlare di spazzolini e dentifrici per cani?!? Eppure la maggior parte dei nostri amati quadrupedi manteneva una dentatura sana fino alla morte, avendo la possibilità di masticare pane raffermo e avanzi di macellazione.

L’utilizzo delle mascelle è importantissimo: come possiamo permettere uno sviluppo normale dei muscoli mascellari e mandibolari, se elargiamo ai nostri cani solo crocchette industriali, piccole, friabili e sottili, che vengono aspirate, nella maggior parte dei casi, e nemmeno masticate?!?
Consiglio sempre di tagliare la carne del pasto in pezzi relativamente grandi, rispetto alle capacità masticatorie del proprio cane, e “sgrido” bonariamente coloro che danno carne macinata, anche per altri motivi che vedremo in seguito. IL CANE DEVE avere il diritto di MASTICARE.
Riepilogando noi assicuriamo al nostro cane benessere permettendogli di usare la bocca per conoscere, i denti, e i muscoli delle mascelle, attraverso il cui uso abbiamo anche la produzione di endorfine… ma parleremo più approfonditamente di questo affascinante mondo chimico nella nostra prossima tappa, in cui vedremo in che modo masticare predispone alla calma e all’appagamento fisico ed emozionale.

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5 Commenti

  1. PREMESSONA: n o n sono contraria all’alimentazione casalinga.
    Ma…ci sono diverse cose in questo articolo che non mi quadrano fino in fondo. A parte le reminescenze (poche!) degli studi classici che mi suggeriscono che alimentazione e emozione non condividono affatto l’origine nella parola “movere” (alimentare da “alo”, cioè far crescere), ma queste sono bubbole.
    Non sono d’accordo con l’idea che se un cane non si alimenta con alimenti freschi, allora non sarà in grado si esprimersi usando la bocca o non svilupperà correttamente i muscoli masticatori (?!). Chi legge questo sito da anni, sa che l’utilizzo della bocca viene sempre incoraggiato con il GIOCO.
    Tira e molla, attacchi a maniche e manicotti, riporto di dummies o prede, kong di gomma eccetera. Capisco che la zooantropologia inorridisce davanti all’idea del tira e molla, ma, francamente, è un problema vostro.
    Da cucciolo si insegna subito a non usare la bocca per mordere? Eccertochesì!!! Come a un bimbo si insegna a non usare le mani per dare gli schiaffi. Questo non vuol dire che il bimbo crescerà con le mani di marzapane e non terrà su neanche un bicchiere o non dipingerà, suonerà uno strumento, giocherà a basket ecc.
    Allo stesso modo il cucciolo imparerà che ci sono attività appositamente studiate per utilizzare al meglio la bocca.
    Anche la storia di spazzolini e dentifrici mi sembra abbastanza ridicola. Sempre con questa frase “Eh, ma prima”…Prima i cani campavano 6 anni (anche se tutti ricorderanno quell’unico cane del nonno campato 17 anni a pane secco e calci in culo) e ai denti non ci guardava nessuno perchè dal dentista non ci andavano manco i cristiani.
    Nelle cliniche arrivano cani che fanno dieta casalinga e hanno i denti che stanno attaccati solo grazie al tartaro.
    Ultima cosa…non si può sempre contrapporre il cibo fresco di super qualità alle crocchette spazzatura.
    Tra l’industriale si trova anche una qualità eccellente, più costosa sì, ma eccellente (e vi dico pure le marche, faccio un torto a qualcuno? Orijen, Acana, Regal, n&d grain free Farmina e altre ancora), ingredienti di qualità, crocchette grandi da masticare, processi di lavorazione a basse temperature eccetera. Troppo facile vincere paragonando il manzo kobe alle crocchette della coop.
    Poi mi secca proprio che solo l’1% di chi decide di intraprendere il percorso della dieta casalinga o della barf, si rivolga a un Veterinario Nutrizionista.
    Io capisco che voi facciate i corsi, ma si possono davvero paragonare a 5 anni di studi dell’organismo in toto, più vari master, specialistiche in ‘alimentazione e nutrizione’ eccetera?
    Sicuramente chi si è appassionato all’argomento alimentazione ne sa molto a riguardo, ma se il cane per cui si formula una dieta avesse dei problemi subclinici?
    Se il privato, pensando di far bene, si mettesse a dare tutti i giorni il fegato al gatto “Che tanto è carnivoro!”, provocandogli una bella ipervitaminosi a? Credo che andare da un medico, almeno la prima volta, sarebbe la soluzione migliore.
    Poi però leggo che la dieta di Kate Middleton va per la maggiore e allora mi chiedo: “Ma che ce provo a fà?”

  2. Io alimento i cani come mi alimento io, ovvero cibo fresco e possibilmente il più biologico che si riesce e movimento. I miei cani hanno 17 15 e 4 anni e sono sempre stati in salute perfetta. Chissà perchè ci facciamo 1000 problemi sui cani e non applichiamo la stessa alimentazione sugli esseri umani. Io faccio molto sport ho un pò letto sull’alimentazione e applico su di me molto della dieta mediterranea. Con questo approcio ho letto la dieta barf ho letto un pò sull’anatomia del cane, ho ragionato e ho tirato le mie conclusioni.
    Posso sicuramente affermare che come atleta se mi alimentassi con cibo industriale, in scatola, sarei di pessimo umore, con denti scadenti e vista pessima

  3. Arrivando con il consueto ritardo, ho letto l’articolo e i commenti e non ho potuto non notare che tra tutti gli aspetti relativi al tema che in qualche modo potrebbero attirare l’attenzione, infallibilmente si ricade sul fatto che chi da’ da mangiare cibi freschi non si avvale dell’apporto di un nutrizionista del quale si decantano la formazione e la professionalita’.

    Fuor di polemica e senza mettere in discussione la formazione e la profesisonalita’ del nutrizionista, non e’ che siccome lui ha studiato gli altri debbano aver per forza bisogno del suo apporto. Non c’e’ nessun nesso di consequenzialita’ tra le due cose e non sta scritto da nessuna parte che siccome uno ha studiato enne anni gli altri debbano rivolgersi a lui, semmai se uno ha qualche problema specifico che richiede una competenza di tipo professionale allora si rivolgera’ al professionista che ha studiano enne anni.

    Il professionista offre il suo servizio ma la necessita’ di avvalersene non nasce di sicuro dalla sua offerta ne’, tanto meno, dalla presunzione di incapacita’ dell’utenza alla quale la sua offerta si rivolge.

    E infatti quella che si mette in dubbio ipotizzando che ci si debba rivolgere al nutrizionista – in questo caso, ma a qualunque altro genere di professionista in tanti altri – e’ la capacita’ di operare con la diligenza derivante dal comune buon senso. Se di questo si dovesse dubitare non si capisce perche’ mai, tra chi usa cibo fresco e chi usa mangimi secchi, dovesse mancare all’uno ma non all’altro. Entrambi potranno usare la normale diligenza ed entrambi potrebbero agire da perfetti imbecilli.

    La diligenza e il buon senso stanno alle persone, non al cibo o mangime che si utilizza e diligenza e buon senso non possono essere surrogate dal nutrizionista di turno al quale, semmai, ci si rivolgera’ – mangine o cibo che si dia al cane – solo in caso di reale necessita’.

  4. interessante l’articolo e, forse, ancor più i commenti. Ciò che posso condividere su quanto scritto, è che i cani hanno un grande predatorio, ma poi non sanno cosa farsene della preda. Ogni tanto mi ritrovo a dover raccogliere qualche uccello in giardino che è stato solo ammazzato e in nessun modo è stato visto come un possibile pasto. Quindi penso che approfondirò l’argomento

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Educatrice cinofila Operatrice in zooantropologia assistenziale Presidente e fondatrice dell’associazione culturale Cino_Cibo Blogger di Cucinacasalingapercani.it Laurenda in Psicologia con indirizzo psicosociale Autrice dei libri “Manuale di alimentazione naturale per il tuo cane. Per conoscerlo e farlo stare bene attraverso il cibo” Ed. Gribaudo “Ricette a sei zampe. Piatti sani e appetitosi per cani, gatti e umani.” Ed. Giunti