venerdì 24 Settembre 2021

Ti presento… la Dog Dance – Il Freestyle

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Chiara Meccoli e Lusy Imbergerova
Chiara Meccoli Referente Nazionale Dogdance Csen, giudice internazionale DDI e Pro-DD, Presidente Italia Dogdance, partecipa agli Europei 2014, dal 2016 è membro della nazionale Italiana dogdance CSEN, finali-sta al Campionato del mondo di Mosca, 9° posto; finalista al Campionato del mondo di Leipzig, 5° posto FS. Lusy Imbergerova Responsabile Nazionale Dogdance Csen, giudice internazionale DDI e Pro-DD, partecipa ai Campionati Europei 2014, al Crufts 2015, dal 2016 è membro della Nazionale Italiana Dogdance CSEN, finalista al Campionato del Mondo a Mosca (RU) 2016 2° posto; finalista al Campionato Europeo Krieglach (A) 3° posto; al Crufts 2017 ottiene 2° posto. E’ Campionessa Italiana CSEN FS 2016, e Campionessa Italiana HTM CSEN 2017.

di CHIARA MECCOLI e LUSY IMBERGEROVA – La dogdance, come abbiamo visto nei nostri precedenti appuntamenti e come è previsto dal regolamento Dogdance International (DDI), si divide in due categorie autonome: il Freestyle (FS) e l’Heelwork to music (HTM). Se nello scorso appuntamento abbiamo parlato dell’HTM, oggi cerchiamo di capire meglio cosa si intende per Freestyle.

Il concetto su cui si fonda il Freestyle è espresso dalla parola stessa: in questa categoria non ci sono limitazioni nella scelta degli elementi da inserire nella routine.
Mentre infatti nell’HTM abbiamo delle posizioni che vanno proposte per almeno il 75% della routine, nel Freestyle si è liberi di costruire la coreografia con tricks, condotte ed elementi scelti esclusivamente dal binomio.

Ogni team, sia principiante che esperto, può inserire tutti gli elementi che desidera anche se ovviamente gli esercizi tra loro dovranno essere bilanciati: tricks (ad esempio rotola, vergogna, orsetto, incrocio delle zampe), condotte, andature all’indietro, lavoro a distanza dal conduttore, lavoro non a vista, salti (salto delle braccia, salto delle gambe, rebound), solo per fare alcuni esempi, oltre l’uso di eventuali oggetti.
E’ importante ricordare però che nella dogdance, quando si va a costruire una routine, gli elementi da inserire devono necessariamente essere bilanciati e scelti in base sia all’età che alla conformazione fisica del cane.

Nella valutazione della prova i giudici devono valutare una serie di voci inerenti sia la parte tecnica che la parte artistica.
Nella componente tecnica si valuta l’esecuzione degli elementi inseriti e le difficoltà proposte, mentre nella componente artistica si valuta la musica e il tema rappresentato che permette al binomio di esprimere al meglio tutte le sue peculiarità.
Con la scelta giusta degli elementi da inserire nella routine si ha la possibilità di mettere in risalto sia le caratteristiche del proprio cane che le doti espressive del conduttore.
La scelta del tema da rappresentare, che sia una danza o una storia, il costume, l’inserimento degli oggetti di scena, possono essere tutti fattori utili per rendere unico e originale il binomio.
Ecco allora che la fantasia, come il divertimento, non hanno limite!

Nelle foto interne all’articolo: Simone Gori con Ronni, Sabrina Riccardi con Sky e Lucrezia Brambilla con Shaza

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