domenica 12 Luglio 2020

“Il cucciolo deve morire in mano al bambino”: ma ancora vi stupite?

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Sequestro de “I cuccioli di Carlotta”: VIP forse non così inconsapevoli e qualche tasto dolente

di DAVIDE BELTRAME - Si legge un po' ovunque del sequestro del sito de "I cuccioli di Carlotta", e del ruolo di...
Davide Beltramehttp://www.tipresentoilcane.com
Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.

di DAVIDE BELTRAME – Ennesimo sequestro di cuccioli dell’Est, ennesimo “traffico sgominato”, ed ennesima giusta indignazione soprattutto per alcuni dei discorsi intercettati durante le indagini, come dichiarato infatti dal vice questore della Polstrada di Udine “Letteralmente dicevano che i cuccioli ammalati avrebbero dovuto essere venduti subito perché morissero nelle mani dei bambini che li avevano voluti, così da fare in modo che l’emozione e il dispiacere producessero altre richieste da poter soddisfare”.
Il problema sta proprio nel fatto che sia l’ennesimo caso.
Perchè nonostante tutto quanto ormai si dovrebbe sapere sul traffico di cuccioli dell’Est, nonostante tutte le testimonianze tragiche di chi ci è passato, si continua imperterriti a comprare il cane “di razza ma senza pedigree di cui ho visto l’annuncio su Facebook”.
E anche ammesso che in questo caso davvero si sia riusciti a sgominare la banda compresa la fonte del traffico, mentre purtroppo molto spesso si riesce solo a intercettare chi trasporta fisicamente i cuccioli ma non chi è alla fonte (e a cui quindi basta trovare altri “galoppini”), continuerà a essere una goccia se continuerà a non esserci consapevolezza e se la gente non si deciderà a non rivolgersi ai cagnari.

Invece purtroppo i cagnari stanno vincendo. E lo dico perchè almeno fino a qualche anno fa dovevano puntare sul prezzo basso: attiravano la clientela vendendo a cifre basse e facendo pensare al potenziale cliente “caspita in allevamento spenderei più di 1000 €, ma su internet trovo lo stesso cane a 300€!”. Ragionamento ovviamente errato, ma che sappiamo bene essere fin troppo comune.
Invece adesso il cagnaro medio non ha più nemmeno bisogno di questo: vende tranquillamente a prezzi a volte addirittura superiori a quelli di un allevamento serio. E questo dimostra che non è manco questione di costo, è proprio questione di ignoranza e di non sapere minimamente scegliere dove acquistare un cane.
Purtroppo l’unica arma usata contro i cagnari spesso sono gli slogan, i vari “non comprare adotta”, “un amico non si compra” e via dicendo. Ora, assodato che questi slogan non stanno funzionando, perchè li sentiamo da decenni e il traffico dei cuccioli non fa altro che aumentare, non sarebbe forse ora che anche le associazioni animaliste che la buttano solo sull’adozione si decidessero a fare più più di informazione e cultura? Parlo soprattutto dei grossi nomi, che hanno di conseguenze anche la possibilità di diffondere il loro messaggio tramite i mess media e quindi raggiungere moltissima gente.
Per quanto ormai non è che sia difficile trovare informazioni: basta digitare “cani dell’Est” su Google per farsi un’ampia panoramica del fenomeno e soprattutto di quali siano molte, troppe volte le conseguenze dell’acquisto di un cane dell’Est.

Certo, in questo caso c’è anche la “frase shock”, ma che i cani dell’Est morissero pochi giorni dopo l’arrivo nelle nuove case non è purtroppo una novità… anzi, ultimamente è meno frequente di qualche anno fa: nei primi anni 2000 quando imperversavano le “fiere del cucciolo” era la regola e non l’eccezione. Anche negli ultimi anni comunque sono purtroppo episodi frequenti. Ma questo avviene perchè si tratta di cuccioli privi di vaccini, sbattuti presto in auto e sballottati qua e là: peraltro questo ha reso molto rischiosi diversi luoghi di sosta (ad esempio gli autogrill) dato che appunto sono cuccioli che si portano dietro molto spesso malattie come parvovirosi o cimurro e impestano l’ambiente.
Ma sono tutte cose che si dovrebbero già sapere: davvero ancora ci stupiamo che dietro a questi traffici ci siano criminali senza grandi scrupoli? Cosa ci aspettiamo, persone dal buon cuore che però costrette dalle contingenze si mettono a trafficare cani?
No, si tratta di delinquenti che speculano sulla pelle dei cuccioli. Proprio quello di cui invece molti accusano anche gli allevatori seri, non differenziando minimamente le due cose e non rendendosi conto della differenza tra Allevatore e cagnaro.
Per l’ennesima volta, cerchiamo di capire che cercando “l’affare a poco prezzo” ci si caccia in bocca a certi personaggi. E per farvi capire meglio cosa voglia dire, per l’ennesima volta rimando ad alcune testimonianze, sperando che non penserete “ah ma tanto a me non capita, io mica mi faccio fregare”. Perchè è quello che pensano tutti, prima di cascarci.

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