di DAVIDE BELTRAME – “Cane libero vs cane al guinzaglio” è sempre più un tema sentito nelle discussioni cinofile.
Da un lato la voglia e la necessità di garantire al cane una giusta dose di libertà e non “confinarlo” troppo alla vita cittadina, dall’altra sia la mera questione legislativa, sia la necessità di rispettare gli altri e comunque anche la sicurezza del proprio cane (e di quelli altrui). Purtroppo sono tutt’altro che infrequenti gli episodi di cani – specie di piccola taglia – feriti o anche uccisi da altri cani, perchè almeno dei due scorrazzava libero per il parchetto cittadino e ha deciso di andare a “fare amicizia” col cane sbagliato. Qualche caso balza anche all’onore delle cronache, ma le situazioni perlmeno a rischio sono ovviamente molte di più.

Di contro, è innegabile che confinare il cane a vita tra casa, guinzaglio e area cani (magari pure striminzita) non sia pensabile.
Questo non basta però a farmi considerare una buona idea quella di Milano dove, come si può leggere esempio su Repubblica, “Nei giardini di via Conca del Naviglio e piazza Vetra le aree cani sono troppo piccole per le esigenze della zona: per questo il municipio ha deciso di permettere ai padroni di girare con i cani anche nelle altre aree, ma solo quando i bambini sono a scuola e di sera“.

Gli unici due requisiti sono rispettare gli orari, e che il cane indossi la museruola.

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Perchè non la reputo una buona idea

Mi sembra molto una “soluzione di comodo”: ci sono troppi cani rispetto allo spazio disponibile, ampliare o aggiungere nuove aree cani sarebbe costoso/scomodo… allora facciamo che anche il resto dei giardini diventa accessibile col cane libero e tanti saluti.
Solo che così, negli orari stabiliti, tutti coloro che fruiscono del parco saranno condizionati, anche chi magari dei cani ha paura, anche chi magari non ne ha paura ma preferisce non avere tanti cani sconosciuti intorno (pensiamo anche solo a una persona anziana che potrebbe cadere facilmente se urtata)… e anche tra gli stessi proprietari di cani ci sarà chi magari vedrà limitata la sua libertà, perchè poniamo il caso che io abbia un cane non particolarmente socievole coi suoi simili e prima usciva alle 19, ora dovrà cambiare orari o luoghi, perchè non gli basterà più evitare le aree cani ma potrà trovarsi cani liberi per tutto il parco.
Insomma, considerare come unico criterio la ridotta presenza di bambini mi pare davvero esageratamente riduttivo, proprio perchè non sono soltanto i bambini a frequentare il parco.

Secondo aspetto, la “gestione del cane” della maggior parte dei proprietari. Caschiamo sempre sul solito punto: se tutti fossero consapevoli di “pro e contro” del proprio cane, se tutti avessero insegnato almeno un buon richiamo e quant’altro, l’iniziativa potrebbe anche avere il suo perchè. Ma sappiamo bene quanto invece la maggior parte dei proprietari abbia cani che tirano al guinzaglio e che il richiamo non sanno proprio cosa sia, se non proprio in situazioni “super-base”, cosa che un parco pieno di altro cani invece non è dato che comporta molte fonti di distrazione.
Affidarsi quindi all’educazione e al buon senso mi pare utopistico, ricordiamoci che ad oggi probabilmente la maggior parte dei “cani di città” non passerebbe il CAE-1, che è un test tutto sommato davvero semplice e che dovrebbe essere la minima base da cui partire (e che ad esempio non prevede il richiamo).

La museruola richiesta dall’ordinanza non è infine una tutela sufficiente: per quanto sicuramente tra due cani di pari taglia che decidessero di azzuffarsi probabilmente sarebbe sufficiente a evitare conseguenze serie, se la differenza di stazza è invece notevole non basta la museruola a evitare che il “piccoletto” di turno si possa far male. Se contiamo poi quanto spesso la museruola venga vista come un terribile maltrattamento, quanti proprietari non sappiano nemmeno di doverla avere con sè per legge e quanti non abbiano minimamente abituato il proprio cane a indossarla, viene da chiedersi quanto questo punto sarà rispettato.

Insegniamo prima a gestire il cane

Avrei trovato molto più condivisibile questa iniziativa se avesse previsto prima, o quantomeno in parallelo, un “mini-percorso” sulla gestione del proprio cane, o magari un minimo esame di valutazione per dare il consenso o meno di accedere al parco con il cane libero.
Insomma, mi dimostri che il tuo cane ha un buon richiamo, che è in grado di non andare a rompere le scatole a ogni cane che passa, che sei in grado di leggere bene il suo linguaggio e non passi il tempo con gli occhi incollati al cellulare mentre lui fa il bello e il cattivo tempo… allora si può anche fare.
Anche magari limitare l’accesso a chi avesse conseguito il CAE-1 (o similare) poteva quantomeno dare qualche garanzia in più, invece che confidare nel buon senso delle persone… che è quello stesso buon senso per cui in ogni gruppo cinofilo assistiamo ciclicamente a discussioni incavolate perchè ci si è trovati cani liberi e non proprio amichevoli col proprietario chissà dove, perchè ci sono cani che scappano un giorno sì e l’altro pure e via dicendo.

Insomma, con un minimo “percorso introduttivo” si poteva fare un po’ di cultura cinofila, peraltro i proprietari sarebbero stati invogliati (proprio perchè avrebbero ottenuto un vantaggio dalla partecipazione al “mini-corso” in questione…) e si poteva ottenere un buon risultato.
In questo modo invece, a mio avviso, il concetto è un po’ “arrangiatevi”, confidando in un buon senso che non so voi, ma io in giro non vedo granchè.

Ma ci sono casi in cui funziona

Attenzione, non dico che sia impossibile la serena convivenza di più cani in un parco, ad esempio in molti parchi di Roma è più facile che “ti guardino strano” se il cane lo porti al guinzaglio, Valeria ne aveva parlato anche nel suo articolo “Vacanze romane“, trovo però che la situazione sia diversa. Intanto parliamo di parchi davvero enormi
dove i cani possono quindi facilmente gestire gli spazi, in più parliamo di una realtà a cui cane e proprietario si abituano fin da subito e che quindi imparano a gestire bene. Non di una “soluzione di comodo” creata perchè il numero di cani era eccessivo per le aree cani attualmente disponibili.

E’ sacrosanto concedere sgambate e libertà al proprio amico a quattro zampe, però dovremmo anche considerare che se viviamo in città magari ci toccherà qualche sacrificio in più e spostarci un po’ per trovare luoghi adatti, non sperare che ci venga offerta la soluzione pronta all’uso sotto casa.

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1 commento

  1. Abito da 3 anni proprio in zona e frequento abitualmenti quei due parchi dell’articolo.
    Posso assicurarti che in realtà i cani andavano già liberi da sempre, però a tutte le ore. La cosa delle fasce orarie è stata fatta secondo me perchè così almeno non ci vanno sempre. E hanno intensificato tantissimo infatti, le visite delle guardie ecologiche con tanto di multe salate se non si rispettano gli orari.

    Per quanto riguarda la gestione dei proprietari mi trovi ovviamente d’accordo, stendiamo un velo pietoso. Ma forse, viste le dimensioni ridicole delle aree cani in quei parchi, e il fatto che spesso la gente entri con cani di 40 kg aggressivi senza chiedere, e il povero cagnolino di turno finisce sempre messo all’angolo con la sciura che urla e cerca di sollevarlo peggiorando il tutto, forse almeno, liberi nel parco, si evitano un po’ di liti tra loro, per una questione proprio di gestione degli spazi dei cani…quindi non sono proprio contraria 🙂

    Pero’ sarebbe davvero stupendo (ma un’utopia forse, purtroppo) se, come hai suggerito tu, si facessero prove tipo CAE-1 prima di permettere di sciogliere liberamente il cane. Magari.

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