di MONICA MARELLI – Vorrei parlarvi delle caratteristiche del proprietario ideale di un dogo argentino.
Sì, perché molto spesso leggiamo che il dogo “non è un cane per tutti”… ma chi sono questi tutti? E chi è invece che può essere il proprietario ideale di un dogo?

Aspetto generale
Non è importante che tu sia alto o basso, magro o grasso, l’importante è che tu sia resistente!
Sì, perché il dogo metterà alla prova ogni tuo singolo muscolo, ogni tuo osso, ogni tua vertebra…l o farà ogni qualvolta sarai seduto sul divano e il tuo cucciolone di 3 anni di 40 e passa kg di peso vorrà starti in braccio come quando aveva 2 mesi, lo farà quando vorrà giocare con te, ovviamente a fare la lotta, rotolandovi nell’erba, mordicchiandoti mani e braccia, lo farà quando ti si struscerà sulle gambe come farebbe un qualsiasi gattino delle dimensioni di un puma, perché vuole i grattini sul fianco; se poi ti venisse la brillante idea di dividere il tuo letto con il tuo dogo, sappi che dovrai imbragarti al materasso per non trovarti lungo disteso sul pavimento a causa degli spintoni del cucciolino per il quale lo spazio non è mai abbastanza…

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Arti: lunghi o corti che siano ha poca rilevanza, l’importante è che tu abbia i piedi ben piantati a terra!
Sì perché una delle graziose e dolcissime abitudini del Dogo Argentino è quella di lanciartisi addosso alla velocità di un proiettile e con la stessa leggiadria di un ippopotamo ubriaco… quindi se non hai i piedi ben piantati a terra, 9 volte su 10 finirai a terra gambe all’aria.
Quindi, ricorda, piedi ben piantati a terra e peso portato in avanti… poi non dire che non ti avevo avvertito eh!

Testa: sulle spalle, e non in senso fisico.
Perché il dogo è un cane che richiede un grande senso di responsabilità e non solo…
Responsabilità, competenza e impegno sono i requisiti base per la gestione di un Dogo, senza i quali non si va da nessuna parte.
Se è vero che le medesime caratteristiche sono richieste per qualsiasi cane, è altrettanto vero che bisogna avere un occhio di riguardo per i cani di una certa mole e forza, pensare di avere un Dogo e gestirlo come un carlino (con tutto il rispetto per i carlini) è un gravissimo errore.
Quindi, innanzitutto imparate a conoscere la razza (competenza), prendete coscienza del fatto che la sua crescita e il suo sviluppo psicofisico dipende da voi (responsabilità) e siate pronti ad accompagnarlo nel suo percorso di crescita rispettandolo per quello che è e non per quello che vi immaginate che sia (impegno).

Mascelle e denti, che qui chiameremo più genericamente bocca: chiusa!!!
Sì ragazzi, date retta ad una vecchia signora, a volte tenere la bocca chiusa è la migliore scelta che si possa fare soprattutto quando si incontra il solito cinofilo della domenica che ti dice “eh ma quelli sono cani pericolosi!” , “eh ma quei cani lì dovrebbero avere la museruola obbligatoria!” Oppure “Ma non ci sono cani cattivi! Ci sono solo cattive persone!” per poi concludere con la mia frase preferita “Non c’entra la razza, dipende da come li cresci” … Ora, partendo dal presupposto che ognuno di noi ha una vita piena e ricca di impegni, posso io perdere tempo a rispondere in modo sensato alle suddette affermazioni?
Soprattutto se all’interlocutore di turno non gliene frega una cippa di quello che ho da dire perché “I cani zono melio delle perzone”? La risposta è NO!
Quindi a volte è veramente meglio ignorare certi preconcetti e tacere.

Occhi: sempre vigili e attenti! Andando in giro con il vostro Dogo imparerete presto a viaggiare scrutando l’orizzonte per vedere se ci sono cani liberi senza guinzaglio che corrono come kamikaze verso di voi e il vostro cane regolarmente attaccato al guinzaglio.
Purtroppo di questi episodi ne capitano tanti e siccome non possiamo obbligare la gente a seguire delle semplici regole di educazione civica, dobbiamo essere sempre attenti per evitare che il cagnetto libero entri in contatto con il nostro dogo che magari non gradisce l’aggressione e reagisce di conseguenza … che poi si sa come vanno a finire ‘ste cose, “è colpa del tuo cane perché è aggressivo”. Quindi, occhi sempre aperti!

Comportamento e carattere: questo è un punto di fondamentale importanza e dal quale dipende l’effettiva idoneità per detenere un dogo argentino. Le qualità che non devono mai mancare sono: coerenza, equilibrio, tempra e sensibilità (un po’ come un dogo).
La COERENZA permetterà di determinare delle regole di civile convivenza e di gestione delle risorse (spazi domestici compresi) al quale il cane dovrà attenersi, ricordiamoci sempre che seppur si crei un branco eterogeneo ( costituito dal binomio uomo/cane), sempre di “branco” o gruppo o comunità (o come la volete chiamare voi) si parlerà , pertanto, come in ogni gruppo che si rispetti sarà soggetto a regole, ci saranno soggetti che le detteranno e le faranno rispettare ed altri soggetti che le rispetteranno, tutto ciò sarà realizzabile grazie alla coerenza tra il nostro atteggiamento e appunto le regole stabilite.
EQUILIBRIO: il cane si affida a noi, in tutto e per tutto, ci considera una guida, un punto di riferimento e a seconda del nostro modo di essere, modulerà in qualche modo anche il suo carattere. Personalmente non darei mai un dogo argentino ad una persona ansiosa o emotivamente instabile perché non sarebbe un buon leader e avrebbe un effetto destabilizzante sulla crescita del cane.
TEMPRA: sicuramente forte, l’insicurezza e la debolezza sono percepite dal cane e vi rendono assolutamente inaffidabile ai suoi occhi, portandolo così a prendere il comando della situazione… ora, immaginatevi in balia degli istinti di un dogo argentino… Non è esattamente una bella scena.
SENSIBILITÀ: chi crede che la gestione di un DA dipenda dalla forza fisica, non ha capito nulla né del cane né della comunicazione con lo stesso. Il Dogo Argentino, così come tanti altri cani, ha bisogno di essere ascoltato e compreso e solo dopo la comprensione del cane si potrà decidere su come intervenire, quindi anche in questo caso sfatiamo il mito del cane grosso, cazzuto e mangia persone perché proprio non gli si addice…

Bene, direi che più o meno ho detto tutto (o forse troppo), comunque, se leggendo questo standard “di razza” ti sei riconosciuto, allora forse potrai aspirare a diventare il fiero proprietario di un Dogo argentino!

Il testo e le foto sono gentilmente concessi da Monica Marelli, il testo è tratto dalla pagina del suo Allevamento My All Stars.

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5 Commenti

  1. …. Aldila’ dei motivi per i quali sono stati selezionati in origine che sicuramente avevano un loro perche’….. Mi sapete dire oggi dopo anni di riproduzioni mirate solo a rendere il prodotto il piu’ possibilmente vendibile, quali differenze passano tra cani come il dogo argentino, il rottweiler, mastiff, bull mastiff, cane corso, doguue de bordeaux ecc. Ecc. A mio avviso le differenze sono solo a livello cromatico…….. Ho avuto un rottweiler e un dogue de bordeaux….. Poi un malinois….. Per chi si accontenta di aver un bel cane da mettere in mostra per il quale bastano 30 minuti intensi di lavoro al giorno per vederlo sfinito, vanno bene i primi, per tutto il resto malinois…

  2. caro andrea purtroppo nel mio caso devo dissentire ho avuto brutte esperienze con malinois e pastori tedeschi troppo gelosi ed intolleranti con i bambini non certo un cane da famiglia saro stato sfortunato ma i soggetti piu instabili sono stati propio loro a differenza dei pitbull e amstaff che con grande stupore si sono rivelati cani equilibratissimi e senza mai eccedere ormai da 25 anni mi occupo solo di questa razza e ne vado fiero

  3. Buongiorno, ho tre dogo, un maschio e due femmine ed ho a che fare coi dogo dal 2000 e posso affermare con assoluta certezza che è un animale meraviglioso ed uno straordinario compagno di vita, ma, il dogo, come tutte le altre razze, può essere vissuto come un sogno o come un incubo, dipende esclusivamente da noi. Non mi stancherò mai di ripeterlo, il cane è sempre la conseguenza del padrone che ha!
    Il rapporto col dogo ma coi cani un generale si basa sul rispetto di una gerarchia che è imprescindibile per una convivenza serena, il divano è mio la cuccia è tua, il piatto è mio, tu non mangia a tavola cosi come io non mangio nella ciotola, ecc…
    Quando insorgono problemi comportamentali è quasi certamente causato dal fatto che a monte si sono commessi errori.
    Il batuffolo bianco di due mesi , da adulto sarà inevitabilmente una montagna di muscoli che coprono un grande cuore… sta a noi decidere quale dei due vogliamo goderci….
    Buona giornata a tutti… e DOGO FOREVER!

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