di CLAUDIO CAZZANIGA – Giungono splendide notizie dalla Germania, dove domenica si è svolto il Challenger Europeo di lavoro in acqua, non ancora riconosciuto dal FCI ma da considerarsi a tutti gli effetti un campionato Europeo.
Per l’Italia esordio assoluto, dopo le mancate partecipazioni alle prime due edizioni.
Il campo di gara, un lago presso Mainflingen in Germania.
Ai nastri di partenza 18 binomi così suddivisi: tre belgi, quattro francesi, tre italiani, due olandesi, cinque tedeschi.
Purtroppo non si sono presentati tra gli altri i binomi ucraini, campioni in carica.
All’origine di questa mancata partecipazione c’è un antefatto che va raccontato. Lo scorso anno gli ucraini hanno gareggiato facendo indossare ai cani dei giubbotti galleggianti. Il regolamento era appena stato scritto e non specificava nulla su questa cosa.
Durante le riunioni seguenti, un paio di nazioni (ma non vi dirò quali), hanno lavorato affinché questa parte del regolamento venisse normata e hanno ottenuto il divieto per gli imbraghi galleggianti.
Gli ucraini che sono abbastanza nuovi alla disciplina e lavorano con cani “leggeri” hanno preferito non partecipare.
Inutile dire che io sono completamente d’accordo con il nuovo regolamento… in una gara sportiva non si può partecipare con il galleggiante ed avere un vantaggio rispetto agli altri concorrenti, reputo che la stanchezza sia un fattore che va allenato.
In campo per il Team Italia, capitanato dal “deus ex machina” Fausto Grazzini presente in Germania e Marcello Mura che ha lavorato alle selezioni, Marco Zaccagni con Doc, un Labrador; Gabriella Ongaro con Arrya, una Golden e Rinaldo Scateni con Ottone, un Labrador.

Il regolamento prevedeva il lavoro a terra per tutti i cani, con relativa valutazione a punteggio da zero a venti.
Poi si è iniziato con il lavoro in acqua – punteggio sempre da zero a venti punti – in questa maniera: il binomio con il punteggio più basso negli esercizi precedenti partiva per primo. Via via tutti gli altri.
Al termine del primo esercizio sono stati sommati il punteggio del lavoro a terra e del primo esercizio. Ancora il binomio la cui somma risultava più bassa partiva per primo… e così via. Come nello sci.
Il peggior punteggio per primo e il miglior punteggio per ultimo.
Questo regolamento mi sembra interessante metodologicamente per creare suspance e tenere tutti sulla corda, soprattutto senza fare favoritismi rispetto ad esempio le condizioni meteo o lo stato del lago. Non mi piace però molto se la guardo dalla parte del cane. Tenere il cane per ore sulla spiaggia, fare un esercizio, asciugare, aspettare magari un’oretta… ribagnarlo, riasciugarlo, non credo, soprattutto in giornate magari non molto calde sia consigliabile ed utile al cane. Comunque, se questo sarà il modus operandi in futuro credo che i sistemi di allenamento andranno rivisitati.
Io sono stato in contatto con Fausto Grazzini tutto il pomeriggio. Mi ha aggiornato con foto e messaggi che io a mia volta postavo sui social. Insomma… diamo visibilità alla nostra disciplina!
Sono riuscito a sentire anche Marco Zaccagni così da poter avere diciamo così il “sentore del campo gara” anche da seduto sul divano di casa.

Gli esercizi sorteggiati.
Lavoro a terra: una camminata di trenta metri senza guinzaglio in un corridoio formato dagli altri concorrenti con i loro cani. Poi arrivo sulla riva. Cane a terra ed il conduttore che si porta verso il gommone al cui interno deve mettere due oggetti. Ritorno dal cane è rimessa al piede.
In acqua: primo esercizio recupero per il polso di un figurante nascosto dietro il gommone posto a 50 m con due distrazioni in acqua, in questo caso un riportello ed un giubbotto da salvataggio; secondo esercizio apporto di ciambella al figurante e da lì, invio al gommone, scambio di cime e riporto del gommone a riva; terzo esercizio due figuranti in acqua che sbattono contemporaneamente. Il cane parte e a quel punto i giudici indicano a uno di fare il morto. Il cane va prima sul figurante animato e poi su quello inanimato e li riporta a riva; quarto esercizio, figurante che cade dal gommone, il cane gli porta la ciambella, il figurante si attacca ed il cane torna verso il conduttore… su segnalazione del giudice il figurante si stacca dalla ciambella ed il cane, dopo aver lasciato la cima lo recupera per il polso e lo riporta a riva.
Esercizi decisamente tosti, nella foto del tabellone potete vedere i vari punteggi… zero a grappoli.

Direi che per essere alla nostra prima partecipazione come squadra… è andata molto bene!
Marco Zaccagni si è classificato al terzo posto assoluto con 90,5 punti su 100; Gabriella sesta con 73,5 punti su 100 e Rinaldo ottavo con 56,5 punti su 100.
Prima una tedesca, Kathrin Anders con Dustu, un Labrador di due anni e mezzo che ha totalizzato ben 98 punti su 100. Brava!


Secondo il francese Joseph Paulin con Eole, un cao de aguta di dieci anni con 91 punti su 100.
E per chi mi segue… Joseph è il famoso “nonno di Heidi”, un grande amico ed un grande protagonista del mondo del lavoro in acqua. Questo risultato, se ce ne fosse ancora bisogno, lo dimostra.


A livello di squadre prima la Germania con 249,5 punti; seconda l’Italia con 220,5 punti e terza la Francia con 211,85 punti.
Bravi, bravi, braviiiiiiii!!!
Tenete conto che Germania e Francia, avendo più binomi, si sono trovati avvantaggiati potendo scartare i binomi con il punteggio peggiore.
Direi insomma una grandissima prestazione che premia il lavoro iniziato lo scorso anno e che step by step ci ha portato ad un grande risultato.
Sono davvero contento.
Bravi ragazzi… ottimo lavoro!!!

Mi permetto, a margine, una considerazione personale.
Detto che secondo me i ragazzi hanno fatto un grande lavoro, adesso questo lavoro non deve essere disperso, anzi deve essere e diventare (ma per davvero) un punto di partenza.
A livello di squadra, che personalmente è il risultato che mi interessa maggiormente analizzare, andare a recuperare una trentina di punti alla miglior squadra, in questo caso la Germania, non mi sembra per nulla una grossa impresa.
Già da oggi bisogna lavorare in funzione del 2020, credo si andrà in Olanda.
Organizzare, come hanno fatto Marco, Gabriella e Rinaldo, allenamenti collettivi, magari con cadenza mensile dove preparare i cani… ma non solo per il prossimo anno, ma avendo l’occhio lungo che possa già guardare al 2021, al 2022. Creare una specie di Coverciano dei cani da lavoro in acqua (Covercianom per chi non è avvezzo al calcio, è un quartiere a sud est di Firenze, la “casa” della Nazionale di calcio. Lì si allenano gli azzurri, lì preparano le partite, lì nascono le vittorie).
In questa location monitorare i cani che abitualmente lavorano in acqua. Invitarli ad allenarsi insieme, spiegare ai conduttori i regolamenti, formare dei figuranti condividere idee e metodi di lavoro. Lasciando a casa invidie, gelosie e personalismi inutili. Lavorando ripeto sui cani per il prossimo europeo ma “allevando” e facendo crescere i binomi che potrebbero essere pronti per i prossimi due, tre anni.
I posti possono essere tanti, anche più di uno.
A Calci ad esempio dove lavoro Marco. Non pensate a una squallida marchetta, semplicemente da Marco c’è il lago, il mare, lui ha spazio, mezzi, attrezzature. Lì si va in acqua tutto l’anno. Geograficamente raggiungibile più o meno nello stesso tempo da tutta Italia.
Tra Cit, Sat e Csen a giro abbiamo più di un istruttore che può collaborare e dare una mano al progetto, migliorarlo e trasformarlo in realtà.
Sono consapevole che le mie idee nel mondo del lavoro in acqua hanno sempre trovato lo spazio di un paio d’ore ma… abbiamo iniziato alla grande, non buttiamo via tutto.