di CLAUDIO CAZZANIGA – Settembre è il mese clou delle nostre (e non solo nostre) gare di lavoro in acqua.
Detto nello scorso articolo dell’ottimo lavoro della nazionale di lavoro in acqua, oggi vi racconto della nostra (e non solo nostra) gara di selettivo in Francia.
Siamo stati a Bischheim (sì, con due h), periferia di Strasburgo, nel cuore dell’Alsazia. “Gente tranquilla, ritmi di vita veramente moltoooooo lenti”, così un amico italiano che vive in loco ci ha descritto gli abitanti.
Viaggio molto tranquillo… solo sei ore di macchina e quasi tutta autostrada, che sono volate.
Tempo splendido. Bel sole ma per nulla opprimente, anzi.
Insomma l’ideale per lavorare.

Siamo stati ospiti del gruppo di lavoro “D’Wasserbare”. Sono stato spesso ospite in questa location. Sia con Ares, il mio primo Terranova che con la Bati. Qui c’è stato anche l’esordio estero del mio Tommaso, alla sua prima gara all’estero… avrà avuto quattro anni.
Per alcuni anni i concorsi qui sono stati sospesi, credo di aver capito per motivi burocratici, ma finalmente da quest’anno si è ripreso a concorrere. Tappa a me cara questa perché in meno di sei ore da Bergamo, ci arrivo. Periferia di Strasburgo come detto, campo gara un laghetto non molto grande all’interno di un grande parco chiamato “la Balastière”.
La cosa che mi ha colpito molto di questo parco è stata la varietà di persone che vi ho trovato. Anziane donne in topless, giovani donne completamente velate, gente di colore, arabi, dei paesi dell’est. Gente che faceva il bagno, altri giocavano a carte, altri ancora alle prese con i barbecue. Bimbi in bicicletta, giovani che giocavano a calcio, una regata di barche a vela radiocomandate, noi che lavoravamo con i cani. Il tutto senza il minimo problema. Senza uno screzio. Mi è piaciuto tanto questa “tolleranza”, questo condividere gli spazi in un momento storico dove da noi… tirano venti diversi, diciamo.

È stata una bella, solita, reunion di tante persone che lavorano o lavoravano in acqua che da un po’ non vedevo.
Inutile dire che le pacche sulle spalle fanno sempre piacere, ma quando a fartele sono persone che stimi, che “sanno” di acqua, che oltre a salutarti nel corso della giornata ti chiedono pareri o ti cercano per intavolare discorsi sul futuro… fa ancora più piacere.

La gara è stata giudicata da Romain Remacle, un giudice Lussemburghese che conosco potrei dire da sempre. Romain è stato il giudice che ha giudicato l’ultima “Coupe de France” -perdonatemi ma io la chiamo ancora così… – vinta da Koen Vanlanduyt, presente anche Lui per la gara dei selettivi.

Bello il campo di lavoro a terra. Mega prato sul bordo del lago. Poteva forse essere preservato un po’ meglio a mio avviso: durante lo svolgimento degli esercizi in acqua molta gente, anche con cani, ha potuto transitarci dentro.
Montate alla perfezione le strutture ricettive. Segreteria, bar, cassa e posti per pranzare messi a ferro di cavallo. Tanta roba. Bravi!
Campo di lavoro in acqua insidioso. Una riva in sassolini molto bassa che scappava molto lentamente verso il largo… Sulla parte destra mantenendo la riva bassa e poi scendendo, verso la sinistra una sorta di buco. Per cui si è lavorato leggermente in diagonale. Immobile l’acqua. Non un filo di vento e nessun tipo di corrente.
Molti i binomi presenti nelle varie categorie. Io ammetto che dopo un sopralluogo alla spiaggia non ho guardato nessun grado… perchè come detto mi sono perso in moltissime e piacevoli chiacchiere.

Noi concorrevamo per il nostro terzo e (per fortuna) ultimo selettivo di stagione.
Ricordo velocemente che i selettivi sono gare dove è presente il lavoro a terra e quattro esercizi a distanza di trenta metri dalla riva. Non c’è il nuoto.
In acqua un esercizio è obbligatorio, la presa al polso con partenza da gommone e gli altri tre vengono estratti.
Si possono fare tutti i selettivi che si vuole. I migliori tre vengono sommati e si va una classifica ove i primi venti binomi accedono alla finale dell’anno successivo.
Noi, che arriviamo da lontano, siamo penalizzati perché per esigenze economiche scegliamo di fare solo tre selettivi e dobbiamo sempre cercare di farli bene.
Fino a due anni fa sul sito della federazione francese si potevano vedere i punteggi dei concorrenti, ora non più.
Due anni fa con 215 punti su 300 si accedeva alla finale; non è quindi tanto importante vincere il singolo selettivo quanto mantenere sempre una media punti alta. Meglio quarto con 97 punti che primo con 80.
Nei selettivi non si possono ripetere gli esercizi. Se si sbaglia si prende zero. Ogni esercizio vale venti punti massimo. In Francia, lo ho già detto, gli zeri si danno… così, per dire.

A questo selettivo ha partecipato anche Sara di Giovanni con la sua Uffa. Sara ricordo che lavora con il gruppo Sit di Pisa, gestito da Marco Zaccagni reduce dagli ottimi risultati in Germania. Per Sara era il quarto selettivo… e che selettivo!!!!
Quando un binomio totalizza 100 punti su 100… direi che si può chiudere l’articolo senza aggiungere altro.
Ma io qualcosa l’aggiungo. L’ho già scritto che io e Sara non ci siamo mai “presi” molto. Capita.
Però questo percorso di selettivo l’abbiamo praticamente fatto insieme, visto che lei ed Alberto, il suo compagno, hanno partecipato alle stesse gare dove ero presente anche io. Abbiamo vissuto insieme i pre-gara, analizzato insieme i campi di lavoro ed i materiali. E se ricordo bene una Sara moltoooooo tesa e nervosa nella prima gara a Lure e, una sempre molto nervosa a Millac, devo dire che domenica l’ho vista molto rilassata, più consapevole delle proprie possibilità (che sono enormi, con una cagna nel pieno della maturità) e che ha gestito benissimo la gara con calma e tranquillità anche nei momenti precedenti.
Brava. Davvero.

Un altro pezzo da novanta in gara Koen Vanlanduyt, belga. Amico vero.
Come già scritto, reduce dalla vittoria alla Coupe de France, dopo vari podi alla stessa e al Championnat negli anni scorsi.
Gare vinte in tutta Europa e come dato che vi dico che a Bischheim la sua Terranova, di nome D2, partecipava alla sua sessantanovesima (sì, avete letto bene, 69esima) gara di lavoro in acqua.
Presente anche Alain Dumas nella squadra francese in Germania, e anche Lui in finale di Coupe.
In tutto eravamo in sei. Due Terranova, due Labrador, la golden di Sara e la mia Chesapeake.
Il sorteggio ha portato questi eserci in acqua: recupero di doppio figurante partendo da riva, uno tramite imbragatura e altro preso per il polso; apporto di cima da gommone a gommone; recupero di figurante mediante ciambella, partendo da riva e obbligatorio il recupero di figurante inanimato per il polso partendo da gommone.

Per noi pettorale numero uno. A me piace molto partire tra i primi. Posso fare la mia gara senza farmi condizionare dai risultati degli altri.
Standard il lavoro a terra. Condotta senza guinzaglio, posizioni a distanza, richiamo e un minuto di terra resta con conduttore fuori vista. Non standard per me il risultato…. nel senso che di solito in condotta lascio per strada qualche punto. Ma stavolta, forse grazie anche al clima fresco, la Mave è stata sul pezzo e abbiamo totalizzato 20/20. Benissimo anche gli altri compagni di avventura: per tutti punteggi molto alti.
In acqua bene l’obbligatorio 20/20. Bene l’apporto della cima da gommone a gommone 20/20.

Con qualche problema il doppio figurante; la Mave ha ben focalizzato il primo figurante caduto davanti a noi. Partenza perfetta e giro intorno fatto bene. Poi ha perso di vista il figurante inanimato ed ho dovuto aiutarla per trovarlo. Il giudice mi ha tolto 4 punti, io pensavo di averne persi un paio in più.
Qualche difficoltà anche nell’apporto della ciambella da riva, con un concorso di colpa da parte mia. Nel senso che ho dato la cima della ciambella un metro prima di quanto avrei dovuto. La ciambella ha toccato leggermente terra ma soprattutto la Mave era ancora molto fuori dall’acqua. Ha dovuto sistemarsi la cima e tirare la stessa. Il giudice mi ha chiamato 4 punti.
Secondo me in questo caso due potevano bastare… ma diciamo che io mi sarei tolto sei punti nell’altro esercizio e due in questo. Il giudice ha fatto quattro e quattro… ed alla fine siamo d’accordo che in totale i punti da sottrarre erano otto.
Per cui abbiamo chiuso con 92/100.

Purtroppo l’amico Alan è incappato in un paio di zeri. E come Lui anche alcuni altri concorrenti.
Poco da aggiungere a quanto detto della super gara di Sara… non hanno sbagliato nulla né a terra né in acqua, abbiamo quindi atteso l’ultimo concorrente, Koen.
Ottima come sempre la sua prestazione, ma anche lui è incappato in un piccolo errore. D2 la sua Terranova nell’esercizio del doppio figurante dopo aver fatto agganciare il primo si è diretta sul secondo che dalla posizione base si era un po’ spostato. Per prendere il polso la cagna ha camminato sul figurante.
Da regolamento, per tutelare l’integrità del figurante, se un cane calpesta il figurante prende dieci punti dì penalità. Per cui classifica finale Sara prima, noi secondi e Koen terzo.
Alla fine baci e abbracci per tutti, una bella premiazione e brindisi finale.

Faccio mie le parole del giudice Romain Remacle a fine gara. Ha sottolineato il grandissimo Fair Play che c’è stato durante tutta la gara e soprattutto, a mio parere, in tutti i selettivi. Dove siamo sembrati più una unica squadra che piuttosto binomi contro. Incoraggiamenti, applausi, pacche sulle spalle… chiunque si apprestava a gareggiare aveva tutti gli altri concorrenti a favore e nessuno contro.
Poi è vero che conoscendoci tutti da così tanto tempo siamo veramente molto amici. Con Koen, soprattutto, ci legano molte gare ovunque: Italia, Belgio, Lussemburgo, Francia e Germania, ci siamo quasi sempre. E tra due settimane ci rivediamo in Lussemburgo…. ma non dico nulla.
Ringrazio di cuore Alberto Pasquetti sia per la compagnia che per i video e le foto che mi ha fatto. Sono gli unici che ho di un mio cane in gara. GRAZIE.

Qualche considerazione personale a margine sul nostro percorso.
Tre selettivi in Francia, prime esperienze per la Mave, due primi posti ed un secondo. Buoni i punteggi. 92, 93,5 e 95 fanno 280,5 su 300 che credo ci permetteranno di andare alla finale, anche se aspettiamo notizie ufficiali.
La Mave è sempre stata il cane più giovane in acqua. Anche a Bischheim c’era un cane di un anno più grande e poi tutti cani di sei sette anni. Qualcosa significa. Non abbiamo la loro esperienza di gara, ma siamo lì con loro e c’è la giochiamo.
Nessun zero preso in tre gare, anche questo un dato che mi conforta molto. Non molla mai, anche se in difficoltà la Mave cerca di risolvere il problema, ma soprattutto non torna indietro. A terra siamo ancora un po’ altalenanti. Dobbiamo cercare sempre la massima concentrazione. Consapevole che ci manca ancora esperienza ma finalmente siamo nel giro importante e comunque in finale ci aspettano tanti binomi davvero forti.
Ma siamo tornati del giro importante. Quello che conta!