di DAVIDE BELTRAME – Sta facendo un sacco di scalpore sui social il disegno di legge n. 1078 proposto dai senatori Perilli e Maiorino del Movimento 5 Stelle e di cui viene condivisa in particolare la parte che vorrebbe vietare a livello nazionale l’importazione, la vendita e l’uso tra gli altri dei collari a strangolo e semi-strangolo, con addirittura l’obbligo di consegnare all’ASL quelli già in proprio possesso. Proposte conenute nel disegno di legge e che vedete evidenziate anche nella foto di apertura dell’articolo.
Il disegno di legge, come si può vedere sul sito del Senato, è stato proposto a Febbraio 2019 e risulta in corso di commissione da Luglio.
Chiaramente non riguarda solo i collari, è più articolato e infatti riguarda (estraggo sempre dal sito del Senato) “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e al codice civile, nonché altre disposizioni in materia di tutela degli animali“.
Si compone di 32 pagine e lo strozzo è menzionato “soltanto” 6 volte, sono trattati anche molti altri temi in tema di benessere animale (vengono citati ad esempio i combattimenti, i bocconi avvelenati, l’importazione e la detenzione di specie protette, la riproduzione di ibridi, modifiche alle autorizzazioni per caccia a pesca e altro ancora).
Ovviamente però la parte sullo strangolo coinvolge il maggior numero di persone e ha quindi suscitato molto scalpore, condivisioni su pagine e gruppi, discussioni tra chi sarebbe pro e chi contro, eccetera, questo sia tra gli addetti ai lavori che tra i comuni proprietari.

Però io non voglio entrare, per ora, nel merito della proposta… ma solo chiedere perchè quando è stata proposta la prima volta non c’è stata tutta questa bagarre.
In che senso quanto è stata proposta la prima volta?”, direte voi.
Beh, questa proposta non è affatto una novità come sembra dalle varie discussioni sui social!
E non perchè il disegno di legge è stato proposto a Febbraio, ma perchè lo stesso identico divieto è già stato proposto più di 3 anni fa.
Non ci vuole nemmeno molto a scoprirlo, basta leggere il testo del disegno di legge per intero per scoprire che in pratica è stato riproposto un disegno di legge pre-esistente, che probabilmente era rimasto “bloccato” dopo la precedente legislatura.
Nelle prime righe del disegno di legge 1078 troviamo infatti:

Il presente disegno di legge, che riprende – integrandolo – un analogo testo già depositato nella scorsa legislatura dall’onorevole Ferraresi (atto Camera n.3592) […]

Incuriosito, sono andato a cercare questo atto n.3592, per vedere se il discorso sui collari fosse tra le integrazioni del nuovo disegno di legge (e quindi effettivamente una novità come viene “presentata” da chi ne sta parlando sui social) oppure no.
Ed ecco che si trova un riferimento sul sito della Camera, dove questo atto risulta presentato a Febbraio 2016 e in esame alla Comissione dal Maggio 2017.

Indovinate un po’?
Già in quel testo era presente la stessa IDENTICA proposta di divieto di importazione e vendita di collare a strangolo.
E non dico “identica” come iperbole, sono proprio le stesse esatte parole, quella parte non è stata proprio toccata.
Del resto anche la proposta di legge del 2016 era di “Modifiche al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale, e altre disposizioni in materia di tutela degli animali”… vi ricorda qualcosa?
Per comodità vi metto fianco a fianco i due testi relativi all’articolo sui collari.

Anche il senatore Ferraresi, fautore insieme ad altri della proposta 3592, è del Movimento 5 Stelle, i senatori Perilli e Maiorino autori invece del disegno di legge 1078 non risultano tra i promotori della proposta precedente.
Quindi non si può manco dare a loro colpa (o merito, a seconda della posizione che si ha su questi strumenti ) per la volontà di introdurre tale divieto, al massimo li si può rimproverare (o lodare) per non aver toccato quel punto.
Ma allora… come mai nel 2016 non c’è stato tutto questo clamore?
Perchè si sta passando come una novità assoluta (e da combattere ardentemente) un tentativo di introdurre un divieto che in realtà parte da ben 3 anni e mezzo fa?

Ora, io sono d’accordissimo sul fatto che questo punto della legge vada contestato e contrastato, come del resto trovo folli i divieti comunali di uso di uno strumento… che ricordiamo, in quanto “strumento” non è di per sé positivo o negativo, può essere usato in maniera corretta o scorretta e non è certo da questi particolari che si giudica un proprietario (semi-citazione).
Solo trovo un po’ poco coerente e sensato fare i “duri e puri” che combattono contro una possibile ingiustizia presentandola come un “nuovo forte rischio” che in realtà è già in ballo da anni.
Perchè di disegni di legge ne vengono proposti a iosa, la maggior parte non vede la luce e non fa nemmeno grandi passi avanti, ma sarebbe comunque corretto dare tutte le informazioni del caso.
Ad esempio il fatto che questo divieto non sia già in vigore non è frutto di qualche “battaglia” andata a buon fine… ma solo di una proposta di legge che si è impantanata nella burocrazia.

Certo, il fatto che si stia tentando di far rientrare dalla finestra una proposta di legge rimasta incompiuta è giusto evidenziarlo, è corretto mettere al corrente il rischio dell’introduzione di un divieto abbastanza folle, ma facciamolo dando le informazioni complete e corrette.
NON è una nuova proposta, NON riguarda soltanto i collari a strozzo e semi-strozzo (anzi, questi sono solo una parte marginale del decreto) e NON è tutto da buttar via.
Condividerne solo una parte falsa enormemente le cose.

Facciamo un piccolo gioco: vi posto un paio di articoli e proposte estratti sempre dallo stesso DDL.
Questo permetterebbe di vietare la caccia all’interno di un proprio territorio, anche se non chiuso:

Si abroga, altresì l’articolo 842 del codice civile, in forza del quale il proprietario di un fondo non chiuso non può impedire a terzi di entrare nel fondo stesso per cacciare, purché:
– la caccia sia esercitata da soggetto munito di licenza;
– la caccia sia esercitata nei modi stabiliti dalla legge;
– nel fondo non siano presenti coltivazioni che potrebbero danneggiarsi.
La stessa disposizione del codice civile afferma invece che per esercitare la pesca occorre il consenso del proprietario del fondo.
A seguito dell’abrogazione, dunque, il proprietario del fondo potrà sempre impedire l’accesso a terzi.

Quest’altro punto propone invece di inserire nel codice penale il reato di esche nocive o pericolose:

È poi inserito nel codice penale l’articolo 544-octies, relativo al delitto di “esche nocive o pericolose”, come già illustrato.
La nuova fattispecie, in particolare, punisce con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da 5.000 a 25.000 euro chiunque, senza autorizzazione, abbandoni esche e bocconi avvelenati o contenenti sostanzeno cive o tossiche, compresi vetri, plastiche e metalli o materiale esplodente, che possono causare intossicazioni o lesioni o la morte degli esseri umani o animali che li ingeriscono (primo comma).
La stessa pena si applica a colui che – sempre senza autorizzazione – abbandona “un alimento preparato in maniera da poter causare intossicazioni o lesioni o la morte dell’essere umano o animale che lo ingerisce”.
Se a seguito dell’ingestione dell’esca l’animale muore, si applica l’articolo 544-bis del codice penale concernente il delitto di uccisione di animale (reclusione da uno a cinque anni e multa da 5.000 a 50.000 euro) o di uccisione di specie protetta (articolo 544-septies).

Ora, se venissero condivisi soltanto questi punti sui social, quale sarebbe l’accoglienza?
Gli stessi promotori che ora vengono ampiamente presi a pesci in faccia probabilmente riceverebbero un sacco di consensi, essendo peraltro entrambi temi molto sentiti.
Eppure… il disegno di legge è sempre lo stesso.
Sarebbe auspicabile sicuramente discutere l’eliminazione o la modifica del singolo Articolo 10, però prima di buttarsi a testa bassa, usare Google 10 minuti permetterebbe di farsi un’idea più completa del tema e scoprire che probabilmente non siamo di fronte a un mirato attacco al collare a strangolo, ma che un singolo articolo articolo su 12, in un disegno di legge con proposte (secondo me) tutt’altro che insensate, sarebbe probabilmente da discutere/rivedere e da trattare maggiormente con gli addetti ai lavori, approfittando magari proprio del fatto che sia “salito alla ribalta” seppur con grande ritardo rispetto a quando è stato origianariamente proposto.

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1 commento

  1. Siam sempre lì: basterebbe un minimo di buon senso per informarsi prima di caricare come tori infuriati.
    Eppure non lo si fa per contesti più importanti, figurati se per un collare ci si prende la briga di impegnare 5 minuti del proprio preziosissimo tempo.
    Scusate, ho la giornata storta oggi…

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Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.