di CLAUDIO CAZZANIGA – È terminata domenica a tardissima sera la nostra stagione in acqua all’estero. È stato davvero un gran bel finale, la classica ciliegina su una torta che, a mio avviso, era già di per sé veramente tanta roba.
Siamo stati a Mesquer nel dipartimento della Loira Atlantica, ospiti del gruppo ATNLA guidato da Jeanne Le Berre, una ragazza che ha scritto pagine importanti nel mondo del lavoro in acqua francese.
Un viaggio di quasi 1400 km partendo da Bergamo: non lungo… di più! Quasi quindici ore di auto scandite da code, caselli, tunnel del Bianco, rallentamenti e da una pioggia che ci ha atteso nei pressi di Torino e ci ha accompagnati fino alla spiaggia di Sorlock sede del campo gara, nel comune di Mesquer.
Partenza venerdì sera ed arrivo nel tardo pomeriggio di sabato. A farmi compagnia il mio Tommaso, che sapendo quanto ci tenessi a questa gara ha voluto venire con me. O forse lo ha fatto per saltare un giorno di scuola… beh, comunque cuore di papà, io sono stato ben felice di averlo al mio fianco.

Arrivati a destinazione abbiamo fatto il classico giro di saluti ci siamo affacciati sulla spiaggia e davanti a noi giganteggiava Lui… Monsieur l’Oceano.
Lo ammetto senza remore: lo temo molto, ma lo rispetto ancora di più.
Noi che ci alleniamo al lago abbiamo poca dimestichezza con onde, cavalloni eccetera, ma anche questa volta, con noi, è stato benevolo.
Una persona una volta mi disse che l’Oceano non lo devi scrutare troppo… altrimenti Lui scruta te. Ed io a questa cosa ci credo molto. Rispetto alla banchina della spiaggia dove eravamo posizionati il mare era almeno a centro metri di distanza. Calmo tranquillo.
Aria molto fredda, un profumo di salsedine che mi è entrato nel cervello. La baia sabbiosa si stava addormentando.

Per noi sistemazione in macchina, in un parcheggio nei pressi della spiaggia.
La sera siamo stati ospiti a cena del gruppo organizzatore insieme ad alcuni altri concorrenti. La domenica mattina la gara.

Per noi il quarto grado francese, chiamato “Brevet Mer”.
A livello di brevetti è il più importante, l’ultimo gradino di una scala a quattro pioli. Come dice il nome stesso… lo si può dare solo in mare. Ma siccome in Francia non ci sono gruppi operanti sul Mediterraneo, i campi gara sono solo sull’Oceano.
Ero al mio terzo Brevet Mer: uno fallito con il mio Terranova Ares; ero arrivato invece secondo in un altro con la mia Batina…
La gara si compone di due parti. Nuoto per trenta minuti dietro il gommone e quattro esercizi a cinquanta metri di distanza. Due riporti, di cui obbligatorio la presa al polso partendo da gommone e due apporti. A sorteggio.
Non è previsto il lavoro a terra.
La parte dura, neanche a dirlo, è la nuotata, perché se non preparata al meglio demolisce il cane sia a livello fisico che mentale. Una sola possibilità per esercizio, eventuali tentennamenti portano a pesanti decurtazione di punti fino allo zero e prova non superata.
Ma il Brevet Mer ha anche un’altra valenza, a me davvero cara. La possibilità di accedere direttamente alla finale del “Championnat de France”, per me la gara delle gare, LA GARA, una competizione che ho nel cuore e che ho avuto la fortuna di vincere nel 2015 con la mia Bati.

Giudice di gara Christophe Delorme, figuranti ufficiali Elodie Menard e Cedric Robitzer. Tanti i cani iscritti, sette primi gradi; tre secondi, un terzo; sette selettivi e sette Brevet Mer.
Il primo cane è andato in acqua intorno alle nove e trenta, quando è entrato l’ultimo erano le diciannove.
Per noi subito una piccola gaffe: alle otto e trenta era previsto un briefing iniziale, ma nonostante la sveglia io e Tom ci siamo alzati alle nove e trenta… eravamo veramente stanchi.
Registrati in segreteria abbiamo fatto colazione al più vicino McDonald e siamo tornati al campo gara.
Tempo brutto ma senza pioggia. Freddo ed umido.
Pazzesca la marea del’Oceano…. noi eravamo allo stesso punto della sera prima e l’acqua stavolta era a pochi metri.
Non si è visto molto degli altri concorrenti, perché avendo così tanto spazio davanti non era facile capire come stavano andando gli esercizi.

Veniamo alla nostra gara.
Il sorteggio ci ha regalato: riporto del surf; apporto di cima da riva e apporto di cima da gommone. Non male.
Come detto eravamo in sette. Tre golden, due Terranova, un Hovawart e noi con il Chesapeake.
Tante facce amiche, più che amiche tra i concorrenti, in particolare Joseph Paulin (il famoso nonno di Heidi di cui vi ho già parlato spesso), che è arrivato al Brevet Mer con un Hovawart di soli due anni e mezzo e Alain Dumas reduce dall’ultimo Championnat e presidente del gruppo di Lure dove siamo stati per i selettivi.
Essendo in sette, il giudice ha deciso di fare nuotare due cani per ogni gommone. Ha chiesto la disponibilità a tutti i concorrenti di far nuotare il proprio cane con un altro. Avendo difficoltà ad avere un figurante in acqua durante gli allenamenti… io ho fatto presente che la mia cagna non aveva mai nuotato con un altro cane. E notoriamente il mio non è un cane simpaticissimo con gli altri cani….

Il primo giro ha visto uscire due gommoni con quattro cani.
Al termine ogni cane ha eseguito i propri quattro esercizi. Poi, ed erano le diciassette e trenta, siamo usciti noi. L’Oceano si era ritirato di almeno cento metri…. Altri due cani dietro ad un gommone e la Mave da sola dietro ad un secondo. Ben eseguito il tuffo, la Mave è stata incollata al gommone che ha seguito la solita rotta a quadrato. Nessun tentennamento nessuna sbavatura, punteggio 19/20.
Al termine abbiamo atteso che i due cani con noi nella nuotata svolgessero i loro esercizi e finalmente alle diciotto e trenta l’attesa è terminata e siamo andati in acqua.
Mare calmo, ma c’era vento e una luce davvero strana. Sopra di noi un nuvolone nero. Ero tranquillo, la cagnolino propositiva. Entrambi con la voglia di lavorare.
Prima prova presa al polso. Cane attento, presente. Partita a comando, non si è mai girata, presa decisa (di solito non lo è) rientro senza patemi. Punteggio 19/20.
Secondo esercizio cima da gommone a gommone. La Mave guarda la scena, si tuffa, prende la cima fa un paio di metri, sputa schifata la stessa, fa un giro su se stessa… la riprende e parte spedita.
Per me tre secondi di gelo.
Ma sono riuscito a stare abbastanza in silenzio e l’ho lasciata fare. Ha risolto e portato a casa l’esercizio. Punteggio 12/20.
Poi siamo andati sulla riva e abbiamo recuperato il surf. Anche lì scena ben messa a fuoco e idee chiare. Appena il figurante ha iniziato a sbattere è andata, ha preso e riportato. Punteggio 19/20.
Ultimo esercizio apporto della cima al gommone. Utilizzando lo stesso rullo di corda della cima da gommone a gommone.
Ammetto che ero un po’ preoccupato. La Mave vede bene il gommone, tenta due volte di saltare per prendermi la cima dalle mani ma non lo permetto, allungo le braccia in avanti, Lei prende… da due masticate e va come un treno al gommone. Punteggio 18/20.
Totale 87/100 e brevetto portato a casa! La tensione è scivolata via, ci siamo guardati io e Lei…. uno più stanco dell’altra.
Alla fine il giudice mi ha fatto vedere i punteggi e si è complimentato per il lavoro visto, peccato per la cima dal gommone… ma davvero non so spiegare quale possa essere stato il motivo dello sputo.
In un secondo mi sono trovato accerchiato dagli altri concorrenti che mi hanno sommerso di complimenti e pacche sulle spalle.

E la giornata si è conclusa alla grandissima quando ormai alle venti e sotto la luce delle torce abbiamo saputo di aver vinto la gara.
Davvero una soddisfazione doppia, tenendo conto che quattro binomi su sette sono stati eliminati.
Ed un altro piccolo personale risultato l’ho portato a casa.
Ora non ci resta che aspettare la stesura dei pre convocati e vedere se si apriranno le porte per la GARA

Come sempre mi piace al termine della prova analizzare il lavoro svolto.
Il primo pensiero è per gli amici sopratutto stranieri che via social si sono complimentati con me. 87 punti, con un errore pagato 12 punti è un gran bel risultato. Loro che partecipano a questi circuiti, che conoscono le insidie e la durezza della prova, Loro che spesso arrivano ai selettivi ma al Brevet Mer non ci vanno perché sanno i sacrifici (sportivi) ed il lavoro che c’è dietro…. ecco, sentirli così vicini mi ha riempito di gioia.
Poi mezzo pensiero ma mezzo… a chi (chiaramente non direttamente, sia mai!) ha già rotto le palle sostenendo che mezz’ora dietro al gommone dovrei nuotarci io: amici… conoscenti… alla lontana… una prova di nuoto del genere là si prepara almeno tre quattro mesi prima, e nemmeno sto a spiegarvi come, tanto non lo capireste…. ma Vi posso assicurare che ho sempre messo al primo posto il rispetto per il mio Cane. Ma vi ho già dedicato troppo tempo.

Le ultime cinque settimane sono state sportivamente difficili per noi. Non ci siamo allenati al meglio e con scarsissimi mezzi… ma abbiamo fatto di necessità virtù. La Mave ha sempre risposto presente. Mi è piaciuto molto l’atteggiamento che ha avuto.
Voglia di fare, di andare, mi ha sempre fatto capire che sapeva cosa doveva fare. Bello.
Poi ci sono le sbavature….
Non so spiegare il perché abbia sputato in quel modo la cima… lo capirò… ma bello vedere il suo atteggiamento… risolvere la cosa e portare a casa l’esercizio. Non molla mai.
Prima in Germania, in Francia su tre selettivi due primi posti ed un secondo, seconda in Coppa del Lussemburgo e prima al Brevet Mer… mi basta, dai!

Certo c’è ancora molto da limare, sistemare, migliorare io credo che per le prossime finali (incrociando le dita) non siamo ancora prontissimi. Lavoriamo con vista sul 2021, ma lavoriamo….
Un pensiero anche alla tendenza che i giudici stranieri stanno imboccando e che a noi piace molto. Penalizzare. Eliminare. Dare gli zeri. Sì, all’estero si danno… ma devo averlo già scritto in passato, vero?
Cani che hanno svolto le prove molto ma molto bene, ma hanno esitato due volte prima di tuffarsi dal gommone hanno preso zero.
Cani che hanno esitato nella presa al polso hanno preso zero.
Cani che hanno sputato la cima e l’hanno ripresa penalizzata di otto punti.
In Italia chi ripete un esercizio ne prende cinque…. aiuto.
Concludo con un grazie di cuore alla mia squadra Toni Fidanza, Luana Fantini al mio Tommy… e il GRAZIE più grande va tutto alla mia Mave!!!