di SIRIA PALAZZO – La storia della piccola Easy la devo raccontare fin dall’inizio, per capire bene dove siamo arrivate oggi grazie al Dog Balance Fit. Più di due anni fa, ricevetti dalla mia collega Vera Stucchi, educatrice cinofila, un sms con una foto di un piccolo cane marrone, chiuso su sé stesso, schiacciato in un angolo di un recinto, con scritto:
“Sono al canile di Monteprandone, prendo in affidamento questo cane “Borghetta” (nome dato dal canile perché girava vagabonda nel borgo del paese) di circa cinque 5 anni, per cercare di renderla adottabile, perché qui dicono sia inadottabile!”
Paurosa all’ennesima potenza, il contatto con l’uomo la faceva scappare repentinamente se aveva spazio attorno a sé; altrimenti, se non aveva via di fuga, si congelava ripiegandosi su sé stessa; la piccola mostrava terrore per ogni cosa si muovesse, la coda era sempre completamente “spalmata” sotto la pancia, non accettava il guinzaglio, si dimenava cercando di svincolarsi da esso, non mangiava né beveva di giorno, ma solo durante la notte in assenza dei responsabili del canile.

Della sua vita prima del canile si sa ben poco, tranne che era randagia, ma bastava guardarla per capire che la vita con lei non era stata generosa.
Vera la portò a casa e, dopo averla “ribattezzata” Easy, iniziò con lei un lavoro molto complesso, durato circa un anno, per cercare di fare acquistare in quella creatura fiducia in se stessa e nell’uomo.
Proprio in quel periodo io iniziai il percorso per diventare tecnico di Dog Balance Fit, spinta dalla passione e dal fascino di questa disciplina, che mi catturò dopo uno stage con Annalisa Badi.
Nel programma del corso due giornate venivano dedicate ai cani paurosi, timidi, insicuri e mordaci, quindi mi sono detta: “Potrei portare Easy per vedere come aiutare Vera nel lavoro con lei”.
Così presi Easy a casa con me per una settimana prima di quel week-end formativo per farla familiarizzare con me, ma affinchè i tecnici avessero più competenze in ambito propriocettivo quel fine settimana fu posticipato come ultimo del corso.
Nei mesi che precedettero l’ultimo modulo, continuai a tenere Easy con me, applicando con lei quello che apprendevo man mano al corso, iniziandola così a lavorare concretamente.

Certo, ci sono voluti giorni e giorni per compiere anche solo un piccolo passo avanti! Da sola non riuscivo a trovare il canale giusto, perché ogni qual volta andavo in richiesta, lei si bloccava.
Così ho “usato” Brik, il mio cane, facendogli fare esercizi accanto a lei e qualcosa è subito cambiato. Brik è stato il suo “cane guida”: Easy ha iniziato i suoi primi passi verso i percorsi sensoriali.
Il suo problema più grande non erano affatto le difficoltà del percorso in sé, ma era piuttosto la mancanza di fiducia dell’uomo che la spingeva inizialmente a non collaborare.
La pazienza e la costanza nel lavoro sono state le chiavi vincenti; Easy ha iniziato a svolgere in autonomia gli esercizi di Dog Balance Fit, senza l’aiuto di Brik.
Proseguendo con gli allenamenti, era evidente che l’apertura e la collaborazione con me aumentavano. Dopo aver valutato che fosse pronta, sono passata dai percorsi sensoriale a proporle esercizi su attrezzi propriocettivi gonfiabili sia in dinamica che in statica, e la gioia più grande è stata vederla affrontare queste nuove sfide con la coda non più nascosta.

Aumentando gradualmente e giorno per giorno le difficoltà negli esercizi è stupefacente notare che lei, nonostante il timore e la diffidenza iniziali, riesce a tirare fuori la sua caparbietà.
Le competenze e le sicurezze acquisite fino ad oggi la spingono non solo a tentare, ma anche a riuscire! Questo regala a me entusiasmo misto a commozione e a lei una luce diversa negli occhi, quella luce di chi prende fiducia nel mondo e pensa “ce l’ho fatta!”
E’ cambiata la sua postura, non è più “accartocciata su se stessa”, è cambiata la sua espressione, sono diminuite tantissimo le sue enormi paure, è più sicura di sè e delle persone.
Con lei ho voluto sfidare anche la situazione gara, senza aspettative ovviamente; e devo dire che pensavo non ce la facesse a muovere neanche un passo ed invece… abbiamo messo in fila qualche metro di percorso: con tanta fatica, è vero, ma l’aspetto importate è stato riuscire a vincere la tensione gara (quella che potevo trasmetterle io, ovviamente), lavorare in presenza di persone nuove attorno al campo e in posto nuovo. Beh, anche questo passo in avanti lo abbiamo fatto!

Easy è l’esempio di come il Dog Balance Fit può lavorare sulla parte emotiva del cane, tirando fuori autostima, fierezza, e coraggio.
Easy è un altro cane!!! Oggi, grazie anche al Dog Balance Fit, lei ha uno sguardo diverso, felice, sorridente e tutto questo sembrava impossibile da raggiungere!
Ah, inutile dire che Easy alla fine è stata adottata… da me!