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mercoledì 27 Gennaio 2021

Il coronavirus SARS-CoV-2 (o 2019-nCoV) NON può contagiare i cani (o essere trasmesso da loro)

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Davide Beltramehttp://www.tipresentoilcane.com
Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.

di DAVIDE BELTRAME – Sul coronavirus 2019-nCov si è letto tutto e il contrario di tutto, tra fake news, notizie vere, notizie distorte e quant’altro.
In particolare negli ultimi giorni una tematica, trattata anche dall’OMS, è se gli animali domestici (e quindi in particolare cani e gatti, per quanto riguarda l’Europa) possano contrarre il virus ed essere un veicolo di contagio per l’uomo.

Proprio perchè cercando in modo “generico” si rischia di leggere tutto e il contrario di tutto, vediamo cosa dicono le fonti attendibili: in questo caso troviamo il tema trattato specificatamente sia sul sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sia sul sito del Center for Diseas Control and Prevention.
Entrambe le fonti evidenziano come non ci siano ad oggi prove di animali domestici contagiati e come dopo il presunto “salto di specie” iniziale (comunque non ancora confermato), il contagio stia avvenendo solo da uomo a uomo.
Riportiamo di seguito l’immagine sul tema diffusa dall’OMS (e che trovate anche sul loro sito).

“Al momento non ci sono prove che animali da compagnia e domestici come cani e gatti possano essere infettati dal nuovo coronavirus. Comunque, è sempre una buona idea lavare le mani con acqua e sapone dopo il contatto con gli animali: questo vi protegge da molti batteri comuni come l’Escherichia Coli e la Salmonella, che possono passare dagli animali domestici all’uomo”

Il CDC americano dedica invece due FAQ al tema:

Q: Should I be concerned about pets or other animals and 2019-nCoV?
While this virus seems to have emerged from an animal source, it is now spreading from person-to-person. CDC recommends that people traveling to China avoid animals both live and dead, but there is no reason to think that any animals or pets in the United States might be a source of infection with this new coronavirus.
Q: Should I avoid contact with pets or other animals if I am sick?
Do not handle pets or other animals while sick. Although there have not been reports of pets or other animals becoming sick with 2019-nCoV, several types of coronaviruses can cause illness in animals and spread between animals and people. Until we know more, avoid contact with animals and wear a facemask if you must be around animals or care for a pet.

Traduzione:
D: Dovrei essere preoccupato dagli animali domestici e da altri animali per il 2019-nCoV?
Mentre sembra che il virus abbia avuto inizio da una fonte animale, attualmente si sta diffondendo da persona a persona. Il CDC raccomanda che la persone che viaggino in Cina evitino gli animali sia vivi che morti, ma non c’è ragione per pensare che animali (domestici e non) negli Stati Uniti possano essere un veicolo di infezione per questo nuovo coronavirus.
D: Dovrei evitare il contatto con gli animali (domestici e non) se sono malato?
Non toccare animali (domestici e non) durante la malattia. Sebbene non ci siano prove di animali contaminati dal 2019-nCoV, molti tipi di corona virus possono causare malattie nell’animale e diffondersi tra altri animali e persone. Finchè non ne sapremo di più, evita il contatto e indossa una maschera protettiva se devi entrare in contatto con gli animali o prenderti cura di un animale domestico.

Chiaramente parliamo di una situazione in continua evoluzione e infatti le stesse fonti parlano di quanto si sa “fino ad ora”, tuttavia non sembra il caso di farsi prendere dal panico o di correre ad acquistare, come pare sia successo in Cina, mascherine per i propri animali domestici.

Circolano peraltro anche notizie per cui in alcune zone della Cina ci sarebbe il divieto di far uscire i propri animali domestici, quando non addirittura l’obbligo di sopprimerli, e persone in preda a un’isteria di massa avrebbero ucciso i propri cani e gatti, anche lanciandoli dai balconi.
Non sono però notizie confermate o provenienti da fonti attendibili, azi: molti siti italiani che parlano della vicenda rimandano a un articolo del Daily Mail… non esattamente un giornale attendibile: ad esempio Wikipedia ad esempio dal 2017 ha deciso di rifiutarlo come fonte.

La base di tale allarmismo (e delle – al momento presunte – nefaste conseguenze) sarebbe un’intervista all’epidemiologa Li Lanjuan, che avrebbe dichiarato come al momento non si possa escludere che un animale possa venire infettato da una persona malata e che, in caso di contatto con un malato, sarebbe consigliabile mettere l’animale in quarantena.
Tale dichiarazione sarebbe poi stata riportata in maniera erronea come “Cani e gatti possono trasmettere il coronavirus”, scatenando l’allarmismo.
Però appunto, da un “fate attenzione al contatto con gli animali se siete malati” (aspetto a cui, come abbiamo visto, invita anche il CDC americano) ad additarli come untori o obbligare alla loro soppressione, ce ne passa.

Per concludere, ricordiamo che “coronavirus” non è il nome specifico di questo virus.
Coronavirus è la tipologia, quindi cercare solo con il nome generico può portare a informazioni errate, riguardanti magari la SARS o la MERS (anch’essi, appunto, coronavirus): se volete fare ricerche mirate sul virus attuale, cercate con il nome 2019-nCov o SarsCoV2 per evitare magari di trovare notizie riguardanti tutt’altro (perchè sì, ci sono anche coronavirus specifici di cani e gatti… ma che non possono essere trasmessi all’uomo, ad esempio).
Insomma, giustissimo tenersi aggiornati e informati, lecito porsi dubbi, ma cerchiamo le risposte seguendo i canali ufficiali e verificabili, in modo da evitare allarmismi, ricordandoci che spesso c’è chi diffonde notizie false solo per averne un tornaconto in termini di visite.
Certo, sarebbe auspicabile anche che i vari media avessero maggior cura nel controllare le fonti prima di diffondere notizie allarmistiche, ma visto che sotto questo aspetto molti giornali continuano a essere deficitari… mettiamoci del nostro nella scelta delle fonti da consultare.

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