mercoledì 21 Ottobre 2020

Quarantena: i consigli dell’ “esperto”

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Mario Giovannini
Mario Giovannini è nato a Vercelli nel 1968, dove vive tuttora con quattro gatti, un cane, tre chitarre e una moglie molto paziente. Giornalista, scrittore, fotografo e musicista, si occupa di editoria da più di vent’anni, conciliando la professione di editor responsabile dei contenuti di una piccola casa editrice con l’attività di giornalista free lance per alcune delle più prestigiose riviste del settore musicale italiano.

di MARIO GIOVANNINI – Non mancano certo, in questo periodo, i consigli in rete su come far “assorbire” ai nostri compagni a 4 zampe il periodo che stiamo vivendo. Soprattutto per quello che riguarda i cani, che hanno significative necessità di socializzazione e attivazione.
I gatti, ovviamente, se ne fregano.
A parte il fastidio che gli procuriamo stando a casa.
Però, lavorare da casa, al contrario di quello che può sembrare, non è affatto semplice.
E forse non è cosa per tutti: sulla carta, è bello e facile. Ti alzi quando vuoi, fai quello che vuoi quando vuoi, senza tempistiche e senza ritmi frenetici. Senza pressione.
In realtà finire sul divano in pigiama, davanti alla TV e accorgerti che è passata una settimana senza aver concluso nulla è un attimo. Davvero. Soprattutto se si lavora per obiettivi, con consegne stabilite senza confronti costanti. Si sprofonda nel paradiso del Procrastinatore, per ridursi a fare delle tirate assurde nelle ultime 24 ore oppure, più tragicamente, a mancare le consegne.
Confrontandomi spesso con amici e conoscenti che fanno un lavoro simile al mio, mi sono reso conto che, se non si è preparati, è una realtà non semplice da affrontare. Non per tutti almeno. E’ un attimo scambiare il giorno con la notte e sconvolgere quello che è il circolo naturale della vita.

Cinque anni fa, quando ho lasciato l’ultimo incarico come direttore responsabile di una testata (in realtà sono stato accompagnato alla porta, neanche tanto gentilmente, dalla nuova proprietà), ho cominciato a lavorare quasi esclusivamente da casa, incrementando una serie di collaborazioni che già avevo in piedi come free lance. Inoltre, nell’ultimo anno mi sono trasferito in campagna, in una casa in mezzo al nulla.
Con queste premesse, ovviamente, il lockdown non ha avuto grosse conseguenze sul mio stile di vita e sui miei ritmi lavorativi.
Ci vuole disciplina!
Ma come, anche a casa? Soprattutto! L’uomo, come il cane, è un animale abitudinario, che ha bisogno di una ruotine di base su cui appoggiarsi. Prendere cattive abitudini è un attimo, ma per perderle ci vuole una vita. E non sto parlando dell’eroina, eh…
Ecco qualche suggerimento utile, dettato dall’esperienza e ricavato da tanti errori:

• Puntate la sveglia al mattino.
Non dico di svegliarsi all’alba tutti i giorni, ma almeno in un orario che sia un buon compromesso tra non essere suonati come una campana e l’ora della merenda. Io mi alzo molto presto, quasi sempre prima delle 7, ma mi devo occupare dei cani, che se ne sbattono altamente di tutto e hanno fame. Se invece avete un gatto in casa non c’è problema, ci pensa lui a svegliarvi. Io ne ho tre, di cui una ventenne che già da tempo ha perso i riferimenti giorno/notte e rompe le palle a tutte le ore.
• Vestitevi.
Non state in pigiama tutto il giorno. E’ un rituale che contribuisce a riattivare la materia grigia (quello che è rimasto almeno) e a entrare in modalità “lavoro”.
Da quando ho il giardino, personalmente evito anche di stare in ciabatte tutto il giorno. Mi sono reso conto che la schiena se ne giova non poco e contribuisce a a essere più attivi.
• Preparate un programma di lavoro e cercate di rispettarlo.
Il Procrastinatore che è in ognuno di noi è sempre in agguato, bisogna cercare di non dargli modo di prendere il sopravvento. Personalmente lo faccio il giorno prima, come ultima cosa prima di interrompere l’attività, in modo da fare il punto di dove sono arrivato e pianificare cosa resta da fare.
• Fate pause frequenti.
Che sia lavoro al computer o su quello che vi siete inventati da fare. Soprattutto per Pc e chitarra è necessario distogliere gli occhi e fare un po’ di rilassamento muscolo scheletrico. Perché, se non si è abituati, dopo un paio d’ore si rischia davvero di essere finiti. Ma niente televisione o Social, altrimenti si finisce dritti dritti in uno di quei buchi neri temporali in cui hai la percezione che siano passati dieci minuti mentre nella realtà sono volate due ore.


• Fate pausa pranzo.
Bisogna staccare dal lavoro per almeno un’ora. Sei a casa, tranquillo, approfittane. E’ questo il momento per dedicarsi a facebook e affini, al telegiornale o… a una sana pennichella che non ha mai ammazzato nessuno. Io mi occupo dei cani che hanno il vizio di mangiare e altre necessità…
• Fissate un orario di fine lavoro e cercate di rispettarlo, compatibilmente con gli impegni contingenti.
Se proprio non è questione di vita o di morte, evitare di lavorare dopo cena e fino a tarda notte. Poi di solito si dorme malissimo, per ovvi motivi, e riprendere la ruotine il giorno dopo diventa complicato.
• Pianificare anche il tempo libero.
Soprattutto ora che non è possibile uscire. Fai un elenco di tutte quelle cose che di solito non riesci a fare per mancanza di tempo e un po’ per volta depenna i “compiti” effettuati.
• Fate un po’ di attività fisica.
Detto da un pigro cronico può sembrare un’eresia, ma fa un gran bene. Io, che ho eletto Oblomov a mio spirito guida filosofico, in tempi normali mi limito a lunghe passeggiate con i cani e ho ripreso da un paio d’anni a tirare con l’arco. Ora, ovviamente tocca ingegnarsi un po’, ma qualcosa da fare anche a casa si trova.
Certo, avere un giardino oggi è davvero un tesoro.

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