martedì 11 Agosto 2020

Prime puppy class dopo il lockdown: quali problemi abbiamo visto

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Pamela Giuttari
Pamela Giuttari nata a Milano il 9.12.81, vive in provincia di Bologna dal 2014. Sposata con Manuel Codo, al quale è legata nella vita e nel lavoro, entrambi infatti sono addestratori professionisti. Si occupa di cani di difficile gestione quali fobici e aggressivi. Docente in vari stage e corsi educatori, tiene particolarmente a mettere l’accento sull’importanza della valutazione del cucciolo per la prevenzione dei problemi comportamentali.

di PAMELA GIUTTARI – Di recente abbiamo ufficialmente ripreso le puppy class. L’urgenza di rimettere in moto il lavoro sui cuccioli si stava facendo sentire, e organizzandoci con le dovute accortezze, distanze, dispositivi di sicurezza e con gruppi a numero limitato, siamo finalmente ripartiti con la socializzazione per i più piccini.
Purtroppo, come previsto, la quarantena ha avuto conseguenze sul percorso di crescita dei cani, e la parola d’ordine in questa prima puppy class è stata purtroppo: INSICUREZZA.
Sia da parte dei cani che dei proprietari.

Per quanto riguarda i cani, questa insicurezza è legata alla mancata socializzazione. La maggior parte dei cuccioli presenti in campo infatti, era alla sua seconda o terza uscita in mezzo alla gente, alcuni di loro addirittura non avevano ancora avuto modo di giocare con i conspecifici né di farsi accarezzare da persone estranee. I più dotati a livello caratteriale hanno avuto qualche minuto di tentennamento iniziale, ma poi sono riusciti a fidarsi e a godersi la giornata; per gli altri invece, ci vorrà un po’ più di tempo e tanta costanza da parte dei proprietari, che dovranno impegnarsi a far vivere al loro cucciolo il maggior numero di esperienze possibili nelle prossime settimane, nel tentativo di andare a colmare le lacune create dal lockdown.

Per quanto riguarda i proprietari invece, l’insicurezza è legata alla paura di non risolvere un problema che viene costantemente sottolineato dai vicini di casa, ovvero l’abbaio!
Perché l’altro grande problema derivato da questi mesi di chiusura, è stata l’ansia da separazione (in rari casi anche ansia da abbandono).
Ricordo la differenza tra la due: l’ansia da separazione si manifesta come un’eccessiva paura/ansia riguardante la separazione da una delle figure di riferimento del branco.
L’ansia da abbandono: si manifesta invece come un’eccessiva paura/ansia di restare solo.
La principale differenza è quindi che nel caso di ansia da separazione, anche se con il cane rimane un altro cane, o una persona di famiglia che però il cane non considera un riferimento, il cane manifesterà comunque paura e ansia. Nel caso dell’ansia da abbandono invece il cane mostrerà la sua paura solo quando completamente solo.

Tante infatti sono le famiglie che si trovano a dover lottare con questo fastidioso e stressante problema.
I cuccioli arrivati nelle case durante la quarantena hanno goduto della costante presenza dei proprietari ed ora, all’improvviso, questi proprietari si assentano da casa 8 ore al giorno per andare a lavorare. Certo, vale anche per agli adulti, ma con un filo meno di apprensione da parte dei padroni di questi ultimi.
La preoccupazione più grande per i proprietari ricade in primis sulla paura di disturbare i vicini, ma soprattutto sul timore di avere ripercussioni in conseguenza a questo disturbo. C’è chi ha deciso di non lasciare i cani in giardino per il terrore che qualche “buontempone” faccia dispetti, c’è chi ha chiesto l’aiuto di parenti, c’è chi invece ha deciso di portare il cucciolo all’asilo per non farlo restare solo, ma in ogni caso tutti si stanno mobilitando per arrivare ad una soluzione nel minor tempo possibile.

Da istruttore, capisco che l’abbaio sembri “a livello pratico” il problema maggiore, ma ci tengo a dire ai proprietari che l’ansia, seppur complessa, lavorando si risolve in linea di massima a tutte le età; la preoccupazione più grande dovrebbe ricadere sulla mancata socializzazione, perché quella ha dei limiti di tempo molto ristretti.
Vi prego quindi di non sottovalutare le lacune di comunicazione e di esperienze che il vostro cucciolo presenta ad oggi, perché se non vengono risolte subito, purtroppo, non sarà più possibile farlo in futuro.

Le foto dei cuccioli inserite in questo articolo sono solo a scopo illustrativo e non da intendersi automaticamente riferite a cuccioli con ansia da separazione, ansia da abbandono o carente socializzazione.

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