venerdì 25 Settembre 2020

Gli allevatori hanno creato troppe aspettative?

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Un duro dal cuore tenero (perchè non tutti possono diventare allevatori)

di LUCIA MENICORI - L'idea me l'ha data l'articolo recentemente apparso qui su Ti presento il cane, che elenca le doti minime...

“La mia lavatrice ha garanzia a copertura totale.”
“Anche il mio cane viene da un allevamento prestigiosissimo.”
Potrebbe sembrare un dialogo da teatro dell’assurdo, invece è un po’ quello che sta succedendo in cinofilia. Spinti dal (sacrosanto) desiderio di far capire al pubblico di appassionati e amanti dei cani il vero significato del pedigree e dell’acquisto di un cucciolo presso un allevamento serio e qualificato, forse noi allevatori ci siamo spinti un po’ oltre. 

Insisti oggi che i cuccioli ben allevati hanno un carattere equilibrato, spingi domani che è fondamentale che i riproduttori siano testati per le principali patologie di razza, sottolinea dopodomani la fondamentale importanza della corretta socializzazione in un cucciolo, mi sembra abbiamo creato nella “sciuramaria” media delle aspettative alquanto irreali.
Spesso anche qui tra gli utenti di Ti Presento Il Cane leggo commenti tra il deluso e l’irato di persone che, rispettati tutti i parametri necessari per portare in famiglia un cucciolo ben allevato ( allevamento serio mono razza, genitori testati, cuccioli cresciuti con le giuste socializzazioni, visite ripetute all’ allevamento seguite da lunghe chiacchierate con l’ allevatore, ecc. ecc. ) sono estremamente scontenti della loro scelta e demoralizzati.
Ad orecchio di cinofilo, le motivazioni a volte sembrano inconsistenti: il cucciolo che non lega subito con la famiglia, quello che dopo 2 giorni “ancora” fa pipì in casa, che piange se è solo, che ha mordicchiato la poltrona preferita di nonna, e amenità varie.
Altre volte sono più serie: un cucciolo con problemi di salute, malattie infettive, parassitosi, displasie.
Altre ancora sono aspettative disilluse, magari si è scelto una razza per determinate attitudini che faticano ad emergere come vorremmo.

Quasi sempre chi lamenta questi problemi sembra una persona molto motivata, che ha fatto ricerche, si è informata, ha insomma fatto una scelta ponderata. 
Dove allora la comunicazione tra allevatori, clienti, esperti si è “inceppata”?
La conclusione a cui sono arrivata io è che buona parte della colpa è nostra, degli allevatori. Non la colpa se il cucciolo fa pipì sul tappeto persiano risalente alle prime crociate (perchè è chiaro, il piccoletto sceglie comunque sempre il meglio!) o se dopo un mese nella nuova famiglia, complice lo zio che gli ha rifilato sottobanco 2 etti di porchetta, utilizza l’ intero appartamento come toilette personale, ma neppure se, libero di annusare e leccare ovunque, si becca gli acaridi o la giardia.
Nemmanco, mi spingo a dire, se gli fosse diagnosticata una displasia, sebbene sia giustamente tra le cause di rimborso del costo di un cucciolo.
No, la colpa è nostra perchè nell’enfasi di valorizzare il nostro lavoro, di sottolineare la distanza tra allevatore e cagnaro, abbiamo instillato l’idea del “cane garantito“. 
Sempre più spesso, per ovviare, mi tocca fare il piazzista all’incontrario dei miei cuccioli: “eh, si, lo so fa tanta tenerezza, ma si ricordi che crescerà”; “certo, la razza apprende facilmente però a volte sono esuberanti”; “guardi sono vivaci ed affettuosi  però non sempre hanno voglia di coccole”; “certamente, i genitori hanno le lastre ufficiali, questo però non garantisce che saranno sani”.

In tempi di pandemia mi sono trovata anche ad insistere, ma siete sicuri di volere il cucciolo, proprio sicuri sicuri?, non è mai uscito dal giardino di casa causa lock down.Insomma, mi sembra che tutti ci siamo un po’ dimenticati, o abbiamo sottovalutato, che “garantire” un essere vivente e senziente è mooolto diverso che garantire un acquisto qualsiasi!
Dobbiamo cominciare a spiegare, o spiegare più chiaramente, cosa significa “garanzia” in un cane.
È garantire le migliori premesse, una buona partenza nella vita insomma.
È assicurare che un cucciolo nasca da genitori sani, controllati, equilibrati e seguiti, è accertarsi che il cucciolo dalla nascita abbia le cure migliori, l’alimentazione corretta, le profilassi vaccinali, contatti e interazioni con le persone, con altri animali, con ambienti e rumori diversi, che faccia esperienze, è lasciarlo partire accompagnato da un certificato veterinario  che ne verifichi la salute. 
Da qui in là, è un incontro di forze diverse che contribuiranno a sviluppare ogni individuo nella sua unicità, il suo carattere, i suoi tempi di adattamento e di apprendimento, i suoi gusti perchè no.
Forze diverse dicevamo: selezione  che offre il patrimonio genetico migliore possibile,  alimentazione, esercizio e  educazione corretti che danno ai geni gli strumenti per esprimersi, e poi madre natura… e anche la fortuna. 
In fondo è proprio questo il piacere di condividere il sentiero con un cane: lo scegli per le sue caratteristiche, ti innamori delle premesse… e poi hai una vita per scoprirlo fino in fondo.

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