giovedì 26 Novembre 2020

Coppa Oliver 2020: com’è andata

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Tra Sabato e domenica scorsi, si è conclusa la stagione di lavoro in acqua in Italia. Un immenso GRAZIE a tutti quelli che si sono profusi per far sì che almeno qualcosa si riuscisse a fare.
Nemmeno a dirlo, una stagione anomala, con poche gare in Italia e ancora meno in giro per l’Europa. Ma inutile piangere.
Siamo stati ospiti del gruppo di lavoro “Orsi del Tirreno”. Location, un piccolo laghetto nel comune di Coltano in Provincia di Pisa e più precisamente presso il lago “Le Tamerici”.
Il sabato brevetti sportivi Csen da una parte; Coppa Ursa/Oliver organizzata dal Cit (Club Italiano del Terranova) da un’altra: io Vi racconterò della gare Cit, quella a cui ho partecipato.
La domenica brevetti di lavoro sportivo e operativo Cit.

Facciamo un minimo di storia. La Coppa Ursa viene istituita, anno più anno, meno nel 1996 in omaggio al terranova appartenuta a Giorgio Seppia, attuale presidente del GLAP (Gruppo Lavoro in Acqua Pisa) e figura storica (e giudice) del Cit, ma in generale del mondo del lavoro in acqua. Per anni la Coppa Ursa è stata un appuntamento davvero importante per i terranovisti.
Io ricordo edizioni con tanti terranova iscritti e molti di buon livello.
Poi negli anni, purtroppo, i terranova sono numericamente andati in calando ed anche la Coppa, suo malgrado, ha perso un po’ di importanza. Negli ultimi anni poi, golden e labrador l’hanno fatta da padroni nel mondo del lavoro in acqua ed ecco che accanto alla Coppa Ursa è nata la Coppa Oliver, destinata ai cani non terranova.
Il regolamento è lo stesso, solo che sono due categorie distinte.
La riprova che i terranova iniziano davvero ad essere pochi si è avuta anche sabato: nella Coppa Ursa c’erano solo due iscritti.
Meglio, decisamente meglio la partecipazione numerica nella Coppa Oliver. Otto iscritti. Tra cui labrador, golden, la nostra chesapeake, un rottweiler e un incrocio.

Ho tre note da fare, che mi sento di fare, che credo sia giusto fare. Non vogliono essere delle critiche e spero non siano prese come tali. Vogliono essere davvero tre consigli costruttivi.
Il primo all’organizzazione. So per esperienza che organizzare una gara è difficile. Metterne insieme due, di due parrocchie diverse ancora di più. Però, se si vogliono fare, bisogna organizzarsi bene.
Non si può lasciare i concorrenti pronti ad iniziare la gara in un “impasse” di quasi un’ora perché manca il figurante o l’assistente… che è sull’altro campo e sta facendo il concorrente!
Si poteva magari pensare ad un’apertura di segreteria ritardata, in maniera da far arrivare con più con calma i concorrenti e dare modo ai componenti dell’organizzazione di fare anche loro le gare. Oppure attrezzarsi con più persone… bisogna evitare così tanto tempo morto, la gente si annoia ad aspettare.

Il secondo ai concorrenti. Da giudice e da concorrente penso che il giudizio che esprime il giudice sia insindacabile. Sempre. Ora si dirà “Certo, a te la gara è andata bene e fai presto a parlare”.
NO. Non è così.
I giudici vanno sempre e solo ringraziati, come del resto i figuranti. Senza di loro la gara non si potrebbe disputare.
Ogni giudice ha una propria sensibilità, un suo modo di vedere le cose, un suo modo di apprezzarle, una sua storia. Non si può, a mio avviso, andare dopo la gara a chiedere spiegazioni o chiarimenti. Finita la gara il giudice ritorna ad essere una persona normale, un amante della disciplina. La gara finisce per il concorrente e finisce per il giudice. Si va a bere insieme ma non si parla della gara.
Anche perché magari dopo aver visto 25 binomi fare 4/5 esercizi… non si può ricordare tutto.
Ultimo appunto lo faccio al Cit. Secondo me è il caso di rivedere un po’ le distanze di lavoro. Se la Coppa Ursa/Oliver è (e lo è!!!) riconosciuta come la competizione più importante in Italia, lavorare a 15, 20 metri di distanza un po’, a mio avviso, la si svilisce.
Ribadisco che questi sono tre punti che mi andava di sottolineare, spero senza fare la figura del professorino o del saputello. Consigli non richiesti.

Andiamo alla gara.
Detto di un attimo di attesa all’inizio, la giornata è poi corsa via più veloce e per me in piacevole compagnia. In gara c’erano i ragazzi della Sit, scuola italiana terranova guidata dall’amico Marco Zaccagni.
Marco si è presentato con i suoi tre cani: Blu (rott di 14 mesi), Doc (labrador di 9 anni) e Jack (incrocio che va per gli 11). Con lui altri tre componenti della sua scuola. Sara di Giovanni (già presente per i selettivi in Francia) con una labrador di 7 anni, Uffa; Marina Pitanti con Trudy, labrador di 4 anni, ed Erika Fabbri con Kira la sua labrador. A chiudere il lotto dei partecipanti io e la Mave e Riccardo Pavone con il suo labrador di sei anni, del gruppo GLAP.
Clima tra di noi davvero bello. Risate, battute ed anche commenti tecnici mentre uno per volta si andava in acqua.

Della giornata mi terrò stretta l’oretta passata a pranzo. Tutti i concorrenti seduti allo stesso tavolo, in grande allegria prendendosi in giro e stando bene insieme: non capita spesso, è capitato e sono felice di esserci stato.
Da questa piacevole pausa pranzo ne è poi venuta fuori la foto che ho chiesto alla redazione di mettere come foto d’apertura perché rappresenta, a mio giudizio, lo spirito della giornata, del lavoro in acqua, di questo sport.
Veniamo alla mia gara…
Partenza prima dell’alba. Sveglia alle 3.30, caffè e via. Trecento è rotti i km da percorrere. Purtroppo il venerdì sera causa nuovo Dpcm ho avuto una serata complicata. Lavorando per una multinazionale alimentare abbiamo avuto il nostro bel da fare per capire quanti dei nostri clienti venissero in qualche maniera penalizzati. E poi, allenando una squadra di ragazzi è intercorso un dialogo social con genitori ed i responsabili sportivi locali… che mi hanno davvero impegnato.
Tanto per dire, arrivato alle porte di Pisa, a viaggio pressoché concluso, mi sono accorto di non aver neppure acceso l’autoradio tanto ero assorto nei miei pensieri.
Arrivo al campo gara intorno alle otto, caffè e giro di saluti, triage ed iscrizione.
Da lì… via al sorteggio degli esercizi.

La Coppa Oliver prevede che i concorrenti vadano ad effettuare quattro esercizi (su nove) estratti a sorte. Esercizi non convenzionali rispetto ai soliti da brevetto sportivo. Giudici di gara Giorgio Seppia e Fausto Grazzini, coordinatore del progetto Italia in vista del Europeo. Bello il tempo, sole e temperatura piacevole. Piccolo a mio avviso il campo di lavoro in acqua, con una partenza non proprio agevole. Ma si è fatto!
Grande clima tra i partecipanti come detto e ripetuto, tanto che tutti noi concorrenti ci siamo messi insieme da una parte a guardare/commentare il lavoro dei colleghi. Esercizi estratti:
– recupero di un figurante caduto da gommone, mediante il polso;
– apporto di imbarcazione ad altra imbarcazione posta a 25 m. Trasbordo di due figuranti e ritorno a riva;
– recupero di doppio figurante partendo da gommone, uno facendolo attaccare agli anelli e rientro al gommone per poi andare a prendere l’altro per il polso e rientrare sempre al gommone;
– recupero di un figurante partendo da riva con la ciambella e rientro al gommone posto a 25 metri;
Devo dire alto il livello del lavoro svolto da parte di tutti i binomi. Io non ho visto lavorare Marco con Doc ed Erica con Kira perché erano uno prima e l’altra dopo di me ed io ero in preparazione, ma per tutti si parla di qualche sbavatura e non di errori veri e propri.

La Mave mi è piaciuta molto. Volenterosa e sempre con quella (bella, per me) fretta di fare subito. Il giudizio finale è stato davvero lusinghiero: 99/100.
Mi è stato tolto un punto sull’esercizio dell’apporto del gommone.
Io personalmente mi sarei tolto qualcosa anche sulle due prese al polso.
La gara si è decisa come nelle previsioni, punto a punto.
Abbiamo vinto noi con 99/100; secondo Marco con Blu con 98/100 e terza Marina con Trudy con 96/100.
Qui apro una parentesi. Come detto noi concorrenti si era tutti insieme più o meno a trenta metri dalla spiaggia di lavoro. C’era un giudice a terra e uno sul gommone. Dal nostro punto di osservazione (meno importante rispetto a quello dei giudici) era sembrato che il lavoro più pulito lo avesse portato a casa Marina, che per tutti è la vincitrice morale di questa gara. Bella da vedere, serena nel dare i comandi, pulito il cane nell’esecuzione. Poi sicuramente – e passo per paraculo – i giudici avranno notato qualcosa che noi dal nostro punto di osservazione non abbiamo visto.
Per dirvi di quanto fossimo convinti che avesse vinto Marina, io intorno alle 15 vedendo che non si muoveva nulla in merito alle premiazioni, e sapendo che viene premiato solo il primo classificato, ho salutato la compagnia e mi sono messo in macchina, dato che avevo ancora quattro ore e forse più di strada che mi aspettavano. Più o meno in cima alla Cisa hanno iniziato ad arrivarmi messaggini dove mi informavano del risultato. Subito dopo anche la telefonata di Fausto Grazzini, che mi ha ufficializzato il risultato.

Sono molto contento, è inutile negarlo. E non voglio negarlo!
Per me la Coppa Ursa/Oliver è stata nel tempo un qualcosa di veramente importante, inarrivabile soprattutto perché in alcuni esercizi servono tre figuranti… ad averli. Non sono mai riuscito a prepararla a dovere, arrivava sempre a fine stagione quando da noi faceva già freddo ed era più difficile stare in acqua. Poi con il tempo e molta fantasia sono riuscito a sopperire in qualche modo alla mancanza dei figuranti ed ad allenarmi meglio. In ogni caso un grazie lo devo a Luana Fantini che, anche in questa disgraziata stagione, quando ha potuto mi ha sempre dato una mano.
Grazie di cuore Lu!

Luana Fantini

Un grazie anche a Marco Zaccagni e al suo gruppo.
Quando posso, un allenamento con loro è sempre un piacere, un condividere una visione di lavoro ed una grande passione. Mi trattano come fossi uno di loro ed io lo apprezzo molto.
Chiudo volendo dare a questa gara anche una valenza internazionale con un occhio europeo: in questo sabato, secondo me, abbiamo visto in acqua tra i migliori binomi in circolazione ad ora in Italia. Anche con belle prospettive. Blu 14 mesi e Trudy di 4 anni possono solo che migliorare. La Mavi a piccoli passi sta maturando. Doc e Uffa sono due totali garanzie.
Io credo, sapendo che nel gruppo Italia ci rientrano a pieno titolo altri due/tre binomi di buon livello non presenti alla Coppa, che la squadra Italia potrebbe avere garantiti tre quattro anni ad altissimo livello.
Virus di merda permettendo.

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