martedì 25 Giugno 2024

Claudio Cazzaniga intervista Erika Bonzanni, Giudice Internazionale ENCI cani da soccorso

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Nome e cognome?
Erika Bonzanni.
Professione?
Architetto
Percorso cinofilo?
Conduttore cinofilo, giudice Enci per cani da soccorso, per un totale di quasi diciotto anni di attività.
Numero di cani, e quali?
Attualmente, tre pastori belga malinois (ma ho iniziato con i Border collie).
Attuale ruolo all’interno dellEnci?
Prima di tutto, socio e Conduttore di cani da soccorso, poi, per passione e per diletto anche Giudice, responsabile del settore soccorso nel CAPB (Club Amatori Pastore Belga), selezionatore della squadra per il mondiale 2022 per cani da soccorso e Coordinatore per l’organizzazione del mondiale 2022 cani da soccorso, che quest’anno si svolge in Italia, in provincia di Brescia, dal 17 al 21 di Agosto.

Senti Erika… ma all’Enci lo sanno che sei una donna? Te lo chiedo perché dando un’occhiata all’organigramma dell’Enci e alle varie commissioni, non si leggono tantissimi nomi al femminile…
(ride) Lo sanno, si…. Non mi sono mia posta il problema e non se lo è posto nemmeno chi ha deciso di credere in quello che faccio, minimamente!
Come sta il soccorso Enci in questo momento?
Non è solo il soccorso dell’Enci, é tutto il panorama del soccorso a livello Nazionale e a livello internazionale che sta crescendo. Attualmente in Italia è diviso in due percorsi, quello delle prove operative nazionali che si configura nella prova propedeutica di accesso agli esami operativi e la prova operativa a tutti gli effetti di sola ricerca, divisa per specialità: dispersi in superficie, in macerie e salvataggio in acqua. Al superamento di questo esami i cinofili non acquisiscono un titolo ma l’idoneità/diploma al cane a operare nelle ricerche reali a livello nazionale.
Questa è una prova che Enci ha strutturato e mette a disposizione dei vari Enti che poi sono preposti ai soccorsi sul territorio. Questa è l’unica prova in cui Enci si accolla le spese dei propri giudici. Non ci sono classifiche e non ci sono punteggi.

Cosa sono le prove IPO-R?
Sono test internazionali, anche loro divisi per specialità (superficie, macerie, pista, mantrailing, valanga e salvataggio in acqua) suddivisi per categorie. Dal livello più basso alla classe B/avanzata.
Propedeutico, livello A e livello B?
Sì. C’è per tutti una parte di obbedienza a punteggio e la prova di ricerca. Questi sono test internazionali riconosciuti FCI, giudicati da giudici FCI e con cui si assegnano titoli al cane, come i CAC e i CACIT.
E’ un settore che interessa?
Si, i numeri sono in forte crescita. Quest’anno organizziamo il TROFEO ENCI, ovvero il campionato italiano per cani da soccorso che vedrà la partecipazione di 65 binomi (di alto livello) e si decreteranno i Campioni Italiani per specialità. Da qui verrà poi selezionata una parte della squadra che andrà al mondiale.
Il tuo programma di lavoro?
Selezionare la migliore squadra possibile. Per fortuna il parterre da cui scegliere è ampio.
Quanti cani devi selezionare?
Sei cani per specialità, più le riserve ed i Team leader.
Quanti cani partecipano al mondiale?
Più di 150 cani da tutto il mondo.
Obiettivo?
Il mio obiettivo è quello di fare conoscere il più possibile la cinofilia da soccorso italiana all’estero. Attualmente, siamo considerati un po’ il “fanalino di coda” del soccorso. Ingiustamente, perché abbiamo binomi e preparatori fortissimi, e possiamo dire la nostra a livello mondiale facendola da protagonisti, e non come comparse.
Mio impegno è quello di dimostrarlo.
Come rispondono i club di razza?
Sto lavorando affinchè le prove da soccorso siano riconosciute anche dai Club e che siano test per la valorizzazione delle singole razze.

Appena insediata, qual è stata la prima cosa a cui hai dovuto mettere mano?
La cultura…
In che senso?
La cultura dei singoli cinofili. Che mancava.
Il fare capire quanto sia fondamentale una preparazione metodica, strutturata specifica ed approfondita. E l’informazione.
Manca l’anello di congiunzione tra chi segue la parte tecnica e i cinofili sul campo, e poi diffusa anche agli Allevatori, elementi fondamentali per avere un buon “prodotto”, performante e solido per le nostre prove. Mancano le informazioni reali sulla struttura delle prove di soccorso. Ma ci stiamo lavorando.
Senti Erika, una domanda un po’ cattiva. All’Enci lo sapete che esiste il lavoro in acqua?
L’Enci lo sa eccome, e vuole sviluppare il settore concretamente. Ora però c’è bisogno di gente che se ne occupi (e mi fissa negli occhi…), che faccia conoscere un po’ di più le prove operative e i test internazionali. Secondo me sono ben strutturati, ma vanno organizzate, diffuse. Bisogna fare informazione. Bisogna preparare i cinofili perché secondo me, anche qui c’è un bagaglio a cui attingere molto importante. L’Enci sa che c’è il lavoro in acqua, ci tiene e vuole ristrutturare il settore.
Lavoro in acqua Enci, come funziona?
Ci sono le prove operative che funzionano come le altre, prove propedeutica e operatività, diamo un riconoscimento al cane che può operare e poi sono i vari enti di soccorso ad utilizzarli. Attualmente è in corso una revisione degli esami operativi anche in acqua.
Poi ci sono i test internazionali…
Si i test internazionali che sono strutturati per livelli. Livello “V”, livello “A” e livello “B”.
Possiamo chiamarli regolamenti sportivi?
No, sono test internazionali. Credimi, è solo in Italia che vengono definiti gli “sportivi”. All’estero sono test che abilitano all’operatività reale.
Quale sarebbe la tua idea per riorganizzare l’acqua?
Iniziamo dal piccolo… nello stesso modo in cui abbiamo cercato di riorganizzare le altre prove IPO-R. Innanzi tutto organizzare prove di livello attitudinale, farle conoscere, diffondere le informazioni magari organizzando eventi conoscitivi.
Giornate di allenamento?
Qualsiasi cosa possa avvicinare i cinofili ed individuare soggetti che possano essere incanalati ad un discorso tecnico più approfondito.
Partiamo organizzando prove, anche se a livello numerico saranno pochi soggetti.
Il primo passo quindi è… fare sapere.
Claudio, il supporto dell’Enci c’è. La disponibilità c’è. Bisogna trovare appassionati che ci credano, che conoscano la materia ed abbiano voglia di diffondere in modo corretto. La cosa fondamentale è creare un occasione per fare conoscere la determinata disciplina e ti dico che dove lo abbiamo fatto la risposta è stata unanime… “ma io non sapevo!”.

Te lo dico sinceramente. Ho letto le prove IPO-R-V. La parte del lavoro a terra, rispetto alle prove che richiedono gli Enti sportivi è veramente più difficile.
Abbiamo due ruoli diversi, Enci assegna i titoli ai cani e non può venir meno a test che verifichino anche l’equilibrio e la stabilità dei cani, figuriamoci di cani che poi vanno a salvare vite. Però ti dico che io sono nella commissione FCI per la verifica dei nuovi regolamenti IPOR (viene infatti aggiornato ogni 5 anni) e le nuove regole, soprattutto quelle dell’obbedienza, saranno volte ad avvicinarsi sempre di più a un cane che poi sia adatto al superamento delle difficoltà reali.
E loro lo sanno che sei donna?
(ride) La FCI vuole un regolamento che sia sempre più performante.
Ma tutto ha una logica, una spiegazione pratica. Ti faccio un esempio Claudio, per capire. Hai ragione, l’obbedienza è richiesta ad alti livelli. C’è una parte di palestra, ad esempio il passaggio sull’altalena.
Ma perché è stata inserita? Perché un cane da soccorso si può trovare un ostacolo del genere e noi dobbiamo sapere se quel cane sa superare quel tipo di ostacolo. Il trasporto del cane è stato inserito perché il cane durante una ricerca potrebbe ferirsi e tu conduttore puoi avere la necessità di passarlo ad un’altra persona che ti aiuta.
Per cui?
Per cui anche nell’acqua dobbiamo spiegare, spiegare e spiegare il perché di certi esercizi, la logica che c’è dietro, il perché è stato pensato.
Dimmi la tua sui test internazionali
Per me sono il futuro, puro divertimento con il proprio cane con una finalità nobile e selettiva. L’approccio può essere fatto da un qualsiasi cinofilo, che abbia ambizioni di fare il campionato del mondo o con l’obiettivo anche semplicemente di superare la classe avviamento. Da lì poi la passione, e magari il lavoro per livelli dove ogni conduttore può trovare la propria dimensione.
Ci sono diversi binomi che hanno iniziato così, senza pretese, ed a oggi si stanno togliendo molte soddisfazioni… e magari, perché no, verranno al mondiale a rappresentare l’Italia.
Un tuo ultimo pensiero per concludere l’intervista
Venite a vedere le prove di lavoro per cani da soccorso, informatevi sui regolamenti e… Forza Italia 😉

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