mercoledì 22 Maggio 2024

Ciao, Samba

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Davide Beltrame
Davide Beltramehttps://www.tipresentoilcane.com
Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.

Quando un cane ci lascia non è mai facile, lo sa chiunque ci sia passato almeno una volta. Non diventa facile nemmeno quando ormai ci sei passato più volte.
In questo caso per me è particolarmente difficile, perchè parliamo di Samba.

E Samba non solo era uno dei nostri “morbidini”.
Samba era il cane di mia mamma, ed era anche l’unica rimasta tra i nostri cani a essere nata prima che io e Fabiana ci conoscessimo; in parte è stata anche un po’ la “causa” del nostro primo incontro: anche se il nostro principale Cupido poi è stato Tuono, io e Fabiana ci siamo visti per la prima volta quando mia mamma venne a prendere Samba, allevata appunto da Fabiana. Quella volta in realtà credo che io e Fabiana quasi nemmeno ci guardammo in faccia, del resto gli occhi erano tutti per i cuccioli di Medusa… chi avrebbe mai pensato che solo pochi mesi dopo ci saremmo fidanzati, e che qualche anno dopo avremmo messo su famiglia?

Insomma, Samba per certi aspetti era l’ultimo legame con la “fase precedente” della mia vita, e pensare che anche lei oggi non ci sia più fa davvero uno strano effetto.
Non saprei bene come definirlo… ovviamente non cancella nulla del passato, così come rimarranno sempre tutti i ricordi come è stato per ogni cane e per ogni persona a cui abbiamo dovuto dire addio in questi anni, però avete presente quando magari guardate qualche vecchia foto e vi sale un po’ di malinconia, specialmente se la foto raffigura qualcuno a voi caro che oggi non c’è più? Ecco, un po’ così.

Oltre ai sentimenti personali, credo che per molti lettori di Ti presento il cane Samba fosse un po’ di famiglia, soprattutto perchè Valeria raccontava nel “Caro Diario” le (dis)avventure quotidiane con la cucciola.
Già, la cucciola: sembrerà strano, ma io e mia mamma era dai tempi della “bisbol” (all’anagrafe Swowwhite, meticciona DOC adottata nei primi anni ’90 e vissuta fino alla veneranda età di 18 anni) che non avevamo un cucciolo in famiglia (Bolo e poi Bisturi erano arrivati già “nonnetti”).


Ed era proprio da quando venne a mancare Snow, nel 2010, che non perdevo un cane con cui avevo convissuto sin da quando era cucciolo… certo, non fa una grossa differenza, il dolore è sempre grande, però inevitabilmente più tempo insieme vuol dire più ricordi, il cucciolo è spesso un piccolo uragano che di cose buffe da raccontare e ricordare ne offre davvero tante (come dimostra appunto il Caro Diario), insomma… qualche differenza c’è.
Samba poi in particolare era decisamente un uragano travestito da cane, non a caso si era guadagnata il soprannome di borderweiler, non solo per il suo essere decisamente vivace ma soprattutto per la sua ricarica rapida: dopo ore di caos, si riposava 5 minuti e poi era pronta a ripartire per altre ventordici ore. Il coniglietto della Duracell avrebbe rosicato un sacco… e a Bisturi, che Samba l’ha cresciuta (e supportata), è sicuramente valsa una bella fetta di santità.

Il suo essere “casinista” e vivace è comunque sempre e solo stato incentrato sul gioco (okay, magari anche sul mordicchiare qualche ciabatta…), ma a parte magari essere un po’ snervante e un po’ “coccodrillesca” nella sua infanzia, Samba è sempre stata un cane semplicemente meraviglioso.
Non trovo un termine più adatto per definirla considerando che non solo ha visto tanti cambiamenti e ha vissuto sempre il tutto con la massima tranquillità, ma soprattutto è sempre stata super-affidabile: sin dai tempi in cui al Debù giocava con praticamente tutti i cani dei clienti di mia mamma è sempre andata d’accordo letteralmente con tutto e tutti, ha convissuto con altri cani, gatti, polli senza che ci fosse mai il minimo rischio che facesse male a qualcuno, poteva anche interagire con cani molto più piccoli di lei perchè prestava particolare attenzione (e per un rottweiler non è proprio lo standard, essere delicato!)… e avere un cane di cui puoi fidarti così tanto è davvero una gran cosa.

Anche l’enorme cambiamento che ha dovuto vivere quando mia mamma ci ha lasciati e Samba è passata dalla vita in appartamento come “figlia unica” (Bisturi era venuta con me quando ho iniziato la convivenza con Fabiana) alla vita di allevamento con altri rottweiler lo ha affrontato senza il minimo disagio.
Certo, un po’ era già abituata perchè quando Valeria era impegnata con gli stage e i corsi o con le puntate di “Cronache animali” noi ospitavamo Samba (solitamente dal venerdì alla domenica), ma un conto è la situazione occasionale, un conto cambiare totalmente vita e punti di riferimento.
Lei invece, forse avendo appreso da Bisturi l’arte di essere zen e farsi scivolare addosso qualsaisi cosa, è sempre rimasta la stessa.
E’ arrivata da noi convivendo inizialmente in casa con Destiny e Bisturi, poi è stata inserita del “gruppo rottweiler” con Tuono e Medusa (sua mamma) e dopo un breve periodo di lavoro e adattamento (necessario più per Medusa che per Samba) potevano uscire tutti e 3 insieme abbastanza tranquillamente, ha visto arrivare negli anni diversi cuccioli di ogni tipo (Destiny, Aladino, Pasticcino, Ondina e Mandriano… se ci limitiamo ai cani!) e con tutti loro è sempre andata d’accordo: ancora negli ultimi giorni, prima che la sua salute si aggravasse improvvisamente, ha fatto qualche uscita con il gruppo dei “piccoletti” (e con contorno di polli vari, ovviamente).

Anche con i gatti Samba è sempre stata super-affidabile, compresi quelli che non ha conosciuto da piccola. Ed è superfluo dire che con Giada sia sempre stata un tesoro.
Certo, con lavoro e impegno, o con cani già abbastanza portati, sono comunque risultati ottenibili… ma per un rottweiler non è esattamente la norma, del resto sia Rebecca (la nonna di Samba) che Medusa (sua mamma) non erano altrettanto “zen”. Sicuramente da un lato ha influito essere stata cresciuta da Bisturi, ha fatto una bella parte il lavoro fatto da Valeria con Samba piccola, ma di base è comunque sempre stata una cagna profondamente buona.

Mentre ero vicino a lei alla fine, le ho detto proprio questo, che era una brava cucciola, e che era sempre stata meravigliosa.
Poi mi è venuta in mente la foto qui sotto. Perchè ci avevano già lasciato Valeria e Bisturi, e ora stava per lasciarci anche Samba. Non so se ci sia qualcosa “dopo”, ma se è così voglio pensare che adesso stiano di nuovo sorridendo insieme.


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3 Commenti

  1. Dispiace tanto. Leggevo e rileggevo Valeria sui segugi… Oggi pensavo di seguire Valeria su FB….che tristezza…adesso lei addestra animali là. ❤️

  2. Che dispiacere! Ricordo bene Caro diario, davvero piacevolissimo come del resto tutti gli articoli e libri di Valeria. Vi sono vicina, buon ponte Samba salutaci Bisturi e dici a Valeria che i suoi lettori sentono la sua mancanza

  3. Mi associo al vostro dolore che conosco perfettamente. Mi dispiace tantissimo perché ho letto i libri di Valeria e seguito da sempre i vostri Webinar e Samba un pò era entrata come di famiglia. Ciao Samba, buon ponte

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