mercoledì 22 Maggio 2024

Challenger Europeo ICFWD: com’è andata

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Ci ho messo davvero tanto a partorire questo articolo.
Ma mi serviva tempo per trovare le parole giuste.

Domenica 3 settembre si è disputato, nella splendida cornice dei laghi Marconaga di Gonzaga, il Challenger Europeo per cani da soccorso nautico sportivo.
Organizzatore il Team Italia, che da un anno lavorava alla messa a punto della gara.
Deus ex machina dell’evento senza dubbio Fausto Grazzini e tutta la sua famiglia che si sono prodigati nel mettere a punto la macchina organizzativa pensando a tutto a tutti i livelli. Segreteria, premi, presentazioni… tutto.
A supporto chiaramente tutti noi che abbiamo fatto parte del Team Italia, chi portando i gommoni, chi i motori chi il resto dell’attrezzatura, chi pensando a pranzo e cene…. ma sicuramente Fausto merita la citazione.

Sabato 2 settembre i Team hanno avuto la possibilità di provare per un oretta il campo gara in acqua. Poi presentazioni delle squadre, estrazione degli esercizi e cena conviviale.
Quattro i Team in concorso. L’Italia con cinque binomi, la Francia cinque binomi, la Germania quattro binomi è la Danimarca un binomio. Pochi? Pochini, sì… Ma questo è quello che offre il panorama europeo.

Giudici di gara Fausto Grazzini (Italia), Denis Le Berre (Francia), direttore dell’evento Walter Wehler (Germania) e giudice traduttore Koen Vanlanduyt (Belgio).
Bella la giornata, soleggiata, calda, ideale per un evento del genere.

Esercizi sorteggiati:
– gommone alla deriva partendo da gommone;
– Apporto di ciambella a figurante,trasporto al gommone, scambio di cime e rientro a riva trainando il gommone;
– Doppio figurante di cui uno diventa inanimato dopo cinque secondi che il cane inizia la nuotata;
-Apporto di cima a materassino.
Oltre ad una parte di lavoro a terra.

Gli esercizi possiamo dire che non erano difficili, anzi ea più parti si sosteneva che nel gruppo tra cui si poteva pescare sono sicuramente usciti i meno difficili.
Però a volte è proprio lì che casca l’asino. La sottovalutazione della difficoltà, la tensione, le pressioni… fanno si che ciò che appare facile, si possa incasinare, senza un particoalre perché.

Essendoci un cane in calore (la mia), l’organizzazione a maggioranza ha deciso di fare lavorare da prima i cani maschi sia a terra che in acqua. Poi le femmine. La decisione ha sollevato qualche malumore, ma la maggioranza vince è così si è fatto.

L’Italia si è confermata campione d’Europa nella classe individuale con la bella affermazione di Gabriella Helbling con la sua Buonita che fin dal lavoro a terra si è messa tra le prime posizioni e non ha più mollato fino alla fine. BRAVA!
Il Team Italia si è classificato al secondo posto nel medagliere a squadre, dietro alla Germania. Terzi i francesi.

Ottimo il lavoro fatto da Marina Pitanti e la sua Trudy e da Rinaldo Scateni con Otello. I miei complimenti anche a Giuseppe Codato con Emy: il suo punteggio non ha fatto classifica (si consideravano i primi tre binomi per nazione), ma al suo debutto su un palcoscenico così importante è stato davvero bravo. Un grazie anche al nostro Team Leader Marcello Mura, subentrato in corsa a Fausto Grazzini chiamato a giudicare. ha retto bene l’urto e portato in fondo la competizione.

Un grazie anche a Marino dall’Armi, figurante ufficiale della manifestazione, a Marco Zaccagni, Carlo Ongaro e al mio Tommaso che si sono alternati alla guida dei gommoni. Grazie anche alla segreteria dove Sabrina Scarpa, Alessandra Ferrero e Maria Grazia dall’Armi hanno svolto un ottimo lavoro.
Grazie a Andrea Grazzini che ha lavorato per due giorni utilizzando il drone e realizzando un bellissimo video che trovate qui sotto.
Chiudo ringraziando Virginia Cardelli, che ha documentato tutta la giornata sui social.
Spero di non aver dimenticato nessuno.

Non mi sono soffermato molto sulla descrizione del lavoro perché onestamente l’ho visto poco. Da qui in avanti per me è un po’ difficile continuare a scrivere, perché dovrei entrare in un discorso molto personale che onestamente non ho voglia di fare e probabilmente non avrebbe senso fare.

Però ho sempre condiviso le mie gioie e le vittorie con voi lettori di Ti presento il cane e con chi ha la bontà di leggermi e quindi trovo giusto e corretto di raccontare quando va male, malissimo e a livello personale accuso un dramma (sportivo, si intende, i drammi veri sono altri).

La nostra gara (da campioni in carica uscenti) è durata il tempo della presentazione ai giudici: la lettura del microchip è una fase di controllo da parte dei giudici.
Poi, quando il giudice francese ha iniziato il controllo di collare e imbrag,o la Mave ha tentato di mordere.
Fine della nostra gara. Espulsione e squalifica immediata.
Fortunatamente il giudice non è stato preso e non ha riportato nessun danno.
A dirla tutta, la Mave non ha morso. Dalle mie parti si dice “ha scacciato”, cioè ha mandato un avvertimento. Ma il regolamento parla chiaro. Non è ammesso. Nulla da eccepire.
Mi sono scusato con i giudici, l’organizzazione e il mio Team.

Forse il calore in corso, il caldo… non so dire cosa sia successo.
Ho avuto anche un crollo nervoso dopo l’accaduto e questo chiaramente mi ha tolto lucidità e capacità di giudizio di tutto ciò che è successo durante la giornata.
Grazie di cuore alla mia Claudia ed al mio Tommaso per essermi stati vicini: per fortuna erano con me. Grazie a tutti gli amici soprattutto francesi che sono poi venuti a sincerarsi di come stavo. Questa è la parte più bella di questo sport.

Ho dovuto postare sui miei social il video di ciò che è accaduto e senza problemi lo allego a questo articolo. Per due motivi:
Il primo perché come già dette bello postare le vittorie, ma bisogna anche postare gli errori.
Secondo, perché a poche ore dall’accaduto mi sono arrivati messaggi dove mi si chiedeva se il giudice aveva ancora le dita, se fosse in ospedale e cose di questo genere. Per cui ho postato il video così che tutti potessero vedere.
Poi dei giudizi delle persone… chi se ne frega. Come sempre i social sono fonte di libero sfogo per tutti. Non ho risposto a nessuno, e a nessuno risponderò.

Non ce l’ho con i giudici, non ce l’ho nemmeno con il mio cane.
Mi spiace solo aver visto tra tanti visi (presunti) amici molti sorrisini… pazienza.
È successo, non doveva.
Ho chiesto scusa.
Ci sto male anche a distanza di molti giorni, ma come sempre passerà.
Rinnovo i mie complimenti a Gabriella ed a tutto il Team Italia. Bravissimi!

Confermo anche che per me l’esperienza Italia si ferma qui.
La Mave, al di là di quello che è successo, a fine anno termina il suo percorso in acqua e si gode la meritata pensione, mentre io ho bisogno di una pausa e di rimettere insieme un po’ le idee.
Per me all’orizzonte ci sono altri progetti ed altri impegni. Ma ci sarà modo di raccontarvelo.

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