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Il “mio” primo parto…

di DONATELLA TINARI – Volevo rispondere alla ragazza che asseriva che i cani di razza “vivono un paio d’anni al massimo” portando la mia testimonianza, per aver piacevolmente condiviso 12 anni  con un leonberger, 13 anni con una terranova e 15 anni con una Golden Retriever.  Inoltre attualmente vivo con tre leonberger maschi, uno più sfigato dell’altro, comprati da un allevamento piuttosto conosciuto nell’ambito di questa razza e una femmina, comprata ovviamente (mi sarebbe anche piaciuta l’esperienza di comprare un cane non sfigato…era mio diritto, no?) presso un altro allevamento italiano, in cui gli allevatori sono anche veterinari.
Con questa femmina abbiamo deciso di avventurarci nell’esperienza di una cucciolata. Per dirla tutta, io avrei voluto sterilizzarla, perchè ha avuto tre false gravidanze… ma quando ho contattato l’allevatrice per comunicarle questa decisione lei ha convenuto che quella poteva essere una soluzione per evitare possibili complicanze, ma che l’alternativa dell’accoppiamento sarebbe stata una magnifica esperienza per noi, come famiglia, anche perchè da professionista lei considera un peccato non fare accoppiare un esemplare così tipico, giovane e sano.
Abbiamo scelto un maschio che vive a 1100 km da noi e quindi ci siamo sciroppati 2200 km, “solo per un cane”…
L’abbiamo scelto, oltre che per una questione morfologica, anche per il discorso caratteriale e perchè, avendo a disposizione il database con i pedigree di tutta la genealogia e con la registrazione della data e della causa del decesso degli antenati e dei loro parenti (breeding e sibling) abbiamo verificato che questo cane avesse una buona genealogia anche in termini di salute.
Inoltre ho visto che questo stallone generava sempre bellissimi cuccioli, indipendentemente dalla “moglie”: tutte le sue cucciolate gli assomigliano e Facebook  in questo senso è una grandissima risorsa che abbiamo a disposizione per entrare in contatto con tutto il mondo che ci interessa.

Il 7 maggio scorso, una settimana fa è nata la piccolina, figlia unica. Da un punto di vista umano esultavo per il fatto che non avrei dovuto separarmi da nessun cucciolo (ovviamente era nostra intenzione tenerci un cucciolo della Sally!) dall’altro, da un punto di vista di mia personale curiosità, avrei gradito avere più cuccioli per verificare anche in questo caso l’omogeneità dei soggetti, figli di quello stallone.
E’ appunto da lunedì 7 maggio che io trascorro le mie notti vegliando che la mamma non schiacci inavvertitamente la figlia e mi sono anche resa conto che il lavoro dell’allevatore, se fatto con passione e con coscienza è un lavoro sottopagato. Molto sottopagato.
Tra gli esami preventivi (solo la lastra per verificare anche e gomiti e la sua lettura ufficiale costa 250 euro; l’esame per la polineuropatia LPN1, che effettua l’università di Berna, altri 110 euro tra esame, spedizione e bonifico), la profilassi, la scelta della corretta alimentazione, gli integratori… insomma…se ogni allevatore si dedicasse davvero in modo scrupoloso al periodo prenatale e neonatale, da un punto di vista anche dello sviluppo corretto psico-fisico dei cuccioli… i cuccioli avrebbero un costo astronomico!
Al di là dei costi necessari per un giusto accoppiamento sto sperimentando a livello umano emozioni davvero fantastiche. Anche nei momenti in cui mamma e figlia riposano insieme tranquille, dopo la poppata, spesso – anzichè approfittarne per dormire – mi incanto a guardarle. Stanno inondando la nostra vita di endorfine e buonumore.  Mi sembra un miracolo la vita, la nascita, la natura.
Ma voglio raccontarvi anche l’esperienza del parto… a partire dal momento in cui abbiamo scoperto che la cucciola era una sola!
Dalla lastra che avevamo fatto il 57° giorno Alberto, il mio vet, mi aveva detto che lui ne vedeva solo uno…e che era podalico…
Invece quando avevo fatto l’eco le veterinarie avevano detto che sembrava che ce ne fossero tre.
Sally è stata davvero brava. Ancora una volta mi ha dato una fiducia che ritengo immeritata ma che mi ha commossa fino alle lacrime.
Quando ha perso le acque ho subito chiamato una cara amica che alleva labrador e ho approfittato della presenza di Ettore, mio marito, per andare in bagno, farmi la doccia e lavarmi i denti (avevamo appena terminato un pranzo molto easy, perchè eravamo tutti fintamente calmi!)

Ero appena uscita dalla doccia, mi stavo lavando i denti e la mia amica aveva appena parcheggiato la macchina: sento che Ettore la accoglie e dopo pochi istanti mi lancia un urlo:”DONI, VIENI. SUBITO!!”
Oddio, mi sono infilata la prima camicia che avevo, jeans a tempi di record e mi sono precipitata in cucina: Sally iniziava con le doglie e mi cercava…
Erano le 13.05.
Appena sono arrivata mi ha seguita (io ero molto fintamentissimamente calma) e senza troppe smancerie mi sono seduta nella cassa parto. Lei si è sdraiata accanto a me, con la testa sulle mie gambe. Quando arrivavano le contrazioni si irrigidiva tutta la schiena, lei diceva sottovoce “mmmm” e io trattenevo il fiato.
Quando le contrazioni passavano le dicevo: “Brava, tesoro!” e lei contenta di sè e di me mi baciava.
Terrorizzata dal parto del cucciolo singolo mi prefiguravo anche un bel cesareo d’urgenza con il cucciolo incastrato a metà del canale uterino. Sono brava di mio a fare i film e la Clara (l’allevatrice di Sally) aveva confermato i miei timori. Mi aveva consigliato il cesareo e io ho invece dato retta ad Alberto, che mi aveva detto: “Se la priorità di vita la dai alla mamma, in questo momento ti consiglio di aspettare che la natura faccia il suo corso. Se vuoi questo cucciolo a tutti i costi facciamo il cesareo. Non è che col cesareo si metta a repentaglio la vita di Sally, ma sicuramente poi occorre dedizione alla ferita, rischio di infezioni, antibiotici per un po’…”
Lui in sostanza avrebbe fatto il cesareo solo di fronte a un’urgenza. E io ero terrorizzata al pensiero di non riconoscere l’urgenza. Avevo l’amica esperta e l’ho detto a Clara: ma Clara mi diceva che i Labrador nascono anche correndo, anche mangiando. Sono una passeggiata rispetto ai leonberger…
Quindi potete immaginare come io mi sentissi.

Pensavo di trascorrere ore e ore in questa maniera. Invece alle 14,45, con grande sorpresa, la mia amica sgrana gli occhi e mi dice: “Doni, ci siamo!”
Ho fatto appena in tempo a mettermi sulle ginocchia per guardare e lei me l’ha scodellata in mano, senza fatica, senza sofferenza, con la placenta intatta e un piccolo mostriciattolo nero che si intravedeva.
Sally sembrava aver letto tutte le enciclopedie di questo mondo e ha fatto ciò che la natura le ha insegnato: ha aperto la placenta (la bimba non era più podalica, ma si è girata… magari i massaggi di Ettore sul piede di Sally per girare il “bambino” hanno funzionato!), ha reciso il cordone ombelicale intanto che io con le forbici lo tagliavo un po’ più in alto e ha mangiato la placenta.
Tutto questo non è stato immortalato perchè Ettore purtroppo nel frattempo era andato in bagno e si è perso questo momento clou…
Un miracolo, la nascita, davvero… mi spiace che non l’abbia vista. Sarà per la prossima volta!?!
La bambina era minuscola e sembrava che non ricordasse niente di tutte le centrifughe che la sua mamma pazzerella le ha fatto fare, nei suoi due mesi di gestazione…aveva solo leggermente un riflesso di movimento, ma bisognava aprirle la bocca per indicarle che doveva mangiare. Poi, mano mano che trascorrevano le ore le sue zampette acquisivano sempre più forza…

Al momento della nascita pesava 380 gr.
Alle 23 pesava 410 gr.
Dopo due giorni, pesava 470 gr.
Oggi, che è l’8 giorno ha praticamente raddoppiato il suo peso alla nascita. Stamattina pesava 740 gr.

Sono uno spettacolo. Mi incanto a guardarle.
La prima notte l’ho passata totalmente in bianco, per aiutarla ad attaccarsi e per vegliare che Sally non la schiacciasse. Il giorno dopo non sono riuscita a dormire nemmeno 5 minuti per l’adrenalina che avevo addosso. E la notte successiva ho dormito in totale 2 ore ma mi sentivo riposatissima, al “risveglio”.
Sally mi sta insegnando tante cose. Lei non interviene per aiutarla. La osserva e aspetta che risolva il suo problema. Quando Belle striscia, lo fa percorrendo una linea tonda e piange finchè non sente il calore della Sally. Ha le orecchie e gli occhi chiusi. Si apriranno intorno al 20simo giorno… eppure comunicano tra loro che è un incanto!
Certo, mi spiace che non abbia fratelli e sorelle con cui condividere le prime settimane di vita ma l’idea di non dovermi separare dai fratellini mi toglie un pensiero.
In fondo posso dire di tenere tutta l’intera cucciolata!

Dopo una settimana... la scarpina sembra decisamente più piccola!