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Mantrailing: troppe polemiche e poca collaborazione per i bloodhound

di ROBERTA BOTTARO – Sono sorte alcune polemiche in merito all’intervento effettuato da SwissMissing durante la ricerca di Salvatore Calì, gelataio 62enne scomparso da Ceriale (SV) la mattina del  2 maggio 2012.
Vorrei parlare di questa storia non solo come membro operativo della K9 Dog Unit – Mantrailing Division di SwissMissing, ma anche come cinofila e come ligure.
La storia del nostro intervento è innanzittutto la storia di un fallimento: eravamo lì per ritrovare una persona scomparsa e abbiamo mancato l’obiettivo. Io e Ivan non siamo stati in grado di aiutare la famiglia e Basco, il nostro bloodhound, non è stato in grado di seguire il trail per tutti i 1100 km che ci separavano da Salvatore.
Ma è stata anche la storia di due grandi successi: il primo, e più importante, per la famiglia Calì che ha potuto riabbracciare il padre rientrato a casa spontaneamente dopo 5 giorni e il secondo per Basco che ha fiutato diversi km di un trail iniziato ad Albenga presso gli uffici Equitalia e conclusosi in Puglia.
Salvatore, attraverso un comunicato stampa diffuso dal figlio, ha confermato di aver percorso in autovettura il tragitto fiutato per ore da Basco,  il quale ci ha condotti correndo, arrivando allo sfinimento fisico, lungo le strade di Albenga, attraverso i vicoli stretti del centro storico e la sabbia degli stabilimenti balneari ancora deserti.

La notizia della permanenza di Salvatore in Puglia è stata l’occasione per alcuni per screditare il lavoro dei Bloodhound e dei cani da mantrailing.
Il mantrailing è una disciplina complessa che permette di seguire la traccia di una singola persona tra tutte le altre grazie alla traccia olfattiva che, attraverso il decadimento cellulare, ciascuno di noi lascia nel mondo.
I fattori che influenzano la riuscita del trail sono molteplici: condizioni meteo in primis.
Basco ha lavorato in giornate colpite da quel vento di riviera che noi liguri conosciamo bene, un vento che non risparmia niente e nessuno, tantomeno l’odore di Salvatore, partito in macchina da Albenga in direzione Puglia.
E il naso di Basco,  nelle giornate del 4-5 maggio, ha sbagliato di poco: è partito da Piazza Nenni, luogo di inizio trail  vicino alla sede Equitalia da cui era partito Salvatore la mattina del 2 maggio e si recato sino al lungo Centa (meno di 600 metri dalla sede Equitalia) per poi lanciarsi a capofitto lungo il mare.
Il secondo giorno ci aveva anche condotti alla sede di Equitalia, ma probabilmente a causa del forte vento era tornato al lungo Centa.

Mi rendo conto di quanto sia difficile per un umano, abituato a vivere il mondo attraverso il proprio sguardo, accettare che un cane riesca a seguire una traccia odorosa lasciata da un uomo partito in auto 72 ore prima l’inizio di un trail, ma vi chiedo di fidarvi e spegnere le polemiche intorno al mantrailing ed ai bloodhound.
Vi chiedo di farlo non perchè voglio i complimenti come cinofilo, ma perchè credo che tutte le associazioni impegnate nella preparazione di cani da mantrailing (SwissMissing, il nucleo cinofilo dell’Associazione Nazionale Carabinieri, il Soccorso Alpino Italiano, la Polizia Svizzera ed Americana, le realtà associazionistiche italiane ed europee, ecc.) si meritino un riconoscimento per il lavoro svolto quotidianamente con impegno e serietà.
Vi chiedo di farlo perchè i cani si sacrificano per seguire il loro obiettivo: ho visto il cane con cui vivo mettere davanti a tutto il trail. L’ho visto rischiare la vita diverse volte, ma continuare per la sua strada fino allo sfinimento.
Vi chiedo di farlo perchè i nostri cani, siano essi Bloodhound o cani di altre razze specializzate in mantrailing, anche se è vero che non sono infallibili e non danno garanzie, possono essere un valido aiuto per la ricerca delle persone scomparse.
Vi chiedo di farlo perchè non c’è una disciplina da soccorso migliore di altre: ci sono discipline più idonee in un intervento e altre più idonee in altri interventi.  Sarà soltanto quando riusciremo a unire le forze e le professionalità che potremo veramente aiutare le persone scomparse.
Spegnete le polemiche, tutto questo non giova a nessuno. Tantomeno alle persone che non riescono a trovare dentro di loro la forza di tornare a casa, come invece ha fatto Salvatore.