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Quelli che… fanno Disc Dog

Questo articolo lo leggeranno in quattro gatti, anzi otto: i quattro gatti che fanno effettivamente Disc dog e gli altri quattro gatti che li conoscono (tre dei quali li criticano).
Il resto del mondo – anche cinofilo – pensa che il “Disc dog” sia una discoteca. Oppure lo confonde con il  Doggy dancing (che a sua volta si chiama anche Free style e quindi viene confuso con i salti acrobatici sugli sci o in moto. Segue un attimo di vistoso smarrimento quando spieghi all’interlocutore di turno che è uno sport che fai col cane).
Una volta che sei riuscito a spiegare di cosa si tratta, l’interlocutore di turno si illumina tutto il viso: “Ahhhh! Ho capito! Vabbe’, ma che sport sarebbe? Anche il mio cane gioca col frisbee!”.
Quelli che fanno Disc dog, a quel punto, vorrebbero mangiarsi il frisbee (o farlo mangiare all’interlocutore): ma in fondo provano un guizzo di simpatia perché, se non altro, l’interlocutore non gli ha detto “Ah, ma è quello sport che distrugge i cani?”, come invece sostengono i criticoni.
Ora, io posso anche capi’ che si preoccupi la Sciuramaria col cane che dorme nel letto, poi si alza e si trasferisce sul divano, poi esce per la pisciatina, rientra stanchissimo e si ripiazza sul divano: ma che chiami il Disc dog “spaccacani” gente che i cani li fa saltare giù da palizzate di due metri, o che li lancia a trecento all’ora per poi impattare di colpo su una manica…ecco, mi suona leggermente strano.
Un po’ come se Schumacher dicesse a Brumotti: “ma sai che tu fai uno sport pericolosissimo?”.

Più strana di tutte, però, mi è suonata l’affermazione di un’allevatrice-addestratrice che sosteneva – non ricordo se su FB o su qualche forum – che il collare elettrico fosse uno strumento normalissimo, una cosina simpatica, insomma, e che l’ENCI facesse bene a voler organizzare corsi per insegnare come usarlo, e che quelli contrari al suo uso avrebbero dovuto prendersela piuttosto con quei macellai delinquenti che facevano Disc Dog, perché loro sì che massacrano i cani.
Ora, è vero che il mondo va alla rovescia, e che il mondo cinofilo va ancora più alla rovescia del mondo normale: ma a tutto dovrebbe esserci un limite, santapupazza.

ASPETTO GENERALE: mediamente giovane e mediamente magro, perché il Disc dog è una disciplina per atleti (anche a due zampe): in realtà, però, si vede anche qualcuno che esattamente magro non è.
E neppure esattamente giovanissimo.
Grassi e magri, alti  e bassi, giovani e meno giovani sono comunque accomunati dall’aria un po’ svagata (stanno sempre e solo pensando alla prossima gara o al prossimo stage), dal tic nervoso al polso destro (che ogni tanto, inspiegabilmente, scatta all’indietro e poi in avanti) e dal fatto di parlare continuamente di dischi volanti.

Ne consegue che quelli che fanno Disc Dog stanno  normalmente da soli, o tra  loro simili.  Difficilissimo che abbiano rapporti con altre persone; quando li hanno vedi immancabilmente le altre persone che li osservano, li ascoltano e poi si fanno venire anche loro uno strano tic nervoso che consiste nel picchiettarsi la tempia con l’indice.

CARATTERE ED ATTITUDINI
: quelli che fanno Disc dog, specialmente in Italia, hanno due soli scopi nella vita: il primo, ovviamente, è quello di lanciare dischi ai cani. Il secondo è quello di diffondere e far conoscere la loro disciplina, in modo che non la pratichino più in quattro gatti ma che diventi LA disciplina cinofila universale.

Purtroppo, per raggiungere il loro scopo percorrono immancabilmente strade discutibili, tipo:
a) parlare sempre e solo di dischi volanti e di cani volanti, passando per matti con chi non li conosce e portando all’esasperazione quelli che invece li conoscono, specialmente fidanzati/e e mariti/mogli (quelli che fanno  Disc dog, a meno che non si accoppino tra loro, sono quasi sempre single o divorziati);
b) esagerare platealmente le meraviglie del loro sport e soprattutto delle loro gare e dei loro stage, nella speranza di fare proseliti  (come in: “Domenica c’è il campionato intergalattico di Disc dog nel più grande stadio italiano”. Traduzione: gara di club nel campetto del prete).
A volte qualche ingenuo amico ci casca e li segue entusiasta portandosi i pop corn, la bandiere e le vuvuzelas: quando arriva sul campo di gara (sempre in culo ai lupi,  brullo e semideserto. Cani iscritti: cinque. Spettatori: otto) senti il CLANG  della sua mandibola che casca per terra.
L’amico comincia a ruminare pop corn (e meno male che si è portato quelli, perché ovviamente non c’è traccia di ristoranti, bar e tantomeno chioschi nel raggio di chilometri) e pensa: “Vabbe’, sono in pochi, almeno si torna a casa presto”.
Invece no, perché ogni cane è iscritto a millemila specialità diverse, con fumosi nomi inglesi come Distance Accurancy, Time Trial, Obstacles Course eccetera.

Allora l’amico pensa: “Vabbe’, almeno si vedranno tante cose diverse”.
Invece no: si vedono sempre cani (effettivamente volanti) che zompano per afferrare un disco (effettivamente volante: e qui, se non altro, l’amico si toglie il dubbio che quello che fa Disc Dog fosse un pazzo con la fissa dell’ufologia. Cioè, capisce che “è” un pazzo, ma con una fissa diversa).
Se l’amico non era solo un amico, ma un/una fidanzato/a o marito/moglie, il giorno dopo tutto il suo quartiere potrà sentire chiaramente l’urlaccio: “O il frisbee o ME!” proveniente dalle mura domestiche.
Mezz’oretta dopo vedrà uscire di casa quello che fa Disc Dog con le valigie e il cane, perché quello che fa Disc Dog non ha MAI la minima esitazione: sceglie il frisbee.
Se l’amico, invece, era  un semplice amico, dopo una prima oretta in cui effettivamente si diverte, perché i salti dei cani sono spettacolarissimi, comincia  a rompersi le palle e prova ad ingannare il tempo scambiando due parole con gli altri spettatori (che nel frattempo sono aumentati un po’), scoprendo immancabilmente che sono tutti olandesi.
Parlano anche tutti perfettamente l’inglese: peccato che l’amico non lo sappia.
Parte allora alla disperata ricerca di un italiano, prendendosi: a) un frisbee nei denti; b) un cane nel muso; c) un cazziatone dal giudice per aver invaso il campo di gara. Ma alla fine riesce nel suo intento: trova davvero una coppia di italiani, che parla italiano. Non distingue ancora bene le parole, ma capisce che è italiano.
Quindi si avvicina, e la prima frase che sente è: “Ma secondo te, dopo l’allenamento aerobico ci vuole sempre un po’ di streching?”. Vedendo contemporaneamente arrivare un border collie con un frisbee in bocca, l’amico devia rapidamente e parte alla volta di un’anziana coppia seduta su un plaid: anche questa parla italiano e sta accarezzando un bassotto. E che caspita, mica faranno Disc dog col bassotto, no?
L’amico sorride da un’orecchia all’altra e allunga i suoi pop corn verso la coppia, in segno di approccio amichevole.
L’anziana signora gli sorride altrettanto amichevolmente, ma fa un gesto di diniego: “No, grazie, non posso mangiare adesso, tra cinque minuti tocca a noi!”. E mentre la mandibola dell’amico si allunga di nuovo verso il suolo, parte a raffica: “Sa, l’ultima volta abbiamo fatto due catch e siamo andati al tie break, ma avevamo gli stessi punti nel tunner e nell’hyzer, quindi ci è toccato anche fare il free-4-all, e allora…”
Il resto si perde nella nuvoletta di polvere sollevata dall’amico in fuga: dal campo, dalla sciura discdoggara col bassotto e da tutti i dannati discdoggari di questa terra.


CANI: teoricamente tutti, bassotti compresi. In pratica: Border collie, Border collie, Border collie, Border collie, Border collie, Border collie, Border collie, Border collie, Border collie, Border collie, Border collie…. (proseguire ad libitum).
Raramente è dato di osservare qualche cane alternativo: quasi sempre altre razze pastore, qualche terrier e un buon numero di meticci, perché questa disciplina è aperta (e il cielo l’abbia in gloria per questo) a tutte le razze e non-razze.
A dispetto dei maligni, quelli che fanno disc dog non hanno quasi mai molti cani (a differenza di quelli che fanno Agility), perché quello che hanno gli dura e non si rompe affatto con la frequenza prospettata dai criticoni (quelli che magari fanno UD col robustissimo rottweiler che si rompe un crociato ad ogni palizzata).
Ovviamente, per non rompersi, il cane da Disc dog ha bisogno di un’efficace preparazione atletica (anche quelli da UD: solo che loro non la fanno quasi mai, e i discdoggari di solito sì): è anche per questo che, se non parlano di dischi e di seminari, quelli che fanno Disc dog parlano di stretching, massaggi, allenamenti aerobici e anaerobici con una frequenza pari solo a quella di culturisti e palestrati vari.

TESTA: monotematica, come forse si era già vagamente intuito.
C’è l’uragano Irene a New York?
Prova ad accennarne a quello che fa Disc dog, e nel giro di dieci minuti ti ritroverai a parlare del disco della ditta X che ha i bordi più morbidi, ma prende il vento con un’angolazione svantaggiosa rispetto a quello della ditta Y.
C’è lo Tsunami in Giappone?
Quello che fa Disc Dog ricorderà all’improvviso che deve correre in piscina per l’allenamento.
Se poi ti azzardi a parlare di sport, sei finito.
Valentino Rossi non vince più una gara neanche con le macumbe?
E’ tutta colpa della spalla, perché il suo preparatore atletico ovviamente non conosce i miracoli del T-touch, del treadmill e magari pure del cookie stretching (e qui i pochi che sanno di cosa si sta parlando si immaginano Valentino Rossi che si allunga per prendere il biscottino, e scappano via ululando).
La Ferrari non va più avanti? E’ sicuramente colpa dei materiali: a proposito,  lo sai che sono usciti dei nuovi dischi della linea hyperflex che dovrebbero essere ancora più soft?
Eccetera, eccetera, eeeeeeeeeeeeeeeeccetera….

TRONCO: immancabilmente fornito di graziosa gobba, tipo Quasimodo.
Per capirne il motivo basta osservare le foto, quindi è inutile dilungarsi in spiegazioni superflue.

ARTI: quelli posteriori sono quasi normali, a parte qualche ginocchio sfrantegato qua e là, ma poca roba.
Gli arti anteriori, oltre a presentare il tic nervoso già descritto in precedenza, mostrano spesso cerotti e fasciature, perché quando il cane ti vede con il disco in mano gli va in pappa il cervello (sì sì: anche a lui, non solo agli umani. Perché i cani si divertono come pazzi a fare questo sport) e parte stile coccodrillo. A volte prende effettivamente il disco, ma non è detto.
Specialmente con cuccioli e cuccioloni che stanno imparando, non è una cattiva idea quella di indossare guanti di ghisa.

NOTA a proposito degli arti anteriori: MAI dare in mano a quello che fa Disc dog qualcosa che abbia anche solo un vago aspetto circolare (tipo CD, piatti di ceramica antica o preziosissimo vinile d’epoca introvabile, scovato su ebay e pagato con mutuo decennale) se non si vuole che venga lanciato immediatamente a cento metri di distanza  (e, casomai fosse presente anche  il cane è presente, afferrato al volo e bloccato con zampe munite di unghie di acciaio inox, che per i vinili d’epoca sono un toccasana).

CODA: quelli che fanno Disc dog (parlando degli umani, ovviamente) non ce l’hanno.
Ce l’ha, invece, questo articolo: infatti una piccola coda è necessaria per dire che, nonostante tutte le malignate scritte sopra (e nonostante ci sia anche qualcosa di vero…), il Disc dog è una disciplina appassionante, divertentissima, che meriterebbe davvero di diventare famosa e di avere una diffusione capillare.
A chi volesse informazioni SERIE su questo sport consigliamo quindi di rivolgersi alla FIDD, federazione che tutela la displina…e, se capita, di provare con il proprio cane.
Credetemi: ne vale la pena!