Dopo i genitori cinofobi che in ogni cane vedono una tigre del Bengala pronta a sbranargli il figlio (già affrontati in questo articolo), passiamo a quelli secondo i quali i cani “saranno anche buoni, ma portano… (a scelta: malattie miste-pulci – zecche)”. E spesso questo vale anche per i gatti.
Anche in questo caso, nell’umano con cane scatterebbe automaticamente la rispostaccia, specie quando il suo cane è pulitissimo, pettinatissimo, profumatissimo… E IL BAMBINO NO (caso tutt’altro che raro).
Tra i commenti all’articolo sui genitori cinofobi compare una risposta bellissima, nel caso non abbiato letto articolo e commenti ve la ripropongo qui:
Bambino che parte tutto contento alla volta del cane, papà che strilla: “No! Cacca! Non toccare!”.
Umano del cane che risponde: “Non si preoccupi, se me lo sporca poi lo lavo”.
Papà ammutolito.
Io ho fatto di peggio: in expo, col cane (grigio chiarissimo, quasi bianco) che stava per entrare sul ring tirato a lucido e ipertoelettato, mi arriva bambino entusiasta con cono gelato semisciolto e mani ridotte di conseguenza. Ho dovuto chiedere alla mamma di tenere gentilmente lontano il pupo, perché “mi sporcava il cane”. Io mi sono pure vergognata un po’ nel dirlo e la mamma si è palesemente un po’ offesa, ma… quando ce vo’ ce vo’: e in expo “ce vo'” spesso, visto che a nessuno fa piacere che i bambini arrivino tutti allegri a piantar mani e ad arruffare peli che hai impiegato quaranta minuti a pettinare. Purtroppo per molti genitori “portare il figlio a vedere un’esposizione canina” è sinonimo di “andare ad una specie particolare di zoo in cui gli animali possono essere liberamente pacioccati”.
Rispetto, ZERO.
In quei contesti, però, i genitori salutisti del tipo “non toccare il cane” sono davvero rari (anche perché, se sono di quel tipo lì, il pupo in expo non ce lo portano, vedendola come un serbatoio incontrollabile di malattie).
Al contrario, negli incontri stradali capita spesso che il genitore parli di improbabili malattie che il cane potrebbe passare al bambino (mentre noi ci preoccupiamo più del contrario).
Per fortuna sono entrambe preoccupazioni poco fondate: le zoonosi (malattie che possono passare dall’animale all’uomo) nel caso del cane sono davvero poche e rare: e le uniche veramente serie (rabbia e leptospirosi) sono state quasi cancellate dalla faccia della terra grazie alle vaccinazioni.
Le malattie che effettivamente un cane può trasmettere all’uomo sono:
Campylobatteriosi – malattia gastroenterica non particolarmente grave ma fastidiosa (provoca dolori addominali, diarrea e febbre), quasi sempre provocata dal contatto con acqua contaminata, latte non pastorizzato, alimenti crudi. In rarissimi casi può essere anche causata dal contatto con animali domestici infetti: il bambino, però, per infettarsi deve venire a contatto con la cacca del cane, più che col cane stesso. Impedire ai figli di mangiare cacche di cane, dunque, è sicuramente una buona idea. Non fargli “toccare il cane”, no.
La terapia è basata soprattutto sulla reidratazione e la prognosi è favorevolissima.
Tigna – la tigna è un fungo e si trasmette da cane a uomo, ma nel cane è talmente appariscente che è quasi impossibile non identificarla, visto che lascia scoperte ampie aree di pelle senza pelo. Non far toccare al bambino un cane spelacchiato è una buona prassi: se il cane ha il suo mantello tutto intero, l’ipotesi della tigna è quantomai remota. Anche nel malaugurato caso, comunque, si tratta senza grossi problemi con normali antifungini.
Toxocariasi – causata da un parassita, il Toxocara canis, può provocare sintomi seri (polmonite, dolore addominale cronico, esantema generalizzato ed importanti disturbi neurologici ed oculari). In alcuni casi è del tutto asintomatica, in altri è cronica, in casi rarissimi si manifesta in forma fulminante che può causare anche il decesso. Prima che vi venga un colpo, specifichiamo che la malattia è diffusa soprattutto in Paesi poveri e in pessime condizioni di igiene: per quanto riguarda l’Italia ho cercato qualche dato statistico in rete ed ho trovato la casistica del Piemonte, dove si sono verificati sette casi in cinque anni, nessuno dei quali mortale. Insomma, non mi sembra il caso di preoccuparsi troppo: e comunque anche in questo caso il bambino deve portare alla bocca le feci del cane, o avere la sfiga maxima di essere leccato direttamente in bocca da un cane infetto che si è appena leccato il sedere sporco di feci. Quando tornate dopo aver vomitato, proseguo… ma i fatti sono questi ed è inutile girarci troppo attorno.
FINE.
E’ praticamente tutto qui (altre teoriche zoonosi hanno una diffusione talmente infinitesimale che non vale neppure la pena di nominarle).
Aggiungo una nota importante: spesso tra le zoonosi legate al cane viene nominata anche la leishmaniosi, ma è assolutamente FALSO che un cane affetto possa contagiare l’uomo.
La leishmaniosi è trasmessa da un insettino (pappatacio o flebotomo) e purtroppo colpisce sia il cane che l’uomo, ma NON ESISTE il contagio diretto: sia il cane che l’uomo devono essere punti dall’insetto per prendersi la malattia e non hanno alcuna possibilità di contagiarsi l’un altro.
Per gli umani di cane apprensivi, possiamo dire anche che le stesse patologie elencate sopra possono fare il percorso inverso ed essere quindi antropozoonosi (malattie trasmesse dall’uomo al cane): ma non sembra esserci molto di che preoccuparsi neanche in questo caso, perché anche questi casi sono rari.
Al massimo bisognerà tenere i cani alla larga da bambini vistosamente tignosi e/o col mal di pancia.
Per quanto riguarda pulci e zecche, i genitori salutisti dovrebbero ricordare che in linea di massima questi parassiti esterni preferiscono di gran lunga starsene sull’eventuale cane o gatto che hanno avuto la sfortuna di incontrarli. Forse perché l’uomo è poco peloso e come tale poco appetibile, perché non garantisce la sufficiente privacy durante il pasto: forse semplicemente perché il sangue animale è più gustoso. Sta di fatto che se prendete un gruppo di pulci e le mettete a metà strada tra un cane e un bambino, queste salteranno immancabilmente tutte sul cane.
A questo, ovviamente, bisogna aggiungere che il proprietario di cane medio, ormai, ha tali e tanti antiparassitari a sua disposizione che è diventato sempre più difficile trovare un animale di proprietà affetto da pulci o zecche. Succede ancora in campagna, dove la cura dei cani in media è un po’ più approssimativa: ma anche qui è veramente improbabile che i parassiti rinuncino all’animale e decidano di andare sul bambino, quindi le preoccupazioni sono infondate. L’uomo (bambino compreso) prende quasi sempre pulci e zecche da ambienti infestati in cui NON si trovino (o non si trovino più) animali: allora i parassiti sono costretti ad “accontentarsi” della pelle umana.
Ricordiamo comunque che i morsi di pulce, pur fastidiosissimi, non comportano alcuna conseguenza nell’uomo: mentre le zecche possono essere vettori di malattie come borreliosi, rickettsiosi, ehrlichiosi, babesiosi.
Detto tutto questo, resta da far capire ai genitori salutisti che tenere un bambino sotto la classica campana di vetro è assolutamente controproducente.
E’ scientificamente provato che i bambini che vivono a contatto con uno o più animali non si ammalano di più, ma DI MENO, perché il loro sistema immunitario si sviluppa più in fretta e più efficacemente.
Questi bambini riescono infatti, fortunatamente, a venire a contatto con un po’ di sacrosanti germi, batteri e affini, a differenza di quelli che hanno mamme iper-igienizzanti, che ogni giorno vanno alla carica degli acari, alla ricerca del bacillo perduto, all’assalto del germe annidato tre metri sopra il cielo o due metri sotto il water.
I figli di cotante madri, ovviamente, o passano il resto della loro vita in una camera iperbarica tipo Michael Jackson (che comunque alla fine è schiattato lo stesso), o la prima volta che escono di casa si beccano una compilation di malattie.
Perché, o santissime mamme brillantanti, il mondo NON è iper-igienizzato, sbianchettato, de-acarizzato.
Il mondo NON ha lo splendore Brillalux, i pavimenti all’ossigeno attivo e i water che sparano in faccia al povero germe che osasse affacciarsi al loro bordo (o che magari osa addirittura insinuarsi nella gabbietta autopulente).
Il mondo non è neppure particolarmente sporco (non in quel senso lì, almeno): il mondo, semplicemente, ospita ANCHE germi, batteri, virus e tutte quelle graziose bestioline contro le quali il nostro organinismo è perfettamente attrezzato a difendersi, purché gli si permetta di farlo!
Se teniamo un bambino “iperprotetto” da qualsiasi normale agente esterno, il sistema immunitario del bambino non avrà modo di svilupparsi. Il bimbo, come tutti noi, un piccolo ed agguerrito esercito all’interno del suo organismo, pronto ad attaccare e combattere gli agenti nemici: ma se non gli permettiamo MAI di incontrarne uno, non saprà come muoversi.
Le mamme ipersalutiste, anziché addestrare questi soldatini alla guerra, li costringono a stare tutto il giorno a grattarsi e a fare le parole crociate: quando poi arriva il nemico (che di solito arriva in forze, proprio con la cavalleria, la prima volta che il pupo entra in un asilo infantile), invece di difendersi gli chiedono se sanno risolvere il 5 verticale.
E il bambino, ovviamente, si ammala.
Tanto per parlare (come al solito) dei casi miei, posso dirvi con molto orgoglio che mio figlio, nato e vissuto fino a sei anni in un allevamento di cani:
– ha piantato più di una volta le mani nelle cacche (mi illudo di essere sempre arrivata in tempo ad evitare che se le ficcasse anche in bocca, ma se l’ha fatto mentre ero girata dall’altra parte non posso saperlo e quindi non posso giurarci);
– ha sempre diviso il cibo con i cani, sia mangiando nelle loro ciotole che offrendo loro il biberon (ho un figlio che crede nello scambio equo e solidale). Non è che fosse una pratica caldamente consigliata dalla mamma, sia chiaro: ma quando hai un figlio piccolo e un paio di cucciolate, è quasi impossibile impedire che questo accada almeno 3-4 volte al giorno;
– ha dormito nei box dei cani, sdraiato sui cani (e una volta sdraiato dietro a un cane, cosa che mi ha fatto arrivare sull’orlo della crisi isterica perché non lo trovavo più);
– è stato graffiato infinite volte dai cuccioli, che hanno unghiette fatte a bisturi. Non è mai stato morso, ma ha fatto la guerra con tutti i cuccioli e quindi è stato abbondamente sbavazzato e salivato. Senza contare che…
– ha baciato in bocca ed è stato baciato in bocca praticamente da tutti i cani miei, più svariati cani altrui, perché tutti quelli che vedeva per lui erano fratelli (quello nella foto a sinistra è lui).
Bene: il suddetto bambino – vaccinazioni a parte – ha visto il pediatra per la prima volta a cinque anni, quando è andato all’asilo e si è beccato la prima malattia infantile, peraltro superata in due giorni netti.
E se state pensando che “le conseguenze si vedano dopo”, aggiungerò che il suddetto bambino oggi ha 25 anni, è alto quasi un metro e novanta, pesa un quintale circa e continua imperterrito a NON prendersi né raffreddori, nè influenze, né tutti gli altri accidenti che invece prende sua madre (la quale madre, essendo stronza inside, a volte gli starnutisce a un centimetro dal muso sperando di riuscire ad attaccargli ALMENO un raffreddorino. Ma non ci riesce MAI). Il fatto che io me le becchi e lui no significa, ahimé, che non è una questione di “geni buoni” (anche suo padre si ammala con frequenza normalissima): potrebbe essere puro culo, questo sì… ma visto che TUTTI i figli dei (molti) amici allevatori che ho possono vantare la stessa resistenza alle malattie (oltre alla totale assenza di allergie, altro “male del secolo” che per me è direttamente proporzionale alle manie di pulizia della madri), forse il fatto di vivere con gli animali c’entra qualcosina.
Concludendo, le mamme del tipo “non toccarlo che ti ammali” sono:
a) delle ignoranti, perché ignorano proprio i risultati degli studi scientifici che dicono l’esatto opposto (e cioé: più lo tocchi, e meno ti ammalerai);
b) delle povere illuse, perché se vogliono davvero evitare che il bambino si ammali non dovranno mai fargli toccare altri bambini (altro che i cani), cosa leggermente difficile da realizzare a meno che non si vogliano tirar su degli asociali analfabeti;
c) delle grandissime cafone, perché nessun cane sano e pulito può danneggiare in alcun modo un bambino: quindi queste signore danno che scontato che noi portiamo a spasso animali sporchi e/o ammalati.
Per questi motivi ritengo, personalmente, che OGNI genere di risposta cattiva/sarcastica/sfanculante sia assolutamente lecita nei confronti di queste persone. Se poi siamo proprio dei santi, oberati da un eccesso di educazione e civiltà…allora possiamo anche star zitti e andarcene. Ma ricordiamo che, alla fin fine, faremo un torto sia alle madri (cosa di cui non ci può fregar di meno) che al bambino, che invece è un innocente e che andrebbe protetto. Quindi, se ce la sentiamo, magari una gentile lezioncina di immunologia applicata, se ce la sentiamo, possiamo anche dargliela.
Se poi la signora non la vuol capire… peccato per il pupo, ma mica possiamo farci carico di tutti i problemi del mondo.
Non ci resterà che tornare a casa serene, con la coscienza a posto: e visto che il bambino NON l’ha toccato, potremo pure risparmiarci di lavare il cane.