domenica 9 Agosto 2020

Chi si somiglia…

Dello stesso autore...

damon_aledi ALESSANDRA DI GREGORIO – Giretto mattutino con relativa sudatella. Piacevole.
Se la gente fosse educata anche in campagna, come si ritiene che lo sia in città, dove oltre alle persone anche i cani si danno sempre del LEI, ho il vago sospetto che si potrebbe stare un pelino meglio.
Stare meglio non vuol dire che poi sarà tutto rose e fiori per sempre, ma è un inizio.
Può significare, per esempio, che se vai in giro le tue libertà di base (compresa quella di non essere importunata da nessuno) vengano quanto meno prese in considerazione.
Il problema di solito è quello: a nessuno frega mai un cazzo se ti senti a disagio. Semplicemente, sono fatti tuoi.
Io però è così che sto andando in giro da due giorni: portando due guinzagli, moschettone di riserva e quant’altro per le ’emergenze’  e facendo avanti e indietro sotto casa, dove l’unico cane che mi abita a fianco fa la bava alla bocca dalla rabbia, attizzando il mio bullo (legato a uno dei suddetti guinzagli e con addosso due collari…).
Il tutto viene favorito dal fatto che io e il mio cane ci troviamo al livello della strada, quando passeggiamo, vale a dire molto più in basso rispetto al punto da cui il pastore abruzzese ci tende il suo agguato.
Per inciso: il pastore abruzzese è il cane che amo più di tutti. Ne ho sempre avuti. Però i miei vicini non sono mai stati interessati a rispettare il fatto che non ci piaccia essere aggrediti verbalmente…
Potrei andare oltre, come ho fatto finora. A livello di passeggiata, intendo.
Che sia on the road o facendo un po’ di sterrato. Il punto è che bisogna convivere tutti nello stesso posto e che io qui ci vivo da trent’anni. Quindi perché solo io dovrei andare oltre, sparire, assieme al mio amstaff? Solo per far contenti tutti (i pochi residenti della zona)?
Solo affinché non ci veda nessuno, non ci importuni nessuno?
Andarsene perché si è un po’ più intelligenti, pratici e sensibili è comunque un’azione che nasce a seguito di un fastidio… non è solo questione di farsi funzionare il cervello perché nessun’altro se lo fa funzionare.
Io poi il mio bullo lo porto al guinzaglio. I cagnetti della contrada sono liberi (oltre che fastidiosi), com’è libero il pastore abruzzese che mi abita affianco.

Fatto sta che, negli ultimi giorni, qualcosa dentro di me si è mosso. Tutto è cominciato due anni e mezzo fa, per la precisione, ma nel dettaglio è da un paio di giorni che avverto un ulteriore piccolo minuscolo cambiamento interiore.
Tocca faticare da matti, proprio fisicamente.
Non basta cambiare posto, evitare ogni contatto con gli altri esseri viventi. Anzi, forse è proprio questo a esasperare gli eventuali sporadici contatti… cioè, agisce proprio nel modo opposto.
Per calmare il mio bullo, innanzitutto, è necessario impedirgli di guardare il nostro antagonista. Dico nostro perché non è solo suo. E’ anche mio. Aggredisce anche me. E mi scatena dentro un odio incredibile, perché fa così a tradimento e senza che noi gli abbiamo fatto qualcosa. Gli basta sentirci camminare in strada…
In questo paio di giorni ho calmato Damon in maniera fisica, abbassandomi su di lui così da evitare di strozzarlo o impiccarlo quando tira e si imbizzarrisce come un cavallo.
Un amstaff ha forza a sufficienza e puntare i piedi non basta.
Quando il guinzaglio finisce lui si strozza, s’impenna e non smette comunque di tirare. Non so come facciano gli altri, ma va beh… si dà per scontato che ogni persona riesca a prendere un cane sin da quando è in fasce.
Io Damon l’ho avuto da mio fratello. Aveva dieci mesi. E per la bellezza di altri dodici mesi circa non ho avuto né la forza, né le capacità, né la volontà di relazionarmi con lui in un certo modo.
Perché la vita è dura a prescindere e ci costringe a sopportare cose ben peggiori della mancata socializzazione col proprio amico a quattro zampe.
Ci costringe ad affrontare lutti improvvisi e dolori che non finiscono (al massimo ‘cambiano’). Ci costringe a cambiare di colpo perché si prende le persone che amiamo.
E un fratello, cioè un ragazzo di soli 24 anni – checché se ne dica – è una persona che ami, che ti appartiene. Per sempre. Anche dopo la morte.
E la cosa peggiore è che tu vivi senza il domani, mentre il passato se l’è preso lui e ti resta a malapena il presente.

damon_criScoprire in Damon una risorsa ha significato mettersi a pensare che forse dietro a tutto questo schifo ci sia un disegno. Sulla cui validità avrò sempre da ridire, ma tant’è… non posso resuscitare Christian, né posso sottrarmi al resto della mia vita. Anche se vorrei. Anche se sarebbe la cosa più semplice e magari legittima.
Non ho mai considerato di avere bisogno di una preparazione particolare per amare i miei amici pelosi.
Abbiamo sempre avuto cani. Sin da quando eravamo piccoli. Cani da caccia, perlopiù, e meticciotti simpatici.
E li amavamo…
Ora però l’amore è, in parte, anche un misto di senso di responsabilità e frustrazione.
Non solo per lui, ma per me.
Per me che devo trovare equilibrio in tutta questa follia, in questo paradosso che mi costringe a vivere senza Christian e a vivere ‘nonostante’ Christian. Visto che a quanto pare non interessa a nessuno trovare un motivo valido per vivere la vita che ci è stata ‘assegnata’.
Forse io non ci sto perché ho troppo tempo a disposizione e questo significa mettersi a pensare, a considerare i propri sentimenti da un punto di vista più approfondito (lasciarsi annichilire e basta significa morire ancora di più, vivere in stato comatoso).
Quando Damon è entrato nella nostra vita non sono mancati i momenti di tensione.
Non era colpa sua, era colpa della situazione. Sarà sempre  “colpa della situazione” – anche se “situazione” indica qualcosa che poi magari si risolve e invece Christian non può proprio tornare.
Damon ci ama in modo incondizionato. Lo vedo nei suoi occhi marroni bellissimi. Nel modo in cui guarda papà. Nel modo in cui cerca la mamma.
Sembra votato a sospettare dell’intero mondo, tranne che di noi.
Lui è parte di un lascito. Il supplemento della mia eredità di sangue, dell’eredità che mi lega a mio fratello.
I legami sono peggio dei collari a strozzo, certe volte… bisogna imparare a “indossarli”, oltre che a saperli usare.
Ecco: la vita della mia famiglia, almeno per la parte che mi riguarda, funziona così. Il dolore è un collare che non ti puoi togliere, da cui ti puoi divincolare, con cui comunque impari a convivere.

Su svariati articoli ho letto che bisogna attirare l’attenzione su di sé, quando il cane tira perché ha individuato qualcosa di interessante ai suoi occhi.
Sì, ma in che modo? Se fosse un cockerino, pure pure.
Damon è un amstaff, vale a dire un pitbull… inoltre è identico al suo padrone. Persino fisicamente…
E non può tollerare le ingiustizie, si accende facilmente. Ops… il “padrone” sono io adesso… beh, io mi sento me stessa più mio fratello, quindi la definizione, comunque la si giri, calza.
Ecco, io vorrei che non si accendesse. Perché pure io non devo accendermi quando mi sento minata nella mia libertà di stare per i fatti miei, e soprattutto non devo lasciar subentrare sentimenti negativi. Lui non può gonfiare il petto per ogni stronzata. Voglio che lasci andare. Perché anche io lascio andare. Perché c’è qualcosa di peggiore e di più importante. Ed è probabilmente la nostra sanità mentale (e la nostra serenità).

Così faccio come ho letto ultimamente: catturo la sua attenzione con l’unica cosa che può funzionare su uno come lui… ME.
Già. C’ho messo trenta mesi – esattamente dal giorno in cui Christian è andato via – a capirlo.
Ma ME significa me con tutto il corpo, con tutta me stessa, me con la capacità concreta di mettermi in gioco e il rischio di spendere qualche minuto in più per un contatto non necessariamente pacifico; non come con quelle cavolatine dell’ubbidienza sfacciata e smidollata (che in parte invidio e in parte detesto).
Il problema è che io e lui ci siamo conosciuti “dopo”, quando il mondo è precipitato (e pare non voler smettere). Non abbiamo avuto modo di conoscerci prima, di amarci da prima.
E’ però la nostra affinità fisica a calmarci vicendevolmente. Nel mio caso quando mi sento più angosciata da tutta questa storia, nel suo quando vuole staccare la testa a quel simpaticone del cane dei vicini…

Da un paio di giorni mi chino su di lui sussurrandogli testuali parole “ma che te ne frega, piccolo? è un figlio di puttana… lascialo stare… che cosa c’è qui, eh? che cosa c’è? lascialo perdere, De’, dai… che te ne frega… bravo Dedone, braaaavo”… e l’enfasi che ci metto è abbastanza credibile perché forse sto parlando a me stessa e al mio dolore.
Quando gli sto addosso all’inizio lo tengo proprio basso, deve toccare il suolo, non imbizzarrirsi. Non gli faccio male. Anzi, è per evitare di ferirlo e di dargli il messaggio sbagliato.
Lo tengo con più decisione finché vuole sfuggirmi, poi sul petto, poi lo massaggio e gli parlo piano.
Deve ritornare in sé e ignorare l’istinto omicida. Finché si calma e cede.
Si gasa un pochino perché lo incito dolcemente a cercare cose fra i cespugli. Certo, so che non basta e che è un palliativo, ma se serve a superare un momento critico…
Lui si comporta come se sapesse che insistere nel confronto fisico (cioè imbizzarrirsi mentre gli sto addosso), potrebbe far venire meno il nostro rapporto.
Solo di un cane di cui ti fidi puoi baciare la testolona dopo che ha strattonato e iniziato a piangere per l’affronto (del tipo TI PREGO LASCIAMI ANDARE, LO AMMAZZO E TORNO, TE LO PROMETTO!).
Solo da una persona di cui si fida, un cane si farà tenere con fermezza (ma anche dolcezza).
Toccare un cane nei suoi momenti di calma è un conto. Avere self-confidence necessaria quando si trova in una situazione di stress, ne è un altro. Con l’aggravante che nel frattempo che l’attacco verbale dell’antagonista scema, non sono mancati momenti di crescente tensione… perché appunto l’attacco verbale si protrae sempre per un tempo X e non è una cosa che posso gestire.

Ieri, per esempio, siamo rimasti fermi nello stesso posto venti minuti buoni.
Damon si era calmato. Ed era stanco. Stanco perché su di me non vuole/può infierire e dunque era diviso tra il continuare a combattere la situazione di stallo e il prendere atto che si doveva rilassare.
Io sono stata a schiena china su di lui per tutto il tempo. Ci siamo mossi al massimo di due passi ogni volta, frugavo nell’erba con lui, tra i rami secchi e il terriccio smosso.
Bobby, quello che ci abbaia dall’alto, mi guarda negli occhi se mi giro e pure a me va il sangue alla testa. Ho voglia di frantumarlo di botte. Mi fa sentire a disagio perché ha sempre fatto così, sin da quando l’hanno preso, oltre dieci anni fa… è alto quanto il cofano di una Panda.
Anni fa pinzò mio fratello al polpaccio. Mesi fa lo ha fatto con un amico di famiglia.
E’ un pastore abruzzese vecchio, solo, senza un minimo di educazione, e – ribadisco – soprattutto SOLO. Forse la cosa che i cani siano identici ai loro padroni è proprio vera. Nel bene e nel male…
Io però devo tutelare me stessa e il mio.
Ho la mia vita, ed è già abbastanza impegnativa, oltre che drammaticamente triste. Senza il pensiero nobile di mio fratello e senza lo stimolo materiale offertomi da Damon, oggi io non sarei ciò che sono. Alzarsi dal letto al mattino sarebbe più dura, e coricarsi alla sera più angoscioso. Se mi stanco, se ho un obiettivo importante e soprattutto DEGNO, io vivo.
Amando si vive molto. Fare cose stimolanti, seppure piene di situazioni critiche e stressanti, è un modo di abbattere il dolore muto.

Mentre Bobby col passare dei minuti desisteva, io e Damon abbiamo fatto qualche metro. Tra un rinforzo verbale e l’altro ho notato un osso di vitello e mi sono messa a fintare, a scartarlo, finché  lui ci si è messo a giocare.
Fingevo di rubarglielo, lui lo rincorreva, lo agguantava, in ultimo si è sdraiato col quarto anteriore (rimanendo col culo per aria) e ha iniziato a sgranocchiarne un pezzo. Alla fine si è completamente disteso. Rilassato. Pacificato. Non sgranocchiava con rabbia, ma con gusto. Come chi sgranocchia placidamente arachidi al bar.
Siamo stati lì, mentre la pioggia montava, circa 10-15 minuti.
Ogni auto in transito c’ha rallentato accanto per guardarci.
Damon è un cane ‘acchiappone’. I maschi che si voltano a guardarci ovviamente guardano lui, mica me…
A me veniva da piangere. Ero stanca e grata al cielo, a mio fratello, insomma a chiunque mi avesse dato quella forza e la soprattutto la volontà di non mollare, di non dare spazio all’odio (sia mio che suo…).
Odio già abbastanza le circostanze. Odiare me stessa, il mio cane o quello che abbiamo intorno, è solo odio che si aggiunge all’odio, una sensazione che pulsa dentro e si mangia le poche cose belle.
Considerando che si deve vivere giorno per giorno (io conosco il significato pieno di questo modo di dire), riuscire in qualcosa oggi, è comunque un modo per arrivare meno stanchi fino a domani.
Attirare l’attenzione del mio cane su cose ‘positive’ è facilissimo come complicatissimo. Io, da parte mia, vorrei non avere beghe: quando mi agito più del dovuto sto male. Mentalmente sono distrutta.
Non voglio sentirmi circolare dentro troppi sentimenti perché ciò che c’è già (anche se mi sento vuota), è già difficile da reggere senza avere istinti insalubri…
Nel mio background ho solo setter. Già la beagle è troppo cocciuta per me. I cani da caccia comunque si comportano in un altro modo.
Damon non è un cane da branco. Ha qualcosa che solo dopo ho capito di avere pure io. La stessa cosa che ha sempre avuto pure Christian. Sì: chi si somiglia si piglia. Hai voglia a dire il contrario.

Distrarre Damon è difficile innanzitutto perché non è uno stupido e in secondo luogo perché individuato un target tende a non levarselo dalla mente.
E’ un cane che usa molto gli occhi, mediamente il fiuto e l’udito. Dipende dalle situazioni, insomma.
E’ come se non riuscisse a smettere di stare in attenzione, specie quando siamo in giro. Non gli puoi dare dei bocconcini per infinocchiarlo. A lui del cibo non importa niente. Devi dargli la cosa più preziosa, la cosa più importante. Il riconoscimento sociale del suo umano. Cioè il mio.
In tv una volta Cesar Millan disse che non bisogna dare troppi rinforzi fisici. Calmarlo, per esempio. A livello fisico può creare una dipendenza.
Vero è vero. Però Damon deve calmarsi per la mia incolumità, per la sua e per quella degli altri.
Quindi se devo fargli sentire che ci sono, parlargli fitto fitto ma piano piano, stando a un centimetro dalle sue orecchie, praticare ‘l’allegria’ (cioè fare le scenette per superare uno stress particolare), ben venga.
Forse lo stress maggiore per lui è la prevaricazione fine a se stessa.
Io lo tocco intensamente come faccio per le coccole e i massaggi vigorosi (non gli lascio scelta, ma lo faccio in modo persuasivo, non invasivo). Forse è che ho deciso di ‘proteggere’ me stessa dall’odio, quindi devo ‘escogitare qualcosa’ che mi faccia tornare a casa in uno stato mentale sufficientemente buono. Qualcosa che ovviamente si riverberi positivamente su di lui, se mi conferisce un approccio più mirato.

Se quando sto in giro qualcuno avesse l’interesse, la cortesia e l’intelligenza (soprattutto) di far sì che vengano rispettati anche la mia libertà, i miei spazi e il mio diritto di non maltrattare il mio cane per scongiurare una possibile aggressione (lui la spegnerebbe con un attacco fisico), probabilmente potrei tornare a casa con un umore diverso.
Potrei non avercela con Damon perché è fatto così, potrei non avercela con Christian per essersene andato e per avermelo lasciato. Potrei non avercela con me stessa perché amo una testa di cazzo (di nuovo, come con mio fratello).
Perché il problema non è l’educazione dei cani in quanto tale, né la mancata comprensione dei loro background, i problemi di ‘razza’ e la loro indole… il problema riguarda le persone.
Tutte hanno una storia. Io ho la mia. Con quello che significa. Cioè una cosa che non cade nel dimenticatoio, né finisce perché dotata di scadenza.
Non vorrei essere sempre costretta a difendermi, ad affermarmi riempiendo il petto e le spalle, a ribadire il mio dolore o dati oggettivi, cioè cose che non sono solo frutto della mia immaginazione e su cui nessuno deve toccarmi o offendermi o disturbarmi. Io vorrei che i miei spazi venissero tutelati a prescindere, nello stesso modo in cui io tutelo quelli degli altri, nel caso specifico portando me e il mio cane su strade secondarie e via dicendo.
Perché la mia mente e la mia vita sono già offesi dal dolore della perdita della persona più importante, persona non rimpiazzabile, dunque non posso sopportare che venga offeso anche il mio diritto a una banale passeggiata.
La pet therapy so cos’è. E’ avere il desiderio non solo di prendere un guinzaglio e andare: ma soprattutto tornare e avere già voglia di ripartire.

Ti piacciono i nostri articoli? Sostienici!

La consultazione di “Ti presento il cane” è assolutamente gratuita, ma per noi ci sono alcune spese (il server dedicato costa!) e taaaanto lavoro.
Per questo, se qualche lettore (benemeritissimo!) pensasse di darci una mano, può effettuare una donazione (con Paypal o carta di credito).


Nella stessa categoria...

40 Commenti

  1. Ciao Alessandra,
    il tuo racconto mi ha profondamente colpito. Colpito nel centro. Anch’io ho perso mio fratello, Francesco di soli 17 anni, anch’io come te ho in eredità il suo cane, Margot una meticcia di 27 chili. Anch’io come te mi trovo ad affrontare un dolore infinito e la paura di non farcela. Io e Margot dobbiamo molti problemi,ad esempio la sua diffidenza per gli estranei (nessuno di sconosciuto mi può abbracciare, un problema quando la gente mi vuole consolare), la sua aumentata aggressività verso altri cani…e molto altro ancora. I cani hanno coscienza della morte, Margot sa che Francesco non tornerà? Non so rispondere, so solo che quando vede un ragazzo da lontano che vagamente somiglia a mio (nostro) fratello, mi tira in quella direzione scodinzolando, che va nella sua stanza a riposare.
    Io non ho suggerimenti in campo cinofilo, mi spiace, sbaglio continuamente, mi correggo e… continuo,lo faccio perchè quando guardo negli occhi Margot e lei ricambia il mio sguardo scodinzolando, mi dico: si, il mondo è ingiusto, ma devo resistere per lei e mio fratello (che mi disse 2-3 giorni prima di andarsene, mi raccomando Margot).
    un enorme abbraccio da me e Margot!

    • ciao 🙂 hai scritto cose che condivido, capisco e conosco. è vero che si sbaglia e ci si corregge, e soprattutto non si molla, si è più vivi grazie a questi animali che hanno il sudore sulla lingua e il sorriso sulla coda… 🙂 Ciò che fa Margot è ciò che facciamo anche noi. Basta uno zigomo famigliare, un sorriso, anche visto da lontano, un paio di spalle… il ritaglio degli occhi intravisto da una visiera alzata, e crediamo ‘che sia possibile che’… Quando usciamo io mia cugina e Damon, lui si comporta con lei come faceva Christian: giocano, fanno escursioni e corrono. Io vigilo sulla situazione e sull’ambiente, anche se dove andiamo siamo soli. Li guardo, li fotografo. Voglio raccontare a mamma e papà come abbiamo trascorso insieme la giornata. A lui chi l’ha insegnato o detto di arrampicarsi con lei? Io no di sicuro. L’ha scelta da solo. Le vuole bene senza averla mai ‘frequentata’. Poi quando si è aggiunta Valentina, la ragazza del migliore amico di Chri, che lo ha conosciuto solo la sera prima dell’incidente, Damon ha lasciato un po’ in secondo piano Mile per dedicarsi un po’ più a Vale. La cosa ci ha fatto tanto sorridere. Lei non l’aveva mai conosciuto al di là delle mie foto e io volevo presentarli, finalmente. Lui nelle arrampicate non saliva più dietro a mia cugina ma aspettava Valentina… Atteggiamento che in mio fratello ho visto io stessa di persona. La capacità di dedicarsi in modo più fisico e confidenziale alle persone con cui è nato e per cui l’affetto è un dato di fatto, e dall’altra parte la capacità di mostrarsi gentile e accogliente verso chi ha appena conosciuto. Sì, a Damon piacciono le ragazze, è evidente :). Vale racconta che Marco non la presentò dicendo ‘questa è la mia ragazza’, e che fu Christian a porgerle la mano, sorridendole con quel suo sorriso che faceva giorno. Quando sono in giro con Damon è come se andassi in giro con nostro fratello. Come se Christian mi avesse lasciato questo nostro fratellone adottivo per tenermi impegnata in modo nuovo, un modo appunto non solo cinofilo. A te non devo spiegarlo, lo sai meglio di me. I nostri cani compiono azioni identiche a quelle di altri cani in altre parti del mondo, ma è l’umano che sta dall’altra parte del guinzaglio, ad essere ‘diverso’, pur essendo simile ai suoi simili e facendo cose identiche alle altre persone. Senza sbagliare non si potrebbe mai capire la via più aderente. Noi lo sappiamo in senso un po’ più ‘particolare’, per questo non temiamo di ammetterlo 🙂 ti abbraccio e ti ringrazio molto.

      🙂

  2. abbracciami pure , alessandra! e mi sbaciuzzo pure le orecchie di Damon!;-)
    io davvero, non vorrei aver capito male,Sig. Luc, ma qui, l’ultima “cosa ” che c’entra è proprio il cane!!
    Damon è solo un.. contorno, alla storia che ci è stata raccontata.. è un’altra vittima del fato!
    non mi stupisco di sicuro, se quel povero cucciolone ha perduto un po’ di equilibrio, perdendo il suo AMICO e considero che , al posto di Alessandra, forse non tutti si sarebbero accollati la responsabilità che comporta la gestione di un KAGNACCIO( scusa, Damon!!!) come un pit!

    mi pare di capire che il fatto di non aver consultato ancora un professionista, non dipenda dalla “pretesa”di non aver bisogno di nessuno.. ma piuttosto da una-spero momentanea- difficoltà economica.

    e questo suo modo di fare, a me , fa venire in mente una donna che ama profondamente il suo amico e fa per lui tutto cio’ che l’istinto e la conoscenza di altri cani, le insegnano.

  3. Le belle figure non si riferivano al suo racconto, quanto alla reazione tipica dell’utente medio.
    Non ho ne motivi plausibile ne sospetti per non credere alla sua vicenda.
    Non credo che nessuno possa dire qualcosa che non sia estremamente stupido sul suo dolore di sorella, su questo aspetto preferisco tacere piuttosto che dire frasi vuote e retoriche ( a quello mi riferivo nel “bella figura”).
    Sull’aspetto cinofilo, visto che qui si parla di cani e credo che lei abbia scritto qui per parlare soprattutto del cane e le ho dato un parere, credo non assurdo.
    Se non le piace o non lo condivide pazienza, sul modo di relazionarsi fra essere umani e su come regolarsi con la gente lei non ha modo di sapere come lo faccio io , io non ho modo di sapere come lo fa lei, in assenza di dati certi non avventuriamoci in previsioni sui comportament altrui, io non l’ho fatto con lei, non lo faccia lei con me.

  4. Bella figura de che? Cazzo ho scritto di fronte a degli estranei la mia esperienza di vita (forse non l’ha notata perché è più stimolante salire subito in cattedra).
    Il maremmano è qui da oltre dieci anni. Più o meno una quindicina. Io il pit ce l’ho da due e mezzo… quando ha morso mio fratello lui parlava al telefono. Due giorni fa è venuto il mio ragazzo e ci si è scagliato contro senza motivo. Boh. Sarò io. Che le posso dire? Non conosco nessuno del mondo cinofilo, non ho fan, non conosco lei, non conosco Valeria, posso dire la mia comunque o devo solo dire sì, signor Luc, lei non mi conosce ma ha capito tutto della vita, oltre che del dettaglio delle poche cose che ho estrapolato da una lunga serie di fatti? Mi scusi se uso le faccine per farle capire che le cose che scrive lei le leggo, le apprezzo, davvero, ma lei misinterpreta volontariamente le cose che scrivo io. Forse ho sbagliato ‘forum’. Una che racconta del suo privato così, è una che vuole farsi pubblicità, lei mi sta dicendo. Sarà. Se lo dice lei, ok 🙂 Ah, i miei vicini non potrebbero scrivere niente perché forse manco se lo ricordano di avere un cane e io sono una persona rispettosa, con o senza cane, delle persone, in particolare 🙂 mentre il loro peloso – come ho scritto e mi chiedo perché dovrei inventarmi le cose – fa così A PRESCINDERE. Non è un problema suo, è lei che vuole fare bella figura per forza, interpretando cose che non ha sotto gli occhi, a questo punto, con suggerimenti utili ma pertinenti solo alle cose che le va di interpretare, non alle cose che io ho detto in questa sede 🙂 Mi esprimerò male, evidentemente. Che vuole che le dica? Forse è meglio avere poche nozioni di cinofilia ma sapere ancora come regolarsi con la gente 🙂 Le rinnovo i miei ringraziamenti. Ribadisco di non aver chiesto pareri legali né di altro genere. Perché voler trovare per forza una mission dietro una testimonianza e non essere in grado di aderire alle cose che vengono raccontate, invece che volerle girare per forza sotto la propria ottica? Dunque si tranquillizzi. Se vuole Valeria può anche rimuovere le mie parole e l’articolo, così non ci saranno ulteriori turbamenti all’assetto consolidato del sito 😉 Le persone sanno o no ancora parlare per raccontarsi? Senza che chi non le conosce storca il naso perché è più bello litigare a chi ha torto o ha ragione? 🙂 Mi auguro di sì. Farsi pubblicità… cioè io speculerei sulla mia stessa vita, raccontando a utenti che non so manco che faccia abbiano, che trenta mesi fa ho perso mio fratello, e mi si risponde pure che è un ‘risvolto emotivo’? Andiamo bene.

    Grazie.

    youtube to mp3

  5. perdonatemi , se intervengo.
    qui si è persa di vista una cosa: la nostra amica Alessandra, ha esternato i suoi sentimenti, le sue difficoltà quasi piu’ nel gestire sè stessa, che il suo cagnone! una tragedia del genere, e ben lo sa, chi purtroppo ci è passato, mina la stabilità emotiva di chiunque.
    L’eredità che ha ricevuto dal fratello, è cio’ che consentirà a Lei, ai suoi familiari ed al cane stesso di proseguire un cammino che altrimenti subirebbe uno stop .
    qui la questione non è , se Damon è educato e seguito nel modo corretto o se bobby (i suoi proprietari,per lui) sia totalmente dalla parte del torto.
    la mia idea personale è che se ho un cane con un determinato carattere- e non dico che non sia stato ben seguito- faccio in modo di tenerlo sì, nel mio / suo spazio.. ma facendo in modo che la protezione che lo separa dall’esterno sia sicura e che dia sicurezza ai passanti.

    la strada , mi par di capire, non è privata e tutti gli abitanti ahanno diritto di passeggiare soli, col proprio cane o coi nipotini in visita senza che vengano terrorizzati da bobby.

    il “problema” di Alessandra, certo non è la mancanza di spirito, di capacità e di intelligenza: è la mancanza di SUO FRATELLO !

  6. Ma se te ne fotti, continua a fottertene, se la staccionata è provvisoria il problema è nella sua precarietà non per il cane che vede il tuo ed abbaia, se il cane sconfina il punto è che sconfina, se le “aggressioni verbali” sono un cane che abbaia dietro al cancello direi che chiunque passeggi con il cane viene continuamente aggredito.
    Se sai come gestire la cosa mi pare inutile continuare a discuterne, non voglio farti sprecare inutilmente tempo e faccine.
    Io ho solo l’impressione che se il proprietario del maremmano scrivesse un analogo articolo in questo luogo su “quella con il pit che passa apposta vicino e fa uscir matto il mio maremmano” e la Valeriona desse la sua materna approvazione riceverebbe le stesse acritiche esplicitazioni di solidarietà.
    Tanto qui sul web non costa nulla e si fa belle figura con poco.

    • Luc, normalmente io intervengo nelle discussioni solo quando si parla di cinofilia,diciamo così, “tecnica”: ma stavolta mi sembra che tu stia passando il segno anche dal punto di vista prettamente etico.
      La testimonianza di Alessandra è una lezione di vita, è il racconto di come un cane possa aiutare una persona a superare un trauma terribile come la morte di un ragazzo di 24 anni. Che poi faccia cose più o meno giuste dal punto di vista cinotecnico, che il cane dei vicini sia libero o recintato, che lei voglia parlarne per sfogarsi o per trovare qualcuno con cui litigare (nel qual caso presumo che tu ti sia candidato al ruolo…) mi pare del tutto ininfluente.
      Io ho pubblicato una testimonianza di VITA, non di cinofilia. E come tale vorrei che fosse letta ed interpretata. Parlare di “far bella figura” con una storia tragica come questa, poi… lo trovo veramente deprimente.

    • Certo Luc, a mio parere faresti bene a rileggere da dove siamo partiti e di cosa stiamo parlando. Come si diceva a sQuola, a mio parere sei un tantino fuori tema….
      A scanso di equivoci, il segno negativo l’ho messo io.

  7. Beh ora è più chiaro, il maremmano sta chiuso nella sua proprietà, come avevo capito all’inizio.
    Tu passi sotto con il tuo, quello ti abbaia ( un comportamento normale per un cane) il tuo risponde per le rime ( altrettanto normale), tu ti spaventi ed infastidisci, comprensibilmente hai qualche difficoltà di gestione della situazione.
    Diciamo che poi cercare di agire su due aspetti: puoi chiedere la cortesia ai vicini se li conosci ( sottolineo cortesia perchè mi pare non si possa parlare oggettivamente di diritto) di richiamare il loro cane quando passi con il tuo, facendo presente la tua difficoltà e puntando molto sulla gentilezza con cui lo chiedi, senza i toni perentori che mi pare di avere intuito dal tuo scritto qui e che hai usato anche nei miei confronti quando ho solo accennato alla possibilità che tu non avessi pienamente ragione.
    Puoi inoltre e molto lavorare sulla gestione del tuo cane, tendo presente che ( per la mia modestissima esperienza) i cani sono quasi in comunicazione telepatica con il nostro stato d’animo, in realtà leggendo le nostre reazioni posturali, la mimica facciale, il cambiamente del nostro tono di voce.
    Se il cane intuisce la rabbia, la paura e la voglia di menare le mani che espliciti per scritto nel tuo intervento nei confronti del maremmano, mi pare logico che la reazione che già la situazione suscita inevitabilmente sia amplificata e diventi più critica tanto da rendere impossibile la corretta gestione, cosi come non credo sia corretto piegarsi sul cane blandendolo nel tentivo di calmarlo, comportamento che il cane interpreta come una approvazione ed un incoraggiamento a proseguire nella sua reazione al maremmano abbaione e che mi pare ti crei grossi problemi.
    Non è impossibile abituare un cane ad ignorare le provocazioni di un altro cane, nei limiti del possibile, 10 metri a divisi da una barriera fisica mi paiono all’interno di quei limiti.
    Lascio la parola ai più esperti di me su come fare, credo ( ma prendilo come un parere da semplice proprietario non voglio appropriarmi di professionalità altrui) che più che lavorare in flooding costringendo il cane ad accumulare stress rimanendo fermi nella situazione in cui il maremmano lo “aggredisce verbalmente”, si possa lavorare in controcondizionamento o in desensibilizzazione.

    • Oh signur… 😀 A parte che non ho scritto per chiedere pareri legali né la soluzione ai miei mali:) Io ho scritto di me e mi pare si possa tranquillamente evincere che sono una persona che sta lavorando sodo su molti fronti, concreti e spirituali, perché è questo che fa la gente chiamata ad ‘impegni’ forti. Sono pure una persona che ha bisogno di conforto, embè? 😉 Dove hai letto che non lavoro sulla gestione del mio cane? Come soprammobile mi pare ingombrante e a volte fa delle puzze micidiali, per cui… 😀 Lavoro sul mio cane, anzi, CON IL mio cane, ogni singolo giorno che il signore mette in terra e mi diverto, invito gli amici, andiamo al torrente, ci facciamo gli scherzi, certo poi mi trovo in situazioni stressanti che lui un po’ adora, come in genere tutti i macho de’ no’ antri… ma mica devo dettagliare all’infinito i cazzi miei per essere credibile, o essere ridotta solo a un episodio? se mi racconto è perché mi va, mi piace lo spazio di Valeria. Credo anche tu non sia solo una unità monodimensionale, quella che leggo qui, no? O così spero 🙂 Ti perdi i passaggi più importanti dei messaggi che vengono inoltrati, mi sa 😉 Come ho sottolineato, vivo qui da trent’anni, anni che ho compiuto meno di un mese fa. Ma aggiungo anche dell’altro, tanto ormai :D. Sono la più grande di svariati nipoti. Paoletta, la più piccola, di anni sette, quando ha cominciato a camminare scappava che la perdevi di vista in un attimo. Non io, io sono un falco. All’epoca dei suoi due anni circa, i maremmani liberi di farsi i cazzi propri ovunque (due femmine sterilizzate, di cui una molto molto dominante, più il giovane Bobby), sono rimasti liberi nonostante le preghiere di nonni e zii, ai relativi proprietari, di legarli perché c’era la piccola e mia zia si spaventava da morire quando la aggredivano verbalmente in tre ecc. Cioè, non ti devono mordere, staccare una gamba, azzannare alla gola, perché chi di dovere se li tenga dal proprio lato della proprietà. O no? Mi sembra di dire cose così scontate… La risposta fu un laconico: EH, MA NON SONO ABITUATI… COME FACCIO? Ringraziando il signore non ho paura e sono intervenuta varie volte affinché zia e bambina non si vedessero ‘ste tre fiere intorno (dove l’hai letto che ho paura? Quando ero bambina pure pure… Ho detto che non voglio essere aggredita verbalmente da un cane che conosco e che non può fare così ogni volta, anche quando esco a parlare al telefono.). Non è normale che un cane che conosco e che è cresciuto qui, si faccia venire la bava alla bocca quando vede passare qualcuno (noi non siamo estranei). La cosa pazzesca è che lo stesso avveniva con Bobby Senior (quello attuale è Bobby Junior). In trent’anni (miei) e cinquanta di mio padre, forse forse abbiamo già chiesto ai vicini di porre rimedio, no? Non siamo così ebeti, grazie mille dei consigli, li apprezzo 🙂

      Il cane legge i miei stati d’animo, certo (minchia, mio padre ha allevato cani tutta la vita, magari ne so pure io qualcosa…). Infatti legge il mio bisogno di fottermene. Come ho detto io voglio stare bene e senza pensieri. Cammino apposta. Sennò sto chiusa dentro casa e girarmi i pollici… ma se non se ne fotte lui, io – comprensibilmente – ci penso eccome. Perché sono io poi chiamata ad essere reattiva e pronta. Mica il mio amico invisibile… o.O Io passeggio allegramente e senza pensieri, magari anche con una sola cuffietta per ascoltare musica a volume contenuto. Passa qualcuno saluto, si ferma un’auto mi chiede indicazioni, rispondo. Passa il bellone di turno e mi chiede del cane, con gli occhi a cuoricino ecc. COSE NORMALISSIME CHE FA LA GENTE NORMALE, OGNI GIORNO, OVUNQUE ;). Gli stress me li mettono questi ostacoli ripetitivi. Come ho anche detto, evitavo la via asfaltata di quel tratto per questo motivo. Da moltissimi mesi prendevo direttamente la via di terra. 🙂 Chiuso nella proprietà è una parola grossa. Come ho detto è una staccionata provvisoria, per i lavori in corso. Quello può andare dove preferisce, non lo controlla mica nessuno. Pare non essere un problema di nessuno, lasciarla chiusa o aperta accidentalmente. Mah. Io mi comporto responsabilmente al di là di lui, forse non si era capito 🙂 Mamma e papà hanno fatto un buon lavoro, con me 😉 Quindi se sono capace di raccontare anche altro, o lo leggi e interpreti per bene o lo travisi perché così ti piace 😉 Boh. So cosa trasmetto al cane, certo, ma so pure cosa lui trasmette a me: mi trasmette che si aspetta di vedere Bobby dall’alto e il tempo di fare la curva, all’altezza di dove appare, Damon non è più il cane tranquillo di cinque secondi prima, che brucava erba. Guarda che non vado in giro io con la bava alla bocca, in attesa di aggredire qualcuno, eh… Forse pure questo non si era capito 😉 Lui mi trasmette che cinque secondi dopo forse dovrò sudare un po’. Mi fa mettere ‘nella condizione di’. Anche poco fa, ma è andata alla grande perché faccio il pagliaccio e con dolcezza e FERMEZZA, lo invito a ricomporsi. Lui ci prova, certo, tanto è dalla prima volta che è stato qui da cucciolo che Bobby gli ha fatto così. Ma pure mio nonno ha un pastore abruzzese e con Damon ci giocava, ora ha cambiato abitazione e fa la guardia alle pecore. Oggi è andata meglio, ma so che la cosa è andata così perché Bobby si è allontanato dalla rete (quindi era finito il contatto visivo, dunque la sfida è scemata). Mi so relazionare col mio ambiente proprio perché lo conosco come le mie tasche 🙂 dunque è su questo che punto per gestire Damon, in primis. Un domani, quando potrò lavorare a tu per tu con degli educatori (adoro leggere ma ci vuole pratica, si deve stare fisicamente in un posto, per lavorare), mi renderanno sicuramente più padrona di tutto.

      Ribadisco: secondo te, una che fa una disamina tanto lucida dei cazzi suoi, non è così scaltra da aver manifestato il proprio disagio sin da quando ha avuto la sensibilità di farlo? Andiamo. Sono abile, eh… poi non voglio inoltrarmi di più perché un conto sono i cazzi miei, un conto che io racconti quelli degli altri (del mio vicinato, che disapprovo ma sono affari loro come gestiscono i cani da sempre e questo qui rimasto solo, negli ultimi anni). Ho anche scritto che lavoro con Damon da un anno quasi e mezzo. Che vuol dire? Che passo tutti i miei giorni a meditare vendetta? Ho cose più importanti di Bobby per la testa. Anche se hai letto di un episodio, ci puoi arrivare da te. Credo di aver espresso qualcosa di un po’ più profondo, complesso e anche maledettamente trasversale… 🙂 Io già agisco, testimonio che è una lotta e non per via del cane ma per via di ciò in cui si è inseriti, ma non ho scritto da nessuna parte che mollo, sto mollando, darò Damon in adozione eccetera 😀 Ogni santo giorno faccio del mio meglio e ne sono fiera. 🙂 Grazie del commento. Ovviamente prendo nota anche delle virgole 😉

    • ps: la storia dei venti minuti. Io non ho fatto subire un bel niente al mio cane. 🙂 Lui si è rilassato sul posto, perché non riuscivamo più a camminare. Hai presente? Tirava, voleva la guerra, quello non la finiva. L’ha finita, come ho detto, piano piano, in un arco di tempo che ho stimato tale. L’ha finita perché così gli è andata, che ne so. Ma è stato un lungo momento di stress per tutti. Con picchi molto alti quando ci muovevamo. Lo stress di Bobby gli montava nel tono, indi ri-montava in Damon.. E’ una cosa concatenata, no? La scena te la puoi anche figurare in mente. A modo mio, stando ferma, facendo ricerca nell’erba, tra i cespugli, ho contribuito a calmare quel minchione del maremmano. Evidentemente. Che ne so? 😉 Come posso camminare con un cane che si sente sotto attacco e legittimato ad auto-impiccarsi e imbizzarrirsi? Se il mio movimento turba quell’altro, muovermi malissimo fingendo che tutto sia ok, ha meno valore del mio intervento palliativo. Finisco per fargli male, finisce per potermi fare male. Finisce per alterarsi oltre perché lo costringo a proseguire ma non lo faccio andare dove vuole lui. Stando fermi Bobby si è rotto le palle, probabilmente, e si è calmato pure lui, per i fatti suoi, a un certo punto, mentre noi ci calmavamo in strada, per i fatti nostri, dandogli le spalle e concentrandoci sui sassi e i lombrichi. Infatti poi Damon è stato calmissimo. Si sente a suo agio se gli sto vicino e non lo lascio ‘scazzarsi’ completamente da solo. Un giorno, quando sapremo entrambi come regolarci e auto-regolare le rispettive reazioni fisiche, impiegheremo meno, dal momento dell’impatto. Spero impieghi meno anche Bobby. Io lui non posso controllarlo ma l’ho capito che forse forse, mentre recuperavamo la calma sul posto (perché è lì il codice rosso, non venti metri dopo), ci si calmava tutti quanti. Damon mi ha sentito CON LUI, tutto il tempo, non era solo, faccia al muro, dietro la lavagna, a smaltirsi la botta da solo. Dopo mesi e mesi di pace totale, è ovvio che aveva perso l’abitudine al sospetto. Idem per me. E che cacchio. Ed è ovvio che c’abbia impiegato del tempo per ripigliarsi. Mi pare sacrosanto. Tecnicismi o meno. Non ho conoscenze specifiche, né mi senti usare termini per addetti ai lavori, ma la capoccia non ce l’ho solo per separare le orecchie. Grazie di nuovo delle premure e delle sollecitazioni 🙂

  8. @ Alessandra Di Gregorio

    Non so se faccio bene a commentare o meno. Credo che ci si senta, di base, inadeguati e forse timorosi di dire banalità e sciocchezze… perlomeno così mi sento adesso.

    Ma tant’è, alla fine il silenzio mi pare peggiore e vicino all’indifferenza, quindi scrivo.

    La sensazione che mi ha lasciato il tuo racconto è di “durezza”. Durezza che ti ha riservato la vita in questo caso e la durezza, tua, che traspare da alcune frasi.

    Istintivamente, di pancia, mi viene da dirti di fare in modo che la tua durezza sbricioli l’altra.
    Giorno dopo giorno.

    Ma credo che (nonostante faccia spesso il cinico, ma forse sono solo un sognatore timido) il miglior alleato forse ce l’hai proprio accanto…e ha 4 zampe.

    Ambedue siete stati “lasciati”. Trovate la maniera di capirvi. Trova il modo di spiegarti a lui. E se hai bisogno dell’aiuto di qualcuno che faccia da “interprete” inizialmente fra voi, fallo subito.

    In bocca al lupo ed un abbraccio sincero.

    • @Ciuffettino:

      hai ragione, soprattutto nella parte in cui fai notare che anche Demon ha subito una gravissima perdita:
      i bulli, anche se sono cani che amano tutta la famiglia alla fpollia, se vengono cresciuti da una persona avranno un legame speciale con lei (sono cani che considerano il loro “umano di riferimento” come un incrocio fra un capobranco e una mamma anche da adulti, un “capomamma”)e soffriranno tantissimo la sua perdita.

      Ad es anni fa ho dovuto fare un intervento a cuore aperto, quindi la mia Tessy è stata tenuta x circa 5 giorni dai miei genitori (che conosce da quando ha 60 giorni e adora, ed è abituata a essere nutrita, portata a spasso e curata anche da loro nonostante io viva sola e il cane sia mio), e lei soprattutto dopo i primi 2-3 giorni è diventata molto “preoccupata” e triste, ed era così stressata che si è fatta venire una grave otite (soffre di otiti allergiche, anche cse da 2 anni a questa parte la cosa è sotto controllo al 95% con opportuni accorgimenti dietetici e di ingiene casalinga senza prootti industruiali ecc, ma prima aveva un otite allergica ogni 2-3 mesi e anche secondo il vet lo stress ha aumentato la gravità della cosa in quel momento)…
      Io dopo altri 2 giorni sono tornata e l’otite che prima stentava a migliorare con gli antibiotici, è regredita a tempo record in poche ore…però la cosa mi ha fatto riflettere su come starebbe male il miuo cane se io dovessi morire, nonostante la prendrebbero i miei a cui lei è abituata e li ama, e vivendo in campahgna le farebbero fare tante passeggiate e giocare libera ogni giorno con la pallina (cosa che a Genova posso farle fare di rado).

      Anche i cani hanno un periodo di lutto quando perdono un membro del branco o peggio il proprietario-capobranco_mamma-umano_di_riferimento, ma anche finito quel periodo, nonosdtante sembrino tornare alla normalità o quasi, non dimenticano certo il loro capo_mamma-umano, si rassegnano e cercano di andare avanti a vivere, cosa che noi umani dovremmo imparare a fare da loro.

      Molti dicono che i cani non hanno idea di cosa sia la morte…forse è vero (soprattutto se non hanno mai assistito alla morte di un membro del loro branco uman-canino), ma sicuramente provano dolore quando un membro del branco scompare e non torna più…

      …i cani sono dei grandissimi terapeuti esperti nell’aiutare a superare momenti di dolore e depressione…
      magari possono complicarci la vita o può esere faticxosissimo portarli fuori anche solo a pisciare quando si è tristi, ma aiutano!

      • per un anno abbondante mi sono chiesta che cosa sentisse Damon. se si ricordasse di Christian. beh, ogni volta mi sentivo morire. posso dire solo questo. perché so che sento io, e forse vorrei essere un cane, non lo so. so che sento io a non avere più la possibilità di vedere o sentire quel ragazzo che sì, di anni ne aveva 24, ma prima ne ha avuti 10, 6, 4, 17, 2… e che è stato partorito dallo stesso grembo che ha partorito anche me, e con cui ho riso pianto litigato e fatto pace per ventiquattro cortissimi anni… mantenere in piedi una casa, delle relazioni umane, quelle famigliari in primis, è dura. e non c’è nessuno che ti aiuta, se non involontariamente e per piccoli brevissimi istanti… dunque tutto ne risente, io non so manco come mi chiamo certi giorni, figurati se so come capire il mio cane… a me chi mi capisce? chi viene a portarmi fuori per prendere aria e per sdraiarmi al sole anche d’inverno? dici bene: i cani sono grandi terapeuti. forse è proprio questo che volevo dire, nel mio messaggio. io so perfettamente che non è solo lui ad ‘avere bisogno di’. Sono prima di tutto io e mi sembra anche giusto ribadirlo perché un cane non è un sostituto di un umano, ma ti permette di capire cose di te, se vivi situazioni ed eventi provanti all’infinito…

  9. Cara, Alessandra, non sai quanto ti posso capire…Anche io, 6 anni fa, ho avuto la mia bella eredità: Jack, american pitbull terrier, 7anni allora. Ma oltre a darti la mia totale e sincera solidarietà, ti auspico di trovare la forza di affrontare un percorso col tuo cane, solo per poterlo gestire più serenamente, questo ti permetterà di avere più fiducia in voi, poiché la gente non si sposterà mai e non ti concederà mai a Damon i suoi spazi vitali. Il lavoro sarà solo tuo, per gli altri sai “la svariona col cane del ‘azzo” (scusa se mi permetto). E quando il vostro rapporto sarà più sereno, attraverso piccoli gesti quotidiani, reciproci, nelle piccole manie del tuo cane (che saprai leggere), nel suoi “comandi” già appresi, ti auguro di trovare una parte di tuo fratello. In bocca al lupo!

    • ecco. hai detto bene. devo imparare a leggere le sue manie.
      aggiungo anche un’altra cosa. la forte apprensione dei miei genitori. nel senso… dura è dura, forse ora in me concentrano tutte le paure, tutte le frustrazioni, tutto ciò che un genitore che ha perso un figlio, tende per ovvi motivi, a riversare sull’altro. con o senza reale bisogno di farlo. e io la responsabilità già la sento ma se poi l’ansia me la triplicano, è la fine. io leggo cose che per esempio mio padre non vede. tipo che la nostra beagle attizza Damon a comportarsi da stronzo. io l’ho visto coi miei occhi che fa quella stronzetta. e all’occorrenza, nei periodi ormonali di lei, devo separarli perché sennò i giochi diventano troppo fisici. nella consuetudine vivo i suoi comportamenti ma è ovvio che devo poi capire cosa significhino e soprattutto come relazionarmici. così chiaramente posso diventare un riferimento più certo

  10. @Alessandra Di Gregorio:

    Sono figlia unica, quindi non posso sapere o immaginare cosa sia perdere un fratello…posso dire che mi dispiace e che debve essere terribile, ma ciò non può aiutarti davvero: quello che può aiutarti davvero è Demon, sia perchè è un lascito di tuo fratello, sia perchè un cane ti costringe ad alzarti ogni mattina, a non rimanere rintanata in casa nel dolore perchè fuori lo devi portare, sia perchè il suo amore può spazzare via la tristezza almeno x pochi istanti, e poi cosa c’è di meglio se non un “bullo” da abbracciare quando si è tristi (sono fra i pochi cani a cui talvolta piace persino essere abbracciati o essere usati come cuscino)?

    Io ho una pitbulla di ormai 8 anni che ha lo stesso carattere del tuo cane, ed essendo una ragazza minuta so cosa vuol dire temere che possa trascinarti via (non lo ha mai fatto, ma quando si mette su 2 zampe e fa i gridolini x via di un gatto ci va vicino, x foertuna i gatti li vede solo se vado a trovare i miei genitori, se vede un cane nemico ormai riesco a farla trattenere dal fare scenate anche se un po’ di abbai se il cane è vicino a casa li fa..e ci ho messo anni x arrivare a questo risultato), e pure io vado in giro con guinzaglio e collare di scosta, doppio collare sul cane, museruola al collo del cane che si infila sul muso in 3 secondi in caso di bisogno, doppio moschettone che non si sa mai, capezza in borsa (la capezza è utilissima x tenere anche un bullo in caso di estrema neessità quando si pesa 50kg e magari c’è bagnato x terra, ma va usata nel modo giusto e solo quando serve visto che è un mezzo molto coercitivo e se usato male fa danni come uno strozzo) così se c’è un gatto evito di farmi strattonare e di strozzare lei ecc (pensavo di essere l’unica ad andare in giro con il cane conciato in sto modo)..
    Pure io se vedo cani liberi cristerei dietro ai padroni e mi viene il panico che possa scoppiare una zuffa (la mia è stata attaccata da cani liberi una dozzina di volte e x fortiuna le ho insegnato a lasciare la presa a comando e a non difendersi se il cane attaccante è molto piccolo: ma ho dovuto lavorarci..però è + semplice di quanto si creda se io al primo cane le ho insegnato ciò solo seguendo dei libri! I Bulli sono collaborativi e vogliono compiacere l’umano a tutti i costi), zuffa in cui la mia rischia di fare a fettine l’avversario passando dalla parte del torto anche se era regolarmente al guinzaglio ed è stata provocata…x questyo motivo odio andare a passeggio in campagna dove abitano i miei (troppi cani liberi x di + sconosciuti o che abbaiano da giardini e non si sa se il cancello sia chiuso), e anche a Genova vado solo in strade dove so che non troverà cani liberi (ho bandito il centro storico) e non sopporto quelli che cercano di accarezzare il cane anche dopo che gli hai detto che il cane NON VUOLE ESSERE TOCCATO (e pooi si lamentano se il cane non gradisce).. Anche io vorrei un po’ di civiltà e buon senso dalla gente: “se il tuo labrador è tanto bravo ciò non ti autorizza a lasciargli infastidire il mio lamentandoti se la mia lo sgangna!”, “raccogliere le cacche è così difficile?”, “temnere in negozio il cagnetto isterico e mordace no?e se la prossima volta lascio che la mia lo faccia a fette?”, “accorciare il guinzaglio e badare al cane quando si sta chiaccherando in una via pubblica?”, “evitare che il tuo cane abbai alla mia da dietro alla porta di casa mia x 5 minuti ogni volta che passi finendo sempre con una pisciata sulla mia porta?”, “insegnare a quei cavolo di bambini che se molestano ogni giorno un cane battendo sulla finestra di casa quel cane dopo potrebbe volerli uccidere?”, “in campagna aggiustare il recinto delle proprie capre al posto che pretendere che tenga il mio cane alla catena in casa mia perchè ha attacacto una capra che era davanti a casa nostra?”…poi è chiaro che non lascio che la mia faccia a fette il cane altrui (anzi lascio che venga picchiata piuttosto)m, ne che insegua i bambini molesti, ne che sgagni il labrador (ma uno sgnap vicino al collo si dopo che gli ha lanciato vari messaggi di stare alla larga), ne che ammazzi la capra del vicino, sia perchè amo gli animali e i bambini sono stronzetti ma piccoli, sia perchè un pitbull o un amstaff sono sempre in torto se succede qualcosa, anche di minimo…però anche io mi chiedo: perchè devo IO stare super attenta e farmi un fegato marcio + adrenalina a mille quando gli altri se ne fregano e contravvengono pure alla legge oltre che al buon senso e all’educazione?

    Come detto soptra il mio cane ha lo stesso carattere del tuo e essendo pure io una ragazza e al primo cane ho avuto le tue stesse difficoltà, in buona parte superate cercando di imparare a gestire il cane al meglio.
    Ad es io x evitare che la mia risponda a una sfida di un’altro cane, o x gestirla se è già su 2 zampe incazzata nera (sapendo che attirare la sua attezione su di me è utopico se cerco di farlo con cubo o giocattoli in quei momenti, e accarezzarla o cingerla rischia di rinforzare il comportamento o comunque non le farebbe capire che quel comportamento non mi è gradito, ma pure io voglio evitare di strattonarla impiccarla o che si autoimpicchi da sola x la foga…e pure la mia se eccitata e arravbbiata abbaia e piange, ovvero fa grida acutissime che lasciano basiti i passanti facendomi diventare blu x l’imbarazzo, ma ora lo fa 10 volte meno che anni fa, lo fa quasi solo con i gatti) cerco di “girarla di culo” rispetto al cane che abbaia in modo che smettano di darsi insulti nonn verbali e si calmino + velocemente: provaci, vedrai che aiuta molto.
    Un’altra cosa utilissima è insegnare al cane a lasciare la presa a comando così se malauguratamente si azzuffasse (e vincesse, e vincerebbe 99%) tu potresti liberare l’altro cane agevolmente (cercare di aprire a forza la bocca ad un bullo è utopico a meno di non avere un cuneo, e se sono in mpresa possono reestarci molti minuti e strapazzare x il collo l’altro cane o capra o animale anche se è il triplo di loro..), inoltre ti da la tranquillità mentale di dire “ok, se succede qualcosa so come intervenire e so come staccare il mio cane”, il che rende + sereni quando si vede un cagnetto petrulante fare capolino libero..insegnare un buon lASCIA non è difficile, o almeno non lo è stato con la mia (e funziona anche in emergenza, non solpo con pallina e salamotto): io l’ho fatto con il metodo delle 2 palline x poi passare al salamotto, mi ci è voluto qualche mese e a disanza di ani basta ripassare il comando ogni tanto x mantenerlo efficace (se serve posso spiegare come ho fatto io: esistono tante tecniche x insegnare un comando).
    Per le emergenze prenditi una capezza e tienila in borsa (le migliori hanno solo 2 cinghie e vanno messe comunque con il collare x evitare che si possano sfilare accidentalmente), ma impara ad usarla x evitare di far male al bullo inavvertitamente (bisogna evitare si strattonare, tenere le mani basse, tenere il guinzaglio sempre fra il cane e te e cambbiare lato se il cane cambia lato ecc), e se il bullo tende a strozzarsi quando reagisce ad una sfida sostituisci lo strozzo con un semistrozzo: avrai praticamente lo stesso controllo ma lui eviterà di farsi male se tira troppo (io con la mia ho usato collari sia a strozzo di catena o corda sia a semistrozzo di fettuccia e gli ultimi sono i migliori mentre i fissi non mi piacciono perchè o li stringi molto o possono sfilarsi e pettorina mi sembra del tutto inadatta al mio cane oltre al fatto che non la gradisce).

    Purtroppo cingere il cane come fai tu quando reagisce ad una sfida di un’altro cane e si imbizzarrisce, può essere efficace x tenerlo e non strozzarlo, ma potrebbe essere preso dal cane x un gesto di approvazione al suo comportamento (soprattutto se pure tu sei arrabbiata con il cane che lui vorrebbe fare blu di botte), e quindi anche se ti fa suoperare il momento non credo possa fare in modo che il tuo cane pian piano diminuisca la risposta alle sfide (almeno come intensità di risposta).

    Scusa x la lunghezza,
    ti auguro buona fortuna con il tuo bullo, vedrai che pian piano le cose andranno meglio (anche se il dolore chiaramente non potrà mai scomparire), e riuscirai a controllare Demon sempre meglio (e attenzione alla rabbia e all’amsia: anche io sono ansiosa e tendo ad incazzarmi, ma noto che ciò peggiora molto il comportamento del mio cane..)..

    • ciao cara e grazie molte per le tue spiegazioni dettagliate. sono utilissime. molte cose già le faccio. anche perché io con le capre ci vivo… essendo la proprietà di mio nonno ed essendo lui un fattore… lui lo giro sì, e si siede, quando comincia a mollare. io prima non gli stavo affatto vicina quando doveva superare questi stress ma ho capito che con lui forse è sbagliato. la differenza tra quando è approvazione e quando è persuasione penso la avverta. ho sempre avuto il timore che confondesse le cose ma mi rendo conto che nel farlo sono proprio diversa nei modi. lasciargli sbollire la botta da solo è come lasciare da sola una persona fortemente alterata. se fosse per lui magari manco si autocalmerebbe. noto che invece lo fa quando gli sto accanto e non quando lo ‘lascio a se stesso’. i miei momenti di rabbia sono vari ma tutti diversi. gli parlo con amore più che rabbia, quando la cosa riguarda la situazione del momento e non i miei irrisolti. ovvio che la situazione mi stressa, come non potrebbe… mi stressa su due fronti: lui e l’altro cane, o lui e i gatti che ci vengono incontro senza considerare che lui vuole farli fuori. cioè mi fanno chiedere: ma ci siete o ci fate? 😛 so che ragiono troppo come bipede e poco come quadrupede, ma che ne so… a noi le capre ci seguono. sono sette… però cerco di superare il piccolo stress con calma, cambiando il mio tono perché decido che dentro di me devo essere diversa, che ce la faccio. l’alterazione in generale credo che non se ne potrà mai andare del tutto perché a volte mi trovo a dire ‘ma perché fai così? a me che ti nutro, ti pascolo, ti curo, ecc?’. a volte è proprio un minchione. tipo quando deve tirare perché stiamo a cento metri da casa. che mi significa? mi snervano questi comportamenti perché di passi giganti ne abbiamo fatti, per non sapere né leggere né scrivere, ma lui pare cancellarli, a volte. questo mi fa stare male. forse è un po’ sciocco ma se il mio cane mi fa capire che le cose le sa ma che per quella volta ha deciso di ignorarle, mi fa sentire presa per il culo. e io faccio il tifo per lui… dovrebbe apprezzarlo. è questo il senso 😉 certo sembrano cazzate, dette così, ma è come quando hai un figlio neonato e piange piange e non sai perché piange. ti senti una pessima madre e gli altri sembrano tutti depositari di segreti che però non vogliono dirti o peggio non vogliono mostrarti praticamente però ti ‘rinfacciano’. a parte queste cose di natura emotiva, se vogliamo, cerco di raccogliere più informazioni possibili e di adattarle alle cose che mi trovo di fronte 🙂 grazie mille delle tue parole

  11. Ciao Alessandra,
    anch’io come te ho perso mio fratello prematuramente e anch’io come te ho ereditato un “bisonte” di 55 chili. Non ho molti consigli da darti, al mondo sono tutti “tuttologhi” e pronti a dare consigli non richiesti senza nemmeno sapere il background di una persona e del suo cane. Sono passati 5 anni, da allora ho preso una laurea, una specializzazione, 3 brevetti sportivi e con Obelix non ci fermiamo mai. È dura, lui è un testone ma è la mia “eredità” e mi basta perdermi nei suoi occhi e nel suo abbraccio per sapere che questa è la strada giusta.
    Un abbraccio forte a te e a Damon

    • Grazie dei tuoi incoraggiamenti, cara 😉
      Io al momento non ho le opportunità economiche, ma non demordo perché ho due belle gambone robuste e anche quando sono acciaccata non rinuncio a camminare. Senza esagerazioni posso dire che regolo i miei ritmi proprio con le uscite con Damon. Sto creando anche degli appuntamenti con amiche e cugine, per arrampicate da matti… Ho notato che è molto sensibile alla presenza di ragazze… il marpione 😀

  12. Cara Alessandra, quanto ti capisco!
    Ho un american bulldog (praticamente ambull e pitbull sono cugini) di 2 anni e mezzo, per circa 55 kg di peso (tutti muscoli). Vivo in città e nella mia zona é pieno di “amici degli animali” che si ostinano a tener liberi i loro canetti rompipalle e abbaioni…. Il mese scorso siamo anche dovuti andare in questura a fare un esposto (per tutelarci) contro un tizio di mezza età (un pensionato, mica un ragazzino tamarro!) che si ostina ad aizzare il suo pastore tedesco contro il mio cane (per capire chi è “il più forte”), quando ci trova per strada. E non siamo gli unici ad esserci rivolti alle forze dell’ordine, l’hanno fatto quasi tutti i proprietari di cani del circondario….
    Anche il mio cane, é reattivo e testardo quando viene sfidato. Ed ha una memoria di ferro: se stai scritto sul suo “libro nero” sei segnato per sempre.
    Però tu concentrati sul tuo rapporto con lui,sul vostro legame esclusivo, forte e sul vostro “destino comune”. Metti da parte la rabbia e cerca di essere un buon leader, lui saprà capirlo e comportarsi di conseguenza.
    Io ci sto lavorando, ogni giorno. I risultati li vedo, insieme al mio Leon. Un giorno, senza neanche rendertene conto la passeggiata con il tuo amico diventerà un piacere, un modo per stare bene insieme. Ci vogliono impegno, fatica, costanza, ma vedrai che arriveranno grandi soddisfazioni; roba che solo un cane può farti sentire così….
    Non mollare mai!

    • No cara amica, non mollo perché se mollo io è la fine.
      Io lo faccio anche per mamma e per papà perché non hanno nessuno che ‘tiri’ come me.

      Non vogliamo la luna. Che potremmo farcene? Né avere ragione per forza. Un minimo. Anche perché lassù qualcuno è in debito e quaggiù qualcuno dovrebbe cominciare a comportarsi di conseguenza. Io lo chiedo anche alle persone con cui ho avuto rapporti d’amicizia, mica solo per quanto riguarda il rispetto tra proprietari o cinofili… quindi per me queste sono cose tutte legate tra loro 😉

      Grazie delle tue parole

  13. Grazie Alessandra, è un articolo molto toccante e anche pieno di riflessioni e sensazioni che condivido. Luc, non credo che Alessandra si riferisca al diritto “legale” di tenere un cane libero all’interno di una proprietà, ma parla di “cortesia e intelligenza” da parte degli altri proprietari. Quando ero piccola, in un giardino vicino casa c’era un maremmano. Questo giardino affacciava su una scalinata per la quale ogni giorno salivano e scendevano centinaia di persone. Il cane stava sempre fuori e abbaiava come un pazzo a tradimento (era invisibile, nascosto dall’edera). Mia nonna quelle scale le chiamava le “forche caudine”, dovevi passare di là ma ogni volta ti prendeva un accidente secco. Chi non sapeva del cane, poi, gridava terrorizzato e a volte qualcuno cadeva rovinosamente. Ora io dico: siccome stai a Roma e non nella landa desolata, ti dispiace, almeno ogni tanto, chiudere il cane e far vivere in pace il resto del mondo? Sarebbe un atto di cortesia e intelligenza. La stessa cosa penso della tizia col PT che di frequente si ferma a chiacchierare davanti al mio portone e che, pur vedendomi uscire con le mie, non si sposta di un millimetro perché “tanto lo spazio per passare c’è e io mi fermo dove mi pare”. E quanto mi rasserena, invece, quando da lontano vedo sullo stesso marciapiede qualcuno col cane e a gesti e con un sorriso decidiamo chi cambia strada e poi ci diciamo grazie e buona giornata.

    • Esatto.
      Tipo mio zio. Per carità non lo farà apposta, che ne so, ma tira fuori il cavallino e lo fa transitare davanti ai miei cani, quando potrebbe tagliare da un’altra parte… Specie all’inizio davano di matto… Poi a forza di vederlo piano piano…

  14. quanto è difficile, leggere con le lacrime agli occhi… solo grazie, per aver condiviso il tuo AMORE ed il tuo dolore..

    Christian, sicuramente sorride, fiero di te.

    Un abbraccio.

    • Eh sì, Chri lo sa che mi fa sgobbare e sa anche quanta gioia e quanto senso della libertà io trovi con il nostro ‘ciccettone’… Lo sa eccome… 😉

  15. Ovviamente sulle delicata e personalissima storia personale, non mi permetto di dir nulla, soltanto la mia solidarietà di uomo che ha perso anche lui degli affetti legati in qualche modo, da un sottile filo di amore ed emozioni al proprio compagno con la coda.

  16. Io però mica ho capito ben bene la situazione, bel racconto, splendidamente scritto, ma mi pare confuso sull’unico particolare davvero importante, cioè il pastore abruzzese “cattivo” ed abbaione con “la bava alla bocca” è libero cioè tenuto in un podere senza alcuna recinzione ( ed in questo caso sarebeb davvero un miracolo che i due cani non si fosserro azzuffati) oppure libero all’interno di una proprietà recintata da cui non può uscire ?
    Nel primo caso vi è assoluta incoscienza sanzionabile per legge e faresti bene a tutelarti nelle sedi opportune, nel secondo caso mi pare che le tue ragioni siano almeno opinabili, comprendo il fastidio, ma che dovrebbero tenere il cane sempre legato e recluso in casa perchè tu passi con il tuo ?
    Il Pit è un cane certamente di particolare gestione con i conspecifici, il pastore abruzzese è un cane territoriale.
    Per il resto mi pare che tu abbia ben gestito la situazione, agendo nel modo corretto, solo non capisco la rabbia nei confronti dell’altro cane che abbaia, nel caso il cane fosse libero ( e ripeto non lo credo altrimenti parleresti di zuffa e non si scaramucce verbali) la rabbia ( anche legale) la dovresti avere verso il proprietario.

    • C’è scritto: “I cagnetti della contrada sono liberi (oltre che fastidiosi), com’è libero il pastore abruzzese che mi abita affianco”.
      Direi quindi che è libero e senza recinzioni: la sua proprietà è semplicemente “rialzata” rispetto alla strada.

      • Beh allora devono essere entrambi due cani abbastanza equilibrati perchè nonostante uno libero (il maremmano) ed uno al guinzaglio ( il pit) si sono limitati ad abbaiare senza neppure sfiorarsi, anche se il contatto è avvenuto molto a lungo

        “Ieri, per esempio, siamo rimasti fermi nello stesso posto venti minuti buoni.
        Damon si era calmato. Ed era stanco. Stanco perché su di me non vuole/può infierire e dunque era diviso tra il continuare a combattere la situazione di stallo e il prendere atto che si doveva rilassare.
        Io sono stata a schiena china su di lui per tutto il tempo. Ci siamo mossi al massimo di due passi ogni volta”

        Mi spiace per la dolorosissima vicenda umana che comprendo, ho avuto anche io in affettuosa eredità il cane di mio padre.
        Credo che non si faccia un favore a questa coraggiosa ragazza ed al suo dolcissimo compagno canino
        tacendo il fatto che sta compiendo errori per eccesso di amore, rafforzando comportamenti sbagliati e pretendendo comportamenti non dovuti da altri, comportamenti che lei stessa non adotta perchè se certo è un torto far subire ad un pit minuti di “insulti” da un altro cane, altrettanto è un torto far subire ad un maremmano l’insulto di una presenza di un estraneo in quello che considera il suo territorio.
        Questo dal basso della mia inesperienza cinofila, solo per coerenza con quello che ho letto finora anche su questo sito e per la modestissima mia esperienza personale con i cani.
        Con tutta la empatia possibile per i risvolti emotivi della situazione.

        • Ah, Luc, per chiarezza: non esiste risvolto emotivo, in una cosa che riguarda la tua vita quotidiana vita natural durante. Tua, cioè tua, di tua madre, tuo padre, cugini, cugine, zii, amici, ecc. La morte di tuo fratello di 24 anni non è un fatto emotivo. E’ un fatto oggettivo. Dire fatto emotivo è come dire che tutte le donne piangono perché sono emotive. No. Alcune piangono perché ci sono cose che ti spezzano le ossa. Dunque almeno per cortesia tra estranei, tra esseri umani, mai dubitare o banalizzare le cose esposte da terzi, pur apponendo in calce un saluto solidale… Se si travisa o se si banalizza qualcosa, il saluto solidale si banna da solo, in automatico…

          Il resto delle mie parole non le hai lette proprio al meglio e per questo ho cercato di chiarire. Qui non esistono estranei. Io qui ci abito come ci abitano i miei vicini. Essere vicini significa proprio essere ‘attaccati l’uno all’altro’, non essere vicini di condominio, dove chiusa una porta una persona sparisce e il massimo della ‘vicinanza forzata’ è al massimo avere il portone in comune e qualche riunione condominiale… Pace e bene 🙂

    • @ Luc e in generale per gli altri gentili utenti che hanno letto questo mio messaggio ‘di sfogo’ 🙂

      Salve a tutti. Sono Alessandra. Siete stati gentili a leggermi ed è stata gentilissima Valeria ad ospitarmi. Non so cosa mi sia preso quando le ho scritto. Volevo solo raccontare quegli episodi. Forse volevo non sentirmi sola e soprattutto far capire che ci sono anche persone che non sanno una H di molossoidi ma ne hanno uno e pur senza la possibilità materiale di potersi ‘erudire’ su un campo o al seguito di insegnanti, esperti, professionisti ecc (amici miei, non tutti hanno la possibilità economica ma non per questo bisogna fargliene una colpa, eh che cavolo), ce la mettono tutta perché è nella loro intera vita che sono chiamati – oggettivamente – a mettercela tutta 🙂 E’ prima di tutto una questione di indole personale e poi di ‘addestramento sul campo’. Vale per le persone tanto quanto vale per un cane 🙂

      Venendo al commento di Luc e via via agli altri, e in generale per fare delle considerazioni personali. Scuserete la mia prolissità e la mia ‘ingenuità’ di fondo, ma mi sono aperta con sincerità e trasporto, fino a rendermi certamente incomprensibile e fraintendibile, lo so, ma questo ho sentito e questo ho scritto… anche a scuola ero una che ha sempre seguito il suo sentire, piuttosto che il sentire generalmente accettato o ritenuto ‘valido’ secondo formula… a costo di impopolarità, certo. Non ho scritto certamente per spacciarmi come una persona con chissà quali abilità. Non ne ho. Sono solo una che ama in modo più aperto e pieno, e questo sì, ti rende più duro, non solo più fragile e a soqquadro interiormente. Del resto non ho chiesto di essere ‘corretta’ perché quello potrò farlo in altra sede, cioè di fronte, face to face, con la persona che vorrà seguirmi in un percorso esistenziale, non solo cinofilo. Quando e se avrò questo piacere non lo so, quindi vivo il presente facendo i miei ‘passetti’ da molossa, non sicuramente i passi timidi di una che ha paura di stare al mondo 🙂 Questo – sia chiaro – non è un segnale di chiusura al mondo, o nello specifico di chiusura a quanti ne sanno più di me tecnicamente, quanto la necessità di capire innanzitutto chi sono e in che modo mi posiziono nel mondo. In secondo luogo significa implementare al mio cammino attuale e futuro cose nuove, che si aggiungano alle ‘vecchie’, che non siano ‘a parte’ né mi isolino o mi decontestualizzino.

      Del resto, le vostre parole – di cui vi ringrazio davvero – sono preziose a prescindere e come tali le considererò tutte (le ho stampate, voglio che le leggano anche i miei genitori). Sia le testimonianze personali che professionali. Ringrazio anche coloro che un po’ mi hanno frainteso, finendo in qualche modo fuori tema. So che qui in genere si parla in modo molto tecnico dell’educazione del cane e della vita col cane. Io ho uno spirito assolutamente più ‘umanista’ (da contrapporsi solo dialetticamente alla preparazione e al parlare più tecnico), quindi parlo del mio cane e della nostra storia in maniera diversa, sicura di poter trovare riscontro nella storia di altri ‘proprietari’, cioè di altre persone che prima di relazionarsi in modo tecnico-pratico agli amici a quattro e due zampe, sono appunto persone come me, che si devono relazionare con gli eventi – tutti – dell’esistere quotidiano. Il mio rapporto con Damon è pieno di simbologie. Ci possiamo raccontare quello che ci pare. Ma è così. Sarà sempre così. E io ringrazio che lui ci sia. Siamo una bella squadra. Camminiamo molto o poco a seconda della possibilità e della mia forma del momento, però lo facciamo. L’emozione più grande l’ho avuta con la nevicata di febbraio 2012… Damon libero nella neve… un sogno… ero emozionata come una bimba… Credo di non aver mai fatto jogging in vita mia, per esempio, e beh, con lui in estate l’ho fatto. Sì, ok, sono ciccia quindi non corro come un’atleta, però lo faccio. Lo facciamo. E mi piace. CI piace. Ogni giorno ci facciamo i nostri chilometri e non è che ce lo ha ordinato il medico o il veterinario… né il guru di turno 😀 Ho iniziato a fare sport, cosa incredibile per chi mi conosce da sempre. E questo ‘sport’ è uno sport del cuore, non solo a livello motorio e cardiovascolare. Del resto, il prof delle superiori parlava sempre di ‘palestra di vita’… ecco, io ho trovato la mia, dopo che ho visto che questo mi è stato offerto e non può andare sprecato. E’ una cosa che sta dentro, che proviene dall’anima. Una cosa che pervade. Una forza semi-sconosciuta che ti circola dentro, che hai addosso, e che ha la meglio perché diluisce le tossine e soprattutto diluisce il vuoto. Se l’anima si mette in moto, allora si può dire di essere vivi. Diversamente è solo routine. Io con Damon mi sento viva. Avrò sempre lacune d’altro genere, ma imparerò, certo. Come s’impara a capire che pur dovendoci attenere alle cose che abbiamo di fronte, per elaborarle ed accettarle dobbiamo prima di tutto trasfigurarle un minimo. Per riabilitarci un pochino alla vita intera, che è da ieri a ENNE ANNI, non solo per abilitarsi alle tanto agognate passeggiate serene tutti i giorni (2 e mezzo su 3 sono comunque dignitose per i miei standard), allo jogging o alle arrampicate 🙂

      Gli aneddoti che racconto non possono risultare chiarissimi o per forza a mio favore perché non volevo buttarla sul dettaglio della planimetria del podere in cui vivo :D. Il mio messaggio esprime un disagio ma anche tanto altro. Non soffermatevi eccessivamente sulla parte tecnica perché io posso apprendere dagli altri come regolarsi col cane, ma molti potrebbero imparare da me come si campa (sì, ho quest’arroganza, nel mio piccolo… chiedere per credere). Ogni essere umano non è una persona con un cane e basta, ma è una persona con amici, parenti, genitori, dolori, gioie, vicini di casa, bollette, fidanzati/e, passioni, impegni, imprevisti, ecc. 🙂 Il cane si inserisce in questo contesto, non è una cosa a parte. Io non la vivevo manco a 12 anni come una questione ‘tecnica’. Quindi non voglio che mi si inquadri in questo senso, specie da una lettera con due aneddoti su centomila, che sicuramente offrono visioni parziali e limitanti. Ci sono regole di convivenza civile bi-univoche, non unilaterali, e ce ne sono per tutti… E non unilaterali perché io ho un pitbull. Io posso anche stringere la manina di mia cugina di 10 anni. Un cane non può aggredirmi verbalmente in quel modo (e se non fossimo divisi? che farebbe?). Ho avuto anche pointer, cocker-breton e pastori abruzzesi. Non cambiava niente neanche allora. Il cane inoltre non è un impegno a parte a cui dedicarsi appunto ‘a parte’… Il mio mi rende ricca e non lo vivo come una cosa a se stante (ora soprattutto ricerco il ‘tutto’ e questo prevede Damon quale figura molto molto importante nella mia vita, non a latere). Il suo pensiero mi riempie le ore del giorno con una serie di idee e riflessioni, nonché con il moto – concreto -, che fa bene sia a lui che a me. Quando cammino sono libera. Tutto qua. Non è una cosa da poco. Ah, per inciso, una persona che si apre su fatti del tutto personali e piuttosto importanti (anche se non la si conosce), non è di sicuro tanto folle da pretendere che il mondo intero si sposti al suo passaggio. Grazie per aver pensato il contrario, eh 😀

      E’ questione di educazione, di umano sentire. Qua l’ignoranza è proprio crassa, ma non ho intenzione di intraprendere battaglie perché io sono libera nelle mie scarpe e nella mia forza quotidiana e il mio continuare a essere e sentire, è la mia miglior forma di realizzazione. La protesta in sé, l’ho capito da tempo, resta inascoltata. Ero responsabile pure a 3 anni… a 30 figurati 🙂 Ce l’ho col cane che è lo specchio di quei padroni, quindi per proprietà transitiva ce l’ho con loro. Mi pare ovvio e anche scontato 😉 ma questo ‘avercela con’ è perché non mi sento rispettata. Poi la notte dormo lo stesso, non è questo il punto. Il punto è che nella maggior parte dei casi ci si isola unicamente perché gli altri non fanno ciò che di base potrebbero fare senza troppi sforzi. E questo non è accettabile né è bello. A suo tempo, i vicini, pure con il polpaccio di mio fratello tra le fauci di Bobby, urlarono da una finestra ORA CHIAMIAMO I CARABINIERIIII… cioè il cane aveva preso Christian e chiamavano loro i carabinieri? Ora, tutti hanno dei vicini di casa, quindi magari hanno anche storie più bizzarre di questi miei aneddoti, ma non tutti hanno manie di grandezza, quindi non tutti raccontano cazzate 😉 Non puoi passare ogni giorno della vita ad avercela con qualcuno. Devi passare la vita a vivertela, non ad attendere di viverla. Io l’ho capito che è corta. Io l’ho visto, quant’è corta. Ho il DOVERE, oltre al diritto, di vivermi le mie cose. Il mio mondo è lì fuori. All’aria aperta. Ho bisogno di vedere il cielo, di sentire il morbido della terra, le carezze del vento, la dolcezza del sole. Domani non c’è più tempo. Né ho chi si incarichi di me. Io voglio stare bene con tutti (potrei chiedere a un qualunque medico di base, se una persona come me ha bisogno o meno di serenità… e potrei farmi fare pure cento certificati, per me e la mia famiglia, se non ci si crede sulla parola…)purché si comportino con decenza. Da me, del resto, è questo che hanno. Con o senza cani, gatti, criceti, scoiattoli. Quindi ti puoi fidare delle mie sensazioni esasperate 🙂 So ancora distinguere il giusto dallo storto… forse è l’unica cosa che so fare.

      Volendo dettagliare, posso anche dire che di cani ne ho 4. Vivono nei loro appartamenti, e non escono senza guinzaglio e relativo umano al fianco ecc ecc… Ecco perché non si possono ‘azzuffare’ coi cani liberi degli altri. Per fortuna. Perché io a miei ci tengo. Non li lascio liberi di finire sotto le macchine o peggio. Bobby è un cane che non lascia quasi mai la proprietà, quindi ha un carattere ancora più chiuso e territoriale. L’unico momento in cui lui e Damon si possono guardare in faccia, è quando dall’alto, cioè dal muraglione della proprietà, Bobby si avvicina alla rete, guarda sotto, ci siamo noi e Damon diventa matto perché lo vede in quello stato alterato. Non li troverai mai a due centimetri l’uno dall’altro perché Damon libero vicino casa non lo lascio mai… quando è libero ce ne andiamo per fossi, con le mie amiche o solo noi 🙂 Tra l’altro non vado manco sui terreni degli altri ma su quelli di mio nonno, accertandomi che non ci siano manco le volpi, in giro, figurati i cani degli altri. Da mesi non passavo sotto casa e prendevo la via sterrata apposta… però cavoli, Damon dovrà imparare, così come imparerò io. E si impara con l’esercizio giornaliero. Mica non lo so. Il nuovo inquilino richiama Bobby, sì, ma quando l’attacco verbale è già diventato abbastanza parossistico, quando è in casa, o quando se ne accorge (quindi 4 volte su 5 Bobby sarà libero di fare il suo show vocale bello intenso). Forse sono strana io, a non volermi sentire aggredita manco a dieci metri. Boh. Avrò pretese bizzarre, che ci posso fare 😀 Io ci sto male perché non voglio avere un infarto ogni volta. Mi fa male alla salute. Altro che cavoli. Quando siamo tranquilli è così bello. La mia mente ha necessità di sentirsi libera. Se mi aspetto un attacco, come se lo aspetta Damon, mica sono libera… Io posso agire su Damon, lavorare su di lui (e non mi si dica che è facile…), però non posso cambiare ciò che fa quell’altro. Se lui non lo facesse, noi pasceremmo tranquilli. Scatto sempre foto meravigliose, quando sto con Damon (interi servizi fotografici, va 😀 ). In un posto in cui ci siamo praticamente solo noi, te ne accorgi che è una provocazione perché è l’unica ed è reiterata… fosse pieno di gente, di animali a passeggio e via dicendo, socializzerebbe anche visivamente. Qua esce un cane all’improvviso ed è una sorpresa anche per me. Se dall’alto chi sta in casa avesse sempre l’intelligenza di richiamarlo (non lo richiamano manco fa la bava contro le persone), lui almeno se ne andrebbe e la pianterebbe… 🙂 diciamo che non si può sempre essere soli e che non si deve stare sempre a fare i tecnici. Ci sono comportamenti e situazioni stereotipe, da cui trarre una casistica, certo, ma poi ogni situazione è intensificata dallo specifico ambiente. Io faccio del mio meglio con gli strumenti che ho, faccio ciò che posso, e lo faccio con amore ma anche sopportazione. Perché, ripeto, io non sono solo una persona con un cane. Sono una persona che ha ANCHE un cane, insieme ad altre relazioni e problemi che può avere chiunque. Un eventuale ‘campo’, corso ecc, a che servirebbe se non ho cooperazione intorno? Cioè se l’ambiente è minato da altri accidenti su cui non posso avere controllo? Fossi un cane anche io avrei le palle girate perché quello si fa bello a distanza, lancia le sfide, ma petto a petto non sarebbe capace perché di suo magari lo sa che ci rimetterebbe la testa… E’ come quando educhi un figlio. E’ come quando i miei hanno tirato su me e mio fratello. Non cambia niente. Si deve lavorare tutti a uno scopo comune. Un tempo si diceva che è un paese che deve crescere un figlio, no? Beh, io non dico un paese, ma almeno chi ti sta immediatamente intorno, specie se poi tu personalmente ti presti quando si tratta di loro e lo fai a prescindere. Cazzo io mi faccio sentire se i miei cani rompon le balle abbaiando per un trattore che passa in strada, può essere che se un cane mi vede nell’aia comune e mi aggredisce a 10 metri, verbalmente, nessuno gli dica manco ZITTO? Annamo bene 🙂 Non dico di agire in modo comune in zone molto popolose dove la gente manco si saluta. Ti parlo di qui. Io sono una che non vive la sua comunità in nessun modo. Vorrei però poter vivere il mio isolato ma nessuno mi aiuta (parenti compresi). Come faccio a regolarmi sempre e solo da sola? E’ una bella ingenuità pensare che basti. Magari avessi un educatore che educasse me e assieme a me tutto il vicinato (compreso mio nonno proprietario di cavallino, galline, oche, pecore e capre)… Leggermi tutti gli articoli di questo mondo non basta. Io devo andare a intuito perché vivo qui e so come si relaziona e respira ciò che ho intorno, non ciò che ha intorno tizio o caio da un’altra parte, dove magari o certamente, tutto funziona alla stragrande. Sono molto ammirata e anche invidiosa, delle testimonianze degli altri, ma ragazzi, io parto da un solo assunto: mi inserisco qui, in un mondo di abitudini che preesistono a Damon o al mio bisogno di stare in santa pace a passeggio, off road e on the road che sia 🙂 Cioè prima di farmi tanti voli pindarici, io parto dalla base.

      Credo nel lavoro di squadra e se gli altri non ci credono, almeno sono tenuta a dirglielo e a dimostrare che lavoro faccio e quanto le loro disattenzioni possono costarmi in termini di sudate e di ansie. Chiaro che sbaglio. Ho sbagliato, sbaglio e sbaglierò ancora… ma è che nella vita si va per tentativi. Per quanto gli altri possano insegnarti cose importanti, alcune strade sono un po’ più in salita ma chi le percorre a volte è solo una persona che non ha voluto mollare, che al momento non ha potuto fare diversamente, che probabilmente anche domani non potrà fare altrimenti perché quello ha e con quello si ingegna…

      Non pretendo la luna, ragazzi, ma sono felice di aver detto la mia ‘di fronte’ a persone che – da quello che ho letto in precedenza sotto ai vari articoli di Valeria & Co., amano i loro animali e non li lasciano soli e allo stato brado 😉

      Per inciso: vivo in un paese di 1600 anime pie ma sto in aperta campagna, in una contrada che di anime ne avrà sì e no 25… e in un isolato in cui di persone ce ne sono solo 6… per cui… ci si potrebbe dare una mano con accorgimenti veramente minimi 😉 o forse sono un’inguaribile ottimista e finisce che ‘pretendo le cose’ 😀 grazie mille dell’accoglienza. Continuerò a seguirvi, soprattutto nei commenti, perché la cosa più bella è poter leggere le opinioni di tutti. Prenderò spunto da ogni sillaba. I suggerimenti degli altri (anche fuorviati) sono preziosi a prescindere.

      Alessandra

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Ultimi articoli

Gli allevatori hanno creato troppe aspettative?

"La mia lavatrice ha garanzia a copertura totale.""Anche il mio cane viene da un allevamento prestigiosissimo."Potrebbe sembrare un dialogo da teatro dell'assurdo,...

Affidare il cane a pensioni o dog sitter: CHE ANSIA!

di DAVIDE BELTRAME - Visto il periodo potenzialmente vacanziero, anche se quest'anno nonostante l'ottimistico oroscopo di Paolo Fox probabilmente molte famiglie resteranno...

Il mio nome è Dora

Lo sguardo appannato e assente… traballante sulle zampe… non mangia e non beve… ecco, sdràiati qui, sulla coperta vicino al fuoco, e...

Seconda giornata di lavoro in acqua con il Centro Cinofilo Dogzilla ASD

Anche la seconda giornata di lavoro in acqua organizzata dal Centro Cinofilo Dogzilla a.s.d. è andata in archivio.Diciamocelo pure… è andata oltre...

Il commissario di ring

Il mondo delle esposizioni canine (come del resto tutto ciò che riguarda i cani) ha sempre avuto un certo fascino e suscitato...

Scarica la nostra app!

E' gratuita e potrai rimanere facilmente aggiornato su tutti i nostri contenuti!

Scarica l'app per sistemi Android
Scarica l'app per sistemi Apple

Restiamo in contatto!

135,286FansMi piace
558FollowerSegui
1,141IscrittiIscriviti
Condividi con un amico