canesbagliato1di VALERIA ROSSI – Ogni giorno ricevo svariate decine di email e di messaggi su FB (anzi, ne approfitto per scusarmi, perché  i numeri continuano a salire a vista d’occhio e ormai non riesco più a rispondere a tutti) che mi pongono i quesiti più disparati: ma sono davvero moltissime le persone che mi chiedono “che cane dovrei prendere, secondo te?”.
Qualcuno ha in mente un paio di razze, qualcun altro una dozzina (che spesso comprende cose tipo Bovaro del Bernese, Breton e Chihuahua… il che è un po’ come voler scegliere tra cominciare a suonare la chitarra, a giocare a ping pong o a fare pilates. Come si fa a dare un consiglio su cose così clamorosamente diverse tra di loro?!?); qualcuno, addirittura, mi fa una lapidaria descrizione di casa sua, della sua famiglia e della sua vita (tipo: “ho una casa col giardino, lavoro otto ore al giorno e con me vive mio nonno”) dopodiché mi chiede – senza darmi neppure una piccola rosa di candidati – quale penso che sia il cane giusto per lui.
Ma io che ne so?!?
Non conosco queste persone, non so che carattere abbiano, quanta pazienza abbiano, quanto tempo pensino di poter dedicare al cane. Non posso sapere neppure se sia consigliabile, per loro, avere un cane: figuriamoci come potrei suggerire la razza più adatta a uno stile di vita di cui non so un accidenti di niente.
Poi, naturalmente, ci sono anche quelli che mi raccontano la storia della loro vita in due chilometri circa di email… alla fine dei quali ne so un pochino di più, ma di certo non abbastanza da poter dire “il tuo cane ideale è sicuramente questo”.
A dare qualche indicazione, solitamente, io ci provo: però ribadendo a chiare lettere che i miei sono soltanto “vaghi suggerimenti” e che non voglio responsabilità di sorta (soprattutto verso il cane, anche se questo di solito lo penso ma non lo dico).

canesbagliato2A questo punto qualcuno mi ringrazia, dice che prenderà in considerazione ciò che gli ho suggerito e gentilmente saluta;  con qualcun altro, invece, non so più se ridere o piangere, perché appare evidente che il cane per lui ce l’aveva già stampato in testa in modo inamovibile, e che sperava solo in una mia conferma.
Conferma che in alcuni casi non arriva, perché proprio NON può arrivare… e che dà la stura a scambi epistolari tragicomici.
Tipo: “Vivo in un monolocale, sto fuori casa dodici ore al giorno, la caccia mi fa orrore, ma vorrei prendere un setter irlandese. Che dici, è una follia?”
Risposta scontata: “Sì!”.
Altro messaggio: “Eh, lo so, però mi piace tanto… vabbe’, allora che cane potrei prendere?”
Risposta: “Con la vita che fai, non mi pare una grande idea quella di prendere nessun cane. Ma se proprio non riesci a farne a meno, allora scegli una razza abbastanza indipendente, che abbia meno bisogno di moto. Che so, un XX, un YY, o un ZZ…”
Altro messaggio (dopo due o tre giorni): “Bello il XX… ho guardato i siti di due o tre allevamenti, in effetti è un cane che potrebbe fare al caso mio. Anche lo ZZ non mi dispiace…”
E subito sotto: “Ma se assumessi un dog sitter, pensi che il setter soffrirebbe lo stesso?”
Io (cominciando a rivolgermi ad alcuni Santi in tono non propriamente amichevole): “Dipende: se il dog sitter lo assumi a tempo pieno, probabilmente il cane starà benissimo. A parte il fatto che sarà il suo cane e non il tuo…”
Lui: “Eh, certo, è vero: se sta sempre con lui, si affezionerà di più a lui. Forse è meglio che mi rassegni e che pensi davvero all’XX. Oppure all’YY, non mi dispiace neanche quello. Ma secondo te è meglio l’XX o l’YY?”
Tralascio il seguito della conversazione (che può trascinarsi anche per settimane) e arrivo direttamente alla conclusione, che intanto è sempre la stessa.
Un paio di giorni di silenzio, durante i quali comincio a riconciliarmi con i Santi di cui sopra… e poi il messaggio-tipo: “Ciao, scusami se non mi sono più fatto sentire (prego notare che si scusano per le rare volte in cui non mi fanno perdere tempo, NdR), ma sono andato un po’ in giro per allevamenti: e finalmente HO PRENOTATO IL CUCCIOLO! (tutto maiuscolo) Nascerà tra due mesi, non vedo l’ora. Ma tu pensi che dovrei… ?” e subito partono le nuove richieste su cosa dovrà mangiare, dove dovrà stare, quanto dovrà uscire eccetera eccetera.
Indovinate un po’ di che razza è il cucciolo?
Bravissimi: è proprio un setter irlandese.
Scelta che il tipo aveva fatto fin dall’inizio e per la quale – non so per quale misterioso motivo – voleva a tutti i costi la mia benedizione. Ma perché?!?
Non ci conosciamo, non so chi sia, non l’ho mai visto in faccia: perché mai gli interessava tanto la mia opinione, visto soprattutto che non l’è filata di pezza?

canesbagliato3Sia chiaro: a me piace rispondere ai lettori di Tpic, agli amici di FB e a tutti coloro che mi onorano della loro stima: lo faccio volentieri, nei limiti del possibile, e spesso mi appassiono addirittura alle storie che mi vengono raccontate, mi commuovo quando il cucciolo arriva a casa, mi preoccupo se non sta bene… insomma, mi immedesimo in tante di quelle vite altrui che a volte finisco per trascurare la mia.
E’ essere presa per i fondelli, che mi piace un po’ meno.
Quindi, avendo ufficialmente deciso di smettere di perder tempo con le persone che intanto la loro scelta l’hanno già fatta, e che vogliono solo convincere anche me (e mi ri-chiedo:  perché?!?)… per non sentirmi troppo in colpa, nonostante tutto, ho pensato di elencare qui alcuni consigli, anzi contro-consigli. Insomma, suggerimenti su quali cani NON prendere se non ci si vuole ritrovare immersi nei guai.
So benissimo che al genere di persona che ho appena descritto non faranno né caldo né freddo (però io avrò almeno la soddisfazione di poterglieli rinfacciare quando andranno in crisi): ma che forse potranno essere di aiuto a qualcun altro.

a) se stai fuori casa millemila ore al giorno, quella di prendere un cane è una pessima idea in assoluto.
Il cane è un animale sociale e ha bisogno di vivere in un contesto sociale. Da solo si annoia, si stressa, si rompe le palle.
Non conta un accidenti il fatto che tu abbia un immenso giardino: il cane si romperà le palle in giardino (oppure le romperà ai vicini, abbaiando a più non posso).
Se però hai proprio deciso che senza cane non puoi vivere, almeno evita come la peste i cani-francobollo, quelli a cui non basta vivere “con” un umano, ma gradirebbero passare la loro vita “abbarbicati” a quell’umano: ovvero quasi tutti i molossoidi, il dobermann, quasi tutti i cani da compagnia. Scegli – se proprio devi – una razza nordica; oppure un cane da guardiania, uno di quelli selezionati per stare a guardia del gregge o del bestiame anche per settimane senza mai vedere l’uomo (alcuni di questi sono molossoidi, ma sono gli unici che possono stare abbastanza serenamente da soli per diverse ore al giorno).

canesbagliato4b) se ci tieni alla casa pulita e in ordine, evita le razze che perdono pelo e/o sbavano.
Insomma: se adori il Terranova, ma di notte fai sogni erotici con Mastro Lindo protagonista, ti consiglio vivissimamente di fare lo sforzo di innamorarti di qualche altra razza.
In generale, ricorda che:

♦ tutti i cani con sottopelo, prima o poi, lo perdono. A pacchi, nel periodo della muta (due volte l’anno), a pacchetti sempre, mattino e sera, per tutti i giorni dell’anno;
♦ i cani a pelo corto/raso perdono pelo esattamente come gli altri, solo che il loro è più bastardo perché si insinua ovunque subdolamente e vigliaccamente, senza che tu lo veda… almeno fino al momento in cui ti siederai sulla poltrona con i calzoni bianchi e ti rialzerai con i calzoni neri o fulvi;
♦ sì, esistono cani che non perdono pelo: sono quelli che ce l’hanno a crescita continua, come i capelli umani. Per esempio i barboni, o il levriero afghano;
♦ i cani con il “capoccione” e i labbroni sbavano. Punto. Poi c’è chi sbavicchia e c’è chi, ogni volta che scrolla la testa, ti allaga la casa (soffitto compreso)… ma se la bava di cane di fa orrore, per amor del cielo NON metterti in casa un San Bernardo.

canesbagliato5c) se ti pesa il culo, non prenderti MAI un cane troppo dinamico
Purtroppo conosco decine di persone (anche “dal vivo”, stavolta, e non soltanto via email o FB) che pur essendo clamorosamente sedentarie hanno pensato bene di rovinarsi la vita mettendosi in casa siberian husky, border collie, setter o malinois.
Io mi chiedo cosa facessero e dove fossero non soltanto queste persone, ma anche gli allevatori di questi cuccioli, quando il buon Dio ha distribuito il buon senso.
In alcuni casi, devo dirlo, i disperati (perché sono tutti disperatissimi) che conosco personalmente hanno adottato questi cani in canile: in questi casi la colpa è di chi glieli ha affidati.
Per carità, posso capire il pensiero dei volontari (“in qualsiasi famiglia starà meglio che in gabbia”): ma vorrei ricordare loro che se il benessere del cane è una priorità assoluta, anche quello degli umani dovrebbe essere tenuto un pochino in considerazione. Dare un border collie alla coppia di vecchietti che al massimo gli farà fare la passeggiatina igienica intorno all’isolato significa essere sadici inside. E anche se i vecchietti si affezioneranno morbosamente al cane, e non gli verrà mai in mente di riportarvelo indietro, ricordate che quel cane farà una pessima vita, del tutto inadatta a lui. Quindi pure il suo benessere sarà stato tutt’altro che rispettato.

d) i cuccioli, tutti i cuccioli (con eccezioni veramente rarissime) pisciano, cagano e rosicchiano.
Non lasciatevi raccontare da nessuno che “bastano pochi giorni” per educarli. In parte è anche vero, ma per riuscirci occorre stare addosso al cane a tempo pienissimo, portarlo continuamente fuori (tipo ogni due ore) e avere pure qualche solida cognizione di cinofilia. E comunque ci vogliono più spesso settimane (o mesi) che “giorni”.
Se l’idea di dover asciugare, pulire e a volte buttar via vi manda in paranoia, NON-PRENDETE-UN-CUCCIOLO (stavolta sono io a dirvelo tutto in maiuscolo), ma orientatevi su un adulto (non necessariamente di canile. se volete il cane di razza, ci sono le associazioni rescue che potranno proporvene a carrettate).
Personalmente ritengo di avere più che decenti nozioni di cinofilia, ed ho anche molto tempo da dedicare ai miei cani: nonostante questo, Samba – che ha cinque mesi – qualche pisciata in casa me la ammolla ancora. E quando mi tolgo le scarpe prima di andare a dormire le metto ancora a venti metri di altezza, se voglio ritrovarle intere il mattino dopo: perché lei “è” ben educata, e se le dico “NO!”, la scarpa la molla. Ma mentre dormo non sono in grado di dare ordini al cane.

canesbagliato6e) se hai bambini molto piccoli, non prendere cani molto piccoli
Non penso che tu, lettore di “Ti presento il cane”, possa essere una persona che ha in mente di prendere un cane come giocattolo: se così fosse mi suiciderei perché significherebbe che scrivo compulsivamente da tre anni per nulla. Sono strasicura che chi mi segue su questo sito ami e rispetti i cani e che non gli passi neppure per l’anticamera del cervello l’idea di “darli in pasto”ai bambini. Cionostante mi sento in dovere di ricordare che i cani di taglia troppo ridotta, vivendo con cuccioli d’uomo ancora incapaci di intendere e di volere (e quindi ancora ineducabili),  rischiano la vita. O quantomeno rischiano grossi traumi.
Sì, lo so che sei convintissimo di poter tenere sempre millemila occhi addosso al pupo, ventiquattr’ore su ventiquattro: ma non è possibile. Nessuno al mondo può farlo.
E stai pur certo che, nell’unico millesimo di secondo in cui la tua attenzione verrà distratta da qualsiasi cosa, il pupo troverà il sistema di distruggerti il cane. Oppure troverà quello di farsi mordere (e i denti di un cane piccolo, su un bambino molto piccolo, possono lasciare brutti segni. Anche solo psicologici).
Per i micropupi sono molto più adatte le razze molto grandi: molossoidi in primis, solitamente dotati di pazienza infinita.

f) se non sai nulla di cani e di cinofilia, NON prendere razze troppo “difficili” o soggetti problematici
Per quanto riguarda le razze, è vero che chiunque può imparare a gestire qualsiasi cane: però ci vogliono tempo, voglia, impegno. Se ti manca qualcuno di questi requisiti, non lanciarti in sfide assurde come quella di metterti in casa un cane “da esperti” (per esempio un cane di linea da lavoro, quando esistono le linee cosiddette “da bellezza” molto più pacate e tranquille).
Non adottare neppure il cane “complicato” in canile, e non lasciarti raccontare che “basterà l’ammmmore”: non basta affatto, anzi, a volte rischia perfino di essere controproducente (il cane fobico trattato come un bambino e tenuto sotto la campana di vetro finirà per sclerare del tutto, anziché migliorare).
Per risolvere i problemi di un cane non basta l’affetto: ci vuole competenza. Se non ce l’hai, evita di rovinarti la vita (e magari di rovinarla definitivamente anche al cane) solo perché ti senti strafigo e pensi che “in fondo ci voglia poco”.
In alcuni casi (rari) è vero che basta poco: ma in moltissimi altri sono cavoli amari. Lasciamo che ad occuparsi dei  cani difficili ci pensi chi ha le conoscenze necessarie: e se siamo neofiti chiediamo, sia in canile che in allevamento, il cane più “facile” possibile. Saremo più felici noi, ma soprattutto sarà felice lui.

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44 Commenti

  1. A te chiedono consiglio … Poi fanno come gli pare .. E poi vengono al campo pretendendo che il cane che hanno scelto tu lo faccia diventare il cane dei loro desideri … Vorrei non abbaiasse non tirasse non distruggesse casa … Non mangiasse i bambini … Uff quante se ne sentono ..e se ti gli dici in alcuni caso che non si può perché le due memorie di razza no gliele puoi togliere divento un cattivo istruttore …

  2. Eheh, mi sa che sono una di quelle scocciatrici con mail chilometriche (e per fortuna che te ne ho mandate solo un paio!!!!)!

    Io aggiungerei solo una postilla all’ultimo punto: “se non sai nulla di cani e di cinofilia” ma anche se ‘credi di saperne, ma non hai troppa esperienza sul campo’ lascia perdere i cani problematici!

    Io, tutto sommato, ho avuto abbastanza fortuna: al canile mi hanno anticipato i tratti “difficili” del cane che stavamo scegliendo, ci hanno ripetuto millemila volte che avremmo dovuto avere molta pazienza e ci hanno anche consigliato di farci seguire da un’educatrice (che fa anche la volontaria lì e che il cane l’ha seguito dal suo arrivo). Senza contare l’appoggio quasi “a domicilio” di un altro volontario… ma non penso che tutti i canili siano così attenti e disponibili (e ne abbiano la possibilità), come, purtoppo, in alcuni casi non lo sono gli allevatori (che sono cosa ben diversa dagli Allevatori).

    Il cane “sbagliato” nella situazione sbagliata soffre e l’umano ha due alternative.
    O se ne sbarazza: il mio bastardone è stato riportato indietro dopo 5 giorni dal precedente adottante che l’ha bollato come kanekattivo: ha morso l’educatore la prima volta che l’ha visto. Nonostante all’adottante avessero detto che non gradiva sentirsi “costretto” intorno al collo gli è stato infilato subito il collare a strangolo… da degli sconosciuti! Strano!

    Oppure fa una vita d’inferno anche lui: i primi giorni io ho rischiato una crisi di nervi, ora sono saltati fuori dei comportamenti che al canile non avevano mai rilevato, ma stiamo procedendo a piccolissimi passi e ci sono situazioni in cui dobbiamo ricominciare tutto da capo (molto probabilmente per errori che siamo riusciti a fare noi umani in sole 2 settimane!).

    I cani equilibrati esistono (anche nei canili), le razze sono tante e ben diversificate. Se si riuscisse ad andare oltre l’aspetto estetico o la moda e si ragionasse un attimo prima di prendersi la responsabilità di un’altra vita credo che avremmo una convivenza cane-uomo molto migliore e più rispettosa di tutti (cani, cinofili e cinofobi!).

    Grazie Valeria!

  3. veramente un bellissimo articolo Valeria…….tristemente realistico 🙁

    vorrei chiedere se ti fosse possibile scrivere un articolo in specifico sui cani della categoria A
    vedo tanti amici che incasinati con il lavoro(per carita’ sacrosanto) che poi vanno a prendere cani completamente inadatti a quelle che sono le loro possibilita’

    in effetti lurkare sui forum specifici di razza oltre che richiedere uno sforzo molto superiore al leggere il tuo sito ha il difetto che molto spesso le opinioni dei proprietari sono cosi’ ripiene di ammmmore da risultare poco attendibili, in ogni caso viene poco semplice fare il paragone con un altro cane piu o meno simile, vedi lo specchio sulle differenze tra pastore asia centrale e il caucaso che avevi pubblicato sull’articolo del primo

    tra l’altro per cercare informazioni piu specifiche su una determinata razza bisogna pur averla prima messa nel mirino

    come hai detto ha ormai la scimmia del setter inglese sara diffile levargliela
    penso che pero’ se riesce a trovare informazioni e interessarsi ad un altra razza patendo da una possibile compatibilita’ prima che la scimmia gli è salita sulla spalla magari fa ancora in tempo a scacciarla e lasciare il setter a qualcuno piu adatto

    idem per chi invece sta effettivamente cercando informazioni e ha idea di dargli credito, insomma un articolo con elencate le razza in questione e un po’ di generalita e differenze tra uno e l’altro penso potrebbe risparmiare ad un bel po’ di quattrozampe una fine piuttosto triste

    Grazie

  4. Persone sedentarie? lo farei leggere ad un paio di persone che conosco, le quali dopo aver visto il mio golden si sono messe in testa di prenderne uno e dicono che io esagero quando gli dico che e’ un cane che ha bisogno di molta attivita’ fisica e che sicuramente messo a fare la Loro vita ne farebbero un cane infelice(ammesso e non concesso che non gli distruggerebbe casa)

  5. faccio “outing” (che fa tendenza)

    Ok, ho sbagliato, ho preso l’Amerigo Vespucci e non so neanche tenere in mano un remo 🙁
    Ok, forse non era il MIO cane.
    Ma, Valeria, quanto è difficile dire NO..?? Quanto si riesce a dire “non fa per me” ?
    Allora non ebbi nessun dubbio, non sapevo neanche di doverne avere, oggi forse sono un pò meno ignorante, ma sapete una cosa? Sono incosciente, ma anche oggi, quel NO, per QUEL cane, non lo direi lo stesso. Con tutto il mio cuore NO, che il Dio dei cani mi perdoni, non lo direi. Rifarei lo stesso “errore”.
    Forse oggi non farei quelli che ho fatto strada facendo e che sto cercando di riparare, ma quel bastardo me lo porterei a casa comunque.
    A voi, voi cinofili doc faccio una domanda, e vediamo se fate “autlet” anche voi… 🙂
    Quanti di voi saprebbero dire NO, quel cucciolo di quella razza che ho tanto voluto, su cui mi sono documentato, che fa per me, non lo prendo, perchè l’allevatore che mi sembrava una persona seria, adesso che ho visto i cuccioli e tutto il cucuzzaro necessario, non è un Allevatore, ma un cagnaro. E io, il cucciolo che mi ha messo in braccio e che mi ha fatto le feste, adesso lo metto giù e giro sui tacchi e me ne vado perchè potrebbe anche essere sano e tipico, ma potrebbe anche no….
    Quante manine alzate ci sono?

    Adesso mi aspetto un vaff… da Valeria, e me lo prendo sapendo di meritarlo…..
    Un abbraccio

    • Sarebbe meno difficile si cominciasse a considerare i cani come soggetti con una loro personalità, carattere, indole e tutta una serie di diritti che se in pochi riconoscono dovremmo almeno riconoscere noi, che siamo convinti di amarli tanto dalla prima volta che li vediamo (non sarò io a infangare il mito del colpo di fulmine). Madre Natura fa i cuccioli della gran parte delle specie animali carini e coccoloni proprio perché ispirino negli adulti (intra o inter specifici) la voglia matta di prendersene cura. Quando si adottano cani adulti (non lo so per esperienza, io sono stata vittima del primo “trucchetto”) immagino che il meccanismo sia diverso, ma sostanzialmente porti allo stesso risultato. Dato che sembriamo superiori (abbiamo un vantaggio evolutivo, come volete chiamarlo) a tutte le altre specie animali, dimostriamolo usando un minimo di razionalità e senso critico verso noi stessi al momento della scelta.
      Sì, magari è cinico pensarla così, se volete tacciarmi di insensibilità fatelo pure, ma qualcuno di famoso (Google conferma Diderot) disse: “Non basta fare il bene, bisogna farlo anche bene” e ho imparato piano piano che è vero in tantissimi casi, anche e soprattutto quando si ha la piena responsabilità di un altro essere senziente. Sennò cadiamo vittime dell’ammmore che tanto bene riassume il concetto (qui si parla di cani, ma vale per una marea di situazioni). Detto ciò, anch’io rifarei quella scelta mille altre volte! Ogni tanto non serve nemmeno starci a pensar su per anni e anni. Però ci ho messo poche settimane, un pochino incosciente lo sono stata, ora ci metterei molto di più… Facendo uno sforzo immane 😀

    • Dire NO a un tipo di cane non è come dire no all’iphone appena uscito, volere a tutti i costi un determinato cane pur sapendo – o peggio non sapendo – di non essere all’altezza mi sembra una cosa un po’ infantile e da irresponsabili, documentarsi a dovere e prendersi tempo prima di prendere un cane preclude automaticamente questo problema. Se ami e conosci i cani veramente queste cose non succedono, ne sono convinta.

    • a Maria Grazia:

      proprio x questo dal cagnaro non ci si deve proprio andare, idem mai andare a vedere cani soprattutto cuccioli di una tipologiia che ci piace (razza o anche meticci ma che sapiamo ci faranno innamorare) se sappiamo che non sono adatti a noi, e mai andare in canili o associazioni che peccano di professionalità se si ha la sindrome da croceriossina sennò si rischia di uscirne con 2 cani “casi disperatissimi” affibbiatici da solerti volontari ma che sono oltre lòa nostra portata e che quindi con noi NON STARANNO BENE! Idem mai passare davanti ai negozi che vendoni cuccioli (che andrebbero chiusi tutti) sennò le persone + sensibili e impulsive compreranno il cagnino x levarlo dalla gabbietta anche sapendo che è un similrazza malaticcio e problematico probabilmente (anzi, molte persone lo fanno x questo), non capendo che così fareanno solo spazio x un altro povero cucciolo similrazza malaticcio e problematico in gabbia e daranno soldi a chi lucra sulla pelle delle povere bestioline spandendo pure virus non coperti dai vaccini in mezza europa a mo’ di untori!

      Insomma, visto che non abbiamo il cuore di pietra dobbiamo proteggerci da certa gente evitando certe situazioni che LORO mettono in atto proprio x abbindolarci x i loro comodi e NON x il bene dei cani!

      • In tutte le risposte (tutte sacrosante per carità) al mio commento si parte da un principio “errato”, mi spiego, dite tutti
        – Se conosci i cani
        – Se capisci le esigenze
        – Se sai che non è adatto a te…
        e via dicendo, il problema è che tutti questi SE, il neofita sciurmario/a medio/a NON se li pone, non sa neanche di doversele fare le domande, figuratevi darsi le risposte.
        Poi va in canile (l’amico non si compra e bla bla bla…) ha già in mente il tipo di cane (cane lupo alto così che sia bbbbuono con la famiglia e kanekiller con i ladri – cane che mi accompagna a far la spesa e porta le borse – cane da caccia ma che non vada a caccia perchè il cane viene sfruttato e invece io lo voglio davanti al camino sulle mie pantofole perchè la caccia la odio… e via dicendo).
        Poi, se magari gli viene l’illuminazione divina comincia a informarsi e scopre di aver fatto una scelta a dir poco azzardata, trova un campo e comincia a frequentarlo (perchè scopre che i cani non nascono nè addestrati ed educati nè tantomeno amici fedeli come in Lilly e il vagabondo…e Zanna Bianca…), diventa lettore assiduo di TPIC magari sfoderando anche tutta una marea di cugginate e sciurmariate da manuale…
        Però quel cane lì ormai ce l’ha e forse (dico forse) non era proprio proprio il SUO cane allora cerca di rimediare come può. Certo che adesso che ne sa un pò di più, anche se il Pastore del Caucaso è un gran bel cane e gli piacerebbe tanto, magari non se lo piglia… 🙂

        • Ok, sbagliare è umano, te lo concedo, ma quanto mi fanno girare le p**** queste cose!? E sai perché? Perché il 99% dei cani che finiscono O TORNANO al canile sono frutto di una scelta non consapevole, di un momento di follia o di egoismo o di ignoranza, di non conoscenza anche delle nozioni basilari che riguardano il cane o una razza in particolare, dio santo ma quando ci renderemo conto che un essere vivente non è un capriccio come un telefono, un paio di scarpe, un televisore? Ok che agli errori si può provare a riparare, ma quanti problemi inutili e soprattutto, che vita di m**** deve fare un cane che non viene trattato adeguatamente secondo le proprie esigenze? E che seccatura un cane che per questo diventa problematico e da fastidio al padrone o a chi incontra per strada? Scusa se me la prendo. Magari fossero obbligatori certi corsi prima di prendere un cane e dopo una volta preso come si fa in Svizzera!!!

    • Ciao Maria Grazia! Ha, ha, ha….sono io che mi son persa qualche cosa?…Dov’eri finita? Non credo che Valeria ti mandi…..al massivo lo fa sorridendo, perchè tu non credo proprio che lasci il tuo cane da solo per 10 12 ore e non lo porti fuori se sei stanca e ti incazzi se allora sporca in casa….non mi risulta che tu lo hai abbandonato, ANZI! Quindi non confondere le idee a quei 4 dementi egoisti…hi, hi, hi…c’è una bella diversità, non ti pare? Ciao!!!! 😉

      • Ma buongiorno Lella!! E’ sempre un piacere leggere i tuoi interventi allegri.
        Lo so che Valeria il vaffa me lo manderebbe sorridendo (anche perchè in faccia praticamente me l’ha già quasi mandato insieme ad uno scappellotto metaforico… e a ragion più che veduta !! )
        E’ che quando leggo certi requisiti minimi richiesti per avere il cane (e non sto parlando di Valeria chiaro)… mi vien da pensare “mò lo devo riportare al canile…
        Certi articoli forse avrei dovuto leggerli prima… per poi andare lo stesso al canile e prendermi lo stesso il mio adorato ammmooore Truzzotamarro…. 🙂 ma almeno avrei saputo in che ginepraio mi stavo cacciando eheheheh 🙂 Invece io prima mi sono buttata in acqua e POI ho imparato a nuotare….

  6. Il problema è che le persone pensano che i cani si differenzino solo per aspetto e dimensioni, non sa che ogni razza ha temperamenti ed esigenze diverse connaturate nel DNA, ho conosciuto persone che stavano scegliendo il cane dalle immagini su un libro sulle razze, senza nemmeno leggere quello che diceva!
    Anche in televisione quando si parla di cani si dice sempre che basta l’ammmore!, mai che si parli con un minimo di competenza cinofila!
    Inoltre ci sono quelle vere e proprie mode, un anno è di moda una razza, l’anno dopo un’altra, adesso pare che siano in crescita esponenziale le vendite di barboncini, lo chiamano “effetto Dudù”, ma si può essere così superficiali?

  7. “Insomma: se adori il Terranova, ma di notte fai sogni erotici con Mastro Lindo protagonista, ti consiglio vivissimamente di fare lo sforzo di innamorarti di qualche altra razza.”

    Glorioso.
    XD

  8. Ricordo ancora il mio capo che, tornato dal negozio con un cucciolo di pinscher nano si decise a dare un’occhiata sul web e rimase inorridito per ciò che lesse sul carattere della razza.
    Ed io avrei tanto voluto dirgli “ma farlo prima no?!”.
    Certo è durato poco perchè di lì a qualche giorno il fatto che il cucciolo cagasse sangue e che in negozio si fossero offerti di “cambiarglielo” o di “spedirlo al nord al loro veterinario perchè lo controllasse” aveva sostituito la preoccupazione per l’incompatibilità del piccolo con l’idea del “cane ideale” che aveva in mente lui.

  9. Silvia………..non sono superficiali, ma ignoranti patentati – ossia …ignorano come ci si comporta con il cane piccolo o grande che sia!

    • Ma ho conosciuto persone che hanno preso il barboncino e poi si sono pentiti perché hanno scoperto di doverlo portare dal toelettatore! Non lo sapevano questi pazzi!
      Certe persone non prendono con serietà il fatto che un cane ha le sue esigenze, non arrivano a capire che un cane non è un giocattolo che puoi spegnere quando sei stanco!

  10. Io ci ho messo settimane a valutare i pro e i contro della razza da portarmi a casa e poi tocca sentire cose allucinanti, come mia zia che vorrebbe tanto un labrador perché adora quello dei vicini (vicini che a turno lo portano fuori ogni 3 ore mentre lei se non deve andare a lavorare non esce nemmeno di casa, che pulisce e lucida maniacalmente), un’amica che vorrebbe un amstaff, e si è fatta già il giro degli allevatori, che però terrebbe in giardino perché il marito è allergico, la collega che dopo l’husky che ha passato la vita a catena ne vorrebbe tanto un altro perché “sono i cani più belli del mondo, peccato che siano stupidi”, per non parlare della conoscente che, incapace di gestire il suo meticcio di 10 kg, viziatissimo e prepotente, mi comunica “il prossimo cane sarà un rottweiler, li adoro!”. Se provi a dire qualcosa passi per rompipalle. Ah, dimenticavo mia cugina che ha portato a casa un cucciolo di Golden, per “fare pet-terapy” al figlio autistico. Perché ovviamente i Golden fanno pet-terapy spontaneamente già da cuccioli.

    • Ah, quella del Golden Retriever che automaticamente fa pet therapy l’ho sentita anche io: tizia che fa un corso per diventare educatrice “finisco il corso, prendo un cane e lascio il mio lavoro”, prende un cucciolo di Golden “che lo faccio lavorare con i bambini… pet therapy…”. Peccato che il cucciolo in questione era decisamente diffidente nei confronti delle persone e soprattutto dei bambini (nel breve periodo che li ho incontrati non sono mai riuscita ad avvicinarlo: abbaiava con la coda bassa e si teneva prudentemente a 2-3 metri di distanza, allontanandosi di lato se si provava ad approcciarlo…). Non l’ho più vista, ma sarei curiosa di sapere come è andata a finire…

  11. Ne approfitto per fare “outing” anche io: io sono allergica.
    Sono allergicissima ai gatti: da bambina ne ho sempre avuti, ma sempre e rigorosamente fuori, se entro in una casa in cui vive un gatto ci posso stare per un tempo limitatissimo, pena crisi respiratoria e conseguenze che possono durare per qualche giorno.
    Sono allergica anche ai cani, un po’ meno, a quanto pare, ma anche in questo caso la crisi respiratoria è sempre in agguato.
    Volevo un cane e mi piacciono tantissimo i “bulli” (dall’amstaff al bouledogue français, ma anche i bull terrier… insomma tutti i bulli!). Ma io in casa il cane non posso tenerlo. Niente “bullo”, lui fuori non ci può stare!
    In canile ho chiesto espressamente di vedere i cani più rustici e con sottopelo abbondante e abbiamo portato a casa un meticcione di circa 25kg, “cane lupo” nero (uno di quelli che spacciano per incrocio belga… anche se secondo me il belga Ringo non l’ha mai visto neppure in foto!), sottopelo a pacchi, idrorepellente.
    Questo non vuol dire che se quest’inverno si andasse a -15° lo lascerei a dormire fuori (insomma, l’inalatore per l’asma non posso usarlo tutti i giorni per anni, ma per qualche settimana sì), ma almeno lo vedo un po’ più “attrezzato” alle intemperie.
    Magari un giorno avremo un bullo come amico, quando e se avremo una sistemazione diversa da quella attuale!
    Intanto ci godiamo Ringo (sembriamo 2 neogenitori scemi: parliamo solo di lui, vediamo solo lui e abbiamo i cuoricini negli occhi ogni volta che ci degna di attenzione!), che adora correre nell’erba alta bagnata di rugiada nel primo mattino e sceglie di dormire fuori dalla cuccia anche nelle serate frizzantine di questi giorni!

    • So che chi ha queste allergie può optare per i cani nudi.
      Io sono diventata allergica ai gatti solo da pochi anni ed andare dal vet quando la mia prima cagnolina si ammalò fu un dramma, perché ero continuamente in ambulatorio , ma sono andata a prendere il secondo cane lo stesso!
      Dal vet vado con l’antistaminico e via! Comprendo benissimo!

      • Ciao, anche io sono allergica (anche se non a livelli “drammatici) e con i miei barboni nella mia piccola casa(priva di giardino e balcone) non ho mai avuto problemi(con altri cani sì invece purtroppo).Comunque alla fine sono contenta di essere allergica perchè così sono stata “costretta” a scegliere la razza barbone .. e me ne sono innamorata.Senza questo problema anch’io avrei preferito un cane più grande e in apparenza più rustico, ma ora se anche guarissi da ogni allergia, rimarrei attaccata ai barboni come una cozza..!
        Anche il lagotto ,alcuni terrier (ad es. il bedlington)maltese,bichon frisè, cane da acqua portoghese e anche forse altre razze dovrebbero essere ipoallergeniche..

        • Ciao! Allora siamo entrambe due fanatiche del barbone per motivi piuomeno simili! Per l’aspetto non lo avrei scelto nemmeno io, se non è ben toelettato sembra subito trascurato e trasandato, inoltre ci sono molti pregiudizi sul suo conto proprio per l’aspetto esteriore, e va appunto toelettato regolarmente, cosa che richiede un po’ di tempo e qualche soldino in più per il toelettatore…Ma vogliamo parlare del carattere e dei vantaggi? È fantastico, intelligentissimo, sportivo, giocherellone, affettuoso e affezionatissimo, allegro, tollera i bimbi senza problemi e si adatta agli spazi che gli concediamo, non perde il pelo e non puzza o sbava!!!…Ma va molto stimolato perché ha un cervello veramente “avanzato”, se trascurato si deprime parecchio o combina guai, io direi che è adatto all’agility e sportivo in generale (forse tot escluso) non sono d’accordo con chi dice che è un cane da salotto, assolutamente, non basta una passeggiatina di 10 minuti…

        • Ciao! Allora siamo entrambe due fanatiche del barbone per motivi piuomeno simili! Per l’aspetto non lo avrei scelto nemmeno io, se non è ben toelettato sembra subito trascurato e trasandato, inoltre ci sono molti pregiudizi sul suo conto proprio per l’aspetto esteriore, e va appunto toelettato regolarmente, cosa che richiede un po’ di tempo e qualche soldino in più…Ma vogliamo parlare del carattere e dei vantaggi? È fantastico, intelligentissimo, sportivo, giocherellone, affettuoso e affezionatissimo, allegro, tollera i bimbi senza problemi e si adatta agli spazi che gli concediamo, non perde il pelo e non puzza o sbava!!!…Ma va molto stimolato perché ha un cervello veramente “avanzato”, se trascurato si deprime parecchio o combina guai, io direi che è adatto all’agility e sportivo in generale (forse toy escluso) non sono d’accordo con chi dice che è un cane da salotto, assolutamente, non basta una passeggiatina di 10 minuti…lo rovini e sarebbe peccato visto il potenziale!

          • Ciao Elena, che dire?Sono perfettamente d’accordo con te.Sicuramente la toelettatura porta via un po’ di tempo e denaro, però da un lato si risparmia qualcosina nella pulizia della casa, dato che non si trova mai un pelo in giro..e sicuramente il barbone non è “solo” un cane da salotto : nel salotto ci sa stare buono , bravo e tranquillo ma a patto che si possa sfogare sia mentalmente che fisicamente .Purtroppo vedo tanti padroni di barbone che non lo sanno valorizzare, ad esempio di recente ho incontrato un bellissimo cucciolo bianco sempre preso in braccio dai proprietari perchè avevano paura a farlo giocare con il mio barbone di pari età e anche leggermente più piccolo di taglia…sigh.E pensare che invece vedere giocare i barboni insieme è uno spettacolo e mette tanta allegria (come tutti i cani in realtà , ma chi ha un debole per i barboni può capire…)

          • Conosco bene i barboni (nani), un mio carissimo amico ne ha avute 2, la seconda delle quali è stata per tutta la vita la “migliore amica” della mia meticcetta (una cagnetta “da topi”). Erano coetanee e sono cresciute praticamente insieme: noi eravamo alle scuole medie e passavamo tutti i pomeriggi in un campo-parchetto a far giocare le due sciroccate! E poi le passeggiate insieme… Due “sorelline” diverse che abitavano una di fronte all’altra! Quando ci ripenso mi commuovo sempre (sono mancate entrambe pochissimi anni fa)!
            Per vari motivi mi sono resa conto che anche il barbone non era il cane adatto all mia vita attuale, così mi sono indirizzata su altro…
            Un meticcio (e adulto, per di più) è un po’ un’incognita, ma cercerò di fare di tutto per fargli avere la vita migliore possibile, anche a costo di qualche sacrificio!

    • Mi hai fatto venire gli occhi lucidi, anche noi siamo così, per un sacco di motivi dei quali non voglio tediare nè te nè gli altri, ma LUI ci ha salvato.
      Per quanto riguarda invece il bel racconto di Valeria, devo dire: ma Valeria, tu sei una santa!!!! Come fai? Io non ho tutta sta pazienza, se una persona mi chiede un consiglio sul Border Collie e poi malgrado tutto decide di prenderlo e poi si lamenta:” Ma non è come il tuoooo, il mio è completamente idiota, a volte sporca anche in casa, non parliamo del pelo che perde, (MA VA?), mi fa uscire pazzo, sta diventando anche aggressivo!! Pensa che quando beve, mica si pulisce, sgocciola in ogni dove! (NOOOO, ma gli hai dato il tovagliolo?)” Io rispondo: O pirla! Se lo tieni 9in casa 12 ore e lo fai uscire solo la sera per 30 minuti che cazzo pretendi?” Se io fossi in lui mi mangerei i tuoi [email protected]@@@@@i per colazione!” Mah, non si finisce mai di incontrare personaggi sempre più strambi!

  12. Bellissimo articolo! Per la parte legata a bambini e canidi,non posso che concordare per esperienza diretta. Io a due anni sono stata attaccata da due chihuaha (CHIHUAHA,ommiodioooooo!). La colpa fu in parte mia;li avevo scambiati per cuccioli -essendo abituata a scorrazzare fra la pointer di mio nonno ed i suoi cuccioli-. Da allora sono terrorizzata dai cani di piccola dimensione -e ci metto molto a fidarmi di tutti gli altri-.

  13. Ho letto l’articolo con molto interesse. Sorridendo alle volte perché é divertente pur essendo molto serio. Concordo al 100% in tutto , anche se non sono nessuno per avere voce in capitolo. Il cane non ha bisogno solo di amore, verissimo. Esercizio, disciplina e amore…non so se i miei cani sono felici….io provo a dare loro quello che posso e sembra siano equilibrati e sereni. Ma ho tanto da imparare e loro mi insegnano giorno dopo giorno qualcosa, e articoli come questi contribuiscono a farmi capire che una cosa é avere un po’ di esperienza, ben altra é essere un professionale . Seguiró con molto interesse tutti i nuovi articoli. Letizia

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.