di VALERIA ROSSI – Il servizio di Report sulle crocchette industriali ha indubbiamente scatenato una sorta di psicosi: ora tutti vogliono dare la pappa casalinga ai loro cani, e son due giorni che ricevo quintalate di email, più o meno tutte con questa domanda: “Tu cosa dai da mangiare a Samba?”
In realtà questa non è una buona domanda: nel senso che quello che mangia Samba potrebbe non andar bene per un altro cane.

casalingo5L’alimentazione casalinga, esattamente come quella industriale, dev’essere personalizzata (anzi, “caninizzata”). Ogni soggetto ha le sue preferenze, ha le sue esigenze e può avere le sue intolleranze, ma soprattutto la dieta va costruita tenendo conto di un sacco di fattori quali l’età, la razza, il tipo di attività, la stagione, lo stato fisiologico eccetera eccetera.
Un cucciolo mangia proporzionalmente molto più di un adulto, un cane attivo deve mangiare più di quello sedentario, una cagna in lattazione deve mangiare più di tutti gli altri: e poi c’è il “gusto” individuale, legato molto più all’olfatto che al gusto vero e proprio, che può essere l’espressione di una preferenza “fisiologica” (il cane rifiuta l’alimento X perché il suo organismo “sa”, in qualche modo, che non gli farebbe bene)… oppure di vizi (il cane rifiuta l’alimento X perché spera di convincere il proprietario a dargli l’alimento Y che gli piace di più. E molto spesso ci riesce).
Per questi ed altri motivi è pressoché impossibile stilare tabelle attendibili e “buone per tutti”: in realtà sarebbe altrettanto impossibile farlo per gli umani, anche se quando andiamo al ristorante scegliamo proprio su un menu uguale per tutti.
Il fatto è che al ristorante ci andiamo una volta ogni tanto, mentre la pappa che diamo al nostro cane è quotidiana: se la sbagliamo potrebbero esserci ripercussioni sulla sua salute, anche se devo aggiungere che personalmente non sono una fissata delle diete fatte a “bilancino e contagocce”.
Il cane ha un’adattabilità alimentare mostruosa, come dimostra il fatto che ci siano soggetti in ottima salute alimentati in modo pessimo.

casalingo4Certo, questo non è un buon motivo per tirargli gli scarti della nostra tavola, ma io credo che del bilancino si possa pure fare a meno (a proposito: ho notato, in molti dei messaggi ricevuti e anche in molti commenti su FB, una certa confusione tra “alimentazione casalinga” e “avanzi”. Non so se sia stata tutta colpa della Gabanelli, che sicuramente ha lasciato un po’ intendere che le due cose si equivalessero… ma così NON E’ assolutamente!
“Dieta casalinga” significa “preparare un pasto apposito per il nostro cane” e non certo ammollargli i nostri avanzi).
Detto questo… io ve lo posso anche dire, cosa mangia Samba: però non precipitatevi a copiare questa dieta, perché potrebbe non essere la più corretta per il vostro cane.
Samba pesa attualmente 41,300 kg. e quindi mangia un chilo circa di pappa al giorno (il 3% del peso sembra essere l’ideale per un cane adulto in forma, mentre i cuccioli dovrebbero mangiarne il 10% e i cuccioloni il 5%… con variazioni a seconda della razza – soprattutto in base alla velocità di accrescimento – del tipo di attività e così via).
Suddivido la razione in due pasti perché questa sembra essere una delle possibili prevenzioni per le dilatazione/torsione dello stomaco: ma già qui entrano in ballo i fattori individuali, perché lei a mezzogiorno è molto meno appetente che alla sera.
Se dividessi esattamente in due, il mezzo chilo del pasto diurno verrebbe solo “spiluccato” e poi lasciato lì: ho quindi deciso di assecondarla e di darle 300 grammi a mezzogiorno e 6-700 la sera (in questi giorni sono più 600 che 700, perché Samba non ha una grandissima ossatura e quindi il suo peso attuale, pur essendo nella media per una femmina di rottweiler, per lei è un filino eccessivo: non è proprio “a dieta” perché non la si può considerare davvero sovrappeso, ma diciamo che vorrei riportarla a 40 chili esatti e quindi la tengo un po’ più “leggerina”).

casalingo3Che cosa mangia?
Io ho scelto le seguenti percentuali: 60% carne + 20% carboidrati + 20 % verdure.
Altri utilizzano percentuali diverse: 70-10-20, 50-40-10… qui ognuno la pensa a modo suo.
Io credo che superare il 20-25% di carboidrati sia un po’ eccessivo, a meno che il cane non viva fuori, al freddo intenso (in questo caso avrà bisogno di più fonti energetiche, quindi più carboidrati e più grassi): siccome il mio cane vive in casa e pure con una temperatura altina (perché io sono freddolosa, e per quanto ami Samba la mia caldaia viene regolata sulle mie esigenze e non sulle sue), credo che per lei il 20% di carboidrati sia la percentuale più corretta.
Questo non significa che vada bene per tutti i cani del mondo!
Componenti della pappa: per quanto riguarda le proteine, uso carne tritata o spezzatino ad uso umano, il che mi permette di usare anche il tritato misto (manzo+maiale), perché il maiale destinato all’alimentazione umana è supercontrollato e quindi non c’è alcun rischio di Auieszky. Perché il maiale? Perché c’è una percentuale maggiore di lipidi (grassi) rispetto al manzo, e al cane un po’ di grasso serve, soprattutto se è un cane sportivo.
Un paio di volte la settimana sostituisco la cane con il pesce (platessa), bollito: la carne invece la do sempre cruda, salvo quando cucino per due (vedi sotto).

casalingo_cosciaNota: qualche giorno fa ho tentato di avvicinare Samba alla BARF, che mi attizza soprattutto dopo che avevo avuto ottimo risultati con la Bisturi, in un periodo in cui aveva problemi di pelo.
Come “test”, la settimana scorsa, ho provato a darle una coscia di pollo cruda e intera. Diffidenza iniziale: l’aveva avuta anche la Bisturi, quindi non ci ho dato molto peso (gli alimenti nuovi vengono sempre accolti con una certa diffidenza).
Ho aspettato… e sarei ancora qui che aspetto e spero, se la coscia non avesse virato da tempo verso la pattumiera. Perché la Bisturi, dopo essersi studiata la sua coscia per qualche minuto, era partita all’assalto con somma soddisfazione. E invece Samba, nell’ordine: a) le ha girato intorno annusandola; b) l’ha portata a spasso per tutta la casa (vi lascio immaginare con quali conseguenze per i miei poveri pavimenti);  c) le ha pigolato intorno per ore; d) ci si è seduta davanti e le ha abbaiato (cosa volesse dirle, non lo so); e) l’ha imboscata sotto il mio letto (e lì sono intervenuta e l’ho tirata fuori); f) l’ha definitivamente ignorata ed è venuta a dirmi che aveva fame e che mi pregava di darle qualcosa di veramente commestibile.
A quel punto la coscia era diventata una roba inguardabile, ricoperta di peli, polvere e diosacosa: quindi è volata nella rumenta. Sì, lo so che avrei potuto ripulirla e cuocergliela, ma ormai mi faceva veramente troppo schifo.
Gli esperimenti BARF riprenderanno per altre vie, ma per ora siamo tornati al casalingo “normal”.

casalingo_trippaAndiamo avanti: una volta alla settimana (a volte anche due) utilizzo la trippa anziché la carne tritata (l’ideale sarebbe la cosiddetta “trippa verde”, che però non riesco a trovare da nessuna parte. La vendono sui siti di BARF, ma poi bisognerebbe avere spazio nel congelatore e io non ne ho mai).
Un’altra volta alla settimana (circa) sperimento le ricette del famoso futuro libro sul quale mi hanno accusato di aver “fatto marchette” nell’articolo sul servizio di Report. In realtà le marchette di solito si fanno a favore dei libri altrui e non dei propri: semmai i propri si spammano, si pubblicizzano, si fa sapere che esistono… ma in questo caso il libro ancora non esiste.
Se ne ho parlato è stato solo per non sentirmi dire, quando invece uscirà, che avevo scritto in un articolo che “non dobbiamo dare al cane quello che mangiamo noi”, per poi diventare coautrice di un libro di ricette “a sei zampe”.
Ecco, allora approfitto per la marchetta numero due: quel libro (la cui “vera” autrice è Katya Cervio, stimatissima e preparatissima esperta in alimentazione casalinga canina: io ho partecipato solo per le parti umoristiche) non parla di “dare al cane quello che mangiamo noi”, ma piuttosto di “mangiare anche noi quello che mangia il cane”.
Il bello è che si può fare, e si può fare con sommo gusto: quindi, siccome il testo del libro ce l’ho già tutto, da quando sono rimasta single mi diverto a cucinare le stesse ricette per me e per Samba, appunto una volta alla settimana.
Oggi, per esempio, mangeremo fagottini di tacchino. Alla faccia dei maligni.

casalingo_carotaVerdure: utilizzo foglie verdi e carote, il tutto tagliato finissimo (se proprio lo volete sape’, prendo l’insalata “mista sottile” del Lidl: a Samba piace – e a me pure – ed evito di mettermi io stessa a tagliuzzare. Le carote invece le trito a parte).
A volte Samba ingurgita tutto, altre volte mi fa trovare la verdura bella pulita in fondo alla ciotola dopo aver spazzolato tutto il resto: come faccia non lo so, visto che io mescolo accuratamente tutto insieme, ma ci riesce benissimo. Secondo me i cani hanno delle microscopiche manine sulla lingua, capaci di dividere accuratamente quello che non gradiscono e di lasciarlo lì. A fine pasto ritraggono le manine dentro la lingua e così noi non ci accorgiamo che esistono: altra spiegazione non c’è.

casalingo_pastaScemenze a parte, veniamo ai carboidrati: Samba mangia prevalentemente pasta all’uovo, a meno che non cucini per entrambe, nel qual caso mangiamo pasta di grano duro. Marca: Barilla, non per preferenze di sorta ma perchè questa trovo nel supermercato sotto casa.
Quando mangiamo la stessa pasta, Samba se la becca salata come la mia (e cioè non troppo salata): trattandosi di una volta alla settimana, non credo di ucciderla.
Quando cucino solo per lei, invece, la cuocio senza sale e più a lungo (per quanto anch’io detesti la pasta troppo al dente, quindi le nostre cotture quasi si equivalgono).
Aggiunte e aggiuntine: un cucchiaio di olio di semi tutti i giorni, un rosso d’uovo un paio di volte la settimana, una mozzarella o un po’ di ricotta idem. Ogni tanto qualcosa casca pure dal tavolo, a fine pasto (mio): la fettina di prosciutto, il pezzettino di crosta di pizza… sempre in formato “snack”, ovvero proprio “pezzettini”.
Come integratori utilizzo i nutraceutici della Dog Performance, che trovo buonissimi, tanto che li prendo anch’io (ma non ditelo in giro).
Fine.
Ripeto, ribadisco e sottolineo: questa è l’alimentazione che ritengo vada bene per il mio cane, il che non significa che vada altrettanto bene per il vostro.
Non scopiazzate, ma se pensate di passare alla pappa casalinga fatevi suggerire una dieta adeguata dal vostro veterinario, ammesso (e purtroppo non sempre concesso) che si intenda di alimentazione.

casalingo2Purtroppo la medicina veterinaria è esattamente come quella umana (anzi, più complicata ancora, dovendo trattare specie diverse): non è possibile che un solo medico sia specialista in tutto.
I veri e propri specialisti nutrizionisti è vero che sono rari (anche se dubito che siano così rari come ha cercato di farci pensare Report), ma esistono.
Solo all’università di Torino ce ne sono almeno quattro, che io sappia: quindi non è così difficile trovarne uno… ma anche se non si vuole andare proprio a “cercare l’uomo” con lanternino di Diogene, si può chiedere direttamente al nostro vet quanto sia ferrato in materia.
Se è un professionista serio ed onesto (e spero che nessuno di voi abbia un vet senza queste caratteristiche!) non avrà problemi  a confessarci, magari, che l’argomento non è tra quelli a cui si è dedicato di più, e magari potrà consigliarci un collega più preparato in merito.
Se invece è lui stesso un appassionato di alimentazione, allora fidatevi e seguite le indicazioni che vi darà.
casalingo_croccheE se vi suggerisce il cibo industriale?
Be’, non è che dobbiate sparargli o cambiare di corsa vet: guardate che non è assolutamente detto che tutti i vet siano “comprati” dalle ditte mangimistiche… anzi!
Qualcuno ci sarà pure, per carità: non intendo smentire Report al cento per cento.
Però credo che si tratti di una percentuale decisamente ridottissima rispetto ai vet che consigliano, sì, il cibo industriale: ma solo perché sono convinti che sia la scelta migliore.
Magari non migliore in assoluto, ma migliore per voi: perché magari sanno che lavorate dodici ore al giorno, che al cane fate fare giusto il giretto-pipì due volte al giorno, che lo portate a visitare solo se pensate che sia in punto di morte… e proprio non vi ci vedono a mettervi a spignattare elaborate pietanzine per lui.
La cosa che mi preoccupa di più, in queste giornate post-Report, è proprio il fatto che a mio avviso molte persone, pensando di passare ad un’alimentazione più sana, possano mettersi a pasticciare senza alcuna preparazione in materia e rifilino al cane pasti assolutamente inadeguati.
Se questo dovesse accadere, sarebbe stato di gran lunga preferibile che rimanessero fedeli al loro mangime (a meno che non fosse proprio una schifezza di mangime).
Tra le altre cose, pur essendo profondamente convinta che “casalingo sia meglio”… io vorrei tanto sapere quante delle persone che mi hanno scritto cose come “quelle porcherie non gliele darò mai più! Basta crocchette!“, vadano avanti da anni a quattro salti in padella & affini.
Io stessa mangio piatti preconfezionati per la maggior parte della mia settimana: per me cucino giusto quando faccio gli esperimenti di “cucina a sei zampe” di cui sopra, e ben poche altre volte.
Per essere viva, son viva: ma quanta differenza ci sia tra i piatti preconfezionati umani e il mangime per cani (almeno quello di alta qualità, ovvero quello che Report ha bellamente ignorato) sinceramente non lo so.
E sapete che vi dico? Preferisco non saperlo.

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52 Commenti

  1. La psicosi a me personalmente non acchiappa, e ai miei cani continuo a dare crocche di marca buona. Mi piace però in inverno dare loro anche della carne con osso ogni tanto, tipo ali di pollo e simili, crude (ai due medio-grandi, al piccolo no). Ultimamente leggendo in giro ho visto pareri discordi, e ho sospeso in attesa di parlare col veterinario… E’ pericoloso in qualche modo dar loro carne con ossa piccole cruda?

  2. il mio cane mangia crocche a colazione e casalingo a cena e…son sempre in dubbio sulla quantità…che equivalenza si può fare? x grammi di crocche a quanti grammi di umido corrispondono? Sicuramente non gliene diamo troppo perché è magro come un chiodo, ma a dar retta a lui di casalingo ne mangerebbe il doppio, mentre le crocche stazionano in ciotala per un bel po’…

    • E’ meglio non improvvisare con le diete casalinghe, è facile sbilanciare il rapporto calcio/fosforo o provocare una carenza di vitamine o minerali.
      Per quanto riguarda la quantità non si può fare un’equivalenza, dipende dai prodotti e dalle proporzioni che usi. Dovresti fare il conto delle calorie del cibo casalingo che prepari per stabilire la dose corretta, su internet trovi molti siti che ti permettono di fare i conti facilmente.

  3. Il mio cane preferisce la dieta casalinga (che strano!), così mi sono fatta fare una dieta specifica dalla nutrizionista. Sicuramente è perfettamente bilanciata però… lanciare un razzo su marte è più facile!! Verdure diverse ogni giorno della settimana, fegato 1 volta al mese, ricotta 1 la settimana, pesce 2 la settimana (da variare tipologia a ogni pasto), uovo 1 la settimana, carne gli altri pasti (da variare tipologia a ogni pasto), un quarto di guscio d’uovo ogni 15 giorni (si proprio un quarto), olio di mais e tutta una serie di altri accorgimenti.
    Insomma è un’impresa. Senza contare che ci sono così tante verdure e riso che, per quanto vorace, il nano non finisce mai la ciotola. Quindi ho diminuito riso e verdure e tolto le verdure che non gli piacciono (es. spinaci) ed ho semplificato un po’ il resto. I risultati sono ottimi.
    Se poi dovesse avere ancora fame, ci sono le crocchette a disposizione!!

      • Vi sono diversi specialisti che collaborano con la clinica veterinaria a cui mi rivolgo e tra questi c’è anche una nutrizionista. Va specificato però, almeno nel mio caso, che la dieta casalinga fatta bene è piuttosto complessa, coadiuvata da integratori costosi per essere davvero bilanciata, e alla fine delle fiera costa molto più delle crocchette di marca super top. E non puoi farla un circa perché altrimenti alla lunga ne può risentire la salute del cane e la durata della sua vita.
        Come a dire se si mangia sano e bilanciato si vive meglio e più a lungo e le crocchette sono già bilanciate di loro.
        Poi ci sarà sempre quello che ha nutrito il cane con panini al salame e questo è campato 25 anni, ma si tratta di eccezioni, o cani con fibre eccezionali, non è la regola.

  4. Ho preso un congelatore per i prodotti dell’orto… ed è sempre pieno della pappa per Caos. Non è facile fare la pappa in casa, non vedo l’ora esca il libro a 6 zampe…e ci sono certi vet (uno dei miei è così ) che ti fanno pensare che stai avvelenano il cane con batteri e microbi vari… ma secondo me la barf funziona. La farò seguire anche al prossimo micio che avrò. .. e circa il cibo prefatto per umani.. preferisco non sapere. Sarò vigliacca….ma almeno la notte non ho gli incubi.

  5. Bell’articolo e molto interessanti.
    Sono ormai 2-3 anni che vorrei dedicarmi alla “pappa casalinga” o addirittura alla barf ma con tutta onestà non ho ancora avuto tempo.. per documentarmi e per davvero mettermici dietro, anche per cucinare.. anche io non vedo l’ora del libro sulla cucina “a 6 zampe” perché sarebbe davvero interessante! Cucinare una volta per tutti..top!

  6. Domanda: Perché la carne cruda e il pesce cotto? io ai miei do crocchette che non si trovano in negozio ( una marca di cui avete parlato spesso per la bontà ) però ogni tanto li “vizio” con ricotta, carne da bollito con o senza osso e merluzzo ( tutto crudo ) e minestrone il pollo no perché al maschio esce la dermatite……ed ho notato che le carote non le assimila…..

  7. Sinceramente io il maiale crudo non glielo darei. E’ vero che i nostri allevamenti sono controllati, ma proprio per questo sappiamo che ad oggi quelli certificati aujeszky free non sono molti, e ce ne è una discreta quantità in cui la malattia è presente. Il piano nazionale di controllo non ha ancora debelato la malattia.
    Essere controllati non vuol dire essere immuni, e se dici che non c’è problema in italia dai una informazione oggettivamente falsa e potenzialmente pericolosa, perchè poi va a finire che il tizio che legge qui e vive in campagna da al cane la carne cruda del maiale del vicino che magari non è per nulla indenne,

  8. Mi permetto di raccontare la mia esperienza con la cagna che avevo primo e che è mancata per un tumore alla mammella. Oltre appunto al male citato in precedenza intorno ai tre anni di età ha iniziato a manifestare problemi di dermatite nel period della muta. I primi anni l’abbiamo tenuta sotto controllo con cibo monoproteico a base di solo pesce (crocche di qualità ma sempre crocche) e ribes pet per aumentare la quantità di acidi grassi. Solitamente arrivati a fine estate il problema spariva per ripresentarsi l’anno successivo a primavera inoltrata. Man mano che passavano gli anni la dermatite diventava più persistente non serviva più l’integratore e il cibo monoproteico. Ha iniziato a puzzare in maniera insopportabile e il mio vet non sapeva più come curarla, quindi ci ha mandato da un’ allergologa. Abbiamo fatto una quantità di analisi spaventosa (i costi potete immaginarli) e siamo arrivati alla conclusione che era diventata allergica a qualsiasi tipo di conservante e farina. Visto poi la sua malattia alla mammella e un post operatorio non ottimo dieta casalinga in questi termini: 150g di carne di maiale cotta al vapore, 400g di patate bollite, 100g di verdure miste strabollite per due volte al giorno. La dermatite era molto migliorata ma al cane che ho adesso io continuo a dare crocche di buona qualità dal momento che non ci sono patologie e/o problemi particolari. Questo per dire che insomma ognuno deve scegliere ciò che ritiene meglio per sè e per il proprio animale ma se si decide per la dieta casalinga è opportuno seguire le indicazioni di un esperto sia in termini di quantità che di tipologia.

  9. Il microcane (due chili e otto, più o meno) si sbafa un cucchiaio di crocche (marca buona, bio, italiana, se posso ve la spammo, ditemelo) con un cucchiaio di carnina tritata (passata con un goccio d’acqua) o pollo bollito a (microscopici) pezzettini. Alla sera ci spariamo l’umido (sempre di quella-marca-là), 100 grammi, nanovaschette di pate’ con bocconcini, gusti pollo e verdure, anatra, manzo, tonno, agnello; sua maestà non gradisce il merluzzo, che finisce nelle fauci di Artorias (il gatto randagio che abbiamo ospite a cena in cortile). Noi umani stasera abbiamo gli avanzi della pizza congelata dal supermercato. Che vita da bestie^^

      • Sì, non è che facciamo tutti questi gran chili di pappa XD Comunque, checche’ ne dicano giornalisti-inviati speciali-freelance vari, io uso la Monge. Ho provato le crocche della Royal Canin (che erano quelle usate nel negozio da cui viene..) ma notavo che il pelo era meno lucido e cominciava a diradarsi sulle orecchie… Che belli, i cincilla’! Sif adora la loro cacca. Ehm. E poi mi faccio problemi sulla dieta…

        • oddio, ne ho sette, se ne vuoi qualcuno molto volentieri ;-D (di cacca poi ne fanno taaaaanta, Sif sarebbe felicissimo!)
          La Monge l’avevo considerata anch’io, poi facendo una comparazione tra la lista ingredienti del loro Grain free al pesce e il Grain free al pesce della Farmina, mi sono accorta che la seconda marca aveva quasi il doppio di pesce fresco e pesce disidratato…e costava pure meno!

  10. Anche Iris la prima volta che le ho presentato un collo di tacchino crudo non era molto entusiasta. L’ha trascinato in giro per un po’, poi l’ha mangiato solo perché lo stavano adocchiando i gatti. Ora se lo sgranocchia in pochi secondi, devo stare attenta che non si soffochi!

  11. Mi viene in mente un episodio di qualche mese fa. Era ancora caldo e la bianca pelosa era inappetente, mangiava pochissimo e svogliatamente e allora per “stuzzicarla” le mettevo insieme alle crocche (marca quasi sconosciuta, italiana, che il mio fornitore ufficiale di cibo canico, mi assicura siano di eccelsa qualità) un po’ di umido. una sera preparo per i componenti umani della famiglia delle fettine di vitello alla griglia.. ok, non è proprio il massimo, ma ci sono dei periodi nella mia vita lavorativa che sono veramente impegnativi. Insomma per farla breve, l’umano maschio giovane (mio figlio) guarda nel suo piatto, poi guarda la ciotola della pelosa e mi accusa:”A noi fettine tristissime e squallide di vitello, a lei dai il brasato di agnello della Nuova Zelanda……….” quando l’ho raccontato al ragazzo che mi avevo fornito quanto sopra per poco non si soffoca dalle risate.

  12. Ehehe! Signora Rossi… facciamo chiarezza una volta per tutte?! Allora le crocche non sono da demonizzare… non tutte!
    Prima di passare alla cucina naturale, avevo studiato molto bene
    anche la composizione delle crocchette e c’è molta differenza tra
    crocche e crocche! Il problema fondamentale delle crocchette anche di
    ottima qualità è fondamentalmente la mancanza di acqua e i processi
    di lavorazione che, anche con ottimi materie prime, possono portare
    ugualmente e col tempo qualche problema e patologia! L’altro grosso
    limite delle crocche è che per andare bene per tutti i cani non
    possono soddiafare i fabbisogni individuali e di razza del singolo
    naturalmente! Ciò detto, racconto la mia esperienza!Da un paio
    d’anni ormai sono passato al NATURALE (non mi piacciono le
    definizioni “casalinga” o “barf” o “paleo”
    e poi ti spiego il perchè) e anche qui ho studiato non poco,
    partecipato a seminari e convegni, letto molto, sentito esperti, vet
    e nutrizionisti e alla fine proprio per aver tanto studiato e capito, ho dato 70€ a un
    nutrizionista e mi sono fatto formulare una dieta ad hoc per il mio
    cane!
    Il problema delle diete naturali è che devono essere equilibrate e
    varie, se no si possono verificare delle carenze! La più facile è di
    calcio…! Ma ogni cane ha delle esigenze veramente individuali
    esattamente come noi e in parte dovute anche alla razza o alla
    derivazione di razza (il mio e un simil segugio/bracco)! Per questo
    non mi piacciono le definizioni e la scelta aprioristica di escludere
    o immettere nella dieta solo determinati alimenti! Il primo grande
    “misunderstanding” è sui cereali : il problema nasce
    dall’abuso dei cereali e dalla lavorazione e cottura nelle crocche
    industriali! Ma questo non vuol dire che il cereale fa male o porta
    allergie,ma ne fa male l’abuso! Poi dipende dal cane: per molti cani
    anzi i cereali sono essenziali ! Per altri se ne può fare a meno, ma
    se ne potrebbero sfruttare ugualmente i benefici, per altri ancora
    sono da evitare del tutto! Idem per frutta e verdura, patate, riso,
    tipi di carni, latte e latticini, ecc…! Poi ci sono tutti i “falsi
    veleni” la cui lista varia a seconda della “sciuramaria”
    che si incontra al parchetto: in realtà le cose che fanno veramente
    male al cane sono davvero poche, molte altre vanno solo date con
    parsimonia o con particolari accorgimenti : tipo il sale (pochissimo
    e raramente) e le patate (sempre cotte)…! IL FAI DA TE : Anche io
    ho cominciato facendo da me e seguendo indicazioni e percentuali
    trovate su diversi siti e testi!
    Il problema è che da una parte NON HA NESSUN SENSO dare una percentuale
    di cibo in base al peso del cane…è una maniera empirica, e questa
    è una cosa da sapere quando si veicolano informazioni. Non è un
    metodo scientifico ma veramente moooolto empirico. Le dosi si
    stabiliscono in base al fabbisogno calorico e proteico di quel
    determinato cane… anche se c’è né sono molte di percentuali non
    hanno proprio un senso scientifico. Perché una percentuale di peso
    su peso non prende in considerazione ľenergia che serve a quel
    soggetto. Al di la del fatto che guardare il proprio cane è molto
    difficile. Anche per la valutazione morfologica ci sono delle scale
    di valutazione…si chiama bcs. Non è proprio tecnicamente corretto
    usare le percentuali. Qualunque nutrizionista. ..che abbia studiato
    la materia, sa che non hanno senso, perché noi introduciamo energia
    e molecole nel corpo, il peso è una valutazione secondaria. E
    qui veniamo al secondo problema : i calcoli li può e deve fare un
    nutrizionista guardando il cane, toccandolo e facendo tutto quello
    che deve e sa fare e ha studiato per fare! Esattamente come si dice
    ad un proprietario che è impossibile fare una valutazione o dare
    consigli comportamentali on line non si possono dare e ricevere
    consigli alimentari on line nè da un professionista ne da chiunque
    si trovi su una chat o una pagina fb. Oltretutto seguendo percentuali
    generiche si ricasca nella generalizzazione del cibo industriale e
    non si tiene conto dei fabbisogni concreti di quel cane!

    OSSA POLPOSE
    : sono il grande spauracchio di chi segue una dieta naturale! Altro
    grande misunderstanding! Semplicemente si fa confusione tra ossa
    ludiche e ossa polpose! Le ossa ludiche che sono più o meno ossa di
    grandi o medie dimenzioni (il classico ginocchio di bue per esempio)
    sono ossa che appunto vengono date al cane per intrattenimento! Anche
    queste comunque dovrebbero essere ricoperte da uno strato di carne
    che il cane può strappare prima di arrivare all’osso nudo! Dopo di
    che l’osso va levato perchè essendo grande e duro c’è il pericolo
    che si scheggi, ma soprattutto che possa lesionare i denti del cane!
    TUTT’ ALTRA COSA sono le OSSA POLPOSE che sono la fonte primaria di
    calcio (per questo sono importantissime e se si decide di non darle intere si possono dare tritate oppure si devono dare integratori di calcio, ma in qualche modo il calcio bisogna integrarlo) e sono alla
    base di alcune diete come la barf! Le ossa polpose (op) sono ossa
    morbide! La morbidezza è un dato oggettivo per capire cosa vuol dire
    prendete un aletta di pollo e battetela con un coltello da cucina!
    Ossa nude quindi non lo sono, ne sono previste da nessuna dieta
    naturale ( esempio : il macellaio vi regala un kg di ossicini di
    pollo spolpati? Non sono ossa polpose. Non vanno date. Il macellaio
    vi regala una costola bovina con si e no 50 gr di carne attaccata?
    Non è osso polposo, non va dato).

    Per
    iniziare a dare ossa polpose ad un cane che non ha mai fatto una
    dieta naturale, si inizia con ossa morbide. E qui la logica ci aiuta!
    Basta creare una scala sulla grandezza dei vari animali per capire
    come procedere:quaglia, piccione, pollo, anatra, faraona, coniglio,
    tacchino (solo collo. Le altre ossa di tacchino possono essere
    rischiose, per via della struttura a nido d’ape che tende a rompersi
    in schegge di grosse dimensioni), agnello da latte, agnello un po’
    più cresciuto (no zampe), capriolo (no zampe. Principalmente
    costato) .

    Dopodichè
    tacchino, agnello, da latte, agnello un po’ più cresciuto,
    capriolo sono, di volta in volta, step successivi.

    La
    lista si ferma al capriolo poiché gli animali più grossi , come
    bovini ed equini e altri grossi animali hanno ossa troppo dure,
    rischiose per i denti del cane, nonché per la digestione,
    assolutamente da non usare come ossa polpose. Consideriamo che un
    bovino adulto pesa attorno ai 500 kg…e le ossa hanno quindi durezza
    proporzionale.

    Del
    tacchino si danno solo i colli, poiché le altre ossa sono dure e
    vetrose (struttura a nido d’ape) e inadatte.

    Degli
    animali più grossi di un agnellino non si danno le zampe, in quanto
    sono le ossa su cui poggia tutto il peso dell’animale, quindi le
    più dure. Le costole (esempio costato di agnello, capriolo, capra )
    non si danno mai singole, ma almeno 3 o 4 unite.

    Meglio
    sottolineare che nessun osso di nessun animale va mai dato cotto,
    qualsiasi sia il tipo di cottura. La cottura fa perdere elasticità
    alle ossa ( il collagene se ne va via) e le ossa diventato
    pericolose. Quindi quando si parla di dare ossa al cane, non si parla
    di ossa in generale, ma di determinati tipologie di ossa (polpose) e
    con determinate accortezze (partendo da quelle più morbide) !

    OLI E GRASSI : il grasso è fondamentale in una dieta equilibrata, se non
    fosse solo per il bisogno dell’assimilazione, il trasporto e
    l’immagazzinamento delle vitamine liposolubili A,D,E,K che
    rispettivamente rafforzano vista, ossa, accrescono il sistema
    immunitario e la coagulazione del sangue. Quindi occhio alle carni
    troppo magre : c’è addirittura una malattia che colpisce i
    mangiatori di carne magrissima di coniglio, chiamata “inedia da
    coniglio” che dopo alcune settimane può portare al
    decesso. Inutile e costoso dare il filetto! E abbondate con gli oli, un cucchiaino su un cane di 40Kg serve a poco e niente (il mio ne pesa 35Kg e ne uso 25gr al giorno di oli)

    Ancora :
    Non è vero che nelle carni ad uso umano ci sono tutti sti antibiotici ! Quelle
    in cui ce ne sono di più e comunque sotto controllo, può essere il
    maiale e comunque… e poi e poi! Su tutte le carni ad uso umano in Italia i
    controlli sono rigidissimi! Un pò più a rischio sono le piccole
    realtà (se sono degli imbroglioni naturalmente), ma anche loro se li
    beccano sono cazzi acidissimi! Un mio caro amico è un vet che fa i
    controlli nei macelli e quest’estate ci ha mostrato tutte le fasi di
    controllo della carne! Resta il problema degli allevamenti intensivi per chi se lo pone!
    Quello che faccio io e di cercare di dare il più possibile tagli non
    ad uso umano o i famosi scarti di macelleria, che NON SONO gli scarti
    delle crocche, ma semplicemente tutto quei tagli ottimi che vengono
    buttati via perchè non consumati dall’uomo! Purtroppo di un animale
    macellato si consuma solo un 30%!!! Il restante 70% viene buttato! Ma
    in quel 70% c’è carne ottima in realtà, la carne che mangiavano i nostri nonni che son campati 100 anni e i loro cani :carne della testa, guance,
    gole, colli, trippa, ecc che l’uomo ormai non consuma più, ma che un
    tempo si consumava eccome! Oltretutto questi tagli hanno il giusto apporto di grassi (utili al cane) e hanno costi mooolto ridotti rispetto agli equivalenti tagli più pregiati! Idem per il pesce : latterini, sarde, sardine e aringhe o teste di tonno o salmone sono ricchissimi di grassi e omega 3, costano poco e (nel caso dei latterini ad esempio) sono pescati in mare aperto!

    Il mio consiglio è di rivolgersi a un bravo nutrizionista, si risparmiano tempo e soldi e si guadagna in rapidità,forma fisica e soprattutto salute del cane (solo con una formulazione si può davvero utilizzare il cibo come forma di terapia alimentare) ! Certo si può fare da se, ma con la consapevolezza di stare facendo una cosa empirica…

    L’ultimissima cosa:

    A me l’alimentazione del mio cane è una cosa che ha sempre suscitato
    interesse, con le crocchette prima e con il naturale dopo! Mi sono
    avvicinato a una dieta naturale leggendo molto, studiando e
    partecipando a conferenze, conoscendo esperti e professionisti di
    tutta Italia , ma il mio interesse
    per questo tipo di alimentazione ha sempre riguardato più l’aspetto
    relazionale e questa è una cosa che spesso (troppo) passa in sordina, oscurata dall’aspetto nutrizionale! ” Cucinare” per il proprio cane è un gesto d’ amore come cucinare per qualsiasi altro membro della propria famiglia, di cui si cerca di interpretare e soddisfare i gusti non certo il fabbisogno energetico o di carboidrati, grassi, vitamine e calcio! Il cibo è un potentissimo “mediatore relazionale” e questo non è purtroppo mai tenuto in conto nemmeno dagli educatori cinofili, nemmeno i più accreditati! O se ne potrebbero sfruttare le qualità o si dovrebbero conoscere le “controindicazioni” : masticare(pezzi di carne e non macinati) calma, l’avena aiuta a dare un senso di sazietà senza picchi insulinici degli altri cereali e aiuta a normalizzare il peso corporeo, il mais non dovrebbe essere usato su cani con problemi di ansia perchè può creare mancanza di serotonina, ecc

    Da 70 anni abbiamo delegato la nutrizione dei nostri animali domestici, ora non riappropriamocene in 48 ore credendoci dei nutrizionisti con laurea ad honorem solo per aver letto tutto quello che era scaricabile in rete!

    • Complimenti per il lungo ed esaustivo commento, per reperire gli scarti di macelleria di cui parli dove ci si può rivolgere? Mattatoio? Macellaio?

    • Tutto molto vero e preciso (non molto d’accordo solo sulla parte “relazionale” del cucinare per il cane. Chi ha famiglia e tempi serrati potrebbe pensare che cucinare per il cane significhi “occuparsi di lui” ergo: tra portarlo fuori e cucinare per lui scelgo la seconda, tanto è comunque in funzione del suo benessere! Le compensazioni vanno di moda, ma sono dannose..SE si deve scegliere, meglio optare per l’attività fisica, fondamentale!)

    • Ciao Diego anke io faccio alimentazione naturale , ti trovo su fb così se ti va mi puoi dare una mano nella gestione dell’alimentazione del mio cane ? Grazie mille .

  13. Io per ragioni di tempo e di praticita’ uso una soluzione ibrida, cioe’ il cane mangia prevalentemente carne cruda accompagnata da un fioccato a integrazione e sostituzione di tutto quello che non posso preparare in casa. A questo si aggiungono uova, qualche dadino di formaggio e un po’ di olio. Ogni tanto arriva qualcosa dal tavolo, tipicamente la crosta di pizza ridotta in pezzetti e avanzata appositamente per lui.

    Quantita’ e’ proporzioni sono piu’ o meno quelle indicate nell’articolo e la base di calcolo iniziale e’ la solita percentuale rispetto al peso con tutte le correzioni del caso (attivita’, condizioni climatiche, eta’ etc…). SI tratta di un metodo empirico? Ovviamente si’ e serve per avere una base di partenza dopo di che si va ad occhio e con l’esperienza acqusita strada facendo difficilmente si sbaglia.

    E’ una soluzione semplcistica? No, non lo e’. Non si puo’ vivere cercando di riconoscere in quello che facciamo tutti i sintomi che abbiamo letto su internet per scoprire che l’unica cosa che non abbiamo e’ sicuramente il ginocchio della lavandaia o ragionare pensando che tutto quello che facciamo debba essere qualcosa-terapia. Quando si mangia si mangia, mica si viene curati. La dieta e’ solo l’insieme degli alimenti che si assumono abitualmente; se questo insieme e’ mediamente bilanciato e adeguato tanto basta. Con questo non e’ che si voglia sostituirsi al nutrizionista di turno ma non bisogna neanche pretendere che il nutrizionista di turno debba sostituirsi alla normale intelligenza e buon senso delle persone..

    Insomma, la morale della cosa, se proprio si vuole cercarla, e’ che se di qualcosa c’e’ di cui riappropriarsi e’ dell’esercizio della propria intelligenza e sfatare il mito secondo il quale la gente debba essere assistita in tutto, persino per mangiare altrimenti da sola non e’ in grado di farlo. Il pensiero mi viene proprio leggendo questo articolo dove in fondo ci si preoccupa che la gente possa mettersi a pasticciare senza avere un’adeguata preparazione oppure che possa cercare di replicare la dieta descritta copiandola per il proprio cane. Che la preoccupazione di Valeria sia fondata credo purtroppo che non ci sia dubbio, ma non e’ cosi’ normale che Valeria si debba preoccupare del fatto che qualcuno possa fare un uso improprio di quello che ha scritto, non e’ normale proprio perche’ e’ una preoccupazione fondata. Il mio pensiero e’ che siamo in queste condizioni perche’ abbiamo delegato l’esercizio della nostra intelligenza ad altri anche per faccende che con un minimo di buon senso, un quoziente intellettivo nella media e un po’ di applicazione dovremmo essere in grado di risolvere tranquillamente da soli ma siamo sempre piu’ ben disposti a credere a chi ci dice che senza il supporto dell’esperto noi non saremmo in grado di fare niente, tanto che alla fine finisce per essere vero.

  14. Gentile Sig.ra Valeria Rossi,
    Lei sa benissimo di essere considerata una fonte molto autorevole in questione di “cani” in senso lato. Per questo motivo secondo me, proprio a partire dai presupposti che Lei ha sostenuto riguardo alla trasmissione report “troppa trippa”, è un po’ caduta nello stesso errore. Mi spiego: lei, essendo seguita da moltissime persone, e non essendo propriamente una esperta alimentarista (come lei stessa dichiara), si è sbilanciata un po’ troppo sul raccontare il tipo di alimentazione casalinga adotta per i suoi cani. Per lo stesso motivo per il quale Lei ha “tacciato” la suscritta trasmissione, cadendo così in contraddizione. Molti suoi lettori si precipiteranno a seguire la Sua dieta nonostante la sua lunga ed ammirevole introduzione… che molti salteranno a piè pari nell’intenzione di arrivare “al sodo”, cioè cosa da’ Valeria Rossi ai suoi cani, punto.
    Dieta che per certe nuove linee di pensiero (che per altro io condivido) in certi punti potrebbe pure essere discutibile, sopratutto sulla somministrazione di pasta. Ormai l’alimentazione grain free a causa del glutine come principale scatenante di allergie ed intolleranze (come per noi umani) pare sia ormai la nuova frontiera. Molti Suoi lettori adesso si sentiranno liberi e felici di poter somministrare piatti di pasta ai propri cani.
    Io spero che Lei capisca le mia critica, che vuole essere solo costruttiva nei confronti della sua persona, che io per altro ammiro.
    Saluti Valentina

    • Ma perché…
      Cit. dall’articolo!
      L’alimentazione casalinga, esattamente come quella industriale, dev’essere personalizzata (anzi, “caninizzata”). Ogni soggetto ha le sue preferenze, ha le sue esigenze e può avere le sue intolleranze, ma soprattutto la dieta va costruita tenendo conto di un sacco di fattori quali l’età, la razza, il tipo di attività, la stagione, lo stato fisiologico eccetera eccetera.
      Un cucciolo mangia proporzionalmente molto più di un adulto, un cane attivo deve mangiare più di quello sedentario, una cagna in lattazione deve mangiare più di tutti gli altri: e poi c’è il “gusto” individuale, legato molto più all’olfatto che al gusto vero e proprio, che può essere l’espressione di una preferenza “fisiologica” (il cane rifiuta l’alimento X perché il suo organismo “sa”, in qualche modo, che non gli farebbe bene)… oppure di vizi (il cane rifiuta l’alimento X perché spera di convincere il proprietario a dargli l’alimento Y che gli piace di più. E molto spesso ci riesce).
      Per questi ed altri motivi è pressoché impossibile stilare tabelle attendibili e “buone per tutti”:

      • Ripeto e cito: …”Molti suoi lettori si precipiteranno a seguire la Sua dieta nonostante la sua lunga ed ammirevole introduzione… che molti salteranno a piè pari nell’intenzione di arrivare “al sodo”, cioè cosa da’ Valeria Rossi ai suoi cani, punto.”

        • eh va bè se la gente è stupida e non sa leggere non è colpa di Valeria…più chiaro di così non poteva scrivere. L’alternativa era NON scrivere, ma se, nonostante la chiara introduzione e le conclusive “avvertenze d’uso” (cit. Ripeto, ribadisco e sottolineo: questa è l’alimentazione che ritengo vada bene per il mio cane, il che non significa che vada altrettanto bene per il vostro.
          Non scopiazzate, ma se pensate di passare alla pappa casalinga fatevi suggerire una dieta adeguata dal vostro veterinario, ammesso (e purtroppo non sempre concesso) che si intenda di alimentazione.), per ogni cosa pubblicata bisognasse preoccuparsi che Tizio fraintenda, Caio ignori le raccomandazioni e Sempronio esegua pedissequamente (propinando la dieta di una giovane rott al vecchio yorkie) allora l’editoria tutta potrebbe chiudere domani (ma anche la narrativa, che non si sa mai…)

          • Valeria evidentemente pensa che molte persone lo siano dato che ha affermato che dalla trasmissione report, i telespettatori avranno carpito solo di gettare tutte le crocchette e dare avanzi… se siamo a questo livello di ottusità è allora pericolosissimo che lei si sbilanci scrivendo pubblicamente come alimenta i propri cani. Tutto qui. Qui secondo me sta la contraddizione.

    • ragionamento corretto se non fosse che Valeria in questo blog è a casa sua. E grazie al cielo conosce abbastanza i suoi ospiti abituali per sapere che con le dovute raccomandazioni può soddisfare anche le nostre umanissime curiosità. Se rileggi i commenti, infatti, trovi solo persone che approfittano del “lancio” per condividere opinioni ed esperienze, poi ognuno usa la sua personale dose di granum salis nel quotidiano.

  15. Coscia di pollo cruda? ma le ossa di pollo non farebbero male (antichissimo tabù che io ho sempre rispettato, ma che sarei felicissima di abbandonare!)?

    • Sono pericolosissime cotte (si spezzano in frammenti acuminati), ma innocue cotte. Personalmente, dopo qualche episodio di difficoltà intestinali dovute non so se a ossa o latri corpi estranei, ho forti resistenze “psicologiche” nel darle.

    • Cotte pericolosissime crude no….si dice.
      Personalmente avevo iniziato a darle al mio cucciolo di due mesi (crude di pollo assieme alla carne attaccata) che mangiava e digeriva senza problemi. Ogni tanto le rigurgitava sotto consistenza sorprendentemente gelatinosa. Col crescere ha iniziato a rigurgitarle come schegge appuntite, al che io gli le ho abolite per sempre dalla dieta. Fine dell’esperienza ossa (con mio dispiacere).

    • date piu e piu volte ai miei carcassi di pollo con ossa piume rimaste pelle e tutto… mai avuto problemi… ovviamente rigorosamente cerude

      • E beati voi!!! Io poi sono circondata da persone che mi dicono “Andrà tutto bene, ma Basta una volta!” … di racconti di cani con schegge di ossa infilzate nel palato o nella gola (crude)… ripresi per miracolo nelle migliori delle ipotesi, e poi con un marito super apprensivo a riguardo che mi vieta pure di dargli le punte delle ali di pollo!!!! (N.B….ho un pastore belga di 30 kg di 4 anni… con tutta la sua fantastica dentatura da carnvoro in piena salute)…. che altro dire … vi invidio… la mia battaglia ossa è stata chiusa con la mia capitolazione già due anni fa.

        • e qua invece condivido pienamente la paura, anch’io non riuscirei a dare ossa di pollame se non frantumati da farne polvere, ma veramente dovrei studiarmi un apparecchio che li possa sbriciolare..a proposito, esiste?

  16. I siti affidabili di recensioni di mangime sono quelli che fanno capo a un istituto di ricerca, o che ALMENO sono gestiti da un nutrizionista. Questo sito, col quale ho già specificato tempo fa che non ho NULLA a che fare, nonostante si siano “ispirati” al nome del mio blog (dicono che è stato “un tributo”: molto gentile, ma magari sarebbe stato più gentile avvisarmi…), è gestito da non si sa chi (non c’è traccia del proprietario), le recensioni sono fatte “solo leggendo l’etichetta e senza aver mai provato i prodotti” (lo scrivono loro) e non si capisce bene su quali basi. Si capisce solo che ovunque ci sia traccia di cereali, il mangime viene classificato come pessimo, terribile, urendo 🙂
    Insomma, io non mi baserei proprio su un sito simile per giudicare una marca.

  17. il sito che menzioni non ha ( a mio avviso ) rilevanza scientifica né dice le motivazioni dei vari “voti”….io mi trovo benissimo, il pelo è bellissimo ed i miei cani stanno una favola!!!

  18. mi chiedo… la mia cucciola di husky, che ha 8 mesi, la devo considerare nel 5% di pappa rispetto al peso o al 10%? o al 3%?
    so che ogni dieta deve essere personalizzata, ma era per capire, per fare un esempio..

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.