di FRANCESCA M. BRUNELLO – E tornato alla carica questo post su facebook sul lagotto maltrattato.
Riporto e commento lo screen.

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Che sapore ha il tartufo? Ha il sapore amaro della selezione dei cani, delle riproduzioni forzate, delle fattrici sfruttate.

E ci mancherebbe, tutti i mali della cinofilia sono colpa dell’allevamento, degli allevatori e di quelli che comprano i cani. Ne discutevo oggi al parco, e una signora se ne è uscita con: “a tutti i cani puoi insegnare a cercare il tartufo, a cosa servirà mai comprarsene uno apposta?”. Le ho risposto che sarà anche così, ma che nessuno si lamenta mai quando arriva il golden retriever col giubottino rosso da salvataggio in acqua, nessuno ferma mai i poliziotti in aeroporto con il grigione da lavoro antibomba e fa polemica con: “mi scusi sa, ma mica poteva adottare un canino sfortunato per fare sto lavoro?”. Nessuno va a tirare la manica al non vedente rifilandogli il pippone del ‘non comprare, adotta’ e dandogli dell’ipocrita perché il suo Labrador c’ha il pedigree. Eh già, tutti questi cani vengono da allevamento. Però finché servono allora va bene, però devono fare una cosa utile, se no ciccia.

Ha il sapore amaro delle prove di lavoro e dei cani scartati perché non abbastanza bravi, lasciati languire in un serraglio, o in un canile. Ha il sapore amaro della prigionia, della schiavitù e della fame.

Innanzitutto i cani si divertono come matti a fare le prove di lavoro, sebbene qualche rimbambito ancora oggi usi metodi coercitivi, questi sono cani che vivono per lavorare, e la dedizione e l’impegno che ci mettono i proprietari sono prova di quanto una persona sia disposta a far felice il suo cane facendogli fare quello per cui il cane è predisposto.
I cani scartati sono scartati dalla riproduzione, non dalla vita in famiglia. Il che non può che essere un bene, perché se gli allevatori mettessero a figliare tutti i cani indistintamente si creerebbe un’ ondata di cani in cerca di casa assolutamente non necessaria. Non vengono abbandonati a loro stessi, anzi, tanti allevatori si tolgono il pane di bocca per mantenere i soggetti a loro carico, che si tratti di cuccioli invenduti o cani che tornano indietro.

Ha il sapore amaro della prigionia, schiavitu e fame. Una fame atroce, perché ancora tanti pensano che i cani debbano essere affamati per trovare le preziose pepite.

Nessuno l’ha mai pensato o messo in atto. Questa è una bufala molto simile a quella riguardante i cani antidroga, secondo cui, i suddetti cani venivano drogati e poi portati alla dipendenza di modo da far cercare loro “la dose”.
Non solo, nel caso particolare del lagotto (e in generale i cani da ricerca di tartufi) al cane non viene insegnato a prendere il tartufo in bocca, ma a dare un segnale una volta trovato il punto esatto. Il più utilizzato è un semplice seduto. Inoltre le specie più pregiate di tartufo si sfaldano se non vengono maneggiate da esperti, a maggior ragione il cane non deve assolutamente prendere e portare il prezioso fungo al proprietario.

Ha il sapore terribile delle museruole, che vengono fatte indossare ai cani, perché agricoltori e cacciatori spargono esche avvelenate per uccidere animali ritenuti dannosi alle loro attività (topi, lumache, volpi, faine ecc).

Che persone terribili sono quelle che mettono una museruola al cane per essere sicuri che questo non muoia avvelenato!
A parte il fatto che la museruola non è mai una punizione, ma deve essere vissuta bene dal cane (qualsiasi cane) che la porta, quella in foto è una delle museruole migliori che io abbia mai visto. Non solo perché fatta a “gabbia”, permettendo al cane l’iperventilazione, ma perché rispetto ai modelli classici, lascia pure fuori il naso! Ripropongo questo articolo sulle museruole di qualche anno fa.
Propongo anche un’esclusiva di Twiggy che fa gli esercizi pro-museruola.

Infine una nota di smentita sul maltrattamento di quel lagottino: sebbene non sia riuscita a rintracciare i proprietari, ho trovato altre sue foto, quelle con cui è illustrato l’articolo, che provano che il cane non vive nel box, e che non esce dal kennel solo per far fruttare i soldi in tasca ai suoi umani, che si fanno le giornate di scarpinate in mezzo ai boschi e alle colline per fare una di quelle poche attività rimaste che consentono al cane di divertirsi e all’umano di lavorare.

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12 Commenti

  1. Tempo fa ho girottolato per gruppi di appassionati di tartufo e ricercatori, dicevano che il “morso” (così chiamano quella museruola) serve proprio perché l’avvelenamento è dietro l’angolo. Dove ci sono fini commerciali, ci sono anche persone maligne. Non solo appassionati di ricerca e del proprio cane, ma anche chi il cane lo usa come mero strumento di ricerca. E c’è, ovviamente, chi deve togliere i mezzi al rivale in tutti i modi… compreso l’uccisione del cane.
    Quindi sì, ben venga il “morso”…

  2. oddio, la museruola della foto fa un poco hannibal lecter😄😄
    detto ciò, immagino che il commento sia stato postato da un coltivatore di tartufi…
    è vero però che tanti, troppi cani languono in box finchè il proprietario- che può essere cacciatore ma pure espositore negli show- non si sveglia un bel giorno e li tira fuori per la battuta di caccia o attività di altro genere. Non ha nulla a che fare con selezione, razze, sfruttamento di fattrici, però…è una questione di ignoranza e di egocentrismo, entrambi caratteristiche che distinguono la nostra specie nel Regno Animale

  3. Quando vedrò la foto di un cane lasciato languire in un bilocale sul divano, che la fa su una traversina mattina e sera e ci leggerò sotto sotto la storia strappalacrime di animale abusato… metterò il mio “like”.
    Adesso è tardi e vado a farmi du’ fettuccine al tartufo!

  4. Non so ma qui dove vivo io i cani da tartufo non sono proprio tenuti bene dai proprietari, li ammazzano se non vanno e se invece vanno bene tra box minuscoli, collari elettrici ed isolamento non stanno proprio benissimo. Lavorando in canile passa veramente di tutto, anche le cose più orribili. Poi, che non tutti siano ancora con una filosofia medioevale ci mancherebbe, c’è la brava gente nel mondo, ma non è proprio rose e fiori la storia.

  5. Effettivamente la museruola, al di là della forma inquietante, non è niente di coercitivo, anzi è maglio di alcune che impediscono al cane di aprire la bocca per la ventilazione. Unica nota che mi sentirei di suggerire al proprietario del lagotto è quella di usare certe immagini solo per gli addetti ai lavori, vista la propensione delle persone a fraintendere.

    p.s.attenta Francesca con la museruola, che poi tornano i rugbisti a tirar sarde.

  6. Si chiama Nina la lagottina in questione…i suoi compagni di vita la adorano insieme ad altri tre lagotti…lavorano con un intesa che in pochi possono capire,perché lo fanno col cuore e non certo per un pezzo di pane

  7. Articolo interessante, come al solito.
    Fa piacere sapere che c’è chi fa chiarezza intorno a certe bufale, e che soprattutto c’è qualcuno che valorizza la nostra tradizione di cooperazione tra uomo e cane, amando di certo il proprio cane, ma non rinunciando ad esaltarne le doti utilitaristiche specifiche (come quella, unica e preziosa, della cerca del tartufo).
    Buona serata 😀

  8. “Per quanto ne so io, nessun cane è mai saltato sul letto del proprietario con in bocca una rivista di animali annunciando”Devi leggere questo! Offrono un nuovo titolo! Se riesco a fare x,y,z e lo faccio in meno di cinquantatrè secondi senza nessun errore, allora posso diventare campione di Ruzzicagatto!!!” E questo piccolo dettaglio viene trascurato anche dai migliori e più affezionati proprietari. I cani non sono volontari, sono arruolati! Non ho problemi ad “arruolare” un cane per fargli imparare nuove abilità e migliorare i talenti datigli da Dio. Nella maggior parte dei casi, i cani e gli altri animali che vengono addestrati ad alti livelli conducono spesso delle vite interessanti, con un grado di stimolazione che non troverebbero se stessero solo nel cortile o in un giardino. Ho visto la voglia negli occhi di un cane cui viene chiesto di fare il lavoro che ama di più, che sia radunare pecore, cacciare uccelli, camminare al piede in armonia con il conduttore ed offrire la propria dolce compagnia come cane da Pet Therapy. Privati degli stimoli naturali della vita in branco, i cani , che sono esseri molto intelligenti, accettano molto volentieri di usare le loro menti in modo diverso. Così in teoria, educare un cane è positivo, ma in pratica invece a volte succede qualcos’altro! …L’enfasi che poniamo nell’insegnare a un cane x,y, z dice molto su di noie sulla relazione con i nostri animali. Bisogna stare attenti ad avere ben chiaro cosa consideriamo cos’ importante da voler raggiungere ad ogni costo e cose invece non faremmo mai. E’ molto facile farsi coinvolgere in raffinatezze che poco hanno a che fare con la cooperazione e le buone maniere del cane. Occorre fare una distinzione tra le capacità vitali essenziali e quelle non essenziali. Le capacità vitali essenziali sono quelle capacità e quei comportamenti che il cane ha bisogno di conoscere per avere la massima libertà e il minore stress nel suo mondo . Per ciascun cane questo significa qualcosa di diverso. Quando si parla di capacità vitali essenziali ci devono essere dei motivi convincenti per lavorare con insistenza in modo da essere sicuri di raggiungere la padronanza di queste capacità, indipendentemente se troviamo divertente il processo di apprendimento, anche se resta il l’obbligo etico di renderlo il più piacevole possibile. Ma ogni volta che dimentichiamo di avere a che fare con dei coscritti e non dei volontari, confondiamo la disponibilità e l’entusiasmo per un consenso informato. E cominciamo ad allontanarci pericolosamente dal cane come nostro amico e compagno, indirizzandoci verso un cane visto come oggetto da plasmare…” (S. Clothier)

  9. Buongiorno, io sono un tartufaio e come molti miei ” colleghi” non ho un cane ma un compagno di vita e lavoro. vorrei fare un po’ di chiarezza sul tema:
    Il cane da tartufo si diverte un mondo perché va nel bosco libero a fare buche (cosa può chiedere di più un cane?)

    Il cane trova i tartufi non per se o per fame, ma solo per far felice il padrone ( per questo deve Amare il padrone )

    Se il cane lo tieni senza mangiare il cane non va, si stanca subito e non ha forza ( chi dice il contrario non ha mai visto dal vivo un cane da tartufo)

    Il cane e’ addestrato alla perfezione perché : non deve essere aggressivo,non deve aver interesse perla selvaggina, non deve scappare, non deve assolutamente mangiare il tartufo , al minimo pericolo deve essere richiamato e tornare subito dal conduttore.( secondo voi un cane maltrattato fa tutto questo?)

    Normalmente vivono in casa per paura che vengano rubati o avvelenati (sapete quanto costa un cane da tartufo vero?)

    Bene lA mia jack Russell da tartufi e’ un membro della famiglia e dorme con i miei figli,e’ un cane da lavoro è perfettamente addestrata con una stabilità caratteriale assoluta. E’ un buon cane da tartufo, quanti jack russell schlerati e obesi si vedono in giro ? Secondo voi è maltrattata la mia o loro?

    Stessa cosa vale per i lagotti,sprinter,cocker ecc da tartufo

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Nata a Latisana il 16 ottobre 1992 e cresciuta a San Donà di piave (VE), Francesca Brunello studia all'Università di Firenze. Pessima studentessa di medicina, convive dal 2014 con Twiggy, pastorina tedesca allergica alle coccole, decisamente poco socievole con sconosciuti, bambini e gatti. Sfegatata per l'UD, il mondioring e grande fan del fai-da-te, insegna ai suoi cani comandi utilissimi come salutare con la ssssampetta, sfilare i calzini, e disfare la lavatrice. Seguace della cinofilia di Valeria Rossi, è ferrea sostenitrice del fare cose cum grano salis e fiutare bufale e cugginate da lontano. Astemia e celiaca, stressa la redazione di Ti Presento il Cane dal marzo 2015 con la sua chiacchiera compulsiva e il suo scadente senso dell'umorismo.