mercoledì 22 Maggio 2024

“Io e Lulù” renderà di moda il Malinois?

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Davide Beltrame
Davide Beltramehttps://www.tipresentoilcane.com
Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.

E’ uscito al cinema in questi giorni il film “Io e Lulù”, come sicuramente la maggior parte dei cinefili cinofili già sapeva.
Protagonisti Channing Tatum e un pastore belga malinois, appunto Lulù.
Come un po’ in tutti i casi in cui uno dei protagonisti principali è un cane, insieme al film arrivano anche i timori sul fatto che la razza di quel cane diventi “di moda”, con tutti i problemi che questo può comportare.
E’ certamente un timore condivisibile: tv pubblicità e cinema hanno influenzato più o meno pesantemente la diffusione di alcune tipologie di cane, basti pensare a quanti Jack Russell si chiamavano Milo dopo The Mask, al boom dei Dalmata dopo “La carica dei 101”, o più di recente all’impennata di Akita apparsi nelle nostre città dopo Hachiko.
Peraltro, il timore non è solo italiano: anche in pagine e siti stranieri diversi post e articoli evidenziavano l’importanza di non lanciarsi incautemente a cercare un malin dopo l’uscita del film, avvenuta in quel caso a Febbraio.

In questo caso però credo che sia un timore, se non immotivato, comunque eccessivo… e non mi sento di condividere i toni allarmistici che stanno popolando profili, pagine e gruppi.
Per carità, ben venga come sempre fare informazione e cultura, però in alcuni casi mi sembra si sia andati un po’ oltre la semplice volontà di informare e si stia già dando per assunto che ci troveremo millemila Malinois per le strade.
Certo, l’impostazione data sin dalla promozione non aiuta a ridurre la preoccupazione: in originale il titolo era semplicemente “Dog”, ma l’italica perversione di ricalcare i titoli di film che hanno avuto successo non sembra tramontata: molti ricorderanno l’orrida traduzione “Se mi lasci ti cancello”, che pur non penalizzando particolarmente il film a livello di incassi probabilmente attirò a vederlo il pubblico “sbagliato”, che si aspettava una leggera commedia sullo stile di “Se scappi ti sposo” e che si trovò invece di fronte a tutt’altro film… e molti che invece non erano andati a vederlo aspettandosi appunto la classsica commedia all’americana, lo recuperarono solo anni dopo (maledicendo la traduzione).

In questo caso ovviamente si è visto bene di rimandare a “Io e Marley”, con tanto di “tranquilli, il cane non muore” sulla locandina (e citato anche nel trailer).
Questo è un po’ un passo falso secondo me, visto che il film è in parte ispirato proprio al viaggio fatto da Channing Tatum con la “sua” Lulù, una pitbull che aveva adottato e con cui ha fatto un ultimo lungo viaggio in auto quando la cagna era malata di tumore in fase ormai terminale.

Per carità, è diverso tutto il background della storia, è diverso il cane, capisco che volendo far presa sulla fascia di pubblico che ha amato io e Marley si voglia chiarire subito che in questo caso c’è un lieto fine, ma l’ho trovato un riferimento un po’ indelicato. E’ ovviamente totalmente assente nel materiale promozionale originale, dove del resto non c’è nemmeno assonanza tra i titoli.
Al netto di questa via scelta per la promozione del film, che ognuno può trovare più o meno discutibile… tornando al tema dell’articolo, non penso che assisteremo a un boom di Malin: di seguito elenco i motivi per cui sono di quest’idea.
Se vorrete confrontarvi e dire la vostra, come sempre c’è ampia libertà di commento!

Il Malinois è già molto conosciuto

Se prima di Hachiko gli Akita si contavano sulle dita di una mano mentre ora abbiamo un elevato numero di iscrizioni annuali, con un trend in crescita proprio dopo l’anno di uscita del film e possiamo quindi dare molte “colpe” all’opera cinematografica, in questo caso parliamo di un cane già piuttosto diffuso e molto noto, e non solo di recente.

Le iscrizioni di Akita degli ultimi 10 anni. Il film Hachiko in Italia è uscito a Dicemrbe 2009.

Vero, la diffusione del Malinois per molti versi è comunque “di nicchia”, ristretta agli addetti ai lavori: se frequentate un centro cinofilo scommetto che almeno un malinois al campo lo avete visto, mentre nel comune contesto cittadino sono incontri decisamente più rari (a meno che non incontriate i vostri colleghi di centro cinofilo che portano fuori il cane, ovviamente!).
Questo però comporta che l’occasionale curioso che chiedesse informazioni sul cane si sentirebbe elencare anche i contro e non solo i pro, e quindi capirebbe (salvo proprio i duri di capoccia…) che non sia esattamente un cane da prendere con leggerezza e se si ha poca esperienza.
Insomma, se per l’Akita lo sciurmario di turno poteva farsi effettivamente ingannare dall’immagine offerta dal film, questo è a mio avviso ben più difficile per il Malinois, un cane già abbastanza conosciuto anche al grande pubblico per il suo ampio impiego ad esempio nelle forze dell’ordine, oltre che in numerose discipline sportive. Ciò contribuisce a dargli una (corretta!) immagine di “cane impegnativo” e non alla portata di tutti. Il fatto che finora non ci sia stata un’esplosione di Malin tra i “proprietari comuni” nonostante comunque ci siano molti video che ne mostrano le doti, può spingere a un cauto ottimismo.

Il film non mostra solo pucciosità

Sebbene anche questo film basi molto sulla comicità soprattutto nell’interazione tra i due protagonisti, di fondo è una – se vogliamo anche abbastanza classica – storia di “reciproco salvataggio” tra umano e cane… che inizialmente nemmeno si conoscono.
Lulù poi è un cane che viene presentato come problematico, addirittura destinato all’eutanasia perchè nessuno riesce ad avere a che fare con lei e quindi se rimanesse senza proprietario sarebbe soppressa: per quanto come già detto ci sarà poi il lieto fine, sono presupposti ben diversi dal tenero cucciolo che approda in famiglia che vediamo sia Io e Marley, in Hachiko e in numerosi film con i cani tra i protagonisti principali.
Certamente il film mostra poi l’evolversi del rapporto tra i due, ma di base esce un po’ dallo schema del cucciolo magari solo un po’ turbolento e/o simpaticamente casinista, e questo dovrebbe ridurre l’effetto checcarinoooprendiamoneuno.

Il Malinois è già stato in film e serie TV

Nell’ultimo capitolo della saga di John Wick uno dei personaggi ha ben 2 Malinois.
In The Walking Dead dalla stagione 9 è presente un Malinois come cane di Daryl.
Certo, non sono ruoli di primo piano come per Lulù, ma parliamo comunque di opere piuttosto note, con un vasto pubblico e che non hanno portato al momento a particolari boom di malin per le vie cittadine. E uscendo dall’Italia c’è stato un caso ancor più emblematico… che però vi lascio come curiosità a fine articolo.

Il Malinois è meno “accattivante” fisicamente di altre razze divenute di moda

Non me ne vogliano proprietari, appassionati ed estimatori del malin, però… è tendenzialmente un “cane fatto a cane”. Per quanto sicuramente riconoscibile e con tratti disintitivi, non ha caratteristiche così particolari che potrebbero rubare l’occhio della sciuramaria di turno, come erano invece le macchie dei Dalmata, la fisicità particolare dell’Akita, o il fascino lupesco del Cane Lupo Cecoslovacco.

Insomma, anche se non ha il “vantaggio” per non divenire di moda della taglia (Beethoven non portò al boom dei San Bernardo così come Belle & Sebastien – nonostante anche allora ci fossero stati timori, anche da parte nostra – non ha portato alla diffusione di massa di Montagna dei Pirenei o di PMA: in entrambi i casi probabilmente il fatto di essere cani di grande mole ha frenato gli entusiasmi degli spettatori), non ha nemmeno più di tanto il rischio dell’essere “diverso da tutti gli altri” o qualcosa di mai visto prima.

Ci sono più possibilità di informarsi

Questo è sempre un po’ un tasto dolente per chi cerca di fare informazione sull’importanza della scelta del cane giusto per la propria famiglia e il proprio stile di vita, perchè molto spesso domina la linea del “conta solo come lo cresci” et similia… tuttavia il fatto che l’ultimo boom eclatante risalga proprio ad Hachiko può indurre un (moderato) ottimismo sul fatto che forse ad oggi ci sia un po’ meno al corsa al cane visto in spot o film senza nemmeno aprire un motore di ricerca per informarsi un po’ sulla razza. E torniamo ancora una volta al punto per cui essendo il Malin già piuttosto “di tendenza” da alcuni anni, di materiale che illustri le necessità di questa razza se ne trova a bizzeffe.
Certo, questo di contro comporta anche che chi cerca il cane particolarmente “spinto” potrebbe essere ulteriormente motivato a orientarsi verso il Malinois… ma in questo caso aveva già ampio materiale per le sue fantasie da ben prima dell’uscita di “Io e Lulù”.
Film con protagonisti più o meno principali cani negli ultimi anni ne sono usciti molti, e non si è ripresentato il problema della valanga di cani di quella tipologia.

Non aveva molto appeal per i “cagnari”, che dovrebbero partire da zero

Sappiamo purtroppo che spesso la ricerca del “cane di moda” fa la fortuna dei cagnari.
Gli stessi cagnari però… da qualche parte devono partire e in questo caso parliamo di una razza che non ha mai avuto un grosso appeal per i meri commercianti, appunto per il “poco mercato” nell’ambito dei proprietari comuni e perchè i cinofili più informati mediamente sanno bene che sia bene affidarsi a un allevamento serio. Mi sembra ad oggi ancora molto raro, chiedendo a qualcuno dove abbia preso il suo Malinois, che la risposta non sia “in allevamento”. E non so quanto i cagnari potrebbero avere interesse a cercare di procurarsi malinois da riprodurre di corsa contando che il mercato non sarebbe probabilmente così ampio… e anche contando che al momento (purtroppo) fanno già ottimi affari con altre tipologie.

Insomma, ribadendo che potrei stare clamorosamente peccando di ottimismo (ma spero ardentemente di no!), credo ci siano buone probabilità di non vedere la temuta invasione di Malinois, perchè non siamo di fronte a un cane che il pubblico non conosce e che viene presentato come ottimo cane di famiglia, ma ad un cane che già molti sanno essere impegnativo, in un film che – pur con molte scene comiche – racconta di due personaggi in cerca di qualcuno che li salvasse e raffigura il loro viaggio, ovviamente non solo “fisico”, ma non rappresenta quella “vita in famiglia” o un’eterna fedeltà che hanno probabilmente contribuito ai precedenti “boom” di razze viste al cinema.

Chiudo con una piccola curiosità: nel 2015 uscì il film “Max”, con protagonista un Malinois impiegato nell’esercito; il soldato “partner” di Max rimaneva mortalmente ferito durante un’operazione, quindi il cane veniva rimandato in America, si dimostrava però aggressivo con tutti tranne che con il fratello minore del suo ex partner, quindi la famiglia decideva di adottare il cane.
Sì, ci sono molte analogie (solo come situazione “di base”, i film poi differiscono fortemente, nessun plagio o similare!).
Sì, anche quel film era in parte basato su una storia vera.
Sì, era anche quello un film fortemente a rischio di “creare la moda” come ora si teme per Io e Lulù… ma in Italia non è mai uscito al cinema, è stato rilasciato solo su piattaforme di streaming ed è quasi passato “sotto silenzio” nel nostro Paese.
In America ad esempio non sembra aver avuto un’enorme influenza sulla diffusione del Malinois, nonostante anche in quegli anni ci furono timori sull’impatto che il film avrebbe avuto: speriamo sia un precedente affidabile!

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