mercoledì, Febbraio 4, 2026

NELLA STESSA CATEGORIA...

GLI ARTICOLI PIù LETTI

Mantrailing, che passione! (e che fatica…)

IMG_9229di VALERIA ROSSI – Allenamento di mantrailing a Vado Ligure, il 25 aprile, con gli istruttori dell’ESART Ivan Schmidt e Roberta Bottaro: a due passi da casa mia.
Secondo voi potevo non andare a piantare il naso?
Felicissima di esserci andata, perché di racconti ne avevo già sentiti a bizzeffe ma “vivere” una disciplina è tutta un’altra cosa… ma il fatto è che guardare mica mi basta; quindi mi sono anche lanciata nella mission impossible di far provare la Bisturi.
Ecco perché inizio la mia cronaca con la parte tragicomica (la Bisturi, appunto)… dopodiché vi racconterò quello che fa chi lavora sul serio.

Il mitico staffy da mantrailing

Premettiamo che non sto affatto sostenendo che gli staffordshire bull terrier non siano adatti a questa disciplina: anzi, il naso lo usano benissimo (anche la Bisturi ce l’ha sempre in azione, con tutti i versi correlati: “sgrunf sbrunf e sgrafunz”); il fisico e la resistenza ce l’hanno, nonostante la tappite acuta (anzi, qui potrebbero fregare i bloodhound che, al contrario, sono immani e in certe circostanze potrebbero incontrare vere e proprie difficoltà logistiche);  il cervello… be’, quello ce l’hanno spesso sconnesso, è un dato di fatto: ma pure i bloodhound, ‘nzomma, non è che siano ‘sti Einstein.
E poi se fa mantrailing (e pure bene) il cane lupo cecoslovacco Ares, che la sua proprietaria chiama affettuosamente TD (ovvero: Testina Disabitata), non dubito che ce la possa fa’ anche uno staffy.

IMG_9256Il problema – specifico della Bisturi, quindi, e non della razza – consisteva nel fatto di non avere mai cercato niente in vita sua (o meglio: di non aver mai cercato niente su comando umano… perché se dal tavolo cade una briciola di prosciutto di un centimetro per due, allora la cerca con immenso impegno).
E poi non va dimenticato che la Biba ha otto anni e mezzo e che iniziare da zero un’attività e riuscire a combinare qualcosa al primo colpo a quest’età richiederebbe, appunto, un Einstein a quattro zampe.
Comunque, è andata così: arriviamo e lei non ci capisce un tubo.
Dove siamo, chi è tutta ‘sta gente, dov’è il veterinario? (perché in macchina, di solito, ci sale solo per andar lì… altrimenti giriamo sempre a piedi), chi sono tutti ‘sti cani?
Aspetta, fammeli conoscere tutti: sniff, sniff, tu mi sei simpatico, tu mi sei simpatico, tu mi hai messo una zampa addosso, quindi grrr…tu mi sei simpatico… ammazza, tu quanto sei grosso! (bloodhound), okay, basta cani, fammi salutare tutti gli umani (feste feste feste feste baci baci baci baci fino ad esaurimento dei personaggi, per poi ricominciare dal primo… e avanti così).

IMG_9259Ma veniamo alla mitica prova di mantrailing, che inizialmente si è fatta con conduttore estraneo e figurante estraneo (tanto per lei è la stessa cosa, visto che ama tutto l’universo umano con la stessa intensità).
Ivan le mette la pettorina, la figurante le fa vedere i wurstel (buoni buoni BUONI livogliolivogliolivoglio!), dopodiché scappa a nascondersi (a du’ metri di distanza) e la reazione della Bisturi è questa: “Oh, che peccato, è andata via. Ivan, facciamo qualcosa io e te, visto che tu sei rimasto?”
Ivan cerca di spiegarle che la cosa che dovrebbero fare insieme è appunto cercare la signora con i wurstel.
La Bisturi allora fa due passi e le si accende l’insegna al neon sulla testa: “ODDIOOO!!! Ma ho addosso una pettorina!”.
Dopodiché si inchioda con la faccia da cane ENPA.
Okay, togliamo la pettorina. E sotto la pettorina, anziché un cane nero, ne appare uno bianco. Di forfora.
Sì, perché la Bisturi è uno dei quei cani che appena si stressa un minimo produce forfora in quantità industriale: anche quando si stressa positivamente, anche quando si eccita, anche quando si diverte.
Coda a mille e forfora a duemila, insomma: e ce la siamo tenuta così tutto il giorno.
Comunque, riproviamo senza pettorina: e stavolta mi nascondo io, vediamo se gliene frega qualcosa di cercare me (ho seri dubbi, ma vabbe’, tentar non nuoce).
Wurstel wurstel wurstel, eccitazione eccitazione eccitazione, io parto di corsa e quando sono a un metro e mezzo la Bisturi se ne stracatafotte già: “Oh, peccato, è scappata anche la mamma: Ivan, ma sei proprio sicuro di non avere qualche wurstel in tasca anche tu?”

occhialiNo, Ivan non ce l’ha e le spiega che per aver il wurstel dovrebbe cercare ME: che nel frattempo sono emersa dal mio nascondiglio – tanto col cavolo che mi cercava… –  e ho cominciato a chiamarla sventagliando salsicciotti a tutto spiano (per chi avesse letto “La zona morta di Stephen King: Greg Stillson mi faceva un baffo).
Reazione della Bisturi: “Toh, laggiù c’è qualcosa che somiglia alla mamma (i cani sono miopi, ndr). Ivan, che dici,  andiamo a vedere se è lei? Ma con calma, eh…”.
E con molta, ma MOLTA calma, sono arrivati: con me che facevo Compare Turiddu e Scompare Turiddu dal mio nascondiglio, continuando a sventolare wurstel ad ogni apparizione e pure a chiamare il cane (cosa che NON si dovrebbe fare assolutamente), altrimenti si sarebbe fermata a metà perché le pesava il culo (notare che la distanza totale era di venti metri circa).
Trovato il figurante (AHAHAH! Vabbe’, “arrivata casualmente da me”) la Bisturi è stata premiata e lodata moltissimo, con grandi urletti di “Bravaaaaa! Bravacanaaaaa! Bravissimaaaaa!”.
Fumetto sulla testa della Bisturi: “Perché? Cos’ho fatto?”
Ma siccome è LEI la vera cinofilosofa, il pensiero seguente è stato: “Boh, intanto mangiamo i wurstel, poi magari qualcuno me lo spiegherà”.
Però alla fine se la tirava moltissimo (vedi foto).
Fine dell’eclatante esperienza “staffy da mantrailing”, al termine della quale, giuro, avevo il mal di stomaco dal ridere.
E ora passiamo alle cose serie.

Il mantrailing preso sul serio

IMG_9251Cominciamo dai cani, che appartenevano a razze diversissime tra loro.
C’erano ovviamente i due bloodhound di Ivan e Roberta, perché il  mantrailing nasce proprio con e per i bloodhound: ma l’ESART (European Search and Rescue Technologies) sta ampliando il metodo a tutte le razze (o quasi: un minimo di fisique du rol è necessario per i cani da ricerca), perché si è visto che sì, i bloodhound hanno millemila cellule olfattive più degli altri, e quelle nessuno gliele toglie… ma anche quelle degli altri sono più che sufficienti a seguire una traccia.
Magari non vecchia di una settimana (questa è proprio una capacità esclusiva dei bloodhound): ma siccome in condizioni normali si dovrebbe lavorare su tracce decentemente fresche, qualsiasi naso di cane è sicuramente all’altezza della situazione.

IMG_9243Per questo, ieri, c’erano pastori tedeschi (compreso un cucciolo di cinque mesi, un grigione già assolutamente entusiasta, motivato e caricatissimo!), cani lupi cecoslovacchi (tre, un maschio – il già citato “TD” – e due femmine), due border collie e una malinois.
Devo dire che – almeno se osservati da una che capisce qualcosina di cani ma non sa quasi nulla di mantrailing –  i bloodhound sembrano avere una marcia in più anche sul “fresco”: però bisogna anche dire che Basco e Maia sono cani già esperti nel loro lavoro, mentre tutti gli altri erano all’inizio della preparazione.
Alcuni hanno cominciato da poco più di un mese, altri erano solo al secondo allenamento (compresi TD Ares e sua “sorella” Luna, nonché la malinois Leeloo, a sua volta appartenente a Ivan e Roberta). Alla prima esperienza in assoluto c’erano erano solo la Bisturi e un border collie, il che potrebbe parzialmente coprire la figuraccia… se non fosse che il border, pur avendoci capito più o meno quanto lei,  andava già come una fucilata. Non sapeva esattamente dove e a far cosa, però almeno lui andava.
E adesso vi spiego come si è svolta la giornata.

IMG_9236Primo esercizio: trail intensivo per tutti, ossia l’esercizio chiave su cui si basa tutto il Metodo Kocher, quello seguito dall’ESART.
Si tratta di trail corti, percorsi senza utilizzare input olfattivi per alzare nel cane la voglia di andare a caccia. Il figurante stimola il cane con il suo premio preferito (può essere gioco o cibo: c’è chi lavora meglio col salamotto, chi con la treccia, chi con il frisbee… e chi col fegato bollito, la cui puzza indecorosa mi ha riportato ai bei tempi delle expo) e poi scappa via scomparendo immediatamente dalla vista del cane, per impedire che impari a “cacciare a vista”.
Una volta fatto il ritrovamento, figurante e conduttore premieranno il cane con quello che viene definito “party”.
Questo sarebbe l’esercizio che ha fatto (ehm… tentato di fare) anche la Bisturi, con la differenza che io mi son fatta vedere eccome, altrimenti lei col cavolo che si muoveva.
Distanze brevi, molta eccitazione all’inizio, grandi festeggiamenti e premi al ritrovamento: ovviamente i cani si divertono come pazzi. E fin qui, anche i conduttori. E i figuranti. E anche la “cronista” che insegue  tutti scattando foto a raffica.
Sembra una passeggiata. Sembra!

IMG_9370Secondo esercizio: trails in cui il conduttore conosce la posizione del figurante. Nel nostro caso il cane, partendo dal parcheggio del centro commerciale, doveva per prima cosa individuare l’ascensore utilizzato dal figurante (ce n’erano due diversi), poi seguirne il percorso e infine ritrovarlo all’interno del negozio Decathlon.
Questo genere di esercizi è definito nel Metodo Kocher “Dog Training”, ossia una sessione di addestramento in cui il conduttore ha il controllo dell’esercizio.
Gli esercizi sono disposti dal conduttore e disegnati per uno scopo specifico. Percorrere un trail aiuta i conduttori a vedere la reazione dei loro cani quando sono esposti a distrazioni in uno scenario controllato. In questo modo possono emergere i punti deboli su cui lavorare in esercizi futuri: inoltre, grazie a questi esercizi, il conduttore può imparare a leggere il cane.
E’ fondamentale che il conduttore non influenzi il cane ma lasci quest’ultimo libero di sbagliare. E’ però possibile correggere il cane dopo che ha sbagliato, per insegnargli “le regole del gioco”.

IMG_9303Questa, per gli osservatori, è una parte entusiasmante perché si vede il lavoro “vero” (ricordiamo che l’ESART lavora raramente ai casi di persone scomparse – e comunque sempre in collaborazione con le unità cinofile da ricerca in superficie): il loro compito più specifico è quello di collaborare con le Forze dell’Ordine in ambito forense.
Il cane da mantrailing, infatti, è in grado di: iniziare un lavoro senza utilizzare un input olfattivo (conoscendo la direzione di fuga di un criminale o la posizione dei soccorritori sulla scena del crimine è possibile stabilire la direzione del trail); iniziare un lavoro annusando un cadavere (in questo modo è in grado di seguire l’odore della persona che per ultima ha manipolato il cadavere);  identificare il punto di passaggio su di una recinzione, attraverso una porta (in questo allenamento c’era la discriminazione degli ascensori) o l’uso di veicoli ed è in grado di identificare oggetti caduti alla persona durante il percorso, contribuendo così alla raccolta di prove (anche qui abbiamo avuto una dimostrazione pratica, anche se involontaria, come vedremo tra poco);  identificare il punto di ingresso in acqua di una persona o di arrivare ad identificare un cadavere al termine di un percorso; stabilire se una persona si trovava effettivamente in un luogo, contribuendo quindi ad identificare eventuali false testimonianze.
Mica baubaumiciomicio.

input2L’esercizio di ieri, data l’ampiezza del centro commerciale “Molo 8.44” che ci ha gentilmente ospitato, si è svolto su un percorso decisamente lungo (leggi: dopo aver inseguito e fotografato il quarto cane mi sono schiantata su una panchina con la lingua che toccava terra).
Si partiva dal parcheggio, dove il cane aveva modo di annusare l‘input (quello che vedete nella foto: un braccialetto del figurante inserito in una busta che viene fatta annusare al cane – aperta, ovviamente – per mezzo secondo circa. Una sniffata basta e avanza).

ascensore_lunaPoi salita in ascensore (identificato correttamente da tutti i cani: qualcuno con un po’ di perplessità iniziale, qualcun altro con somma decisione: BANG, due zampate sulla porta e poi il fumetto sulla testa con scritto “ALLORA? Andiamo? Ti ho detto che è salito di qua!”… solo che l’ascensore doveva prima arrivare, e il cane faceva la faccia scocciatissima da “non capisco perché stiamo perdendo tutto ‘sto tempo”).

ascensore_basco2Notare un’ulteriore chicca: con Basco, a un certo punto, abbiamo sbagliato a premere il bottone del piano e quindi si è aperta la stessa porta da cui eravamo entrati, anziché quella sul lato opposto.
Qualsiasi proprietario che abiti in una casa con ascensore sa benissimo che i cani non sono esattamente entusiasti di starci dentro e che quindi si fiondano fuori appena la porta si apre.

ascensore_basco_dentroBene, essendosi aperta la porta sbagliata Basco non ha minimamente pensato di uscire, ma è rimasto col nasone incollato alla porta da cui era uscito il figurante: l’altra non gli interessava.
E qui mi dispiace di non aver scattato in sequenza, perché non sono riuscita a immortalare la faccia con cui ha guardato Ivan, come per dirgli “Pirla, hai aperto la porta sbagliata: lui è passato da qua!”.
Ha anche detto uno dei suoi “UAUuuuu” moooolto segugeschi, che mi piacciono da morire anche se sono stata contenta che a quel giro, in ascensore con noi, non ci fosse nessun cliente del centro commerciale… perché lo scagno del segugio (si chiama così in gergo venatorio) è buffissimo, ma è anche una delle cose più lugubri che sia dato di sentire. E se è già lugubre quello di un segugio italiano (25 kg. circa), immaginate come può rimbombare in un ascensore quello di un bloodhound (50 kg.).

IMG_9329Arrivati al piano superiore, i cani seguivano la traccia del figurante a mille all’ora. No, perché uno si immagina i film con i bloodhound che analizzano minuzionamente il terreno col nasone per terra, andando piano piano… ma questo succede, forse, sulle tracce vecchie di giorni. Sulla traccia fresca, il naso non lo abbassano neanche di un centimetro (se non nei punti più incasinati, per esempio dove c’è un sacco di gente: e qui sono spettacolari proprio i bloodhound, che fanno un singolo SNIFF! e via, già capito tutto, si va di qua. Gli altri cani invece sniffano un pochino più a lungo: ma neanche troppo).
Sta di fatto che alcuni cani galoppano ed altri trottano (però il trotto di un bloodhound o di un CLC, con il po’ po’ zampe che si ritrovano, è veloce come il galoppo di un cane di media taglia): e gli umani dietro col fiatone (doppio fiatone se sono fuori allenamento, ciccioni e fumatori come la sottoscritta).

IMG_9336Interessante notare che il mantrailing, svolgendosi prevalentemente in ambiente urbano, mette il cane di fronte a situazioni che possono suscitare perplessità o addirittura timore: chi conosce i cani lupi cecoslovacchi e la loro innata diffidenza, per esempio, si stupirà sicuramente nel vedere come Luna (nella foto a destra) affronti nientemeno che una scala mobile.
Queste situazioni “difficili” fanno parte del processo di fidelizzazione verso il conduttore (e verso il proprietario in generale, anche quando non si pratica alcuna attività sportiva o sociale), perché il cane impara ad affidarsi a lui, a fidarsi di lui, a considerarlo  il suo “faro illuminante”. E’ questo, insomma, che si dovrebbe sempre (e solo) intendere con il concetto di “capobranco”: che – lo ripetiamo per l’ennesima volta – non è certo un padre-padrone che schiavizza o brutalizza il cane, ma la guida esperta a cui il cane si concede totalmente perché:
a) sa che quello che lui gli chiede non lo metterà mai in pericolo;
b) impara da lui ad affrontare situazioni che, da solo, lo metterebbero in forte imbarazzo (e intanto il cane diventa anche più sicuro di sè);
c) sa che quello che stanno facendo insieme ha uno scopo importante per il “branco”.

IMG_9331Terminato il percorso che prevedeva, appunto, distrazioni di ogni genere (il centro commerciale era aperto, quindi c’erano persone, bambini, altri cani e così via) e difficoltà logistiche come quella di cui abbiamo appena parlato, il cane seguiva la traccia fino all’ingresso di un negozio (un Decathlon, per l’esattezza, in cui ci hanno gentilissimamente lasciato lavorare con i cani e che quindi ringraziamo di cuore): porta scorrevole  – altro momento di difficoltà per i cani non avvezzi ad affrontarle –  e poi via, in mezzo ai molti corridoi, perché quel negozio è letteralmente immenso, fino al nascondiglio del figurante.

maiasniffQui c’è stata, con la bloodhound Maia, la dimostrazione involontaria di “raccolta prove” di cui parlavamo all’inizio: infatti Maya ha marcato insistentemente uno scaffale dietro il quale NON era nascosto il figurante.
In seguito, parlando con lui, abbiamo scoperto che da quello scaffale lui aveva preso una borsetta che aveva deciso di acquistare: quindi aveva toccato il materiale lì presente… e la cagna l’ha segnalato!
Tornando alle prove “normali”: una volta trovato il figurante… segnalazione.
I bloodhound la fanno saltando addosso come per fare la feste: e qui mi sono dimenticata di chiedere cosa succederebbe se la persona da rintracciare fosse una tipo la buonanima di mia zia, un metro e cinquanta di altezza per una quarantina scarsa di chili.
maiazompOddio, se si trattasse di un delinquente tappo il problema non si porrebbe: intanto che lo segnala, il cane procede direttamente all’arresto. Ma se fosse una persona dispersa?
Mi informerò e vi farò sapere. Nel frattempo vi segnalo che durante uno degli esercizi è successa una cosa buffissima: il cane sulla traccia (uno dei bloodhound) ha incrociato un signore bassottomunito.
Il bloodhound ha completamente ignorato il binomio, come è giusto e corretto che faccia un cane da ricerca: ma il bassotto NON ha ignorato il bloodhound e – temerario e assolutamente folle come tutti i bassotti – ha tentato di attaccarlo… facendo schiantare a terra il suo umano.
Sì, avete letto bene: steso dallo strattone improvviso di un bassotto!
Io mi son vista tornare indietro Ivan con due guance che sembravano quelle di un criceto, che faceva ppfffttt… pfftttt… e poi, in perfetto stile Fantozzi, andava a urlare sulla collina: infatti è andato a capottarsi duecento metri più in là (“Non potevo mica ridergli in faccia”, è stato il commento postumo).

IMG_9401E se questo può darvi l’impressione che il mantrailing “preso sul serio”, come da sottotitolo, comprenda anche qualche leggerissima dose di cazzeggio… ci avete preso in pieno.
Si lavora, si corre e si ansima, ma ci si diverte anche molto: ad ulteriore dimostrazione (e ad imperitura memoria, utilizzabile anche come arma di ricatto, volendo…) potete vedere sulla destra la serissima istruttrice nonché Megapresidente galattica dell’ESART nell’impeccabile imitazione del “rosso d’uovo” (d’altronde, se le panchine del Molo 8.44  hanno un design che ricorda un uovo al tegamino, non è neanche colpa nostra).

IMG_9400Un altro fulgido esempio di seriosità è la maglietta con cui ha fatto allenamento (e con la quale presumo giri regolarmente) il proprietario di una delle lupe ceslovacche: cliccate sulla foto se non leggete tutto bene, perché ne vale la pena. Lo so, non c’entra un beatissimo tubo col mantrailing: però non posso non mostrarvela perché mi verrebbe quasi voglia di comprarmi un CLC solo per poterne indossare una uguale.
Oh, insomma: si capisce che ‘sta giornata di mantrailing mi è piaciuta un casino? E siccome mi è piaciuta un casino, sto scrivendo un romanzo invece di un articolo: quindi adesso  vado via veloce, e degli ultimi due esercizi vi passo solo la parte tecnicissima, scritta appunto dal rosso d’uov… ehm, da Roberta.

IMG_9404Terzo esercizio:  trail intensivo a partenza ritardata. Grazie a questo esercizio il cane imparerà a trasferire l’intensità dal guardare il figurante all’input olfattivo da esso lasciato.
L’inizio del trail intensivo con partenza ritardata è simile a quello del primo trail che abbiamo visto: a differenziare i due esercizi sono il comportamento del conduttore e il ritardo tra il momento in cui il figurante si nasconde e la partenza del cane.
All’inizio il figurante e il conduttore inciteranno il cane: quindi il figurante scomparirà dalla vista dello stesso.
Il conduttore bloccherà ogni movimento del cane portandolo lontano dall’area di partenza e quando questo si sarà calmato verrà riportato nell’area di partenza, dove verrà mimato il rituale pre-partenza di vestizione ed esclusione degli “odori spazzatura”.
Verrà quindi presentato al cane l’input olfattivo e il cane partirà per il trail.
In questo modo l’intensità costruita viene trasferita sull’input stesso. Obiettivo dell’esercizio è la partenza dall’input olfattivo, non il trail stesso. Subito dopo il ritrovamento, il binomio percorre un altro trail intensivo classico per poi portare il cane in auto al massimo della sua eccitazione e con la voglia di concludere positivamente anche i trails futuri.

IMG_9437Nota: la descrizione tecnica non dice che il figurante va via LUI, stavolta, a trecento all’ora (rischiando di travolgere pure l’incauta fotografa).
Non fa  moltissima strada, ma abbastanza da far sì che, moltiplicando l’esercizio per tutti i cani, alla fine si sia fatto una sorta di maratona di New York.

IMG_9445Quella che vedete a sinistra è Grazia Gilardi, schiantata di stanchezza all’uscita del Kiko, un altro negozio gentilissimo che ci ha permesso di lavorare al suo interno con le commesse che applaudivano felici ad ogni ritrovamento: così i cani se la tiravano ancora di più, sentendosi festeggiati da tutti.
Grazia, con Luna ed Ares, era anche reduce dal seminario di San Giuliano milanese, dove i suoi cani hanno lavorato come tutor: e si è fatta anche tutto il mantrailing sia come conduttrice che come figurante.
Io mi sono stancata a morte solo a guardarla.

genericaQuarto ed ultimo esercizio: NSI (No Scent Identification). Il cane da mantrailing, sia che venga chiamato in un caso di ricerca di persone scomparse sia che venga impiegato in casi di indagini forensi, deve essere in grado di indicare con affidabilità e in maniera chiara che l’odore target non si trova in un’area.
Al cane viene fornito un input olfattivo che non appartiene a nessuna delle persone presenti (per esempio una garza sterile o un capo di abbigliamento che non appartiene ad alcuna persona presente in zona). Vengono effettuate tutte le normali operazioni che precedono la partenza per un normale trail (rituale pre-partenza, vestizione): dopo il segnale di partenza, il cane – dopo aver escluso tutto le direzioni di marcia possibili – non riuscirà ad individuare alcun trail. Inizierà perciò a girare in cerchio piangendo e ululando, fintanto che non salterà addosso al conduttore per indicare che l’odore target non è presente in zona. Alcuni cani, soprattutto i pastori, per indicare la NSI si siedono di fronte al conduttore e iniziano ad abbaiare senza più muoversi e mantenendo l’abbaio a lungo.
Dopo la NSI viene percorso un altro trail intensivo per ricaricare il cane dopo la “delusione” di non avere identificato l’odore target.
NOTA: la foto non c’entra un tubo. E’ un’immagine generica che ritrae Ivan, Roberta e Grazia in un momento di pausa (le pause in realtà servono sempre a spiegare qualcosa di nuovo agli aspiranti mantrailer).
Il fatto è che, pur non avendo fatto altro che rincorrere i cani scattando foto, a quel punto lì ero talmente cotta che non riuscivo più a sollevare la macchina fotografica. Quindi le foto del NSI non ce l’ho.

giococuccConclusioni (veloci, perché ho scritto davvero uno sproposito)

In realtà mi basterebbe una frase: il mantrailing è una figata galattica.
Un po’ meno emotivamente e un po’ più tecnicamente, diciamo che è una disciplina che permette al cane di esprimere tutta la sua caninità, in perfetta armonia con il suo etogramma, di trovare quella socioreferenza indispensabile per un rapporto corretto (vedi quanto detto sopra a proposito del “capobranco”), di sentirsi utile e – last but not least – di fare un buon esercizio fisico.
Inutile aggiungere che lavorare con il naso è sempre il massimo per un animale ad orientamento olfattivo come il cane.

ascensore_umaniPer quanto riguarda i conduttori… inutile starci a girare intorno: il mantrailing stanca! Ci vuole una buona preparazione atletica, ci vuole fiato e ci vuole resistenza: e qui, se queste doti vi mancano, prendetela come preferite. Potete pensare: “Ah, no, io non ce la farò mai, non ho il fisico adatto”, oppure: “Ecco! Questa è la disciplina ideale per farmi tornare in forma!”. Dipende solo da voi.
Se sapete pensare positivo, però, e soprattutto se ci tenete a fare qualcosa di bello e di utile che dia anche un senso al fatto che sia noi umani che i cani siamo animali sociali… allora il mantrailing è sicuramente da tenere in grande considerazione.

lupazzaIo non ho certo capito tutto in una giornata, alcune tecniche mi hanno lasciato anche qualche perplessità (forse perché conosco meglio la ricerca in superficie, che è tutta un’altra cosa e che in alcuni punti si distacca parecchio dal metodo Kocher) e mi ripropongo di approfondire il discorso con Ivan e Roberta per conoscere un po’ meglio questa disciplina e poterne parlare con maggior cognizione di causa: però mi sono divertita moltissimo e ho visto umani e cani divertirsi tutti moltissimo insieme, come un vero “branco” (così come lo intendo io), senza la minima traccia di coercizione e facendo qualcosa che può essere realmente prezioso per la nostra società.
Cosa volere di più?
Ehm… vabbe’, magari un altro cane!
Però la Bisturi, ieri sera, quando siamo tornate a casa, era ancora tutta eccitata e felice e aveva la coda che andava a diecimila (senza più forfora).  E il fumetto sulla testa diceva: “Ragazzi, non ci ho capito una mazza: ma qualsiasi cosa sia stata, mi è piaciuta da matti!”.

NOTA: le descrizioni  tecniche degli esercizi che sono stati svolti durante la giornata sono tutte di Roberta Bottaro. Le cavolate invece sono tutte mie.

Per maggiori informazioni sul mantrailing e sull’ESART, consultare il sito www.esart.eu

Valeria Rossi
Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

29 Commenti

  1. Ecco, se gentilmente potrete chiarirvi in pvt, mi farete un grande piacere. Questo sito ama parlare di tutto ciò che è cinofilia, comprese le “mie” esperienze personali anche in campi diversissimi dal mio. E’ vero: non sono un’esperta né di mantrailing né di ricerca in superficie. Sono stata “osservatrice interessata” in entrambe le discipline…e ho riportato le mie impressioni da “Sciuracinofila” che vedeva lavorare dei cani, senza alcuna pretesa di voler conoscere regolamente, leggi, cazzi & mazzi di discipline a cui non mi sono mai dedicata e alle quali, presumibilmente, mai mi dedicherò… non perché non le ami, ma perché non si può fare tutto contemporaneamente, nella vita.
    Peraltro non ho neppure mai avuto la pretesa di scrivere articoli tipo “Tutto il mantrailing (o altro) minuto per minuto”: ho raccontato la mia giornata e quello che ho visto fare dai cani, stop.
    Tutto ciò che riguarda leggi, regolamenti e affini non lo so e neppure l’avrei voluto sapere: se non che qualcuno ha cominciato ad accusare l’ESART di non essere in regola, e Roberta mi ha mandato una documentazione dalla quale si evince che invece hanno pieno titolo per svolgere la loro attività.
    Tanto a me è bastato per convincermi che non avevo dato spazio né a cialtroni, né a improvvisatori… e siccome dal punto di vista cinofilo mi sono pure piaciuti moltissimo (avendo visto cani allegri che si divertivano un sacco), non ho niente da aggiungere né da togliere al mio articolo.
    Per quanto riguarda attacchi, risposte eccetera di stampo più “personale” – se mi passate il termine – che cinofilo, credo che questa non sia la sede più adatta per parlarne. Quindi vi prego di chiarirvi tra voi…e da parte mia chiudo i commenti a questo articolo.
    Grazie, comunque, a tutti quelli che hanno partecipato alla discussione.

  2. Ciao Federico,

    nessuno si scalda, ci mancherebbe, come detto se vuoi possiamo anche chiarire in privato via email o via telefono, senza alcun problema.

    Premetto che non siamo mai andati in un intervento presentandoci all’UCL senza avere preventivamente ricevuto un’autorizzazione da chi di competenza. Nel momento in cui le nostre UC potevano essere un supporto alle ricerche, essendo regolarmente assicurati per attività di protezione civile e affiliati a federazione che ha un gruppo di protezione civile al suo interno, mettevamo a disposizione le nostre risorse. In maniera del tutto gratuita, anche per quanto riguarda le spese vive di viaggio, vitto e alloggio. Sia che si trattasse di attività all’interno della nostra Regione che all’interno di altre Regioni. Finchè le finanze dell’Associazione lo permettono (e sono sempre più scarse), ci mettiamo a disposizione. Quando non saremo più in grado di sostenere la spesa, non potremo più aiutare.

    Le attività che esulano dalla protezione civile, vengono fatte con una nomina (consulente tecnico, ad esempio) sempre da parte di chi di competenza. Non siamo sicuramente noi a dire “ok armiamoci e partiamo” perchè l’improvvisazione porta più danni che benefici. E questo è chiaro a tutti. Vengono fatte nomine come privati cittadini appartenenti all’Associazione. Tutte le nomine che ho ricevute erano a mio nome, in primis. E come membro di un’associazione poi.

    Ti posso dire che mai siamo intervenuti su richiesta di una famiglia. Ma solo esclusivamente dopo che qualcuno con l’autorità di farlo ha autorizzato e richiesto il nostro lavoro. Dopo ogni intervento abbiamo fornito relazione e dati gps del lavoro. Quindi niente di occulto, niente di nascosto o non ufficiale. Anzi, nonostante le conseguenze delle nostre scelte (attacchi, diffamazione e altro) abbiamo ripetutamente sbattuto fuori dall’Associazione persone che si erano presentate in UCL come privati cittadini senza assicurazione e soprattutto con cani non formati. Nonostante quello che si possa pensare, la qualità e la serietà sono per noi al primo posto. Non si scherza con la vita umana.

    Il lavoro con P.IVA non riguarda assolutamente la ricerca persone scomparse o consulenze verso enti pubblici. Quello che viene fatto è assolutamente legale e sotto la luce del sole. Ma questo non c’entra con ESART. Si tratta di applicazioni del mantrailing che chi pratica la disciplina conosce. Ma che con le vite umane non c’entrano nulla. Non si tratta di soccorso nè indagini forensi. Semplicemente consulenze tecniche cinofile di altro carattere.

    Io credo che ultimamente (e non mi riferisco a te) intorno alla nostra Associazione si siano scaldati molto gli animi, non in ultimo (oltre ad accuse personali che lasciano il tempo che trovano e che saranno chiarite in sede legale) siamo stati accusati di dire il falso sui risultati dei nostri interventi e di aver chiesto soldi a famigliari delle vittime.

    Ho lottato e sto lottando da mesi contro un Ente che rifiuta di regolarizzare una posizione senza aver in mano elementi concreti per farlo. E poi mi ritrovo in rete a giustificare scelte e situazioni. Potrei anche fregarmene e invece per la mia associazione e per mio senso del dovere chiarisco ogni punto, o almeno ci provo.

    Sono situazioni spiacevoli che non giovano a nessuno e che fanno scappare la voglia a tanti giovani che cercano di imparare e dedicare la loro vita ad una buona causa, invece di andare al mare o godersi il tempo libero. I giganti della cinofilia cercano sempre di schiacciare i piccoli in difesa di nn si sa bene che cosa.

    Sul sito era stato pubblicato l’elenco completo degli interventi con indicazione di soggetti che avevano richiesto l’attività, ma per rispetto della privacy di tutti lo stesso è stato tolto e messo a disposizione di qualsiasi autorità (coordinamenti di protezione civile, forze dell’ordine, procure, Regione, ecc.) che ne faccia esplicita richiesta scritta.

    Credetemi non abbiamo nulla da nascondere, non l’abbiamo mai avuto e mai l’avremo. Anzi, invito chiunque sia interessato a prendere parte ad un nostro allenamento, riunione, incontro per guardare da vicino il nostro lavoro e conoscere le persone che lavorano all’interno della nostra Associazione. Saremo ben lieti di accogliervi.

  3. A mio avviso , mi ripeto, questi non sono attacchi contro nessuno, si sta solo parlando e cercando di capire le cose.
    Nessuno sta discriminando voi né quantomeno le autorità che vi chiamano. Lo stai dicendo tu, non io.
    E soprattutto vedo che rigiri le cose (senza alcuna offesa) senza mai spiegare come potete svolgere in qualità di volontari che rappresentano una Onlus, delle indagini o delle investigazioni (lo hai scritto tu, non io). Questa è una cosa che mi stupisce fortemente.
    Spesso anche da noi intervengono i mantrailer, ma proprio a loro, come del resto a noi air-scenting, viene spiegato e informato solo delle cose che possono sapere dei normalissimi volontari. Fuori da questo non possono essere chiamati per attività che non sono riconducibili alla protezione civile. Gli stessi fanno parte di comunque di una macchina del soccorso. Voi come fate a farne parte se non siete ancora regolarmente iscritti? Ogni regione, ogni provincia ha ormai scritto delle regole imposte dal ministero dell’interno, continuo a non capire, ma vedo che non riesco nemmeno a ricevere delle risposte. Gridi solo che ce l’hanno con voi.
    Da noi in Lombardia se un volontario prova a fare delle investigazioni si cucca una denuncia……. Voi come ci riuscite? Noi addirittura non possiamo fare domande ai famigliari…..
    Sono solo curioso. Tutto qua. Non prenderla come un attacco, ma solo come uno che ti fa delle domande.

    Poi francamente è anche bello aver la possibilità di spiegare le cose. Secondo me non è nè un attacco e nè un difendersi, è solo uno scambio di opinioni tra colleghi cinofili.

    • leggendo i vs botta e risposta, mi pare ci sia un dialogo che non è compreso.
      a me rimane chiarissimo quello che scrive Roberta:
      lei è un professionista con p iva e, in quella veste, svolge attività professionali privatamente, attività che sono richieste da X, Y, Z secondo precisi canoni, ai quali fattura per la sua attività.
      e questo è chiarissimo, almeno a me.
      POI
      Altro conto è la Onlus.
      la Onlus fa volontariato, e in tale veste – quindi in quanto Onlus, non riceve alcun compenso. Roberta è uno dei soci fondatori della Onlus. e quando svolge la sua attività come Onlus non riceve compensi.

      Qualsiasi professionista può svolgere sia incarichi dove viene compensato, sia incarichi che, per sua scelta, fa come volontariato e per i quali non viene ricompensato.

      dov’è il problema a capirlo ?

  4. Il campo di applicazione del Mantrailing è molto ampio e chi si occupa di questa disciplina lo sa molto bene: capita nel 90% dei casi di essere chiamati per attività che esulano dalla ricerca persone scomparse. Su incarico scritto e ufficiale di chi ha competenza. Come volontari che non sono in alcun modo stipendiati ma che vengono chiamati e autorizzati per le loro competenze tecniche e per i mezzi che hanno a disposizione.

    Credo che state mettendo in discussione, non soltanto l’operato della nostra Associazione, ma soprattutto l’operato di istituzioni che hanno cercato la nostra Associazione per chiederci un aiutato.

    Sul fatto delle sedi periferiche: si è così e infatti il commercialista dell’associazione ha in mano tutte le pratiche per la regolarizzazione delle stesse. Purtroppo la burocrazia richiede tempi molto lunghi.

    Ripeto, gli attacchi sono spiacevoli. Anche perchè colpiscono non soltanto dei volontari che dedicano la loro vita a formare dei cani per salvare vite umane, ma anche delle Istituzioni che hanno usufruito del nostro operato.

    Quando c’è buona fede vedere questi attacchi fa solo male.

  5. – la nostra Associazione non si occupa soltanto di ricerca persone scomparse. Ma fa tutto un altro genere di consulenze in materie molto più delicate che richiedono riservatezza e discrezione. Ebbene si, tutta sta polemica ruota intorno ad un’attività marginale di ESART: il settore protezione civile. Ti posso dire che gli interventi di protezione civile effettuati dalla nascita di ESART ad oggi sono circa lo 0,5% delle attività (ah e per sfatare un mito che circola: in tutti gli interventi siamo sempre stati autorizzati dalle Istituzioni, non siamo mai intervenuti in maniera autonoma fuori dalla “macchina del soccorso”). Il restante 95,5% riguarda investigazioni private o indagini forensi in cui la discrezione e l’anonimato sono fondamentali per una buona riuscita del lavoro.

    Nessuno vi sta attaccando, vorremmo solo capire come fate a fare quello che hai detto tu, dato che una onlus non può svolgere investigazioni private. Lo hai scritto tu, mica noi.
    Tutto qua.
    E’ ciò che mi stupisce. Scrivi che l’attività di soccorso e protezioen civile è la minima parte di ciò che fate, ma sullo statuto C’è scritto che avete come fine principale la cinofilia…..

    Non capisco, sarò io ottuso allora…..

    Poi mi ripeto, come fa un volontario a svolgere indagini o investigazioni?

    Mi suona strano e mi piacerebbe capire. Tutto qua.

    C’è scritto sullo statuto che potete aprire sedi su tutto il territorio nazionale e che le stesse godono dell’indipendenza economica. Allora ogni sede deve essere registrata come onlus ed avere un suo codice fiscale? La legge mi pare dica così….

    Sono solo domande.

  6. Roberta, la questione delle indagini forensi mi interessa.
    In Italia al proposito c’è moltissima confusione (e questa confusione parte dalla magistratura).
    Senza fare nè nomi nè cognomi, potresti indicare come sei stata coinvolta in indagini forensi? Su iniziativa di che figura (non il nome ma il ruolo)? con quale tipo di decreto? Che tipo di attività hai svolto? Hai dovuto richiedere l’iscrizione come perito al tribunale?

  7. Ma chi ha mai detto questo????????!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Ho detto che io sono una libera professionista con partita IVA ma MAI e poi MAI ho fatturato un intervento di PROTEZIONE CIVILE o al SERVIZIO DELLO STATO o per un FAMIGLIARE DI PERSONA SCOMPARSA.

    Tutta la documentazione relativa alla mia associazione è in mano a un legale che provvederà a tutelare l’immagine della stessa.

    Mai sono state svolte attività investigative in senso alla protezione civile. MAI.

    Se sono stati richiesti i nostri cani per casi diversi dalla protezione civile è perchè qualcuno li ha richiesti e ha autorizzato l’intervento.

    Vedo che lo sport nazionale è diventato attaccare ESART Roberta e Ivan. Vi divertite così tanto??! Se non avete di meglio da fare fate pure.

  8. Mi lasci veramente stupito. Con questa affermazione pare che tu dica che parallelamente all’attività di volontariato svolgi anche una attività professionale?
    Fammi capire, esci su un intervento in qualità di volontario ESART, serve un’indagine e già che sei lì ti proponi professionalmente col tuo lavoro e poi emetti fattura?
    Non Suona così bene, anzi sembra che sfrutti l’associazione per “pubblicizzare” il tuo lavoro.
    Da volontario le tue parole mi fanno un po’ paura!!!!!
    Parliamoci chiaro, nessuno ce l’ha contro un metodo quale il mantrailing, anzi, nella mia regione ci sono diverse associazioni che lo utilizzano e sono davvero apprezzate da tutti.
    Ma nessuno mi pare faccia qualcosa del genere……
    Lasciamo perdere……
    Comunque questo a mio avviso non è un processo, mi sembra solo un chiarire le cose.
    Nessuno ha detto nei post precedenti che rubato soldi o cose del genere. Sono solo state fatte delle battute ironiche o solo dei chiarimenti o delle domande.
    Mi suonava solo molto strano che voi svolgeste delle investigazioni e delle indagini forensi in seno alle attività di protezione civile, dato che addirittura ai volontari veri spesso non è possibile nemmeno sapere determinate informazioni sui dipersi, dato che come volontari non apparteniamo alle forze dell’ordine.
    Tutto qua.
    Mi spiace Roberta, ma ti consiglierei veramente di prendere contatto con qualche funzionario o referente di protezione civile per avere dei chiarimenti sulle competenze delle unità cinofile o anche solo sul volontariato in generale.
    A presto.

    Federico

  9. Ogni attività dell’Associazione è stata autorizzata ufficialmente da chi aveva la responsabilità della chiamata.

    Non starò a nessun processo virtuale. Chi ha da chiarire qualcosa con la sottoscritta o con l’associazione può contattarci privatamente via mail o telefonicamente.

    Il mantrailing in Italia da fastidio e la cosa è palese e sotto gli occhi di tutti.

    Nell’archivio dell’Associazione ci sono tutte le autorizzazioni ricevute e pertanto se qualcuno avrà da controllare l’operato, per le vie ufficiali, può tranquillamente farlo. Sia che si tratti di controlli economici che si tratti di controlli di regolarità.

    I processi virtuali lasciano il tempo che trovano. Se poi vi interessa così tanto, sono disposta a fornirvi partita iva della sottoscritta: le consulenze professionali che esulano dal volontariato vengono regolarmente fatturate.

  10. Scusami Roberta, mi sono permesso di andare a vedere il vostro sito internet, ma vedo che nel vostro statuto parlate principalmente di attività cinofile in seno al soccorso ed alla protezione civile, quindi tu stessa smentisci il tuo statuto dicendo che l’attività cinofila è solo una minimissima parte di quello che fate…………. Mi pare che andiate un po’ in controversia da soli…..

    ART. 2 – Scopi e finalità

    ESART ONLUS ispirandosi ai principi di solidarietà sociale, si prefigge di offrire un aiuto solidale alla popolazione nazionale ed internazionale, con missioni e programmi di aiuto, con progetti di sostegno e programmi di formazione. L’Associazione può collaborare con Associazioni o Enti aventi altre finalità purché a fini umanitari e di aiuto.
    Finalità principale dell’Associazione è prestare la sua opera sul territorio nazionale ed estero per il soccorso e la protezione civile, intervenendo,mettendosi a disposizione delle Autorità, con l’ausilio di unità cinofile per operare la ricerca di persone scomparse o in qualsiasi altra esigenza di protezione civile.
    L’Associazione, ha come fine la formazione e della messa a disposizione della collettività di unità cinofile specializzate nel supporto motorio a persone con disabilità fisica e di supporto a bambini autistici. Nell’ambito dei “Service Dogs” l’Associazione potrà inoltre formare cani con diverse competenze, quali a titolo puramente esemplificativo, diabetic detection dogs.
    L’Associazione, inoltre, si propone di diffondere una corretta cultura cinofila, attraverso l’organizzazione di corsi, aperti alla cittadinanza, di educazione cinofila, istruzione cinofila e addestramento cani, attraverso l’organizzazione di seminari e workshop cinofili quali, a titolo esemplificativo, nose work, agility, clicker training e altre discipline cino-sportive.
    L’Associazione, infine, ha tra i suoi scopi la ricerca scientifica attraverso la predisposizione e conduzione di progetti scientifici con particolare attenzione all’impiego di animali in azioni di protezione civile e aiuti umanitari.
    Per la realizzazione degli scopi previsti, l’attività dell’Associazione sarà sviluppata con:
    a) Promozione di azioni efficaci per la difesa della protezione civile cinofila;
    b) Formazione, in forma di volontariato, di unità cinofile per il soccorso e ricerca dispersi e di unità cinofile forensi;
    c) Messa a disposizione delle Autorità di unità cinofile per il soccorso e la ricerca persone e di unità cinofile specializzate in cinofilia forense;
    d) Svolgimento di ricognizioni in aree disastrate e profiling di persone scomparse;
    e) Compimento di interventi in appoggio ad azioni di soccorso e ricerca persone disperse;
    f) Promozione della preparazione dei volontari con interventi di formazione, informazione, studio, dibattito e addestramento;
    g) Organizzazione e gestione di squadre operative sul territorio nazionale e internazionale;
    h) Organizzazione di manifestazioni, anche in collaborazione con altri Enti, culturali, didattiche, scientifiche, sportive e ricreative per mantenere vivo lo spirito del Volontariato di Protezione Civile
    i) Preparazione di binomi cane-conduttore per la partecipazione a prove sportive inerenti l’attività cinofila;
    j) Preparazione di binomi cane-conduttore da impiegare nel settore di service dogs a supporto di disabili fisici, psichici e persone in difficoltà;
    k) Preparazione di cani per assistenza disabili da donare a persone con disabilità motoria e sensoriale
    l) Partecipazione a progetti di ricerca scientifica con finalità sociale, prestando particolare attenzione ai tempi dell’impiego di animali come ausilio ad interventi umanitari e di protezione civile.
    Le attività di cui al comma precedente sono svolte dall’Associazione prevalentemente tramite le prestazioni fornite dai propri aderenti. L’attività degli aderenti non può essere retribuita in alcun modo. Agli aderenti possono essere rimborsate dall’Associazione le spese vive sostenute per l’attività prestata, previa presentazione della documentazione ed entro limiti stabiliti dall’Assemblea dei Soci.

  11. Con tutto il dovuto rispetto, con 25 anni di cinofilia da soccorso sulla schiena, mi suona parecchio fuori nota ciò che dici Roberta…… parli di attività di investigazioni private, indagini forensi……. Ma queste non sono attività che possono essere effettuate da una associazione di volontariato Onlus senza fine di lucro!!!!!! Qui si rientra in attività professionali a cui serve una partita iva e non un codice fiscale, sono attività che devono giustamente essere retribuite e soprattutto autorizzate dallo stato!!!!!!
    Comunque sia, dato che la regione non vi ha ancora inserito nell’elenco delle associazioni (a ragione o torto che abbiano), voi Finchè non ricevete un decreto regionale di iscrizione all’albo non potete parlare di protezione civile. Vero, dice che potete lavorare, ma solo a livello addestrativo e non operativo.
    Almeno che io sappia a livello nazionale è così, anche nella mia regione funziona in questo modo.
    Comunque essendo una onlus voi siete volontari e non investigatori privati…..
    Tutto questo con amaro in bocca fa capire che sia voi che la redazione ha ben poca conoscenza del campo della protezione civile.
    Secondo me, un semplice consiglio che vi do, dovreste mettervi in contatto con i referenti di protezione civile della vostra provincia e farvi spiegare bene come funzionano le cose.
    Sicuramente ricevereste maggiore considerazione ed aiuti.

    Un saluto dalla Lombardia.

  12. Franco quando dicevo che si insinua non mi riferivo a te ma al giornalista.
    Ribadisco non ho mai negato il passato, quindi non ho mai negato di aver fatto parte di SwissMissing ed è perciò normale che appaiano degli articoli su quei giornali. Ma ci sarebbero tanti altri nomi di persone che hanno fatto parte di SwissMissing che oggi negano di avervi fatto parte che possono essere “googleati”.

    Un conto è il “diritto di cronaca”, un conto è lo sputtanamento gratuito. Quello che si vuole fare e che stanno provando a fare da tempo, è sputtanamento.

    Visto che stai facendo ricerche su google, cerca anche quanti comunicati stampa ha fatto ESART dalla sua fondazione: nessuno. Nè circa la nascita dell’Associazione, nè su eventi organizzati dall’Associazione, nè su interventi effettuati.

    Questo non significa che l’Associazione voglia nascondere qualcosa. E’ soltanto una scelta dettata da due aspetti:

    – sul Mantrailing, o come amano chiamarla in maniera fastidiosa i giornalisti “Ricerca Molecolare”, sono state spese già troppe parole. Parole che oltre a creare confusione nel grande pubblico hanno creato tensione tra associazioni di volontariato cinofile. Vuoi che dietro al mantrailing ci sono spesso gli americani con tutto quello che si portano dietro (tra cui serie tv che hanno celebrato le loro forze di polizia e armate), vuoi che in Italia tutto quello che è nuovo è spesso visto con sospetto, si è giunti a condannare a priori la disciplina ed etichettare come palloni gonfiati tutti quelli che praticano questa disciplina. Sia che siano in ESART sia che siano in altre Associazioni/Istituzioni.

    – la nostra Associazione non si occupa soltanto di ricerca persone scomparse. Ma fa tutto un altro genere di consulenze in materie molto più delicate che richiedono riservatezza e discrezione. Ebbene si, tutta sta polemica ruota intorno ad un’attività marginale di ESART: il settore protezione civile. Ti posso dire che gli interventi di protezione civile effettuati dalla nascita di ESART ad oggi sono circa lo 0,5% delle attività (ah e per sfatare un mito che circola: in tutti gli interventi siamo sempre stati autorizzati dalle Istituzioni, non siamo mai intervenuti in maniera autonoma fuori dalla “macchina del soccorso”). Il restante 95,5% riguarda investigazioni private o indagini forensi in cui la discrezione e l’anonimato sono fondamentali per una buona riuscita del lavoro.

    Su di noi si sono sprecate tante parole e tante energie, si sono dette moltissime cose (tra cui che prendiamo soldi durante gli interventi, cosa ridicolamente falsa) e dover uscire con un comunicato per sfatare ciascuna di queste è inutile.

    Mi è stato detto di essere sparita. Ma sparita da dove? Ho un lavoro a tempo indeterminato, ho un centro cinofilo, ho dei finanziamenti attivi. Non sono mai sparita.

    Torno a ripetere che attaccare le scelte personali di una persona (Ivan) e sbatterle su un giornale in prima pagina va oltre il diritto di cronaca. Ed è questo che verrà chiarito nelle “sedi opportune”, non il fatto che io abbia o meno fatto formazione in SwissMissing.

    Sino a prova contraria in Italia abbiamo il diritto di formarci dove meglio riteniamo senza dover rendere conto a nessuno delle nostre scelte, fintanto che queste non ledano le leggi. Se è per quello mi sono laureata presso l’Università di Genova e chi cercherà il mio nome su google troverà dei collegamenti tra me e l’Università di Genova. Devo fare un comunicato stampa?

    Ho corso in bicicletta per diversi anni, provate a cercare anche questo su google… Se non trovate niente farò un comunicato stampa anche su questo.

    Improvvisamente diventata una star….Quasi che mi apro un account Twitter..sia mai che ottengo tanti followers come Balotelli…

  13. Caro Franco,

    ora intervengo io visto che si insinua che “é un problema di comunicazione di ESART”. Nello specifico, quale è il problema di comunicazione? Sono un cittadino italiano che apre una Associazione in Italia con un Consiglio Direttivo e uno Statuto propri. Che cosa avrei dovuto comunicare? Che mi sono formata in Swissmissing? Non è un segreto. Chiunque richieda un mio curriculum può facilmente leggere che nel 2012 ho fatto della formazione presso quell’Associazione. Nessun segreto.

    Il Consiglio Direttivo e i Soci Fondatori di ESART nulla hanno a che fare con SwissMissing. Un istruttore di ESART è stato Presidente e fondatore di SwissMissing. E qui mi richiedo: e allora? ESART doveva uscire con un comunicato stampa per dire che collabora a livello professionale con l’ex fondatore di SwissMissing?

    Le persone coinvolte dall’articolo in questione non si sono pronunciate pubblicamente perchè ritengono di dover chiarire la questione nelle sedi opportune e non per via virtuale.

    A disposizione per ulteriori ragguagli e informazioni

    Il Presidente di ESART

    • Allora, chiarisco: io non “insinuo” nulla. Io ho postato un link ed ho fatto una mezza battuta.
      E chiarisco cosa intendo con “problema di comunicazione”.
      Oggi metà della nostra immagine non deriva da quello che facciamo e viviamo, ma da come la gente ci vede attraverso internet, i social network, ecc.
      Quando c’è un qualcosa che può, anche solo potenzialmente, ledere quella che è la nostra “web reputation”, è imperativo intervenire. Non occorre intervenire sullo stesso media (si corre il rischio di scatenare flame, o talvolta è proprio impossibile), ma bisogna comunque produrre “qualcosa” in rete per smentire. Altrimenti, può capitare che le conseguenze siano imprevedibili e devastanti.
      Questo, in linea di principio.

      Nel caso specifico: ESARt non ha nulla a che fare con Swissmissing? OK, mi sta benissimo, ma purtroppo a Google non risulta, e se qualcuno googla i vostri nomi cade su quella pagina di TIO (provare per credere:
      https://www.google.it/#output=search&sclient=psy-ab&q=Ivan+Schmidt+Roberta+Bottaro&oq=Ivan+Schmidt+Roberta+Bottaro&gs_l=hp.12…2982.6132.1.7937.3.3.0.0.0.0.277.627.0j2j1.3.0…0.0…1c.1j2.14.hp.UbtSVs1QCms&psj=1&bav=on.2,or.r_cp.r_qf.&bvm=bv.47008514,d.bGE&fp=ea2bfec3c8845fc1&biw=1366&bih=596 )
      La “sede opportuna” in questi casi è ANCHE internet, dove dovreste produrre un qualche contenuto che (in maniera magari un po’ più leggibile di quanto sia capitato qui) venga espresso lo stesso concetto sopra esposto, dissipando eventuali dubbi nel navigatore/lettore.
      Anche perchè, quando anche le altre “sedi opportune” arriveranno alla medesima conclusione, probabilmente saranno passati anni e nessuno si ricorderà più del fatto (tranne, ovviamente, Google)
      Quando scrivi ” ESART doveva uscire con un comunicato stampa per dire che collabora a livello professionale con l’ex fondatore di SwissMissing?” io ti rispondo: perchè no? E’ un’informazione, non c’è nulla di male nè nulla da nascondere, anzi… quindi, perchè non darla palesemente, spuntando così fin dall’inizio le armi a chi potrebbe invece fare dietrologia su questo fatto?

    • Alura…non so se il tuo intento, nel postare questo link, fosse ironico o meno: so, però, che da due giorni questo ridicolo (e diffamante, direi…) articolo di Ticinoline sta apparendo misteriosamente ovunque (anche sulla mia bacheca).
      Che “fine abbia fatto” Swissmissing mi pare evidente: è venuta in Italia ed è diventata European Search and Rescue Technologies. Se questi giornalisti (?) avessero fatto un minimo di ricerche in merito, l’avrebbero scoperto assai facilmente, visto che la nuova associazione non si nasconde di certo, anzi è piuttosto visibile visto che si allena pure nei centri commerciali (vedi articolo).
      Ma il punto non è sicuramente questo: il punto è che il mantrailing dà fastidio a qualcuno. E non è poi tanto difficile capire “a chi”. Come al solito, si ha paura della concorrenza…cosa che se può essere comprensibile nella cinofilia commerciale – quella di scuole, corsi eccetera – nella quale infatti si fanno le ormai arcinote guerre, diventa proprio allucinante quando si parla di VOLONTARIATO.
      Perché qui non si tratta neppure di dire “mi rubano i clienti”, ma semplicemente “mi rubano visibilità, onori e gloria”: il che mi fa pensare che qualche “eroe volontario” sia, in realtà, spinto da motivazioni così egoistiche e narcisistiche che sarebbe meglio che si dedicasse ad altro.
      L’ESART dà fastidio e ho potuto vederlo già il giorno stesso in cui ho partecipato all’allenamento, perché (non l’ho scritto perché queste piccinerie mi sembrano assai lontane dal mio concetto di cinofilia) anche quel giorno qualcuno ha tentato di boicottare la prova, sostenendo che l’ESART non era iscritta al Registro (regionale) delle Associazioni di volontariato.
      Bene: sono in possesso di tutta la documentazione relativa e posso dire che:
      a) le motivazioni per cui l’ESART non risulta ANCORA iscritta (pur avendo fatto domanda da molti mesi) sono assolutamente folli, visto che la Regione ha rimandato indietro la domanda per due volte dicendo che lo Statuto non specificava alcune voci fondamentali…che invece c’erano, a chiare lettere! E alla fine di tutta questa manfrina la Regione stessa dice che “per mero errore di consultazione” non si sono accorti che queste voci c’erano. No comment;
      b) sempre dalla corrispondenza in mio possesso, la Regione specifica chiaramente che “la mancata iscrizione al Registro delle Associazioni di volontariato non preclude la possibilità per l’Associazione di proseguire nelle proprie attività”.
      Nero su bianco. Ce l’ho davanti.
      Quindi?
      Rifiutandomi di pensare che anche la Regione Liguria sia popolata da persone che non sanno leggere, posso solo dedurre che da qualche parte siano arrivate pressioni per ritardare il più possibile la messa in regola dell’ESART al Registro…non so perché, non so da chi, so solo che è veramente vergognoso che nell’ambito del volontariato e delle attività socialmente utili si debba assistere a prese di posizione di questo genere.
      Dal punto di vista cinofilo io posso solo dire di aver visto lavorare gli istruttori e gli allievi dell’ESART in totale serenità, con grande amore e rispetto per i cani. Ho visto cani felici che si divertivano e persone allegre e soddisfatte di ciò che stavano facendo, ma soprattutto consapevoli di farlo per aiutare il proprio prossimo.
      Resta solo da chiedersi se questo “prossimo” ne valga la pena, vista la piccineria e la meschinità di tanti, tantissimi, troppi umani.

      • Calma.
        Quel link, come dici tu, è girato un po’ ultimamente.
        Quindi, quando ho visto il tuo articolo, mi è venuto subito da fare 2 + 2 e segnalare il fatto… in maniera ironica, e con tanto di faccina. 😉
        Mi compiaccio di averti dato il la per chiarire un po’ questa situazione (che però magari anche l’ESART avrebbe dovuto chiarire prima: con un suo comunicato, un blog, un post su facebook, un tweet… indifferente. Questo eventualmente è un problema di COMUNICAZIONE dell’ESART, che ovviamente nulla ha a che fare con la cinofilia: uno può essere un ottimo cinofilo ed un pessimo comunicatore, o il contrario. Tendenzialmente, io preferirei i primi…)
        Condivisibile quanto dici sul volontariato, non sono invece d’accordo (per mia personale esperienza diretta) alla dietrologia sui ritardi nell’iscrizione nel registro regionale delle ass. di volontariato.
        Quando scrivi “mi rifiuto di pensare che anche la Regione Liguria sia popolata da persone che non sanno leggere”… purtroppo, sopravvaluti il burocrate italiano medio della P.A. 😀
        Ti potrei citare infiniti casi (che con la cinofilia non hanno nulla a che fare) in cui la P.A. non ha (apparentemente) letto quanto le era stato scritto… normalmente, è solo questione di pigrizia, inerzia, inettitudine, pochezza mentale. Non bisogna pensare per forza a “indebite pressioni”… la burocrazia italiana già del suo è capace di scoraggiare chicchessia, senza bisogno di alcuna pressione particolare.
        Quindi, il fatto che una domanda (pur formalmente corretta) venga respinta per due volte (o si areni per motivi non meglio precisati) io la vedo, purtroppo, come la norma.

  14. Si rott in P.C. ce ne sono e anche bravi…. Se vuoi provare il mantrailing…a disposizione 🙂

    • il mio problema non è provare, semmai trovare il tempo x farlo ! tempo che NON ho neppure per preparare i miei rottw per le prove di selezione .. so che ci sono Rottw in pc, mi chiedevo invece se qualcuno di voi volesse (così, per caso ehhhh .. hihihi ) un rottw ma ‘montare’ in mantrailing ahahahahah 😀

  15. Micaela, in squadra abbiamo anche cani “fantasia”, Lollo ad esempio è un cane tipo pit bull/pinscher e non si sa bene che cosa che ha superato tutte le prove per il brevetto operativo americano…Membri della polizia americana la prima volta che l’hanno visto ridevano…dopo mezz’ora di lavoro ci hanno “caldamente consigliato” di farlo diventare operativo… Le razze da seguita sono sicuramente portate per il trailining ma anche gli altri cani, se correttamente addestrati e motivati, possono essere degli ottimi mantrailer… In America hanno utilizzato per decenni i bloodhound perchè era l’unica razza ammessa di fronte ad un tribunale…Oggi stanno preferendo definitivamente altre razze come i pastori belga malinois, molto più versatili dei (fantastici) bloodhound 🙂

      • Una volta ho letto un articolo su un rott da protezione civile per ricerca di persone scomparse e pare che siano molto adatti per fiuto e “testardaggine” ( di ottenere un risultato ) ma ti immagini una sciuramaria persa nel bosco e ritrovata da un rott? Come minimo muore di infarto!

  16. il mantrailing è una disciplina che riesce a creare un feeling incredibile nel binomio… lo spirito di gruppo è fondamentale… il divertimento garantito…. per tutte e sei le zampe!!!
    Grazie Valeria per lo splendido articolo che come al solito, tra sorrisi e spiegazioni, rende perfettamente l’ idea di questa magnifica giornata trascorsa insieme!

  17. Bellissimo! Da buona rompiscatole avrei una domanda!
    A parte le razze da seguita, le altre razze sono adatte e basta lo specifico addestramento o è più una cosa individuale? dei miei ultimi due cani (meticci) uno riusciva a scovare i biscotti indipendentemente da quale assurdo nascondiglio si riuscisse a escogitare; l’altro se “nascondevi” un croccantino sotto un bicchiere di plastica andava nel panico.
    dato che nell’articolo si parla di razze diverse mi è venuta la curiosità

  18. Hai saputo cogliere due elementi fondamentali: il divertimento dei cani (e dei conduttori nonostante la fatica) e lo spirito di gruppo. Grazie per il resoconto scritto in maniera impeccabile con l’umorismo che rende l’idea delle nostre divertenti giornate.
    Ciao e grazie

  19. Compare Turiddu Scompare Turiddu, la prossima volta ti organizziamo una identificazione di veicolo così ti facciamo vedere come teniamo i cani per non far uccidere vecchiette e rigare autovetture quando fanno l’ID….forse….
    Bellissimo articolo per una bellissima giornata!

    Grazie!!!

Comments are closed.

GLI ARTICOLI PIù RECENTI

Ti presento il cane