Il nostro articolo sul costo di un cucciolo, se da un lato è piaciuto a molti allevatori, dall’altro ha suscitato anche qualche polemicuzza.
Riportiamo qui una lettera che più o meno concentra tutte le obiezioni che sono state fatte:

Interessante l’Articolo sul prezzo di un Cucciolo, ma:
– Quanti sono gli Allevatori “amatoriali”che seguono, con rigore, i punti che hai descritto sulla Rivista ?
– Quanti sono quelli che fanno le lastre ufficiali e i controlli sui problemi cardiovascolari ?
– Quanti sono quelli che usano un’alimentazione di prima scelta ?
– Quanti sono quelli che regalano ,oppure vendono ad un prezzo molto economico, i “Brutti” e ad un prezzo ragionevole i “Belli” ?
Ecc., ecc., ecccccc….!!!

Bene, che dire a questo lettore?
Che purtroppo ha ragione.
Gli allevatori seri sono molti, anzi moltissimi: “Ti presento il cane” è stato creato con questa certezza, perché scegliendo di pubblicizzare solo loro rischierebbe grosso, se non ne esistessero abbastanza.
Però è vero, verissimo (purtroppo)  che non tutti gli allevatori sono seri.
Ed è STRAvero che nessuno spiega al pubblico come distinguere i “buoni” dai “cattivi”.
Io scrivo di cani ormai da…secoli: ho scritto articoli, libri, sceneggiature di video e quant’altro mi capitasse di tirar fuori da una tastiera e da un monitor, tanto che qualcuno non ne potrà proprio più di leggere il mio nome.
Ma all’inizio di questa lunghissima esperienza professionale mi limitavo a scrivere (beccandomi a volte anche denunce e querele): “Non comprate cuccioli in negozio, non comprate cuccioli alle fiere, non comprate cuccioli dal vicino di casa senza sapere se è stato fatto un minimo di selezione, se gli accoppiamenti sono stati ragionati oppure casuali”.
E come unica, giusta e sacrosanta alternativa, ovviamente, davo l’allevamento italiano: recatevi in un buon allevamento riconosciuto dall’ENCI  – dicevo – perché lì non troverete “cani che costano carissimi perché hanno un pezzo di carta più roboante degli altri“, ma semplicemente cani che costano il giusto perché c’è la garanzia che siano sani, tipici, ben curati e ben allevati.

Basta ancora, questo discorso, per mettere sulla buona strada il privato che cerca il suo primo cucciolo?
Purtroppo devo riconoscere che NO, non basta più.
I tempi sono cambiati, la figura dell’allevatore è cambiata (spesso in peggio, purtroppo).
Perfino l’ENCI, con i suoi nuovi regolamenti, oggi sembra voler agevolare più i “produttori compulsivi” che gli allevatori seri, quelli che solitamente fanno nascere poche e selezionatissime cucciolate all’anno (ma così facendo iscrivono pochi cuccioli…e l’ENCI non è contento per nulla).

E allora…come può, il pubblico, capire dove stanno i “buoni allevamenti” ?
Non basta più parlare di “allevamento”, perché i “cagnari” hanno fiutato al volo il cambio di tendenza.
Davanti a molte case private in cui vendono cuccioli dell’Est, o magari figli dei cani di dubbia origine che hanno in giardino, appiccicano tutti un bel cartello: “Allevamento di Pinco Pallino”.
Mettono indicazioni stradali, si pubblicizzano sui giornali e sulle pagine gialle, hanno pure il sito Internet, tutto con “Allevamento di”.

Allora basta specificare “andate solo in un allevamento riconosciuto dall’ENCI, ovvero in un allevamento con regolare affisso”?
Magari!
Purtroppo non basta più neanche questo.
E qui siamo veramente al dramma, perché è assurdo che in un Paese civile con una produzione cinofila di livello mondiale…di fatto, il riconoscimento del Kennel Club nazionale non sia una garanzia di qualità.
Eppure, ripeto: non lo è.
E non lo è perché i requisiti per ottenere l’affisso sono veramente miseri :

1. risultare proprietario di almeno 2 fattrici della medesima razza;
2. aver prodotto e iscritto al libro genealogico italiano almeno 2 cucciolate, della stessa razza delle fattrici di cui al punto a);
3. non aver subito condanne o non aver un procedimento in corso per reati a tutela del sentimento per gli animali, in merito all’attività di allevamento svolta o al commercio di cani;
4. aver sottoscritto il codice etico dell’allevatore di cani;
5. essere residente in Italia.

FINE.
Un tempo si richiedeva che le fattrici avessero avuto almeno la qualifica di Molto Buono in esposizione. Ora neanche più quello.
E chiariamo, per i non addetti ai lavori , che il MB in expo si dà praticamente a cani e porci. La qualifica inferiore, ovvero il “Buono”, tradotta letteralmente significa “scordati di portare ‘sto carciofo di un cane a un’altra expo, perché non hai speranze“.
Il Buono si dà a cani con difetti clamorosi: senza denti, con tre zampe, con la coda attaccata in mezzo alle orecchie: cose così. Altrimenti un MB non l’ho mai visto negare a NESSUNO.
Bene: all’ENCI pareva già di chiedere troppo. Quindi, oggi,  “la richiesta di un affisso riconosciuto ENCI – FCI, non passa preliminarmente per l’acquisizione di risultati in verifiche zootecniche.  Pertanto, tutti coloro che intendano allevare in modo serio, avranno la possibilità di dare da subito un proprio identificativo all’allevamento, che nel tempo, può diventare o meno, anche un marchio di qualità“.
Come si può conciliare il concetto di “allevare in modo serio” con quello di “mettere in riproduzione qualsiasi cosa, senza neppure una MINIMA verifica zootecnica”?
Personalmente, la risposta mi sfugge. E forse sfugge anche all’ENCI, che infatti specifica che l’affisso può diventare “o meno” un marchio di qualità.
Dipende. Se ci tieni, fai cani di qualità: altrimenti fai pure delle ciofeche, chisseneimporta. Basta che paghi (600 euro, per la precisione, per un affisso individuale. Se societario, 600 + 300 per ogni socio).
Anche il codice etico (che è già di manica abbastanza larga) purtroppo è un pro-forma: perché in realtà nessuno controlla che tu lo segua davvero.
Per questo c’è pieno zeppo di cagnari con regolarissimo affisso ENCI che però cedono cani di 40 giorni, o vendono cuccioli provenienti da chissà dove, o usano allegramente in riproduzione cani displasici, cardiopatici, epilettici.
Il codice etico dice che non si dovrebbe fare. Ma non dice  “se ti becchiamo a farlo, con il tuo affisso ci facciamo i coriandolini di carta”.
E’ un po’ come il protocollo di Kyoto, insomma, o la Carta per i Diritti dell’Uomo: l’hanno firmato tutti, non lo segue nessuno e va bene così.
In pratica, l’ENCI per darti l’affisso  ti chiede solo dei soldi… perchè il fatto che tu abbia due fattrici è abbastanza scontato, visto che stai facendo una domanda per  allevare cani e non per aprire una discoteca. Che tu abbia fatto due cucciolate, idem, sembra proprio il minimo storico.
Poi ti chiedono, in pratica, di non esserti mai fatto beccare a fare il commerciante di cani o a prendere un cane a calci nel sedere: perché se lo fai, ma non sei mai stato condannato, non c’è problema!
A parte questo…il codice etico chiede di  “impegnarsi ad approfondire le conoscenze sulla razza, sul suo standard morfologico, sulle problematiche sanitarie e sulle caratteristiche comportamentali e funzionali, in modo da interpretare correttamente gli obiettivi di selezione”.
E se non lo fai?
Pazienza.
Ma santa pupazza martire: per attribuire la qualifica di Giudice (pardon, di “Tecnico esperto”: oggi si chiamano così) l’ENCI richiede prove teoriche e pratiche, è severissimo e ti boccia se non sai quanti cromosomi ha un cane (cosa notoriamente fondamentale per stabilire se è bello o brutto: ma è successo a una mia cara amica, preparatissima su tutto il resto).
Invece, per darti la “patente” di allevatore riconosciuto, non ti fa neppure una domandina piccola così. Manco vuole sapere se distingui la testa dalla coda (basta che firmi il codice e “ti impegni” a scoprirlo, prima o poi, se ne avrai voglia).
Ma sarà più importante il ruolo dell’allevatore o quello del Tecnico Esperto?
Senza nulla togliere a questi ultimi, per carità… se la produzione cinofila italiana è affidata all’improvvisazione e all’incompetenza, poi i giudici cosa diavolo si ritrovano, da giudicare?
E come possono rimediare, di fronte a una sfilza di cani stracolmi di difetti morfologici e magari anche di malattie genetiche?
Non solo.
I cani che finiscono sui ring delle esposizioni (e che almeno possono “sentirsi dire” che fanno pena, se è il caso) sono forse l’uno per cento della popolazione cinofila nazionale.
Il resto finisce in casa di privati che in expo non ci andranno mai, che saranno sempre convinti di aver comprato “il più bel cane del mondo” (anche se magari è displasico) e che lo faranno allegramente riprodurre col cane del vicino (anche se magari ha l’atrofia della retina), sfornando allegramente altri cuccioli da vendere a tanta altra bella gente che non sa nulla di cani.

E per l’ENCI, che differenza c’è tra questi cuccioli e quelli usciti da un allevamento coi controfiocchi, che seleziona i riproduttori passandoli pelo per pelo, che li controlla per displasie, malattie oculari e difetti cardiaci, che è attentissimo a sverminazioni e vaccinazioni?
Nessuna.
Che differenza c’è tra questi cuccioli e i cuccioli dell’Est, che rappresentano una vera beffa per la cinofilia seria, oltre che una “tratta di infelici” destinati a fare spesso una brutta fine?
Ancora una volta, NESSUNA.
E così capita, come è capitato a me, di andare in un famoso allevamento che stravince sui ring della razza X…e di trovare, a fianco del canile in cui stanno i cani X, un bel capannone stracolmo di cuccioli dell’Est.
E l’allevatore, non solo munito di regolare affisso ma anche membro del consiglio della Società specializzata per la razza X, mi spiega candidamente che l’attività commerciale non è intestata a lui, ma al suo socio (che vive nella stessa casa, con lo stesso indirizzo), e che in fondo bisogna pur campare, e che allevando seriamente è praticamente impossibile.

Capita anche – ed è sempre capitato a me – di andare in un prestigioso allevamento che stravince in tutta Europa e di trovare una serie di fattrici “in batteria”, messe lì a sfornare cuccioli a ripetizione.
“Scusa, ma quante sono?”
“Boh, credo una trentina” (ma ESISTE, secondo voi, che un allevatore non sappia quanti cani ha???).
“E quanti cuccioli produci all’anno?”
“Be’, dipende. Centocinquanta, duecento…non lo so, la produzione commerciale la segue mia moglie, io mi occupo dei cani da esposizione. Ma che ti frega di quelle lì? (rivolto alle cagne in catena di montaggio) Non sei venuta a vedere i miei campioni?”

Fantastico, no?
Ma l’ENCI non fa una piega.
D’altronde chi produce due o trecento cuccioli all’anno (o chi importa due o trecento cuccioli all’anno), rovescia nei forzieri dell’ENCI palate di soldi al cui confronto io, con la mia produzione massima di venti cuccioli, nell’annata più prolifera della mia storia di allevatrice, facevo ridere i polli.
Gli allevatori che selezionano, che controllano, che girano il mondo per portare i cani in expo e in prove di lavoro eccetera, non hanno neppure  il tempo materiale per fare tanti cuccioli: per seguire bene una cucciolata bisogna starle addosso, seguirla, pesarla, controllarla eccetera eccetera.
E farlo con venti cuccioli all’anno è già un impegno gravoso.
Se ne deduce che un “vero” allevatore, appassionato e cosciente, non arricchirà mai le casse dell’ENCI (né le proprie).
Ma il cagnaro sì.
Ora, se tutto ciò può scandalizzare sul piano morale, è indubbio che esiste anche un piano pratico: non vivo nelle nuvole, e mi rendo conto dell’importanza dei soldi sia per un Ente, sia per lo stesso “produttore di cani” che magari le trenta cagne “da cuccioli” non le tiene neanche male, sotto certi parametri (anche se questo non coinciderà mai con il mio concetto di amore per i cani).

La domanda che mi faccio io è un’altra, e cioè: COME FA un privato che non sa nulla di cani, e che vorrebbe il suo primo cucciolo, a capirci qualcosa in questo bailamme?

Come fa a distinguere il “vero” allevatore, appassionato e competente, dall’improvvisatore, dal “cagnaro spinto” (che importa dai canifici dall’Est) o dal “semicagnaro” (che produce in proprio, ma senza selezionare un accidenti)?
Le risposte ci sono… ma chi le conosce, di solito, è il lettore di riviste e libri specializzati.
E chi è che acquista riviste e libri specializzati?
Semplicissimo: chi di cani sa già qualcosa, o chi ha GIA’ un cane in casa.
Chi è ancora al di fuori del mondo cinofilo, spesso non sa neppure che esista una letteratura specializzata.
E poi libri e riviste li scrivono persone come me…e cioè semplici allevatori e/o giornalisti cinofili con un po’ di esperienza alle spalle (a volte neanche quella): ma non siamo certo NOI la voce ufficiale della cinofilia italiana!
La grande massa, il pubblico delle persone “normali”, i mille aspiranti proprietari che ogni giorno si chiedono “dove posso comprare un cucciolo”…come possono regolarsi, e in base a cosa possono scegliere?
Non possiamo dargli tout cout degli “ignoranti”, se entrano nel primo negozio sotto casa: e neppure se si fidano dell'”Allevamento di Pinco Pallo”.
Perché nessuno dà loro i mezzi e l’informazione necessaria per scegliere con cognizione di causa.

Il giorno in cui l’ENCI:
a) promuoverà davvero l’allevamento di qualità, facendolo conoscere con tutti i mezzi possibili;
b) chiederà una sorta di “conferma” in expo (come già fanno la Francia ed altri Paesi) prima di volturare ad occhi chiusi qualsiasi pedigree straniero;
c) farà sostenere un esame teorico-pratico agli aspiranti allevatori prima di concedere loro l’affisso, mazzolandoli di brutto se dimostrano di non avere le competenze specifiche;
d) concederà un affisso per RAZZA di cane allevato, e non per “persona” che poi può allevarne duecentotrè;
e) dividerà i pedigree in pedigree “di serie A, B e C” a seconda del tipo di selezione che si è effettuata sui riproduttori, soprattutto sul tema delle malattie genetiche…

…quel giorno sì che potremo accusare i novellini di cretinaggine, se andranno ancora a comprare cuccioli da fonti improvvisate e/o truffaldine.
Ma fino ad allora, quando dirò e scriverò “andate da un buon allevatore”, non mi sentirò la coscienza del tutto a posto. Perché l’etichetta di “buon allevatore” non ce l’ha addosso nessuno, e ufficialmente NON ESISTE.
Scoprire dove si nascondono le persone serie, se non si è già in cinofilia da anni, oggi è questione di pura fortuna.

IDENTIKIT DEL BUON ALLEVATORE

Non è affatto facile “inquadrare” l’allevatore serio con una serie di etichette: quando abbiamo creato “Ti presento il cane” e abbiamo deciso di pubblicizzare SOLO gli allevatori di qualità…la domanda “ma come li identifichiamo?” ce la siamo posta anche noi, che pure siamo in cinofilia da molti anni.
A noi tocca un compito molto complesso: quello di identificare i “non cagnari” attraverso una serie di requisiti valutabili anche a distanza.
Per chi va in cerca di un cucciolo, per fortuna, le cose sono più semplici: perché lui si trova “sul posto” e può guardare, domandare, capire.
Così scoprirà che un buon allevatore:

a) cura una o due razze. Può arrivare a tre-quattro, ma solo se il numero di cani nel suo insieme è piuttosto limitato.
In generale, STARE SEMPRE LONTANISSIMI dagli allevamenti  che promettono “cuccioli di tutte le razze, sempre disponibili”.
Non possono esistere. Non si può fare.
Questi sono o cagnari nostrani, o (molto più facilmente) importatori.
In ogni caso sono COMMERCIANTI e non allevatori di cani. Alla larga.

b) difficilmente ha più di cinque cagne in attività riproduttiva, anche se magari di cani ne ha cinquanta e più (un allevamento di vecchia data, se non elimina i “pensionati”, arriva a cifre simili anche andando coi piedi di piombo).
NOTA: Questo discorso vale soprattutto per le razze meno diffuse, perché è abbastanza lecito che un allevatore di pastori tedeschi o di setter inglesi (cani diffusissimi e di facile mercato) abbia dieci o più fattrici all’opera.
Se lo stesso numero di cagne l’avesse un allevatore di xoloitcuintle… be’, verrebbe spontaneo chiedersi cosa ne fa dei cuccioli (e la risposta più classica è: “li spedisce in giro per il mondo a basso prezzo, guadagnando sulla quantità e fregandosene della qualità”);

c) oltre ai campioni e alle fattrici potrà mostrarvi, appunto, i suoi “pensionati”, perché l’allevatore vero AMA i suoi cani e li tiene con sé fino all’ultimo respiro (vedi nota 2);

d) può mostrarvi, oltre al pedigree dei suoi cani, i certificati di Selezione (per le razze che la prevedono), i certificati di attitudine alla riproduzione, tipo ZTP (sempre per le razze che li prevedono) e soprattutto i controlli ufficiali sulle malattie genetiche;

e) di solito frequenta esposizioni e prove di lavoro (per le razze che le prevedono), e potrà mostrarvi i risultati ottenuti.
NOTA: esistono allevatori serissimi che in esposizione non vanno più, perché si sono stancati di un mondo che non brilla per trasparenza ed onestà. Però, di solito, queste persone vi parleranno dei tempi in cui avevano ancora fiducia nella cinofilia ufficiale.
Rovescio della medaglia: ci sono fior di cagnari che hanno le capacità e le competenze tipiche di un buon allevatore, ma le riservano solo alla loro produzione “di serie A” (che portano in expo, prove ecc.): a fianco, però, hanno anche una produzione “di serie B”, di livello appunto “cagnaresco”, che vendono a caro prezzo grazie al “nome” che si sono fatti con i cani buoni. Questi elementi sono i peggiori in assoluto, quelli che io chiamo “braccia rubate alla cinofilia seria”: perché potrebbero essere veramente ottimi allevatori, ma hanno venduto la loro passione al dio denaro. Disgustorama, come direbbe Luttazzi.

f) rilascia sempre una garanzia sanitaria scritta di almeno 15 giorni contro le malattie infettive per cui esiste la prevenzione vaccinale, e cioé cimurro, epatite, parvovirosi e leptospirosi.

g) non cede mai cuccioli di età inferiore ai  60 giorni, né cuccioli che non abbiano almeno una vaccinazione.

Non è detto che tutti, ma proprio tutti gli allevatori rispondano a tutti, ma proprio tutti i requisiti che abbiamo elencato: diciamo, però, che la mancanza anche di uno solo di essi dovrebbe indurci a chiedere spiegazioni.
Può darsi che esistano e che siano convincenti…come può darsi di no: toccherà al cliente valutare e decidere.

Ma ricordate che il requisito più importante per capire se un allevatore è degno di tale nome…è questo, che abbiamo lasciato per ultimo solo per poterlo rimarcare al massimo:

UN BUON ALLEVATORE TIENE BENE I SUOI CANI, LI AMA ED E’ AMATO DA LORO
Se fossero presenti tutti gli altri requisiti, ma dovesse mancare questo, non è il caso di trattenersi oltre. E questo requisito deve presentarsi “al completo”: perché anche se i cani fossero tenuti in condizioni ideali dal punto di vista igienico-sanitario… se non conoscono l’allevatore, non gli fanno festa quando lo vedono o (peggio che mai) mostrano di temerlo, possiamo essere certi che questo signore NON è un buon allevatore.
E non lo diventerà mai.

NOTA 1: i cani ritratti in questo articolo sono tutti cani di eccellenti allevamenti italiani. E sono pronta a scommettere che ognuno di quegli allevatori riconoscerà al volo i propri soggetti, cuccioli compresi. Un cagnaro non ci riuscirebbe mai.

NOTA 2: “Tenere con sè i cani anziani” può avere, come alternativa, “cedere i cani anziani – o comunque i cani che hanno concluso la carriera riproduttiva – ad una famiglia che li ami”.
Personalmente non ho mai ceduto i miei “vecchietti”  un po’ perché non riesco proprio a concepire  l’idea di dare via un cane adulto, ma un po’ anche perché non ho mai avuto molti cani (15 al massimo, vecchietti – appunto – compresi), ma chi alleva per esempio cani di piccola taglia, che fanno solo 2-3 cuccioli alla volta, è costretto ad avere più fattrici e quindi potrebbe finire per ritrovarsi con un’ “overdose di pensionati”e non riuscire più a seguirli con il dovuto amore.  In questo caso, ben venga l’affido a terze persone.

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75 Commenti

  1. noi ci siamo riconosciute … grazie per aver pubblicato la foto di Leti e Gibbigì .. 😀 ..e come sempre grazie per l’articolo. finisce volando nei marchesini- muniti, il gruppo su FB .. grazie Valeria che sei tornataaaaa !! ciao dani

  2. Bellissimo questo articolo. Vorrei solo fare un paio di precisazioni. Non sfruttando le fattrici le pensioniamo abbastanza giovani. E’ logico quindi trovargli, dopo averle sterilizzate, una famiglia in cui possano starsene sprofondate sul divano a ricevere coccole. Pur amando i nostri cani siamo certi che la vita “da divano” è preferibile :).
    Un allevatore serio è in regola con le tasse e non ha quindi difficoltà a mostrarvi tutte le fatture di veterinario (lastre, vaccini, ecc), delle crocchette e di tutto quello che gira attorno. Per il resto concordo che la nuova politica dell’ENCI in merito all’assegnazione degli affissi è davvero molto discutibile. Noi conosciamo bene le nostre razze, ma domani potrei svegliarmi e comprare una coppia di Akita e riprodurli con affisso senza avere alcuna competenza

  3. @Walter: chiedo venia. Mi rendo conto che a volte ragiono su quelli che sono sempre stati i miei cani (ovvero:”cagnoni”!), che in età adulta sono praticamente impiazzabili. Per un cane da compagnia probabilmente è molto diverso e gli si può trovare una famiglia anche quando ha finito il suo compito di riproduttore. Ovviamente, in questo caso, onore e gloria all’allevatore che lo “piazza in famiglia”. Purtroppo, in diverse razze, succede invece che i cani adulti e non più sistemabili vengano bellamente “addormentati”: il che proprio non mi va giù.

  4. Complimenti per l’articolo.
    A mio avviso è proprio sbagliato il modo di concepire l’allevamento in Italia. Nel mio piccolo mi piace ispirarmi al modello tedesco o scandinavo dove per diverse razze esistono tanti piccoli allevamenti che danno vita a cuccioli di qualità con al al massimo 4 fattrici ( ma anche meno) che “vivono” con loro in casa e prendono attivamente parte alla vita quotidiana dell’allevatore. Sono cani quindi che fanno da sempre vita da divano 🙂
    Le cucciolate sono 1 al massimo 2 l’anno: ciò permette di seguire mamma e cuccioli con grande cura, non solo a livello di scelta delle corrette linee di sangue da accoppiare, ma anche nella crescita e nello sviluppo dei cuccioli sia durante i 70 giorni che una volta nelle nuove case.
    In questo modo non c’è nemmeno bisogno di dover trovare una nuova casa alle canette anziane, e sinceramente a me non verrebbe mai in mente di volermene separare.
    Personalmente non ho nessuna intenzione di chiedere l’affisso enci, perchè al momento non è per me un marchio di garanzia, ma il più delle volte il contrario.

  5. Solo ora però si capisce a cosa ti riferisci ed anchì’io, pensando fosse generalizzata, avevo storto il naso.
    Chi finita l’età riproduttiva si dà da fare per trovargli una bella famiglia ed una cosa per toglierli da una vita in recinto, penso che abbia fatto il più grande gesto d’amore che poteva fare nei confronti del proprio cane.
    Purtroppo ci sono molti che li sbattono nei canili o, se va di lusso, a qualche associazione che li mette in una pensione….per questi invece ho solo critiche…anche se per fare così, non ci credo che siano tenuti così bene dove stanno.
    E’ il mio pensiero e non è per attaccare o difendere alcuna categoria, perchè io non ho recinti e i miei cani rimangono con noi fino alla fine quindi non appartengo ne a gli uni e nè a gli altri, ma se li avessi in recinto, non avrei dubbi a cederli ad una brava famiglia una volta che non si devono più riprodurre e lo farei con lacrime d’amore.
    Secondo me, visto che anche il tuo pensiero era ben diverso da quello che si può interpretare in quel passaggio, ti conviene specificare meglio perchè dà adito a malintesi 😉

    • @Ale: ho inserito una nota per chiarire meglio! I commenti servono anche a capire quando si sbaglia o si omette qualcosa: è il bello di essere online 🙂

  6. Ciao Valeria, che bello rileggerti, noi ci siamo conosciute ad un’internazionale a Torino, e inoltre su idac…quando ancora si parlava di cani e non si bisticciava…Dei tuoi articoli ho sempre fatto tesoro e anche questo vola sul mio sito e sul mio forum….grazie per essere tornata!!!

  7. Fortunatamente noi i recinti (25 mq l’uno per dei chihuahua con casetta cuccia e gazebo!) li usiamo solo per la notte. Di giorno stanno liberi per il giardino con un settore per le femmine in calore e per i cucciolotti. Questo ovviamente da aprile ad ottobre. D’inverno hanno tutti delle aree riscaldate e gli adulti escono nelle ore più miti della giornata… quindi bella vita sempre 🙂

  8. ps! Si Valeria :), per noi è molto semplice sistemare le cagnoline… abbiamo gente in lista di attesa per le nostre fattrici, anche perché di solito vanno ad amici che vengono spesso a trovarci e quindi sono già affezionati 🙂

  9. Rebecca, io la pensa un po’ diversamente. Avere parecchie fattrici permette di fare una selezione più attenta. L’allevatore cerca ti creare il tipo di cane che corrisponde al suo ideale (almeno per i chihuahua è così). Occorre avere quindi la possibilità di inserire nuove linee per migliorare la razza specialmente dal punto di vista genetico. Parecchie tare derivanti dalla consanguineità derivano spesso da allevamenti che dispongono di poco “materiale”. Inoltre un allevamento deve essere strutturato in modo da poter separare alcune femmine da alcuni maschi (magari madre e figlio). Noi quando facciamo adottare un adulto non ce ne separiamo, vive semplicemente in un’altra casa ma rimangono contatti e legami. E’ bellissimo passare i weekend con gli amici che vengono a trovarci con i nostri cani… e lo fanno spesso. L’ultima chihuahua l’ha adottata la fidanzata del ragazzo che passa quasi tutti i giorni da noi con il camion dell’immondizia. Inutile dire che vediamo spessissimo la nostra cagnolina. La penultima l’ha adottata la ragazza che viene ad aiutarci con le faccende domestiche 2 volte la settimana… e molto spesso si porta la cagnolina che gioca in giardino con i suoi amici. Ecco, non ci separiamo mai dai nostri cani, come un genitore non si separa dai figli quando si sposano e abitano da un’altra parte. L’amore permette di mantenere il legame.

  10. Walter, abbiamo due concezioni diverse dell’allevare e non credo che una delle due sia necessariamente sbagliata. Semplicemente la pensiamo diversamente 🙂
    I miei cani sono un piacere continuo e li voglio sempre con me, non mi piace privarmene. Nel mio piccolo non faccio più di 2 cucciolate l’anno ( spesso solo una). Lo faccio per semplice passione ( non mi mantengono i miei cani) cercando nel mio piccolo di arrivare ad una buona qualità: ho studiato molto prima di prendere le mie canette, vedendo quale linea di sangue maggiormente mi piaceva e scegliendo accuratamente anche i maschi da usare. Le cucciolate quindi sono estremamente mirate, c’è tanto studio dietro, anche se poi lo sappiamo la genetica fa sempre un po’ di testa sua.
    I miei cani vengono sottoposti a tutti i test genetici che la razza richiede ( e ogni anno ne spunta uno nuovo) e presenziano di tanto in tanto in expò ( per quel che puo’ servire e visto l’andazzo dove spesso viene giudicato chi porta il guinzaglio e non il cane).
    Credo che anche in questo modo si possa arrivare, ovviamente con più tempo, ad una buona qualità.

  11. Certo 🙂 la pensiamo diversamente perché parliamo di 2 cose diverse. Io credo che chi fa una cucciolata l’anno non sia un allevatore. Con questo non dico che “l’allevatore” sia una categoria superiore. Dico solo che ci sono appassionati cinofili che desiderano fare qualche cucciolata che, tra parentesi, se hanno un’altra attività non possono seguire un parto a meno di prendere le ferie in quel periodo. Se lavorassi non avrei i cani sempre con me e non potrei seguirli come li seguo (anche se siamo in due, io e la mia compagna, ma il carico di cose è talmente alto che una persona da sola non riuscirebbe a seguire casa e cani).
    Io sono perplesso su coloro che ancor prima di fare una cucciolata fanno il sito internet del loro allevamento.
    Per le expo sono assolutamente d’accordo

    • @Walter: sarà che io ho cominciato con una razza tedesca e quindi son venuta su con quell’idea…ma per me un allevatore fa al massimo due-tre cucciolate l’anno. Magari non proprio una sola (nel qual caso mi sentirei più di definirlo un “amatore”), ma neanche millemila… nel qual caso tendi a diventare più “commerciante di cani” che allevatore. Ovvio che è difficile mettere a confronto chi alleva chihuahua (che ti smollano 2-3 cuccioli alla volta) con chi alleva cagnoni che vanno a botte di 8-10 (e magari anche quindici, stile carica dei 101), perché 4-5 cucciolate da 2 cuccioli ti impegnano forse meno di una sola da 15. Insomma, tutto è relativo e proporzionato alla razza!
      E mo’ mi vengono in mente un tot di altre cose… che forse sono troppe per scriverle tutte qua: ci farò un articolo, va’! 🙂

  12. Infatti Walter proprio perchè so che la mentalità dell’allevatore italiano è questa è che all’inizio della discussione ho scritto che preferisco la mentalità nord europea 🙂

    Per me un buon allevatore non si riconosce dal numero di cucciolate fatte l’anno.

  13. Non è quello che ho detto, comunque come dici tu ci sono diversi modi di pensare e di allevare. Io cerco sempre di migliorare il benessere dei cani. Ciao 🙂

  14. Mi ero perso il commento di “redazione”. Io credo che una media di una cucciolata al mese sia il giusto equilibrio per chi “alleva” cani di piccola taglia. Mi pare che per l’enci sei amatoriale fino a 30 cuccioli l’anno.. Comunque un articolo di approfondimento andrebbe davvero bene. I commercianti sono quelli che “procurano” cani. Diciamo anche che tutto è proporzionato alle persone che si occupano dell’allevamento. Noi siamo in 2 a tempo pieno più i ragazzi grandi che ci danno una mano. Concludo dicendo che ogni esperienza è personale e unica. Noi siamo sempre aperti a chi ci vuole venire a trovare e darci consigli

  15. ho letto il vostro articolo e lo condivido in pieno sopratuttoil paragrafo inerenti ai vecchi cani come è vero io li ho titti i miei amati vecchietti che piano piano mi stanno lasciando bravi bellissimo articolo e lo condivido

  16. concordo su ogni virgola di questo articolo ma vorrei aggiungere anche un’altra piccola cosa…. di natura FISCALE. L’ENCI pur di prender soldi fa diventare allevatore riconosciuto chiunque, senza una regolare partita IVA incrementando gli EVASORI FISCALI e creando una concorrenza spietata sul mercato. Se il “direttore di banca” si compra una coppia di splendidi esemplari e si mette a far cuccioli a prezzi stracciati perchè tanto non ne ha bisogno….può far tranquillamente pedigree ecc…. NOI ALLEVATORI che abbiamo abbandonato il nostro lavoro per dedicarci esclusivamente a questo, cosa dobbiamo fare? Coldiretti?P.IVA? ma quanti mi chiedo io sono in regola? Codice etico? non serve a nulla il codice etico se poi anche il vicino di casa si diverte a far cuccioli incrociando cani con porci per arrotondare lo stipendio evadendo le tasse…..

    • esatto!!!!!
      è tanto facile dire “io lavoro faccio poche cucciolate all’anno perchè il mio reddito arriva dallo stipendio”
      ma chi sceglie di Allevare a meno che non vive in una famiglia di 2-3 adulti in cui 1 passa la giorna con i cani e 2 vanno a lavorare, con il piffero che vive di un paio di cucciolate l’anno ancor meno se essendo ufficiale deve anche aver a che fare con le tasse!!!!
      sarebbe bello se gli ALLEVATORI che allevano al massimo livello sotto tutti gli aspetti ricevessero degli incentivi e magari un aiuto economico per mantenersi a tale livello, ma già solo mi sembra strano scriverlo pensando che sto governo non fa altro che riempirci di tasse altro che aiutarci! purtroppo in italia l’allevatore serio è proprio l’ultimo di cui l’enci si occupa, proprio perchè non è una catena di montaggio come i cucciolifici e sono rimasta davvero delusa quando ho saputo che grazie al nuovo regolamento qualunque cagnaro poteva prendere l’affisso senza mai metter piede in esposizione e allevare cani “mezzi di razza”…
      e quando un cliente chiede “perchè non va in expo?” io trovo che sia troppo comodo dire “perchè è un mondo di M… in cui vince solo il NOME famoso” perchè è questa la scusa che spesso i cagnari usa per giustificarsi..
      ma io posso capire e do ragione che le expo sono un mondo tutto tranne che trasparente, ma se un cane prende 20 volte Eccellente, certo, non riesce a diventare campione, perchè l’allevatore di turno fa sempre lui Cac Cacib e Bob, ma comunque si è portato a casa 20 eccellenti da 20 giudici diversi significa che comunque proprio una ciofeca non è…
      quindi secondo me per avere l’affisso bisognerebbe aver conseguito ALMENO L’ECCELLENTE (manco il mb), e in generale sarebbe bello che sui siti internet degli allevatori con affisso non ci fosse solo le foto dei campioni e foto dei cuccioli di repertorio (mentre delle 30 fattrici che tiene a casa una foto sul sito non ci sarà mai) ma sarebbe bello vedere goto di tutti i cani dellallevamento, e ancora più bello che tutti avessero messo piede in expo almeno un paio di volte per alemno dare una “conferma” prima di essere usati in riproduzione, anche se ovviamente tutte le razze non sono uguali ci sono di più semplici e di più difficili da allevare e quindi ottenere sempre soggetti da expo, un esempio è appunto il chihuahua in cui la bellissima piccolissima e cortissima femmina da esposizione ha una altrettatto brevissima carriera in riproduzione (vedi pochi cuccioli di cui pochi che diventeranno sicuramente dei “campioni” di cui quasi sempre nati con cesareo quindi pochi parti) numero di futuri ciccioli che potrebbe diventare pari a ZERO se è una femmina di peso inferiore ai 2 kg che in teoria non dovrebbero essere accoppiate perchè “se la rischia” (ricordo sono accettati in expo chihuahua dai 1.5 a 3 kg,ma che spesso un chihuahua più vicino alla soglia dei 3 è provabile che venga “scartato” rispetto a uno vicino alla soglia dei 1.5 che viene apprezzato, tipico caso in cui “l’apparenza” non va d’accordo con la famosa frase “allevare cani sani e che siano in grado di riprodursi naturalmente”)
      ok adesso la smetto che se vado avanti a dire tutto quello che mi passa per la testa ne esce un poema 😛

  17. Giusto Marco! Ci vuole poco a fare una partita IVA e a mettersi in regola. Occorre fare quadrato attorno a certa gente. Ho notato un gruppo su FB, si chiama ExpoDog. Pare sia il punto di incontro dei cagnari

  18. vecchietti e fiscalità… bel connubio 🙂 passatemi la battuta per favore.. Per me che allevo cani che mal sopportano la vicinanza di altri cani, leggere delle vs esperienze mi fa venire molta invidia… Per quieto vivere i miei cani devono stare in box durante la notte e/o quando fa freddo o brutto, e durante il giorno sono nei galoppatoi.. certo è che se mi capita -molto raramente sopratutto con i rottw- di poter regalare loro una pensione a fare i principini del divano sono felicissima!
    fiscalità: un paio di anni fa un ‘collega’ mi ha tel per acquistare un cucciolo; quando gli ho detto il prezzo, iva inclusa, mi ha dato della pazza perchè sono a posto col fisco.. sarà, personalmente ritengo lui il pazzo che lavora in nero; una 15ina di anni fa ho visto a casa d’altri cosa può fare la finanza se viene ‘scatenata’; preferisco dormir tranquilla 🙂

  19. Beh…credo che questa sia una questione davvero delicata e, come dite in un altro articolo, gli allevatori D.O.C ci sono, ma spesso la loro attività non è adeguatamente promossa.
    Credo che sia una fortuna ed una bellissima esperienza incontrare un allevatore D.O.C che seleziona i propri cani con criterio, che li “tiene bene” e vive con loro un rapporto vero…”cose” queste che si vedono e si intuiscono palesemente. Ricordo ancora con grandissima emozione quando ho avuto occasione di andare ad Aosta ( …io che vivo in Sicilia!!!) e vivere una giornata con un allevatore veramente D.O.C della razza di cani da me preferita. Può sembrare una frase fatta, ma l’allevatore è una pedina fondamentale ed imprescindibile per un mondo cinofilo più serio e per diffondere una cultura cinofila competente e responsabile. Tuttavia, purtroppo, sempre per la mia piccola esperienza, si è trattato dell’eccezione che ahimé conferma ben altra regola. Io credo che, rispettate certe condizioni, spendere 1.000 euro per un cucciolo di razza sia giusto…ma spesso queste “certe condizioni” non vengono affatto rispettate. Nella stragrande maggioranza dei casi dalle mie parti, anche se nei loro siti web scrivono diversamente, gli allevatori cedono i cuccioli a 45-50 giorni senza chip nè primo vaccino, dicendo di aver effettuato la prima sverminazione(?)…ma è più che lecito dubitarne. Senza rilasciare ovviamente nessun tipo di certificato. Ho visitato anni fa un allevamento riconosciuto ENCI la cui sede dichiarata era il bellissimo villino del titolare, ma di fatto i cani venivano tenuti in un altro posto, assieme a barche e motoscafi, ammassati in due box 3mx3m. E potrei raccontarne altre, ma non voglio annoiare nessuno. La gente poi sceglie di prendere il cucciolo dal privato senza pedigree a 200-250 euro o peggio va nei negozi prendendo cani d’importazione…sia perchè vuole la “botte piena e la moglie ubriaca” (illudendosi di spendere poco e trovare un ottimo cane) sia – credo – perchè nel complesso, purtroppo, gli “allevatori” si presentano come mercanti che non offrono una alternativa di qualità e che, spesso, di fatto vendono fumo e “bidoni” (brutta parola riferita ad un cane, lo so) a prezzi altissimi.
    Credo che molte persone che si definiscono allevatori, se ci riescono, dovrebbero fare un bel pò di autocritica e che L’ENCI dovrebbe effettuare controlli più seri e regolari nell’interesse dei cani e delle persone che davvero se ne prendono cura. E certo la gente che desidera accogliere un cane dovrebbe informarsi bene ed accrescere la propria consapevolezza…

  20. Non trovavo mai il tempo di rispodere… ormai non lo leggerà nessuno….
    comunque mi allineo completamente con la linea di pensiero di Rebecca (quindi almeno non avrò bisogno di ripetere le stesse cose che ha già scritto lei).
    Anch’io ho una concezione dell’allevamento molto “nordico-scandinava”… qui da noi è difficile metterla in pratica, sia per la mancanza della giusta culture che per le leggi che remano contro e i vari club che tutelano chi fa grandi numeri…
    Penso che il rispetto del decalogo dell’identikit presentato qui porti comunque a un profilo…. accettabile (e si fa già fatica a trovarlo). Se anche ci aggiungessi le *mie* regole etiche… il buon allevatore scomparirebbe (sarebbero casi sporadici). Ciononostante continuo a ritenere che anche queste regole scandinave siano ugualmente importanti… non solo per il benessere dei cani ma anche per la selezione. Le razze sono antichissime (quasi tutte) ma vengono selezionate in questo modo da poco tempo… Ciò che ha creato le razze però è stata la selezione utilitaristica per la funzione che dovevano svolgere… I cacciatori allevavano cani da caccia perché gli servivano per andare a caccia. Non perché gli servivano a vendere cani. Per andare a caccia ne servono due…. tre.. quattro. Puoi tenere anche i due vecchi a cui sei affezionato e che ti porti dietro due volte all’anno per farli illudere di cacciare e arrivi a sei, otto. Basta. Non te ne servono di piu’. Non vai a caccia con ottanta pointer. E quando voglio un cucciolo (o una monta) vado dall’amico cacciatore che ha cani che cacciano. Non cani che stanno in box e fanno delle prove ogni tanto, quando va bene. I cani da compagnia… (molti pensano che debbano essere solo belli.. che non sappiano fare niente). Invece le razze veramente tali hanno caratteristiche fisiche, ma anche carattere, forgiato sulla capacità di adattarsi all’appartamento e essere buoni compagni… il cane mordace, quello abbaione, non lo uso per la riproduzione… vado a cercare i figli dei cani che “vorrei come compagni di vita”. Per i cani che stanno in box è lo stesso? L’allevatore a momenti non è in grado di capire quando abbaia uno o l’altro…
    I cani da guardia e da difesa mostrano le loro qualità difendendo la famiglia e il terriotrio. Non difendendo un box da cui escono a turno. Potrei andare avanti all’infinito… è cosi’ per tutte le razze. La razza la fa l’utilizzo. Adesso le razze sono tutte UGUALMENTE utilizzate per… per riprodursi. Per riprodursti tanto e vendere cuccioli. Come maiali, come polli. Le caratteristiche di razza rimangono grazie a quello che si trascinano dietro dalla loro storia… ma pian piano va a finire che le perdono. O non le sostituiscono con qualcosa di “utile” per l’utente finale (ci sta anche che la razza cambi, ma in funzione dei cambiamenti sociali).
    E queste cose qui
    http://www.youtube.com/watch?v=lc3HRO7n9ZY&feature=mfu_in_order&list=UL
    non le hanno fatte i cagnari dell’est.

    • @Denis: avevo già visto questo filmato, indubbiamente interessante e in alcune parti sacrosanto, ma anche un po’ estremizzato (dò ragione al tipo del KC: non è “il cane di razza” ad essere in pericolo, sono alcune razze estremizzate, che personalmente non alleverei manco morta. E poi la consanguineità non è il male assoluto come vorrebbero far pensare qui: è un male se è usata male, se si stringe troppo ma soprattutto se si fanno riprodurre i cani malati, come fanno allegramente gli inglesi… ma i tedeschi, per esempio, no. E gli italiani seri nemmeno).
      Poi veramente qui mostrano cani allucinanti: pastori tedeschi con quei posteriori, in Italia, non prenderebbero neanche il MB. Che gli inglesi sappiano allevare solo le razze loro è un dato di fatto: che se ne infischino delle malattie genetiche non lo sapevo prima di vedere questo film…ma direi che è un problema molto più inglese che italiano. O meglio: i cagnari ci sono anche qui, e in numero esorbitante…però almeno i riproduttori malati li usano di nascosto, non alla luce del sole.

  21. @redazione: condivido l’opinione sull’estremizzazione e la spettacolarizzazione….d’altronde è tv. Era solun un esempio per far vedere altre staccettature, ma con queste cose il discorso si amplia… forse ne riparleremo in un nuovo articolo.
    Sul fatto che i pastori tedeschi angolati cosi’ non prenderebbero neanche il MB in Italia… non ne sarei cosi’ sicuro. Forse non lo prendevano ai tuoi tempo :U … anche in questo caso potrei tirare fuori un bel po’ di link di youtube che girano sui vari forum… ma non vogli passare per lo sputtanatore ufficiale di facebook… e poi non è questa la sede… Non sarebbe tanto per “sputtanare”, quanto per dire “ci si sta arrivando”.
    Hai ragione che in Inghilterra la coa è molto piu’ grave… semplicemente perché essendo partiti prima, ci sono arrivati prima! Sono stati i primi ad allevare cani di razza con i nuovi metodi moderni, a creare tante razze a registro chiuso, a fare gli standard… e sono stati un modello per tanti anni per tanti altri paesi che li hanno seguiti come maestri. E sono arrivati li’. Non ci stiamo ancora avvicinando….. forse non ci arriveremo, la realtà è comunque diversa…. diciamo che ci stanno arrivando i cani che fanno expo. Quindi… togli quelli dell’est che non vanno bene, togli quelli da expo che sono estremizzati, togli quelli della sciura maria perché non sa come si allevano i cuccioli… ti rimangono solo quelli del direttore di banca, che però non paga l’iva e ruba il lavoro a tanti onesti allevatori che allevando i cani ci campano… quindi sorge il problema etico di famiglie che rimangono senza lavoro e sono costretti ad andare in fabbrica perché allevare cani non è piu’ reditizio ma diventa un hobby…. è un bel problema. Mi sa che ci resta solo il rifugio. E quando finiscono quelli li importiamo dalla Spagna che ne hanno a vagonate.

    • @Denis: ecco, bravo, scrivilo, qualche nuovo articolo 🙂 . Comincio a finire quelli vecchi… (vabbe’, “finire” si fa per dire: sono arrivata a giugno 2003…); però molti di essi sono, appunto, vecchi. Sto rimettendo su solo quello che mi sembra ancora attuale (e purtroppo TROPPISSIMI articoli che tiravano moccoli contro la cinofilia ufficiale sono fin troppo attuali… anzi, oggi va ancora peggio!), ma presto avrò bisogno di “carne fresca”… quindi, preparati spiritualmente perché ti romperò le palle a sangue (e pure alla sorella, che lo so chec’hattantodafare e c’ha tutta la cucciolata umana da seguire ecc. ecc…ma scrive TROPPO bene. Mi sto schiantando dal ridere rileggendo i suoi vecchi pezzi e…uno ogni tanto, magari…) 🙂

  22. Buongiorno,sono felice possessore di due cani di razza x,acquistati direttamente in allevamenti est europa,i cani
    godono di ottima salute ed hanno uno standard superiore a quelli nati in Italia,ho constatato personalmente come vengono allevati i cani,quindi smentisco tutte le dicerie le falsità e menzogne su detti allevamenti.I casini li fanno i commercianti e relativi trasportatori con la complicità dei negozi di animali che pagano i cuccioli una miseria,e li rivendono a prezzi folli.La colpa di tutto ciò è nel nostro sistema,il povero allevatore Italiano (onesto)non potrà mai essere competitivo in questo mercato,gli unici ad arricchirsi sono i veterinari e le relative case farmaceutiche,che nessuno ha il coraggio di affrontare.Un vaccino costa 5 euro alla fonte,quanto lo pagate voi? Per non esporre il problema degli interventi pagati rigorosamente in nero.Chi è più disonesto?l’allevatore dell’est o il sistema povera Italia. Cordialità Franco.

    • Franco, ma chi ha mai parlato di “allevamenti”? Io parlo sempre e solo di “cucciolifici” dell’Est, che equivalgono né più ne meno ai cucciolifici nostrani (e siamo pieni anche qui), solo che i cuccioli là costano ancora meno, perché costa meno la vita. Quindi i cagnari nostrani si riforniscono dai cucciolifici stranieri e i cuccioli, oltre alle “normali” schifezze che devono vivere negli allevamenti intensivi italiani, si beccano in sovrappiù il viaggio (spesso in condizioni disastrate) e la possibilità di beccarsi malattie di ogni tipo, perché i loro anticorpi sono “programmati” per le malattie del loro Paese e non per quelle del nostro. Risultato: il 50% crepa durante il viaggio, un altro buon 10% crepa in casa del nuovo proprietario, TUTTI hanno prima o dopo problemi di salute e di carattere.
      Gli allevatori seri dell’Est sono esattamente equivalenti agli allevatori seri dell’ovest: ma loro NON vendono cuccioli ai negozi, alle fiere e a tutto il marciume che c’è dietro la tratta degli schiavi a quattro zampe, quindi sono assolutamente al di fuori di questo discorso.

  23. complimenti per il suo articolo….sono contento che mettendo a confronto quello che scrive con quello che ha fatto il mio allevatore prima di darmi il mio cucciolo di Dobermann, riesco a ritrovare parecchi punti….quello principale e l’amore per i suio cuccioli, una sola razza di allevamento 2 matrici al massimo ecc…spero che si può fare vorrei fare il nome dell’allevatore e cioè Ninfa Nobel di tavullia…..grazie

  24. Mi ha colpito molto questa frase “oltre ai campioni e alle fattrici potrà mostrarvi, appunto, i suoi “pensionati”, perché l’allevatore vero AMA i suoi cani e li tiene con sé fino all’ultimo respiro” Ma purtroppo allevatori come lei sono rarissimi! Io vedo che questa gente interessata solo a fare i punti in expo e collezionare le coccarde. L’amore ne vedo molto poco! Io ho trovato un allevamento con tutti i requisiti descriti dal punto A fino alla G, ho acquistato un cucciolo nato dai entrambi genitori campioni, perchè volevo essere sicura di acquistare un cane morfologicamente corretto ed ho pagato una bella cifra senza battere il ciglio. Adesso mi trovo in casa un cane pieno di difetti che alle expo in classe JUNIOR non ha preso neanche MP. Mi viene nervoso ogni volta che vedo un cane della stessa razza bellissimo, perfetto e comprato da un privato a metà prezzo del mio.

    • Petra… posso permettermi un po’ di scetticismo?
      Che un cane figlio di due campioni non arrivi neppure all’MP in classe junior è veramente una cosa mai vista. Quante expo ha fatto?
      Se ne ha fatta una sola e il cane non è piaciuto al giudice… può succedere. se ne ha fatta più di una… be’, prima di giudicare bisogna attendere che abbia finito lo sviluppo. Io ho avuto cani che in classe junior non mi sarei mai sognata di presentare, tanto erano ciofeche: ma crescendo sono diventati ottimi cani. Un po’ come succede agli umanini, non tutti si sviluppano nello stesso modo.
      Poi, per carità… può succedere che il privato abbia la classica botta di c… e metta al mondo la supercucciolata (o la cucciolata mediocre con dentro un supercucciolo). Però… in trent’anni di expo, io di queste eccezioni alla regola ne ho viste forse DUE.
      P.S.: sicura-sicura che i genitori del suo cane fossero campioni, vero? Non per mettere in dubbio le sue parole, ma proprio recentemente ho ricevuto la mail di una signora che (tanto per cambiare) lamentava la morte precoce del suo cucciolo dell’Est… comprato in un sedicente allevamento multirazza in cui le avevano assicurato che era “figlio di campioni”. Ma ovviamente senza uno straccio di prova… così, sulla parola.
      In questi casi, non è che ci si possa aspettare chissà che!

      • Il nonno ed entrambi genitori sono segnati nel pedigree come campioni di bellezza e sono stati visionati da noi stessi.
        Abbiamo partecipato 2 expo + 1 speciale raduno per avere confronto con altri cani della stessa età ed il giudizio è stato sempre lo stesso. Comunque non serve più portarlo altre expo perchè ora che è cresciuto vedo anche da sola che non è il cane dei miei sogni.Tutto questo non cambia niente perchè lo amo lo stesso anche con i suoi difetti e non lo scambierei per nessun altro. Unica cosa che mi dispiace tantissimo è che allevatore non è stato sincero mentre abbiamo esaminato il cucciolo perchè certe cose dopo 16 anni di esperienza si riescono capire anche su un cucciolo di 70gg. Noi abbiamo chiesto un bel cane degno ai genitori campioni e lo abbiamo anche pagato come un super cucciolo, se allevatore era serio ci faceva notare i difetti e ci faceva un prezzo migliore. (il prezzo per un cucciolo mediocre)

  25. Carissima Valeria leggo sempre con grande interesse i tuoi articoli e mi trovi d’accordo su moltissime delle cose di cui parli! Vengo da un’esperienza di acquisto di un Cavalier King Charles Spaniel che è stata tutt’altro che felice. Prima di acquistare il nostro cucciolo ne abbiamo passati parecchi: dagli allevatori “casalinghi”, agli allevatori amatoriali (uno di questi ci ha comunicato che il cane che avevamo scelto era monorchide quando questo aveva ormai quasi 3 mesi, e solo 2 settimane prima di consegnarcelo chiedendoci ben oltre le spese da lei sostenute fino a quel momento – se posso far riferimento a ciò che hai scritto in un altro tuo articolo qualche giorno fa a proposito di ciò che può andare storto in una cucciolata!), ai “grandi” allevatori con tanto di affisso, pluricampioni internazionali, ecc. Abbiamo chiamato gli allevamenti più famosi del Nord e Centro Italia scontrandoci, purtroppo, anche con persone arroganti e incompetenti che invece di aiutarci a scegliere e a fare chiarezza nella totale confusione che regna sovrana nel mondo di chi vuole acquistare un cucciolo SANO oltre che bello e di chi li vende, hanno solo aumentato tale confusione con informazioni contraddittorie e comportamenti assurdi (vedi il caso del monorchidismo di cui ti ho accennato sopra – che forse era agenesia non lo sapeva nemmeno lei, oppure un altro che mi ha buttato giù il telefono dopo aver detto frasi del tipo “non dovete portare il cucciolo dal vostro veterinario, dovete seguire solo quello che vi dico io!” e poi non rispondere più). Belli questi articoli sul buon allevatore (ricevute/fatture, pedigree, garanzia, salute del cane, esami sui riproduttori, …) peccato che io non ne ho trovato UNO che corrisponda all’ideale che descrivi nei tuoi bellissimi articoli. Sarei felice, e forse non faresti felice solo me, se potessi dare anche nomi e cognomi di questi allevatori seri di cui parli, magari divisi per razza. E’ come parlare di quanto buona è una torta e poi non tirarla mai fuori dal forno per farla assaggiare 😉 capisci cosa intendo? Nonostante tutto, continuo ad essere sicura che ce n’è di gente seria che lavora bene: è che io probabilmente non ho avuto il piacere di incontrarla! Per esempio qual è l’allevamento di Cavalier King Charles Spaniel che corrisponde alle caratteristiche che descrivi in questo tuo articolo e che tu per prima mi consiglieresti per il mio prossimo cucciolo? Vediamo se forse l’ho già chiamato…. Aspetto con ansia una tua gentile risposta! A presto e grazie!

    • Ti ho risposto su FB… ma visto che l’argomento è stato sollevato anche da un altro lettore, credo che sbrodolerò ulteriormente in una risposta “pubblica”, ovvero in un articolo 🙂

  26. I tuoi articoli sono sempre interessantissimi e in essi trovo risposte a domande che spesso mi pongo. Ora mi frulla per la testa un’ideuzza: perchè non intervisti qualche giudice ENCI? Mi piacerebbe leggere i loro pensieri in risposta ad un articolo come questo… sapere se comprendono il valore del ruolo che ricoprono… se sono d’accordo su certi punti… dai dai dai!!!

  27. Cara petra,devo dire che purtroppo non sempre da due campioni,nasce sicuramente un gran cane! sulla cucciolata purtroppo i difetti vengon sempre fuori! Non basta accoppiar 2 cani mega galattici per ottener un risultato strabiliante! Parliamo di genetica!!! Magari dietro entrambi i genitori portan il medesimo difetto! Bisogna studiar i pedigrée e non accoppiar bello x bello! NON E’ SUFFICIENTE! Te lo dico io che allevo bpoule ed è una razza che(purtroppo) ha non pochi problemi!!! Ci ho messo 6 7 anni x eliminar Cherry Eyes Mega esofago, palato molle! Eee.. x far questo ho veramente dovuto sudare!!! Alle volte in una cucciolata ci son 5 cuccioli pieni di difetti e 1 bello, quello bello va in expo, difenta campione eee… si riproduce…nn sempre nascon bei soggetti da quello che x le expo è risultato perfetto!…Gli allevatori veri lo sanno, conoscon la genetica, sanno qual’è il cucciolo più bello già nel momento in cui nascono, anche se poi, crescendo si modificano!…Ho acquistato x sfizio e per mia personale soddisfazione un cucciolo di terranova(nn x allevare, ma x compagnia) era bellissimo! A10 mesi è diventato un obrobrio, ma l’allevatrice(nonche giudice di gara mi ha sempre detto di aver pazienza ed attendere) ero scettica, ma a 2 anni e mezzo il mio caro dolce Otello ha fatto il cambiamento e, da brutto anatroccolo si è trasformato in cigno! Dirò di più, è vissuto x 16 anni al mio fianco attorniato da un esercito di boully!!! Un terranova 16 anni? Si, proprio cosi! Come una boule di 20 anni e 5 giorni!!! Amo i miei cani, vivon liberi, ma, quando viene qualcuno a vederli, ahimè, li devo chiuder nei box8che normalmente utilizzo per la notte) perchè altrimenti, chi viene x vederli non ci riuscirebbe! Corrono e saltano in continuo!Ho tanti cani, ho anche 1 meticcio 4 chiwi(che non faccio fare) 2 Barboni che utilizzo per toelettare, ma allevo solo boule e mi rifiuto di far fare una barbona(nonostante tutti me lo chiedano perchè ho una bellissima cagna bianco/nera americana e una black & tan, ma no! Il mio cane è il boule, il boule che rutta, russa scoreggia!Lo amo più di me stessa e se potessi ne avrei di più…Son sempre restia sul vender i cuccioli e faccio terzo grado a chi viene ad acquistare, ho partita Iva, rilascio ricevute, non vendo cuccioli prima dei 90 g, con ciclo vaccinale completo certificati medici sanitari attestanti buona salute,microchip, sverminazioni e 120 g di garanzia! Ho detto120 non 12! Seguo i miei cani a vita!E sin tanto che respirerò continuerò a farlo! Comunque per un profano,non si comincia con expo importanti, si fan locali,nazionali e l’ultima cosa son i raduni!!!Detto questo In bocca al lupo a tutti!E fate attenzione, capita spesso,di imbattersi in “Allevamenti” con grandi campioni che non san neppur ciò che vuol dir allevare poichè i cuccioli son tutti rigorosamente d’importazione anche se loro gestiscon degli adulti!!! Questo purtroppo è capitato a me!!!…Lettera all’ENCI eee…Il signore ha cambiato affisso intestandolo alla moglie!!! MAH!…

  28. cara valeria, leggere i tuoi articoli e’ un vero diletto, perche’ sai scrivere bene e conosci l’ambiente canino di oggi e di ieri. E parli chiaro! Quanti grandi allevatori, virtuosi e abili, hanno imparato a NON PARLARE! non per omerta’. ma per stanchezza, non ne possono piu’ di vedere l’inutilita’ di parlare. Un abbraccio, ada

  29. Le mie esperienze coi cani di razza:
    – boxer di 3 mesi, preso dopo molte ricerche (telefoniche, internet all’epoca non c’era): risultato, monorchide. E’ stato bellissimo e mi ha lasciato un amore per i boxer che ho ancora adesso, ma l’allevatore non ha mai risposto alle domande al riguardo (anche se non lo avrei mai rimandato indietro e l’allevatore probabilmente lo sa benissimo).
    – alaskan malamute, anche lui splendido, di allevamento riconosciuto. Pedigree mai spedito, dati sanitari inconoscibili. Purtroppo ce lo hanno rubato quando aveva 9 mesi e ne’ per soldi ne’ per amore siamo riusciti a ritrovarlo (abbiamo anche offerto cifre da capogiro).
    Risultato: credo che il prossimo cucciolo, se ce ne sara’, verra’ da un rifugio. Almeno sara’ contento e ci sara’ un’anima in pena in meno dietro ad una gabbia.

  30. Salve signora Valeria, e già da molti mesi che leggo commenti e risposte sul questo sito e siccome ho bisogno di aiuto desidero parlare con Lei del mio caso…un anno e mezzo fa ho acquistato da un allevamento un dobermann, una razza che io amo da quando ero piccolo infatti ne ho avuti già tre questo Tequila si chiame e il quarto, premetto che è anche il primo cane che compro in allevamento. Nonostante tutti i consigli carpiti qua e la da internet e dalla gente del posto mi sono imbattuto in un allevamento dove chi lo porta avanti, secondo il mio modesto giudizio, tutto potrebbe fare ma non l’ allevatore….ora senza prolungarmi nei dettagli le dico che già dopo cinque mesi che avevo il cane l’allevatore viene a casa mia dicendomi che doveva portare via il cane perché c’era una mostra canina e visto che io lavoravo e non avevo tempo lo portava via lui per quattro giorni…gli rispondo che il cane senza di me non si muove da casa e lui arrabbiato mi dice che sul contratto era scritto che poteva venire quando voleva per portar via il cane alle gare…a quel punto mi sono arrabbiato e gli ho detto di andar via..dopo pochi giorni mi arriva una denuncia penale di appropriazione indebita e diffamazione su internet, le spiegherò magari più avanti per la diffamazione,.dove ho sbagliato signora Valeria secondo lei…grazie

    • Giancarlo, ha sicuramente sbagliato nella scelta dell’allevatore… però con queste poche informazioni non so che dirle. Se lei ha pagato il cane, l’ha registrato a suo nome e ha fatto tutto ciò che doveva fare, la denuncia per appropriazione indebita mi sembra quantomeno ridicola.
      Lei fa benissimo a non lasciare il suo cane in mano a chicchessia. Della diffamazione non parlo perchè nulla ne so, ma per il resto mi pare che qui l’unico ad aver sbagliato sia stato l’allevatore.

      • Grazie per la tempestiva risposta, appena ho il tempo e lei me lo permetterà le scrivo tutto quel che mi è successo prima di arrivare alla denuncia,per ora il cane resta intestato a me all’anagrafe canina, il pedigree purtroppo con disonestà e riuscito a sottrarmelo e ha avuto la possibilità di cambiare l’intestazione, l’enci qui ha proprio sbagliato e non so cosa fare…..comunque desidero spiegare bene come sono andate le cose so che lei essendo imparziale potrà darmi una risposta….grazie

  31. Buongiorno , signora Valeria sono il titolare del’allevamento dobermann della NInfa Nobel di qui parla il sig Giancarlo. M i meraviglio di lei che da dei giudizi su internet ascoltando solo delle menzogne, se lei mi invia un indirizzo dove possa allegare tutta la documentazione originale da lui firmata si rendera conto che prima di fare certe affermazioni come lei ha fatto bisogna ascoltare anche la controparte mi auguro che questa email inviata in via bonaria le serva di esperienza cordiali saluti Scagnetti Sergio

  32. Caro Sergio, il signor Giancarlo, nel suo primo commento (l’unico, peraltro, in cui la nomina) diceva testualmente: “sono contento che mettendo a confronto quello che scrive con quello che ha fatto il mio allevatore prima di darmi il mio cucciolo di Dobermann, riesco a ritrovare parecchi punti… quello principale e l’amore per i suio cuccioli, una sola razza di allevamento 2 matrici al massimo ecc…spero che si può fare vorrei fare il nome dell’allevatore e cioè Ninfa Nobel di Tavullia”.

    Ovvero, parlava benissimo di lei. Qualche tempo dopo è saltata fuori la storia dell’appropriazione indebita ecc. ecc… che non avevo neppure ricollegato al primo commento (qui arrivano un centinaio di commenti al giorno, può immaginarsi se me li ricordo tutti…): però, alla mia richiesta di maggiori spiegazioni, non ho mai più ricevuto nulla.
    Evidentemente questo signore non aveva poi tutte ‘ste ragioni da farsi.
    Personalmente non ho dato “giudizi” di sorta sulla vicenda legale (sarei una pazza a darne senza conoscere i fatti e senza vedere la documentazione… ma anche se li conoscessi, non sono un avvocato e quindi potrei dare al massimo un parere personale!): ho detto invece che non mi piace (e lo ribadisco) che un allevatore possa andarsi a prendere un cane ormai adulto, che neppure lo conosce più, e portarselo in expo senza la presenza del proprietario.
    Non ho bisogno di farmi nessuna esperienza, gliel’assicuro, per sapere che in questo Paese è ancora lecito esprimere opinioni.
    Cordiali saluti a lei.

    Valeria Rossi

  33. Cara Valeria tengo a precisare che una persona intelligente non si permette di esprimere giudizi senza avere delle carte in mano, io ho documenti firmati in originale dal sig. Giancarlo altrimenti la denuncia x appropriazione indebita da me fatta ai carabinieri sarebbe stata un Po rischiosa e facilmente impugnabile cosa che non successa da parte del sig Giancarlo che da vigliacco a preferito nascondersi dietro una lettera anonima dove è facile raccontare barzellette ,se le sue affermazioni fossero vere gli basterebbe andare da qualsiasi avvocato ed io come allevatore ho l’obbligo di dargli i documenti che lui reclama perché non non lo fa ??????? Cordiali saluti Sergio

    • E io posso solo ribadire che non ho espresso alcun giudizio! Ho detto che Giancarlo ha sbagliato la scelta dell’allevatore…e provi a dirmi che non è vero! Non vi siete capiti, avete litigato, siete finiti per vie legali…non mi pare che la sua scelta sia stata felice: indipendentemente da chi abbia ragione e chi torto, cosa che non tocca certo a me stabilire.
      Ribadisco che ho espresso anche una mia opinione sul fatto che un cane adulto, se fosse il mio, non verrebbe MAI preso da nessuno per portarlo in expo senza la mia presenza: sarà per questo che non ho mai fatto uso di handler in vita mia e mi sono sempre presentata i cani da sola.
      Però il mondo è pieno così di gente che invece gli handler li usa eccome (anzi, a volte gli molla il cane per fare campionati anche oltreoceano): non gli faccio mica il processo, sono scelte personali. Però IO non lo farei mai, e questa – lo ribadisco ancora una volta – è la mia personale opinione.
      Perché il sciur Giancarlo non vada da un avvocato, non lo so: così come non so perché non abbia mai mantenuto la sua promessa di mandarmi la documentazione di cui parlava. La mia email è in bella vista sul sito nella sezione “contatti”, quindi chiunque può mandarmi quello che gli aggrada. Forse non aveva niente di concreto da farmi vedere, chi lo sa!
      Resta il fatto che questo sia un sito di cultura cinofila e non di processi nè di litigi personali: i commenti non offensivi io li lascio tutti online, anche perché così chiunque può fare uso del diritto di replica… però, sinceramente, questa storia mi pare solo il frutto di un equivoco tra di voi. E credo che dovreste sbrogliarvela da soli, perché a livello cinofilo non mi pare che possa interessare nessun altro.

      • Questa in calce e’ la risposta da lei data, nell’ultima riga lei afferma a il sig Giancarlo di aver sbagliato allevatore le sue affermazioni sono prive di documenti percio’ la prego di tenersele x lei e non pubblicarle su internet denigrando apertamente il mio lavoro la mia lettera non e’ anonima ed io ne rispondo personalmente di quello che dico mentre il sig Giancarlo non ha un cognome ???

        9 ottobre 2012 alle 13:16
        Giancarlo, ha sicuramente sbagliato nella scelta dell’allevatore… però con queste poche informazioni non so che dirle. Se lei ha pagato il cane, l’ha registrato a suo nome e ha fatto tutto ciò che doveva fare, la denuncia per appropriazione indebita mi sembra quantomeno ridicola.
        Lei fa benissimo a non lasciare il suo cane in mano a chicchessia. Della diffamazione non parlo perchè nulla ne so, ma per il resto mi pare che qui l’unico ad aver sbagliato sia stato l’allevatore.

        • Un allevatore che va a prendersi un cane adulto a casa di un cliente e se lo porta via per una expo (o che ci prova senza riuscirci), senza dimostrare interesse per l’ ansia da separazione che puo mostrare il cane e mettendo la expo sopra al benessere psichico del cane e al suo rapporto con il proprietario non e’ che sia esattamente il massimo. E visto che questo fatto non viene smentito nella replica sono autorizzato a considerarlo certo. E non parlo di ragione a livello legale, ma di amore per i cani (cosa che mi aspetterei che per un allevatore non sia tutto ma quasi).
          E denunciare un cliente perche non lascia portare in expo un cane senza di lui e’ veramente un modo fantastico di promuovere la categoria e di dimostrare l’ amore per gli animali. Comunque adesso so che all’ “allevamento dobermann della NInfa Nobel” lavorate cosi e non ci mettero’ mai piede.

          • Buongiorno Eros anche lei mi scrive senza presentarsi cosa che ho notato e’ quasi di abitudine x questo sito, se ha fatto caso alla mia prima risposta io ho inserito subito i miei dati forse questo le fa capire qualcosa e riflettere prima di intromettersi con giudizi di questioni che non conosce, invece la invito presso il mio allevamento forse dopo averlo visitato si rendera’ conto come vivono i miei cani ed il rapporto che anno con me cordiali saluti Sergio

          • Suggerisco al signor sergio lo studio del galateo della rete o netiquette; l’ affermazione “mi scrive senza presentarsi cosa che ho notato e’ quasi di abitudine x questo sito” viola il galateo informatico, il quale invita a conoscere un sito, forum o simili prima di scrivere per poi adeguarsi allo stile li utilizzato(invece di criticarlo perche non in linea con le proprie idee). Io mi sono adeguato allo stile qui predominante; e criticarmi per averlo fatto e’ al limite della maleducazione informatica. Inoltre aggiungere il mio cognome servirebbe a poco (in questa discussione), cosi come il fatto che di professione sono fotografo, o la citta dove vivo, o quanti anni ho… Altro discorso sarebbe stato se i miei dati fossero stati funzionali alla discussione.
            Poi la parola “intromettersi” e’ almeno fuori luogo, visto che siamo in un forum (o come lo si voglia chiamare) pubblico (o almeno aperto al pubblico) e che chi vuole evitare “intromissioni” e’ tenuto a utilizzare altri mezzi (tipo mail privata). Quindi e’ invitato a imparare ad usare correttametne la rete e a conoscerne il galateo, prima di farmi la morale a me.
            E non ho bisogno di visitare l’ allevamento, mi basta quello che ho letto nei suoi interventi precedenti per capire che il suo allevamento non fa al caso mio.

          • @redazione, credevo che le discussioni fossero aperte a tutti, e che partecipare non fosse considerata un “intromissione”; e che adeguarmi al linguaggio informale del sito (senza presentarsi con nome cognome, lavoro ed indirizzo) fosse la norma. Ho capito male io, oppure il sig. sergio e’ incapace di adeguarsi a regole altrui? Chiedo chiarimenti perche a me hanno sempre insegnato che voler sempre imporre le proprie regole denota superbia e pochezza

          • Le discussioni sono aperte a tutti e – come è normale in rete – nessuno è tenuto a presentare credenziali. Domandarle è lecito, rispondere – come da proverbio – è cortesia. L’unica cosa vietata in questo spazio sono i palesi trollaggi e gli insulti pesanti e personali (nel qual caso, però, di solito si viene direttamente bannati). Non è vietato neppure litigare…però, dopo un po’, le discussioni private sarebbe carino che fossero proseguite appunto in privato: questo spazio dovrebbe contenere argomenti di interesse generale.

          • So che forse il “povero cafone” che ho scritto in un commento potrebbe risultare eccessivo, ma sentirmi dire “ma prima o poi diventi un uomo e non abbassi lo squardo quando parla con una persona” da uno che non rispetta il gruppo (cercando di imporre il suo modo di fare) ne il galateo del web e che si arrabbia quando uno glielo fa notare me lo ha tolto dalle dita. E ti chiedo scusa Valeria per essermi fatto trascinare a quel livello. Se ritieni opportuno cancellare quel mio commento fai pure.

  34. Mi dispiace per il signor Sergio sicuramente ha le sue ragioni, ma io non ho preso il mio tequila da Tavullia sono siciliano e vivo in Sicilia…..mi scuso se non mi sono fatto sentire ma sono stato in ospedale…..appena mi rimetto in sesto le spiegherò come sono finite le cose tra me e il mio allevatore….grazie

  35. le bugie anno le gambe corte e ancora ti nascondi dietro a menzogne se hai il coraggio scrivi come ho fatto io il tuo cognome e quant’altro, cosi ti assumi le tue responsabilita’sicuramente conoscendoti non lo farai diventa uomo che sei grande Giancarlo

  36. mi scusi professore eros ma io non la conosco e non parlo con anonimi che si nascondono dietro la rete, continui pure i suoi studi di galateo ma prima o poi diventi un uomo e non abbassi lo squardo quando parla con una persona, questo e’ il mio galateo

    • Ecco un altra ragione per evitare un allevamento del genere. La superbia non e’ assolutamente una dote adatta per un allevatore che meriti il mio rispetto. Ho detto come mi chiamo, che lavoro faccio, in altri commenti (dove sono funzionali al discorso) appare la citta dove vivo, la mia eta, il nome del mio cane, ho anche scritto il quartiere dove vivo, eppure un povero cafone invece di riconoscere le sue mancanza alla netiquette e di scusarsi per quelle mi deve dare dell’ anonimo. E la frase “continui pure i suoi studi di galateo ma prima o poi diventi un uomo e non abbassi lo squardo quando parla con una persona, questo e’ il mio galateo” dimostra tutta la pochezza e superbia della persona in questione, che si crede superiore a tutti ma che in realta e’ troppo poco uomo (per riprendere il suo modo di esprimersi) per accettare regole fatte da altri (ovviamente non da me, che semplicemente mi adeguo al galateo comune invece che a quello di uno sbruffone).
      Ma quale allevatore serio potrebbe dimostrare tanta superbia e insensibilita? Poveri cani e poveri clienti.

  37. Articolo molto interessante. Purtroppo c’è anche un altro lato da considerare: il lato umano. Spesso gli allevatori vogliono solo approfittarsi del nuovo arrivato. A noi è successa una cosa davvero pessima. A pochi giorni dal ritiro del cane si è tirato indietro e ha deciso di non darcelo più, caparra già versata, riversandoci addosso le peggiori offese. La scusa è stata che avevamo chiesto di anticipare il ritiro di 2 giorni. SPecifico che il cucciolo aveva già superato i 60 giorni, anzi andava verso i 90. Reale motivazione: cucciolo troppo bello, che probabilmente ha voluto vendere a di più, o all’estero, o tenerlo lui. Dopo la lettera dell’avvocato ha cambiato versione dicendo che il cucciolo avrebbe un problema di salute e non ce lo ha dato per questo, con tanto di referto del veterinario (falso, perchè fatto con il soprannome del cane, e non con quello reale da pedigree che ho scoperto per altre vie). Secondo lei si può fare un esposto all’ENCI per questa cosa essendo un allevamento riconosciuto? O restano solo le vie legali per un risarcimento del danno? La ringrazio in anticipo. Che brutta vicenda. Che schifo mi creda…Il nostro primo cane. Davvero una sofferenza, e poi pure le offese il telefono sbattuto in faccia e tutta la follia di questa sottospecie umana.

  38. Ho deciso di adottare un Cavalier King. Ho sempre avuto con me meticci e trovatelli e la scelta di avere un cane “di razza” è determinata solo dalla necessità di avere un cane sano e di taglia e carattere piuttosto certi visto che viaggio molto e il mio amico dovrà accompagnarmi. Quindi sto approcciando siti, forum, blog, per cercare un allevatore che mi ispiri fiducia. Nel mio immaginario pensavo di incontrare amanti dei cani la cui unica preoccupazione fosse affidare il cucciolo nelle migliori mani possibili e invece ho trovato un mondo difficile in cui ho sentito allevatori parlare male di colleghi, in cui mi hanno chiesto i “requisiti” del cane e che fanno del prezzo più o meno alto l’argomento di maggiore interesse. E io che pensavo di vedere una cucciolata e di innamorarmi del mio futuro compagno.. Se qualcuno potesse aiutarmi nella mia ricerca indicandomi un allevamento serio di cavalier in puglia o a roma e dintorni ne sarei molto grata. Grazie 1000

  39. @mafalda: non so che dirti…certo, io cerco (e cercavo) l’opposto di un cavalier..un san bernardo, per l’esattezza, e gli allevatori con cui ho parlato non hanno mai accennato al prezzo prima di conoscermi di persona e farmi il terzo grado. a parte uno che faceva consegne i n tutta italia e vendeva cuccioli a 800 euro, sconto per la maschera asimmetrica -.-. non posso darti consigli sugli allevamenti, ma in generale diffida di chi parla solo di prezzo e non ti chiede niente… un allevatore serio tiene ai suoi cani, e vuole giustamente sapere in che mani vanno a finire. fidati solo di chi ti vuole conoscere, di chi ti invita in allevamento e ti fa vedere mamma, papà e poi cuccioli.buona fortuna per il tuo cavalier! 🙂

  40. Purtroppo oggi questo non serve più, basta pagare la quota ENCI, scegliere un affisso è siamo allevatori… bella la crisi eh?

    1. risultare proprietario di almeno 2 fattrici della medesima razza;
    2. aver prodotto e iscritto al libro genealogico italiano almeno 2 cucciolate, della stessa razza delle fattrici di cui al punto a);
    3. non aver subito condanne o non aver un procedimento in corso per reati a tutela del sentimento per gli animali, in merito all’attività di allevamento svolta o al commercio di cani;
    4. aver sottoscritto il codice etico dell’allevatore di cani;
    5. essere residente in Italia.

  41. Splendido articolo e drammaticamente vero.Non riesco ancora ad accogliere un cane a casa e sono passati diversi mesi. Ho escluso quegli indegni negozi per animali e i soliti ” amici” che ti regalano i cuccioli di” razza”.Credevo che rivolgendomi ad un Allevatore sarebbe stato più facile e sicuro.Ne ho visitati diversi ( alcuni da codice penale) e quello che scrive l’ottima autrice ho potuto riscontrarlo.Sicuramente non sono tutti così e ce ne saranno molti seri, responsabili ed eticamente perfetti …..ma a trovarli……quello che fa specie e che non ci si può fidare dell’ENCI. Sono mesi che mi documento su possibili Allevatori a cui rivolgermi per acquistare un cane e tutto ciò è assurdo.

  42. quando leggo questi articoli (da semplice amante dei cani che si sta informando per acquistarne uno in futuro) mi viene da pensare a quanti cani ci sono in giro e quanti pochi sono allevati in modo corretto e serio..la maggior parte sono “frutto” di cagnari.. per la gioia dei veterinari! acquistare un cane è veramente difficile.. non credevo così tanto.. sarà molto dura trovare l’allevamento giusto!! esiste un sito/forum in cui le persone parlano delle loro esperienze? io vorrei un Bernese, ho un allevamento vicino casa che seguendolo su facebook sembra fantastico.. poi una signora mi ha stroncato ogni aspettativa perchè conosce molti cani di quell’allevamento malati.. a chi credere? e soprattutto a chi chiedere???

  43. Grazie, illuminante come al solito.
    ti segnalo un refuso (più perchè non ho di meglio da fare che il pignolo): “guadagnando sulla qualità e fregandosene della qualità”

  44. Noi siamo alla ricerca di un cucciolo, è la nostra prima esperienza, e fin’ora abbiamo avuto la possibilità di visitare due allevamenti, molto diversi tra loro.
    Il primo, “professionale” e super pubblicizzato, era enorme, gestito da una coppia che fa questo mestiere per vivere, forniti di 40 femmine e 5 maschi, più tutti i cuccioli. Ci è piaciuto il fatto che avessero ancora con sè i soggetti più anziani, non solo, la più vecchia delle femmine era trattata come una figlia, nonostante fosse già “in pensione” nel senso che non veniva più usata per la riproduzione. Diciamo che era un po’ la loro mascotte! D’altra parte non ci è piaciuto il fatto che avessero così tanti cani, considerato che ci lavorano solo in due… come possono stare dietro a tutti con le attenzioni dovute? Inoltre, facendo alcune domande mirate, prettamente cinofile, abbiamo capito che la conoscenza era molto limitata. Diciamo un po’ vecchio stampo, del tipo che al cane basta dare cibo, acqua, farlo correre un po’ ed è già felice. Le puppy class, le esperienze sensoriali appena nati, i giochi e l’addestramento erano tutte “finezze” sconosciute o addirittura considerate inutili.
    Il secondo era un allevamento “amatoriale” sconosciuto persino agli abitanti del paese stesso, gestito da un signore che fa altro per vivere, ma alleva cani per una passione sua personale. Due femmine, un maschio da riproduzione, utilizzato anche nei concorsi, più altri due. Anche qui abbiamo capito che le “finezze” di cui sopra erano sconosciute, ma ci ha fatto un’impressione decisamente migliore, perchè non ci ha dato l’impressione di produrre in quantità per fare soldi, ma di amare questa razza a prescindere da eventuali acquirenti, tant’è che non ha mai cercato di convincerci ad acquistare presso di lui. I cani lo adoravano e lo rispettavano. Aveva appena avuto una cucciolata (da una settimana) e si è reso disponibile a farceli vedere a 40 giorni per farci un’idea quando fossero già stati in grado di camminare e interagire. Ovviamente non li avrebbe ceduti prima di 60 giorni. Ci ha fatto chiaramente intendere che per lui le cose più importanti sono la salute e il carattere. L’estetica è secondaria, solo il maschio viene usato nei concorsi, ma non gli interessa che i cuccioli siano “bellissimi” purché escano sani fisicamente ed equilibrati mentalmente.
    Ci ha anche detto che nei giorni successivi sarebbe passato l’incaricato ENCI a verificare la cucciolata.
    Nonostante quest’ultimo ci sia piaciuto notevolmente di più, io ho ancora qualche dubbio… mi sembrava troppo “casereccio” …continueremo a visitarne altri e speriamo…
    P.S. gli allevamenti erano di Pastori Tedeschi

  45. Ottimo articolo. Come tutti quelli che mia moglie ed io leggiamo con piacere su questo forum.

    Devo dire che nell’acquisto del nostro Bulldog abbiamo avuto la fortuna di trovare un’allevatrice che rispecchia tutte queste caratteristiche; mi auguro di avere la stessa fortuna per i cani futiri che verranno, come la auguro a tutti coloro che vorranno accogliere un pelosotto nella loro famiglia ed amarlo come si deve.

  46. Bellissimo articolo,
    Se posso permettermi di aggiungere una cosa dalla mia piccola esperienza col nostro adorato YORKIE, l’allevatore serio è anche quello che, dopo avervi venduto il cucciolo, a distanza di anni, risponde alle vostre richieste di consigli e per qualunque problema si informa in giro e ti fa sapere.
    A noi è successo così.. però abbiamo girato prima di scegliere, conosciuto diversi allevatori, tutti con affisso, e di poco trasparenti ne abbiamo trovati.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.