venerdì , 19 dicembre 2014
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La rogna otodettica (rogna dell’orecchio)

MORFOLOGIA
Otodectes cynotis è un acaro appartenente alla famiglia Psoroptidae che non scava gallerie nell’epidermide come Sarcoptes scabiei, ma vive sulla superficie della pelle nutrendosi di detriti e fluidi tissutali causando otite esterna nel cane.
Otodectes cynotis può infestare anche gatti, conigli, procioni, furetti ed altri mammiferi; tra cui molto raramente l’uomo, risultando da studi effettuati la medesima specie in tutti i differenti animali colpiti.
La sede di localizzazione elettiva è il canale auricolare esterno, ma può ritrovarsi a volte anche sulle aree cutanee circostanti e, occasionalmente, del collo, groppa e coda.
Morfologicamente l’acaro presenta colore biancastro, forma ovalare di circa 400 micron, rostro conico corto e tozzo, arti che si estendono oltre il margine del  corpo i cui pre-tarsi terminano con una struttura a forma di coppa che permette loro di muoversi tra le scaglie e il cerume.
Le femmine sono morfologicamente diverse dai maschi; risultano leggermente più grandi, con ventose solo sul paio di zampe anteriori mentre le posteriori terminano con lunghe setole, e con il quarto paio di zampe molto corte non sporgenti dal corpo.
Il maschio è leggermente bilobato posteriormente con tutte e quattro le zampe terminanti con ventose; il quarto paio di arti, a differenza della femmina, è sviluppato.

Femmina

CICLO BIOLOGICO
Il ciclo biologico dell’acaro richiede circa tre settimane. Le uova, deposte e fissate al substrato con una sostanza cementante, schiudono dopo quattro giorni di incubazione lasciando fuoriuscire una larva esapode; questa si nutre per circa 3-5 giorni riposandosi poi per un giorno. Dalla larva dopo tale periodo schiude una protoninfa con quattro paia di zampe, il cui ultimo paio risulta molto corto.
Anch’essa si nutre per 3-5 giorni e cessa tale attività per 24 ore, dopodiché la protoninfa si trasforma in deutoninfa. Quest’ ultima presenta sul bordo posteriore del corpo delle ventose alle quali si attaccano le ventose anali copulatorie del maschio.
Il periodo di accoppiamento tra maschio e deutoninfa si protrae per più giorni: durante tale periodo la deutoninfa viene trascinata dal maschio mentre è in atto il processo di muta ad adulto.
Se l’acaro che emerge dalla deutoninfa è un maschio questo attaccamento non ha alcun significato fisiologico, mentre se risulta una femmina si ha la fecondazione e la produzione di uova.

Ma queste rogne, me le posso prendere anch’io?
Le rogne (ovvero le malattie causate da acari) sono quattro: sarcoptica e otodettica, demodettica (o rogna rossa) e cheyletielliosi, quest’ultima detta comunemente “forfora che cammina” per le grandi dimensioni degli acari (ben visibili ad occhio nudo) e per la somiglianza, appunto, con la normale forfora. Rogna sarcoptica, rogna otodettica e cheyletielliosi sono patologie trasmissibili all’uomo, generalmente autolimitanti: una volta eliminata la fonte di contagio la situazione si risolve da sè. La rogna demodettica, invece, non si trasmette praticamente mai all’uomo (e neppure agli altri animali, data la profondità a cui si trovano i parassiti nella pelle). Al di là del potenziale contagio per l’uomo, comunque, le rogne rappresentano un vero tormento per gli animali colpiti: quindi, anche se non si tratta di malattie mortali, è importante consultare subito il veterinario se l’animale si gratta con insistenza o se scuote violentemente le orecchie.

TRASMISSIONE E DANNO ALL’OSPITE
L’infestazione, che non risulta specie-specifica, è molto contagiosa e si diffonde principalmente per contatto diretto. Possono essere infestati animali di qualsiasi età, soprattutto giovani che vivono in collettività. Questi parassiti passano facilmente da un orecchio all’altro cosicché l’infestazione bilaterale è la norma.
La caratteristica clinica prevalente è la presenza di un cerume nerastro, denso, granuloso con croste, e scaglie di cheratina, importante ed unico segno clinico riscontrabile negli animali asintomatici.
Le manifestazioni cliniche sono piuttosto evidenti e generalmente l’azione dei parassiti, in concomitanza con fattori di ipersensibilità dovuti all’esposizione dell’ospite agli antigeni degli acari, determina prurito intenso.
L’intensità del prurito è piuttosto variabile e non dipendente dal numero di acari presenti nel canale auricolare.
In caso di forte prurito, l’animale si gratta furiosamente con gravi lesioni nella regione temporale, retro-auricolare e sul collo e scuote violentemente la testa provocando a volte ematomi del padiglione auricolare specie nei cani con orecchie pendule. A tale quadro, nei casi cronici, possono aggiungersi complicanze batteriche con conseguente otite purulenta.
In casi piuttosto gravi si possono avere convulsioni e crisi epilettiformi.
L’infestazione nell’uomo, contratta attraverso il contatto diretto con l’animale infestato, può manifestarsi con dermatite papulare transitoria delle braccia e del tronco.

Maschio con ninfa

DIAGNOSI E TERAPIA
La diagnosi viene effettuata tramite osservazione degli acari utilizzando l’otoscopio oppure attraverso l’esame delle secrezioni auricolari prelevate con tampone e poste in un fondo scuro illuminato da una lampada.
Eventuali adulti, forme immature o uova permettono di fare diagnosi. Già un solo uovo è sufficiente per poter parlare di rogna otodettica.
Per quanto riguarda la terapia si possono utilizzare numerosi preparati sotto forma di gocce contenenti sostanze acaricide in associazione ad antibiotici, fungicidi ed analgesici locali.
Prima dell’applicazione delle gocce, il canale uditivo dovrebbe essere pulito e, successivamente, andrebbe massaggiato per favorire la diffusione del prodotto.
E’ consigliato prolungare il trattamento per 10-14 giorni, al fine di eliminare tutti gli acari compresi quelli appena dischiusi dalle uova.
Data la grande contagiosità dell’infestazione e la poca specie-specificità, si consiglia di trattare sempre tutti i cani, gatti e animali conviventi.


Informazioni Fabio Macchioni



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