venerdì , 24 novembre 2017
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Il bagno? Solo dopo i sei mesi! Me l’ha detto miocuggino

“Finalmente è arrivata Olivia! La mia tenera cucciola dorme sulle mie gambe e mentalmente ripasso tutte le raccomandazioni ricevute per farla vivere bene: mangime di qualità, socializzazione, giochi educativi e… assolutamente non pensare nemmeno lontanamente di lavarla almeno fino a quando avrà sei mesi!”

Mi sono impegnata a fare qualche ricerca online, almeno per capire i motivi che hanno creato questa credenza popolare, ed ecco qua: “l’umidità fa male al cucciolo”.
E siamo d’accordo: se lo butti a vivere in giardino in pieno inverno a Milano, certo bene non starà.
Ma cosa c’entra questo col bagno?  Non è che lo lavi e poi lo lasci lì bello fradicio ad aspettare che gli vengano i reumatismi. Il cane, dopo il bagno, lo asciughi!
Se invece qualcuno pensa che proprio il cucciolo non si debba neppure “inumidire”, neanche per cinque minuti…. allora la prima cosa che mi viene in mente, vivendo in pianura padana, è proprio la nebbia.
Mi dovrei preoccupare di non portare mai a casa un cucciolo in periodo di nebbia, perché accidenti quanto è umida!?!
E che faccio se piove e non ha ancora sei mesi???  Certo, esistono maglioncini e cappottini: ma se si butta in una pozzanghera?
Si potrebbe sempre optare per tenere il cucciolo segregato in casa al riparo fino a quando è abbastanza cresciuto, così sta all’asciutto, non si sporca e non puzza. Magari diventa un tantino asociale, ma niente bagnetti e umidità!

Ovviamente scherzo… ma questi sono tutti i pensieri che dovrebbe fare una persona che portandosi a casa il cucciolo si sente fare raccomandazioni del genere.
L’unica verità è che al cane, che sia cucciolo, adulto o anziano, possono creare qualche problema gli sbalzi di temperatura: mentre la pulizia, l’igiene, il contatto con l’acqua, sono tutte pratiche che devono far parte della “socializzazione”, ovvero far sperimentare al cucciolo tutte quelle situazioni che faranno parte della sua vita nel nostro mondo. Con pazienza, buon senso e rispetto.
Direi che il primo bagnetto è meglio farlo subito, se le condizioni di salute sono normali, avendo cura di asciugare il cucciolo PERFETTAMENTE, allo stesso modo in cui facciamo con i nostri cuccioli umani.
I neonati li laviamo, no? Ma a nessuno verrebbe mai in mente di portarsi in giardino un neonato bagnato, magari d’inverno.
E perché mai dovremmo farlo con un cucciolo di cane?
Basta evitare correnti d’aria, luoghi ventilati, utilizzare acqua calda ed asciugare bene… e il nostro cucciolo può essere lavato subito dopo lo svezzamento.

Non smetterò mai di dire che le nostre cure e soprattutto il nostro concetto di igiene sono contro natura per i cani (che se ne starebbero felicemente sporchi vita natural durante): perciò è importante iniziare al più presto. Non fa nulla se le prime volte non sarà pulitissimo e se avremo un bagno che sembra un campo di battaglia, perché l’obiettivo principale deve essere lo scambio: conosco il mio cucciolo e mi faccio conoscere, gli permetto di capire con pazienza che il mio modo strano di toccarlo, manipolarlo, immergerlo nell’acqua e poi soffiarlo con quel coso che fa un rumore tremendo, può diventare un momento piacevole, un momento intimo, di affetto, in cui uno si prende cura dell’altro.
La frequenza dei bagnetti invece resta una scelta personale che dipende dall’ambiente in cui vive il cane e dallo stile di vita dei proprietari: se il cane vive in giardino è perfettamente inutile lavarlo ogni due per tre, ma se vive in casa e se condivide i nostri divani ed i nostri letti, non esistono impedimenti: ognuno può lavare il suo cane quando meglio crede (entro i limiti della decenza e del buon senso!), avendo premura di usare prodotti specifici che rispettano le caratteristiche del pelo e della cute.

Ci sono invece cure che andrebbero fatte quotidianamente: la pulizia degli occhi (chi ha più di un cane può osservare che si puliscono gli occhi a vicenda più volte al giorno) utilizzando semplicemente acqua tiepida; il controllo delle orecchie e l’eventuale pulizia, avendo però cura di verificare prima che non ci siano corpi estranei per evitare di spingerli più a fondo, utilizzando un batuffolo di cotone con qualche goccia di olio;  la pulizia dei denti.

Per quest’ultima vorrei smentire un’altra leggenda metropolitana: “crocchette, ossicini di pelle di bufalo e pane secco tengono i denti puliti”.
Bene… io mi sono messa a carponi con il naso quasi in bocca ai miei cani mentre mangiano per osservare in che modo un alimento secco pulisca i denti: nulla!
I cani, predatori, hanno una dentatura adatta a lacerare; masticano poco, si limitano a frantumare con i molari e deglutire.
La masticazione non comporta nessun movimento meccanico che possa in qualche modo pulirgli i denti, se non in modo assolutamente blando e del tutto insufficiente (anche gli ossi di bufalo e simili, che vengono effettivamente rosicchiati a lungo, possono pulire solo i molari, interessati all’operazione: ma incisivi, canini e premolari restano sporchi esattamente come prima!).
E’ vero invece che una buona alimentazione non crea problemi digestivi, quindi produce meno acidità e  rallenta la formazione del tartaro…ma rallenta, non “pulisce”!
Se vogliamo evitare che i denti si concino come nella foto a sinistra e quindi vogliamo evitare o spostare il più possibile nel tempo la detartrasi, che va fatta sotto anestesia dal veterinario, ci dobbiamo armare di astuzia, pazienza e garza intorno al dito (anzi, oggi esiste il comodissimo ditale agli ioni d’argento, perfetto per questo scopo) e pulire quasi ogni giorno i denti dei nostri cani.

Per finire c’è un’altra operazione che dovremmo fare spesso, soprattutto se abbiamo cani di piccola taglia: il controllo delle ghiandole perianali.
Come dice il nome, sono ghiandole che si trovano sotto l’ano, che servono a lubrificare e favorire la fuoriuscita delle feci.
A volte capita che il liquido ristagni e a lungo andare provoca un’infiammazione davvero fastidiosa che, se trascurata, porta anche all’operazione chirurgica.
Ci accorgiamo che le ghiandole sono infiammate perché i cani si leccano di continuo o strusciano il posteriore per terra cercando sollievo (e peggiorando invece la situazione).
Per evitare di arrivare a questo, basta un controllo anche settimanale: se ci accorgiamo che c’è del liquido, basta spremere leggermente con un fazzoletto.
Infine, non dimentichiamoci la spazzolata quotidiana: e, perché no, accettiamo che anche i nostri cani si prendano cura di noi leccandoci gli occhi, le orecchie e mordicchiandoci le sopracciglia…magari c’è qualche pulce, non si sa mai!

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