sabato , 18 novembre 2017
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Quelli che… la cinofilia la fanno su Facebook

di VALERIA ROSSI – C’è chi la cinofilia la fa sui campi, chi la fa dal pulpito, chi la fa a casa sua e chi la fa su Facebook.
Questo è arcinoto.
Mentre sui campi cinofili e nelle case private, però, trovi una popolazione variegatissima che va dal calciatore in culo al cinofilosofo (vabbe’, questi stanno prevalentamente sul pulpito, ma ogni tanto scendono: anche perché il cane, prima o poi, deve pisciare), dalla Sciuramaria all’esperto vero al cuggino, dall’amante dell’agility  a quello del fancazzismo agonistico, dal molossodipendente al chihuahuista… Facebook ha compiuto uno strano livellamento delle masse.
I tipi restano quelli, è ovvio, ma non si differenziano più così platealmente, anzi tendono al meticciamento generale e all’aderenza sempre più stretta ad una sorta di standard comune.

Quelli che fanno cinofilia su FB, tanto per cominciare, hanno sempre ragione. Tutti.
Anche perché, qualsiasi mostruosa cazzata sparino, troveranno sempre chi gli spiaccica sotto un paio di “mi piace” che li convincerà di avere la Verità in tasca (non la verità normale, eh: la Verità maiuscola, assoluta, inconfutabile).
Ovviamente i “mi piace” se li becca anche quello che sostiene la teoria diametralmente opposta, il che provoca la nascita di thread chilometrici con 256 commenti, che diventano illeggibili per i più e che vengono via via sempre più ignorati (salvo passaggio dello sbirciatore di turno – un tempo si chiamava lurker, ora non so) che passa, non legge neppure ma clicca su qualche “mi piace” a caso, facendo ritenere ai contendenti, quasi sempre ridotti a due, di essere ancora seguiti ed approvati mentre in realtà si stanno scannando da soli ormai da giorni.

Quelli che fanno cinofilia su FB, ogni tanto, aprono una discussione davvero interessantissima che a un certo punto arriva al suo punto clou, quello in cui ti aspetti che il messaggo successivo ti sveli l’arcano mistero della mente canina o ti dia una risposta che cercavi da anni: in realtà il messaggio successivo è “Vabbe’, vado a dormire” (con le varianti mangiare/lavorare/lavare i pavimenti ecc.).
Il giorno dopo corri a vedere se la Rispostona è arrivata: macchè. Il thread è finito, non se lo caga più nessuno, si parla d’altro. Lento ma inesorabile l’argomento che ti aveva tanto appassionato scivola verso il dimenticatoio del fondo pagina, mentre tutti gli (ormai ex) partecipanti si mettono a commentare la foto del cane che salta felice sotto la neve o il video della mammina che sforna il suo primo cucciolo.

Quelli che fanno cinofilia su FB non sono mai d’accordo con i metodi usati dagli altri. Questo è troppo permissivo, quello è troppo coercitivo, quello è iperbuonista, quell’altro è un maltrattatore. Quando però gli chiedi: “Okay, allora mi dici cosa avresti fatto tu in un caso come questo?”, devono andare urgentemente a dormire/mangiare/lavorare/lavare i pavimenti.
Sempre. Tutti.

Quelli che fanno cinofilia su FB spesso dimenticano di essere su FB e pensano di aver in mano il cellulare (a volte, ovviamente, ce l’hanno davvero perché FB lo seguono da lì) e di stare mandando sms (cosa che invece NON stanno facendo, neppure quando navigano da cellulare): per cui, sotto il video che mostra due cani litiganti con la domanda: “Cosa ne pensate? Secondo voi è mancanza di socializzazione, aggressività territoriale o che altro?” si leggono risposte tipo: “x m nn stnn verm lit è un giok nn vd ke il prm k skodinzl”.
Al che ti viene voglia di rispondere “nano-nano”, perché in quel modo lì pensi che possa scrivere solo Mork che viene da Ork.

Quelli che fanno cinofilia su FB si dividono in due grandi categorie: quelli che parlano di massimi sistemi e diquisiscono di prossemiche e cinestesi, centripetazioni e coercizione, e quelli per cui non esistono cani ma “pelosi”, “pelosetti” e/o “angeli con la coda”.
I primi si distinguono per l’elevata rissosità (tempo due messaggi  e parte la faida), i secondi per l’elevatissima percentuale di cuoricini, inframmezzati però da VIGLIAKKI! BASTARDI! INFAMI! & affini (all’indirizzo non solo del singolo umano abbandonatore/maltrattatore, che sarebbe anche comprensibile, ma all’umanità in generale e agli allevatori in particolare).
I cuoricinisti hanno quasi tutti il caps lock bloccato nella posizione “maiuscolo”.
I disquisitori di massimi sistemi si lanciano i peggiori anatemi in correttissimo ed elegante minuscolo, ma avvelenano le tastiere col curaro.

Quelli che fanno cinofilia su Facebook si dividono in altre due grandi categorie: quelle più scontate, ovvero maschietti e femminucce. Con mappe caratteriali ben precise  (queste le ho rubate, confesso):

MASCHIO:
– bassissima reattività: quando si accorge dello stimolo, il thread è chiuso;
– media aggressività: vorrebbe reagire lottando…
– combattività nulla: …ma non riesce mai a passare alle vie di fatto;
– tempra durissima: altrimenti sopravvive poco.

FEMMINA:
– reattività sublime: tende a reagire prima ancora di essere stimolata;
– aggressività altissima: non conosce altro impulso che quello alla lotta;
– combattività media: di solito non necessita di passare alle vie di fatto;
– docilità nulla: non riconosce l’uomo come superiore gerarchico;
– curiosità nulla: SA GIA’ TUTTO;
– vigilianza altissima: avverte pericoli che non esistono;
– sociabilità bassa: non riesce a rapportarsi con gli altri  in modo semplice.

Quelli che fanno cinofilia su FB (anche questa l’ho rubata) non concordano MAI su nessun argomento. Non tentate mai di dar ragione a qualcuno, perché vi risponderà che non è d’accordo con voi (e i vostri nemici giurati, a quel punto, cliccheranno selvaggiamente su MI PIACE).

Quelli che fanno cinofilia su FB, ogni tanto, concludono un accalorato thread non con il classico “vado a dormire”, ma con “porto fuori il cane”. Purtroppo la percentuale di messaggi di questo tipo è dello zero virgola qualcosa per cento: perchè tutti gli altri son capaci di piazzarsi su FB alle otto del mattino e di essere ancora lì a litigare all’una di notte.
Secondo me i loro cani, se mai dovessero incontrare Mark Zuckerberg, gli morderebbero una chiappa.

Si ringrazia Manlio Morini per aver collaborato a questo articolo a sua insaputa.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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