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Il VERO Standard del… Pinscher e dello Zwergpinscher

di VALERIA ROSSI – Parlerò contemporaneamente di queste due razze, anche perché un “vero Standard” del Pinscher-e-basta, insomma del Pinscher medio, interesserebbe a quattro gatti. Forse a tre gatti.
Insomma, in Italia questa razza è praticamente sconosciuta… anzi, no: per conoscerla, la conoscono, perché molti sanno che il Dobermann deriva dal Pinscher. Però si tende a pensare al Pinscher come ad una figura mitologica canina: qualcosa che esisteva prima del dobermann, ma poi si è trasformato appunto in un dobermann ed è scomparso. O forse si è ristretto con la prima pioggia, dando origine allo Zwerg.
In poche parole: il Pinscher, in Italia, non se lo fila nessuno.
E’ un cane della madonna, ricchissimo di doti fisiche e caratteriali, ma quasi invendibile e come tale pochissimo allevato (noi italiani avremo anche creato il detto “in medio stat virtus”, ma poi ce ne stracatafottiamo e cerchiamo sempre e solo gli estremi: nani, toy, micronani, minitoy da una parte, giganti dall’altra. Ovvero razze più delicate, più difficili da allevare e così via. A complicarci la vita siamo dei geni).

Comunque, è un fatto che dire “pinscher”, nel nostro Paese, faccia pensare automaticamente allo Zwerg. E allora uno potrebbe fare solo il vero standard dello zwerg… ma: a) sarebbe ingiusto non ricordarsi del pinscher che, oltretutto, ne è pure il progenitore (perché ha dato origine anche al nano, oltre che al dobermann);
b) trovare foto decenti di Zwergpinscher, in rete, è difficilissimo. O meglio, se ne trovano a carrettate… ma quasi tutti con orecchie e code tagliate. E invece questa razza è tedesca, gli Standard tedeschi ormai prevedono orecchie e code  integre ed io vorrei mostrare solo cani in Standard: quindi  mi salvo mescolando foto delle due razze, e vi rifilo un vero standard “doppio”.

ASPETTO GENERALE –  Secondo lo Standard, il Pinscher “è un cane a pelo raso, di media taglia, inscrivibile in un quadrato. Ha un portamento fiero, è forte come lo Schnauzer, elegante, e ha una silhouette armoniosa. La muscolatura ben sviluppata è nettamente visibile, a causa del suo corto pelo corto, specialmente in movimento“.
E ci sta tutto.
Invece lo Zwergpinscher “è un modello ridotto del Pinscher, esente da qualsiasi accenno di nanismo“.
Lui, però, non ci crede. Cioè, non crede affatto di essere un modellino. Ma non è neanche che si creda un pinscher, perché lui pensa di essere direttamente un dobermann. Nanismo? Certo che non ne mostra cenni!  Semmai si sente affetto da gigantismo.
Generalmente anche noi tendiamo a cercare nei Pincher – sia medio che nano – un dobermann più o meno miniaturizzato: in realtà, però, il cane a cui dovremmo pensare è uno Schnauzer pelato. Nel dobermann sono state introdotte altre razze, mentre Pinscher e Schnauzer sono praticamente la stessa razza (lo Schnauzer, anticamente, si chiamava proprio “Pinscher a pelo duro”).
Anche i caratteri si somigliano molto.

VARIETA’ ALTERNATIVE – Uno dei motivi per cui nessuno si compra un Pinscher, probabilmente, sta nel fatto che le Sciuremarie rigorosamente gli danno del “dobermann nano” (o “cucciolo”), oppure dello Zwerg troppo cresciuto e come tale malriuscito. Come in: “Eh, ma come sei grooooosso! Anch’io c’ho un piccer come te, ma è la metà di te!” E poi, rivolta all’umano del cane: “E’ proprio enorme… ma quanto gli dà da mangiare? Eheheheh!!!” (risatina ironica, come a dire “ma guarda che cesso di cane che ti ritrovi”. Assolutamente inutile spiegare alla Sciuramaria che sovralimentando un cane si ottiene un animale grasso e non grosso. Lei è probabilmente convinta del contrario, e vi va già di lusso se non vi chiede come mai, quando vi siete accorti che cresceva così tanto, non gli avete dato un po’ di grappa per farlo restare piccolo).
Anche i proprietari di Zwergpinscher, comunque, si beccano le loro belle botte di “cucciolo di dobermann” (se il cane è nero focato) o di “chihuahua” (se è rosso o marrone).
Però ci sono anche molte Sciuremarie che hanno imparato a riconoscere la razza e che quindi vi gratificheranno di “Ohh, che bel…”  a scelta:  Piccer – Pincio – Piciu – Zwargpiccer – Zerpiccher – Piccher nano – Coso Nano (varietà molto diffusa).

CARATTERE ED ATTITUDINI –  Per quanto riguarda il Pinscher, lo Standard recita così: “La sua natura vivace, spiritosa, sicura di sé, equilibrata, combinata con intelligenza e resistenza, fa di lui un compagno piacevole sia come cane da compagnia che da guardia“.
Per lo Zwerg: “Sveglio, di un temperamento vivace, sicuro di sé e di un carattere equilibrato. Queste qualità fanno di lui un compagno piacevole sia come cane di famiglia che da compagnia”.
“E la kuartia? –  abbaia lo Zwergpinscher, a questo punto (ovviamente in tedesco) – E la tifesa?!? Non lo zapete che io sono un eccezionale cane da kuartia e tifesa? Ahò! Retattori dello Ztantart, ve ne ziete timenticati un pezzo!”. Ma siccome è piccolo (anche se non lo sa), non se lo fila nessuno: lo  Standard resta quello e continua a dipingere un cagnolino “da famiglia e da compagnia” (ovvero, “da compagnia e da compagnia”, perché a me le due cose paiono sinonimi).
Di sicuro,  lo Zwerg non ci sta. Se lo Standard è la Bibbia delle razze canine, lui è ateo.
Lui è convintissimo di essere un dobermann, anzi più e meglio di un dobermann, perché il dobermann è un po’ diffidente mentre lui non teme niente e nessuno.
Leggendo gli Standard, comunque, Pinscher e Zwergpinscher sembrebbero avere lo stesso identico carattere, con la sola differenza che riguarda l’attitudine alla guardia.
Mica vero.

Tanto il Pinscher è riflessivo, piuttosto silenzioso, realmente equilibrato, facile da addestrare, tanto lo Zwerg è casinaro, nevrile (a volte anche nervoso), orgoglioso e pronto a farsi sentire (tendenza che sarebbe facilmente controllabile se le Sciuremarie pensassero a controllarla, cosa che non fanno praticamente MAI, con grande gioia dei vicini di casa).
E’ anche terribilmente simpatico, con questa sua smania di “sentirsi grande” (e non “un po’” più grande: almeno trenta volte più grande di quanto non sia): e sarebbe anche un cane docile, che impara facilmente e collabora molto volentieri con l’uomo (al quale si appiccica stile francobollo, esattamente come il cugino maggiore e come il dobermann: sono tutti cani che vogliono starvi vicini-vicini).
Il condizionale è dovuto al fatto che mentre il Pinscher è un cane di nicchia, da veri amatori, scelto esclusivamente da Cinofili con la C maiuscola, lo Zwerg finisce spesso in mano a umani (e soprattutto “umane”) che non vogliono affatto collaborare con lui.
Si son comprati “il cane da appartamento” e tanto basta: di educarlo non se ne parla proprio, “tanto è piccolo”.
Quando si parla di carattere, dunque, le razze non sono più due, ma tre:
Pinscher  – equilibrato, sereno, sicuro di sè, di buona tempra e buon temperamento, ottimo cane da compagnia con buona attitudine alla guardia, ma anche a diverse attività sportive..
Pinscher nano, o Zwergpinscher, appartenente a cinofilo competente –  equilibrato, arcisicuro di sè, di tempra media e di temperamento altissimo, ottimo cane da compagnia gestibile, educabile ed addestrabile a qualsiasi compito per il quale la taglia non rappresenti un ostacolo.
Pinscher nano, o Zwergpinscher, appartenente a Sciuramaria –  sempre arcisicuro di sè ma anche schizzato, mordace, dominante, indocile, rissoso con gli altri cani, abbaione, casinaro. Se la Sciuramaria ha anche visto bene di comprare il cane in negozio, o dall’allevamento multirazza, possiamo aggiungere quasi immancabilmente “squilibrato” (oltre che “malaticcio” e, proprio immancabilmente senza quasi, “brutto come la notte”, più somigliante a una pantegana che a un Pinscher della Polistil).

Oddio… mentre scrivevo che lo Zwerg “può fare qualsiasi cosa per cui la taglia non rappresenti un ostacolo”, mi è venuto in mente un video che avevo visto qualche tempo fa. L’ho cercato su youtube, ed eccolo qua:

Insomma, non è che proprio scherzassi, quando ho detto che è convinto di essere un dobermann…e ripensando alle possibili attività che gli siano inibite dalla taglia, mi viene da chiedermi: ma quali?!?

TESTA: per lo Standard sono praticamente identiche (dimensioni a parte): cranio forte, allungato, fronte piatta e parallela alla canna nasale, stop leggero, ma definito, eccetera
Per quanto riguarda il contenuto, vedi le tre razze descritte sopra. Per quanto riguarda lo Zwerg possiamo ancora aggiungere: “tanto più antipatico quanto più la Sciuramaria è iperpermissiva e iperprotettiva”. Perché se lei gli lascia fare quello che gli pare e piace, lui ci marcia: ma non come tutti i cani. Di più. Se la Sciumaria è iperprotettiva e se lo tira in braccio ogni volta che incrocia un cane, lui diventerà iperprotettivo verso la Sciuramaria e prima o poi riuscirà sicuramente a sfuggire alla sua presa materna per andare a far scoppiare una rissa con un altro cane (scegliendolo rigorosamente dai 30 chili in su, altrimenti che gusto c’è?). Idem nei confronti degli umani: gli Zwerg trattati da cani (nel senso buono della parola) sono di una simpatia devastante. Quelli trattati da povero-bambino-piccino-e-santo-della-mammina-sua riescono ad essere veramente odiosi. E non certo per colpa loro, povere bestie.

OCCHI: intelligentissimi, perché intelligentissimi sono anche i cani. Quelli del Pinscher, che stanno in una testa di dimensioni più “canine”, sono ancor più brillanti e vispi di quelli dello Zwerg, che sono sempre un pochino più sporgenti (per forza, non ci stanno…), ma nei soggetti bene allevati sono ancora occhi fieri e dall’espressione nobile.

Nei cani allevati ad capocchiam (vedi sempre provenienze tipo negozi, canifici, fiere & affini) gli occhi invece diventano via via più sporgenti man mano che la selezione diventa meno accurata: è un dogma, non si scappa. Se cercate sui siti di annunci e digitate “Pinscher toy” (che non esiste, ma che è il classico specchio per le allodole dei cagnari) vedrete occhi sempre più tondi e sporgenti, fino ad arrivare alla tipica faccia da cane che si è appena fumato dell’ottima erba gatta. Non solo: vedrete anche cani sempre più lunghi, inscrivibili più nel coccodrillo che nel quadrato.

ORECCHIE: integreeeeeeeeeeeeeee!!! Devono essere integreeeee!!! E anche “ripiegate e pendenti, attaccate alte, a forma di V. Puntano verso l’avanti in direzione delle tempie, e i loro orli interni aderiscono strettamente alle guance“. I cani delle Sciuremarie hanno quasi sempre orecchie che vanno dove cavolo vogliono. Stavolta però non è colpa delle Sciuremarie, ma della selezione malfatta o direttamente inesistente  (be’, in realtà è anche colpa delle Sciuremarie, che vanno a comprarsi il cane in negozio). Quando sono corrette, le orecchie del Pinscher (di qualsiasi taglia) sono molto parlanti e super-espressive: basta guardare quelle, molto spesso, per capire cosa sta pensando il cane o cosa vuole dirci.

CORPO: quadrato (l’abbiamo già detto), con dorso forte, linea dorsale ben dritta, linea ventrale non troppo retratta: insomma, un vero e proprio dobermanino. In teoria. In pratica, sempre parlando dei cani delle Sciuremarie (ma non è colpa mia se in giro si vedono quasi esclusivamente quelli…), si possono vedere o delle specie di piccoli levrieri italiani, col ventre retrattissimo e magari pure un po’ gobbetti (conosco uno Zwerg che si chiama Andreotti, ogni riferimento è puramente casuale), oppure delle micromucchecaroline, perché i pinscher (tutti) sono cani piuttosto voraci già di loro. Se poi la Sciuramaria si lascia prendere dalla smania di rimpinzare il cane di prelibatezze, facendolo magari pure vivere tra letto e divano (tanto è piiiicccolo….) il risultato è un’inguardabile botticella.

Porcaccia la miseriaccia: il pinscher, anche quando è nano, è un CANE! E come tale è un atleta, che deve muoversi, correre, fare esercizio fisico. Se vi pesano i ciapet, prendetevi un peluche: quello è l’unico cane che NON ha effettivamente bisogno di movimento.

CODA: be’, qui ci stiamo ancora lavorando, come in tutte le razze tedesche che fino a pochi anni la volevano amputata e adesso la richiedono integra.
Ovviamente la selezione non si fa schioccando le dita e trovandosi da un giorno all’altro con proporzioni perfette in una parte del corpo che si è sempre tagliata via. Quindi lo stesso Standard parla di un “obiettivo da raggiungere” (che è “una coda a sciabola o a falcetto“) e non di qualcosa che deve per forza già esserci. A volte c’è, a volte ancora no… per quanto gli allevatori più bravi siano già riusciti ad ottenere grandi miglioramenti rispetto alle prime code integre, che sinceramente nun se potevano guarda’ (arricciate, stortignaccole, portate alla sperandio).

Il cane nella foto a destra, per esempio, ha una coda impeccabile: però ha la faccia perplessa. Perché? Perché sta nella neve, e la cosa non lo entusiasma neanche un po’. I pinscher (tutti, dobermann compreso) non amano il freddo. Lo patiscono proprio. Non hanno sottopelo, il che fa felicissime le Sciuremarie perchè non devono scoparlo via da casa (il pelo di copertura sì, però: non illudetevi troppo. Quello dovrete scoparlo via e  ne troverete ovunque, anche nei posti in cui il cane non è mai stato in vita sua), ma non difende il cane dal freddo. Se poi parliamo di Zwerg, la piccola taglia peggiora ancora la situazione e se provate a mollare il cane nella neve senza un’adeguata protezione (cappottino, maglioncino, tutina da sci…) vi ritroverete tra le braccia un cane che batte i denti e che vi tira caldi (quelli sì) accidenti.

Se uno Zwerg prende freddo o si bagna, è importante asciugarlo e riscaldarlo al più presto, coprendolo anche adeguatamente: in questo caso sì, siete assolutamente autorizzate a coccolarlo, abbracciarlo, stringerlo a voi (così si scalda meglio). Per tutto il resto della sua vita, però, cercate – vi prego vi supplico vi scongiuro – di considerarlo un normalissimo, anche se piccolo, cane. E permettetegli di vivere da cane. Non dico che dobbiate fargli fare gli attacchi sulla manica, ma almeno cercate di ricordarvi che lui si divertirebbe un mondo a farli: così come si diverte a fare agility, o dog dance, o qualsiasi altro sport o attività che vi attiri. Non pensiate, vi prego, che un “cane da compagnia” debba vivere come un minus habens: è anche lui un cane, e se è un pinscher è un cane che in tutta la sua storia si è sempre reso utile all’uomo. Sì, anche lo Zwerg, che ha un brillante passato da cacciatore di topi e che, se gliene darete l’opportunità, vi mostrerà quello che sa fare anche nel presente. Insomma, così come lui è convinto di essere un dobermann, voi provate a convincervi di avere un dobermann: tascabile finché volete, ma con il carattere e la voglia di rendersi utile tipica di un cane da lavoro.
Se riuscirete a entrare in questo ordine di idee, avrete sicuramente un cane molto più felice.  E vi divertirete un mondo anche voi.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto e tiene diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI). Da settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) è tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO).




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